15 giugno 2019 08:43 | HELLAS LIVE

Setti: “Ci siamo presi la Serie A insieme ai tifosi. Aglietti persona fantastica. Grosso? Ha dato alla squadra un calcio di livello altissimo”

“Al triplice fischio finale della gara di ritorno dei playoff, ho pensato ai dipendenti del Verona. Li ho visti soffrire in silenzio durante la stagione. Per loro, mi sentivo soddisfatto. Ho pensato: siamo tornati in A, a luglio inauguriamo la nuova sede, nel futuro prossimo c’è il nuovo stadio. Insomma, mi sono sentito orgoglioso: anche se fra, diciamo, 10 anni, non dovessi essere più qui, avrò lasciato una eredità concreta. Cosa significa la Serie A? Intanto lustro. Anche per la città, quest’anno saremo l’unica veronese in A. E poi gioia per i tifosi. Ho compreso la loro insoddisfazione in certi momenti della stagione, era la nostra stessa insoddisfazione. Però l’ultimo Bentegodi, la sera del Cittadella, ci ha dato una spinta decisiva. Ci siamo presi la A insieme. Ho vissuto la prima parte di stagione in modo distaccato, manageriale. Poi mi sono infilato dentro la squadra, come in una famiglia. Ho riunito i ragazzi e mi sono scusato con loro. “Forse non sono riuscito a trasmettervi la mia sofferenza”. Credo abbia contato anche questo. Sono tornato al mio vecchio stile, dei primi tre anni in A. Quando ho avuto la certezza di farcela? L’8 maggio in Lega quando ho incrociato il presidente del Benevento - ha dichiarato Setti a La Gazzetta dello Sport - Tre uomini decisivi? Bianchetti, Zaccagni e Di Carmine. Più mi gioco il jolly per citare Silvestri, tutto l’anno al top. I dirigenti? Barresi e D’Amico me li tengo stretti. Se ho sentito Grosso? Gli ho scritto, l’ho ringraziato. Ha avuto il merito di dare alla squadra un calcio di livello altissimo. È un allenatore che arriverà molto in alto. Aglietti? Una persona fantastica, un toscano ironico, sereno e spensierato. È un allenatore che richiameresti nella tua squadra dieci volte”.

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