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Setti: “Contro l’Inter vogliamo fare una grande gara. San Siro pieno? Di certo non tremeremo. Per lo scudetto dico Napoli”
“Ilic? Può fare molto di più, deve maturare come ragazzo, rispetto alle sue possibilità che sono infinite. Anzi, mi aspetto che In queste 7 partite dimostri che vuole diventare un campione da Champions. Contro l’Inter, nelle ultime sfide a San Siro, siamo stati sfortunati, potevamo prenderci qualche punto. Noi ci andiamo con l'idea di fare una gara importante. Loro sono i campioni d'italia e avranno lo stadio pieno: questo ci piace, ma di certo non tremeremo, non abbiamo nulla da perdere. Lo scudetto? A luglio dissi Napoli. Per me è il più forte nei primi 13/14 giocatori. Sarà lotta fino alla fine ma io vedo quell’ordine: Napoli, Milan, Inter” ha dichiarato a La Gazzetta dello Sport il numero uno del club gialloblù, Maurizio Setti.
Setti: “D’Amico ha altri due anni di contratto. Nessuno me lo può portare via. Ma nella vita bisogna essere felici in due”
“Se sono sorpreso dai boom di Simeone e Caprari? Per niente. Sono contento che le scelte mie e di Tony D'Amico, più sue che mle per la verità, abbiano funzionato. Li avevamo cercati anche prima, questa è la prova di ciò che credevamo: non stavano meritando la giusta considerazione. Devo fare un applauso a noi però, perché abblamo costruito un sistema che dà la possibilità ai giocatori di rendere al massimo. L'esempio più lampante è Caprari che, lo ha dimostrato anche con il Genoa, ha quello spirito di grinta e sacrificio che nessuno gli riconosceva. D’Amico? Intanto ha altri due anni di contratto: nessuno, tra virgolette, me lo può portare via. E pol vale il discorso che feci per Juric, nella vita bisogna essere felici in due. lo so che ho dato a D'Amico una chance che nessuno gli avrebbe dato” ha dichiarato a La Gazzetta dello Sport, il presidente dell’Hellas Verona, Maurizio Setti.
Setti: “Questa è la squadra più bella e forte della mia gestione”
“Credo che questa stagione sia la prima o la seconda - dopo il debutto in A - più bella della mia gestione. Come organizzazione di gioco, spettacolarità e risultati, di certo è la squadra plù bella. Siamo molto contenti perché l’obiettivo l'abbiamo raggiunto molto prima della fine. I record? Belli, interessanti, ma alla fine è nella continuttà che si trovano le soddisfazioni. Tudor? Era in linea con la nostra filosofia. E poi a inizio stagione era tra i papabili, l'avevamo glà studiato e
analizzato. C'era bisogno di concetti già acquisiti, cosi abbiamo pensato a un tecnico che aveva nelle corde un certo calcio. Per fortuna nella scelta siamo caduti anche meglio di quello che speravamo. È bravissimo. Sapevamo di avere una buona squadra, che valeva la salvezza. Invece siamo oltre le previsioni. Sono convinto che questa è la squadra più forte che abbia avuto, inclusa quella del 54 punti fatti con Andrea Mandorlini” ha dichiarato a La Gazzetta dello Sport, il presidente dell’Hellas Verona, Maurizio Setti.
Spinozzi: “Addio e grazie di tutto, mio Capitano”
Sei stato un grande calciatore, un grande Capitano, un Uomo di una bontà profonda. Ho debuttato in serie A con te Capitano, e quel giorno facesti davvero il "Fenomeno" a Marassi: due gol, sotto il diluvio, il secondo fu votato come gol più bello dell'intero campionato. Sembrava ormai conclusa la trattativa per il passaggio all'Inter di entrambi, ma alla fine Garonzi stabilì, per noi, altre destinazioni... La tua scomparsa, caro Ciccio, mi ha colpito nella parte più cara dei miei ricordi. Vivrà sempre nel mio cuore il tuo ricordo.
