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Massima solidarietà agli amici della Grande Sfida
Vergognoso episodio nella sede della onlus La Grande Sfida, più volte protagonista al Bentegodi grazie ai club gialloblù. Alcuni ignoti si sono introdotti a Pieve di Colognola per sottrarre solo pochi euro, creando danni alla struttura. Da parte di Hellas Live, massima solidarietà a Roberto ed a tutto lo staff che da anni aiutano persone meno fortunate.
Serie A, il calendario completo dell’undicesima giornata
L’11ª giornata si apre alle ore 20.45 con Sassuolo-Benevento. Domani ore 15 Crotone-Spezia; ore 18 Torino-Udinese; ore 20.45 Lazio-Hellas Verona (DAZN). Domenica ore 12.30 Cagliari-Inter; ore 15 Atalanta-Fiorentina, Bologna-Roma, Napoli-Sampdoria; ore 18 Genoa-Juventus; ore 20.45 Milan-Parma.
Hellas Store, promo Santa Lucia
In occasione di Santa Lucia, dall’11 al 13 dicembre per ogni acquisto che superi i 29 euro di spesa, IN REGALO "Lo Scaldacollo del tifoso" e i cioccolatini. Fonte: hvstore.it
L’Hellas Verona non vuole privarsi di Zaccagni
A Inter, Lazio e Napoli piace Mattia Zaccagni, centrocampista gialloblù protagonista nelle ultime due giornate con due reti in altrettante partite. Il contratto di “Zac” scade il 30 giugno 2022 con la società di Maurizio Setti e, come confermato da L’Arena, l’Hellas Verona non ha alcuna intenzione di privarsi, almeno sino al termine della stagione, del classe 1995.
Pacione: “Paolo Rossi eroe della nostra generazione”
“Era compagno di squadra e amico. Un ragazzo splendido, umile, un compagno eccezionale. Aveva problemi alle ginocchia, mi stava vicino, ci frequentavamo e mi dava sempre utili consigli. Eravamo un gruppo straordinario che ricordo sempre con grande
piacere e nostalgia. Paolo era un eroe della nostra generazione, una persona che sapeva farsi voler bene” ha ricordato al Corriere di Verona, Marco Pacione.
Allenamento al mattino, nel pomeriggio la partenza in charter per Roma
Ultima seduta a Verona per i gialloblù di Juric stamane, a porte chiuse, al centro sportivo lacustre. Nel pomeriggio la partenza in charter per Roma di Veloso e compagni. L’Hellas domani sera sarà impegnato allo stadio Olimpico contro la Lazio.
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Buon compleanno
Tanti auguri a... Javier Saviola. L’ex attaccante dell’Hellas Verona oggi compie 39 anni
Vignola: “Il grande pregio di Paolo Rossi è che era una persona normale. Il Verona ha il carattere di Juric”
“Il calciatore l'abbiamo conosciuto noi della nostra epoca e ha avuto l'apice della carriera col Mondiale dell'82. Lì ha raggiunto il tetto del mondo. Io ho avuto la fortuna e il privilegio di giocarci per due anni, forse i migliori di quella Juventus. Arrivai dopo la finale di Atene, e vincemmo lo Scudetto, la Coppa delle Coppe, la Supercoppa e quella Coppa Campioni non felicemente ricordata (quella dell'Heysel, ndr). Paolo era uno normale, sia da giocatore che come persona: era il suo grande pregio. Fisicamente né io né lui eravamo paragonabili ai Lukaku o i De Ligt di adesso, ma era scaltro, rapido, intelligente, e viveva di attimi. Giocava sull'errore dell'avversario, riuscendo a capire quale fosse il posto giusto nel momento giusto, anticipava la palla: è l'intuito che hanno i grandi attaccanti. Si faceva trovare in punti del campo quasi fuori dalla logica. Ricordo che poteva sembrare uno della Primavera, però, per quanto era normale. Non l'ho mai visto arrabbiarsi una volta: in campo lo picchiavano, o comunque non si scomponeva neanche quando era convinto d'aver ragione. Ricordo che arrivai alla Juve e tutti i grandi giocatori, che si sentivano tali, trattavano Paolo con enorme semplicità. Lui non ha mai ribadito quelle che dovevano essere le posizioni gerarchiche della Juventus, e ricordo anche che lo accusavano di correre poco e non avere un fisico da battaglia, ma quando c'era da tirare fuori le castagne dal fuoco si faceva sempre trovare pronto. E poi, che virtù umana.... Il messaggio di Trapattoni? Ha commosso anche me. Sembra quasi come quando un genitore perde il figlio, e viene detto che la natura non dovrebbe essere così... Questo spiega il legame che c'era in quella squadra. I tre gol al Brasile? Hanno riassunto il Paolo Rossi calciatore. Al di là del primo, grande palla di Cabrini per lui che era libero in area per il colpo di testa, gli altri due invece sono due gol di astuzia e rapina, soprattutto l'ultimo. Ricordo anche una semifinale di Coppa delle Coppe e un suo gol al Manchester United al 90', che ci permise di andare in finale. Nessuno pensava che la palla di Scirea potesse finire lì..." il ricordo di Paolo Rossi a tmw di Beniamino Vignola che chiude parlando di Hellas.
