13 maggio 2023 14:07 | Alberto Fabbri
Marangon: “La speranza di salvarsi c’è sempre stata. Domani sarò al Bentegodi a tifare Hellas”
“La squadra dopo la sosta del Mondiale era ripartita anche bene, poi è inciampata in qualche risultato negativo, ma la fortuna ha voluto che le dirette concorrenti che stavano davanti, come Spezia e Lecce, non sono scappate. La speranza di tornare fuori dalla zona retrocessione c’è sempre stata! Domani col Torino è una partita super importante: in caso di bottino pieno sarebbe quasi fatta. A fine campionato se una squadra non ha più obiettivi, come quella di Juric, le motivazioni è normale che vengano meno, ma in campo scendono dei professionisti e l’obiettivo deve essere sempre quello di vincere. Il Verona però, a differenza dei granata, si presenterà con la bava alla bocca considerato l’importante obiettivo da raggiungere. Questo è un aspetto decisivo, da prendere in considerazione in vista di domani. Sulla carta, il Torino è una squadra più organizzata e forte, ma basta vedere col Bologna com’è andata. Ci sarò anch’io domani al Bentegodi, mi ha inviato la società e ho accettato con molto piacere. Sono pronto, se il mister vorrà farmi giocare (ride, ndr).
Il mio gol in casa dei granata nello storico anno dello scudetto? Il successo contro il Torino, nostri rivali principali, ci permise di tenerli a debita distanza e di convincerci che quello sarebbe stato un anno particolare. A distanza di trentotto anni, anche ieri ho ricevuto tanti attestati di affetto e di stima, una cosa unica, bellissima, davvero emozionante. Era impensabile che una provinciale potesse vincere lo scudetto, ma quel Verona era la squadra più forte del campionato. Un gruppo composto da bravi giocatori e uomini veri. Tutto girò nel modo giusto, eccezion fatta per qualche acciacco di Ferroni ed Elkjaer. Il resto del gruppo però, tenne egregiamente per tutto il campionato ed alla fine fu festa grande! Un anno perfetto, uno scudetto vinto insieme ad una grande società e città. Il nostro, vale sicuramente molto di più di quelli di Juventus o Inter. Eravamo e siamo ancora oggi una famiglia.
L’unica cosa certa per l’essere umano è la morte. Tutti ci auguriamo che arrivi il più tardi possibile ma questa è la vita. Purtroppo alcuni dei protagonisti di quell’anno indimenticabile non ci sono più, ma quelle persone vivono sempre dentro di noi, come il Pista, il Ciccio (Mascetti, ndr) Claudio Garella o il presidente Guidotti. Un giorno ci ritroveremo e vinceremo uno scudetto da un’altra parte.
Il calcio oggi è cambiato, nel dna delle società non ci sono più le bandiere. Chi investe nel calcio lo fa solo per business, senza tenere in considerazione il valore che ha una maglia o una città. Spesso incappano in mancanze gravi di vario genere e forma, ma la cosa più importante è che il ricordo di certe persone rimanga nel cuore di chi li ha vissuti e gli ha voluto davvero bene” ha dichiarato a Hellas Live, l’ex difensore dell’Hellas Verona, Luciano Marangon.