Addio e grazie di tutto, mio Capitano. Il commento e la foto pubblicati su Facebook dall’ex gialloblù, Arcadio Spinozzi.
Damiano Tommasi ricorda Emiliano Mascetti
Ciccio Mascetti era il direttore sportivo della Roma quando nel giugno del 1996 firmai il mio primo contratto con la "Magica". Fu lui ad aprirmi le porte della capitale. Lo rividi anche qualche anno dopo, nel 2010, qui a Verona in occasione delle celebrazioni del venticinquesimo anniversario dello scudetto dell'Hellas di Osvaldo Bagnoli. Ciccio era di nuovo li in panchina accanto a lui. Con grande emozione mi ritrovai mandato in campo proprio dalla coppia dello scudetto insieme alla squadra che mi fece sognare da ragazzino. In un attimo mi ritrovai in quel 1996 da cui tutto cambiò, e poi ancora a quando da piccolo ammiravo incantato quei giocatori. Oggi Ciccio Mascetti se n'è andato. Calciatore raffinato, dirigente competente, uomo elegante, che ha sempre dimostrato il suo immenso amore per l'Hellas e per Verona. Con nostalgia custodisco questi ricordi personali e preziosi, un abbraccio alla famiglia, ciao Ciccio! Il commento sui social dell’ex centrocampista dell’Hellas Verona, Damiano Tommasi.
Rifinitura per i gialloblù
Vigilia di campionato per l’Hellas Verona di Tudor. Faraoni e compagni svolgeranno questa mattina una seduta a porte chiuse, al centro sportivo lacustre, prima di partire per Milano dove domani saranno protagonisti allo stadio Meazza contro l’Inter.
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Buon compleanno
Tanti auguri a… Andrea Cocco. L’ex attaccante dell’Hellas Verona compie 36 anni. Festeggia anche l’ex gialloblù Ivan Pedrelli.
Tricella: “Mascetti era più un fratello che un dirigente”
“Ho avuto la fortuna di averlo come capitano al Verona. Ero il primo anno da professionista vero, lui era all'ultimo anno da calciatore. Fummo anche compagni di camera in ritiro. Fu un ritiro molto pesante, tanto che si infortunò e si portò dietro questa situazione per la stagione. Ce l'ho avuto anche come ds, ma era più un fratello che un dirigente. E' stato un personaggio particolare, era una persona pulita che trasmetteva i suoi valori. E come giocatore ha fatto cose importanti e non va dimenticato. Era in campo proprio come era nella vita. Era lineare ma aveva dei colpi. E da dirigente ha costruito tante cose buone, proprio grazie a quei colpi. Con Mascetti abbiamo vissuto momenti bellissimi. Pagammo qualcosa nel post-Scudetto ma fu comunque un risultato straordinario. Era una persona che ti dava fiducia e questo è davvero bello ricordarlo” ha dichiarato a tmw, l’ex gialloblù Roberto Tricella.
Vignola: “Dedicherei una parte importante dello stadio Bentegodi a Mascetti”
"lo sono nato calcisticamente a Verona, ho cominciato dal settore giovanile e l'ho conosciuto in squadra. Il mio esordio fu con lui capitano, quando fu costretto ad uscire per un infortunio. Era il 1979. Eravamo molto amici, era uno di noi. Fu lui che mi fece tornare a Verona dopo lo Scudetto. Non ci pensai due volte, visto l'ambiente che c'era. Lascia un grande vuoto a Verona, sia per cosa ha fatto come calciatore ma anche come dirigente, perché ha portato uno Scudetto storico. lo per quello che ha fatto penserei a dare il suo nome a una parte importante dello stadio Bentegodi, sarebbe qualcosa di tangibile e migliore del togliere la maglia” ha dichiarato a tmw, l’ex gialloblù Beniamino Vignola.
Fabio Marangon: “Ciao Ciccio… R.I.P.”
Il messaggio e la foto pubblicati su Instagram dall’ex gialloblù Fabio Marangon, fratello di Luciano.
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