"Juric ha portato uno spirito importante, il suo carattere è anche quello della squadra, ha valorizzato tanti giovani e dato serenità alla società anche dal punto di vista economico. Chi è partito è stato rimpiazzato senza troppo clamore, grazie a giovani interessanti”.
Minuto di raccoglimento per commemorare la scomparsa di Paolo Rossi
E’ stato l’eroe del Mundial ’82, capocannoniere e simbolo dell’Italia che a Madrid ha alzato al cielo la sua terza Coppa del Mondo. E’ morto all’età di 64 anni Paolo Rossi, per tutti ‘Pablito’, una vera e propria leggenda del calcio azzurro che nell’estate del 1982 fece piangere di gioia un Paese intero.
La tripletta al Brasile, la doppietta nella semifinale con la Polonia e il gol in finale con la Germania al ‘Santiago Bernabeu’ trascinarono la Nazionale alla conquista del Mondiale, facendo entrare il suo sorriso contagioso nelle case di milioni di italiani. Il presidente della FIGC Gabriele Gravina esprime il cordoglio di tutto il calcio italiano: "La scomparsa di Pablito - dichiara Gravina - è un altro dolore profondo, una ferita al cuore di tutti gli appassionati difficile da rimarginare. Perdiamo un amico e un’icona del nostro calcio. Trascinando con i suoi gol al successo la Nazionale dell’82’, ha preso per mano un intero Paese, che ha gioito in piazza, per lui e con lui. Ha legato in maniera indissolubile il suo nome all’Azzurro e ha ispirato, con il suo stile di gioco, numerosi attaccanti delle generazioni future". Per commemorare la scomparsa di Paolo Rossi, il presidente federale ha disposto l'effettuazione di un minuto di raccoglimento prima dell'inizio delle gare di tutti i campionati in programma nel prossimo fine settimana. Bandiere a mezz’asta in via Allegri, nel palazzo sede della FIGC, e al Centro Tecnico Federale di Coverciano.
Sbocciato nel Vicenza, nella stagione 1977/78 realizzò 24 reti chiudendo il campionato al secondo posto e guadagnandosi la convocazione di Enzo Bearzot al Mondiale del 1978 in Argentina. La consacrazione arrivò negli anni ’80 alla Juventus, con cui conquisto una Coppa dei Campioni, una Coppa delle Coppe, una Supercoppa UEFA, due Scudetti e una Coppa Italia, realizzando complessivamente 24 gol in 83 presenze. Ma i successi più belli sono legati alla Nazionale, che lo vide esordire nel dicembre del 1977 in un’amichevole con il Belgio. Dopo aver preso parte al Mondiale del 1978 in Argentina, dove realizzò tre reti in un torneo chiuso dall’Italia al quarto posto, fu convocato per il Mundial del 1982 laureandosi capocannoniere con 6 gol e diventando uno dei principali artefici della vittoria. In maglia azzurra ha realizzato 20 reti in 48 presenze e detiene con Roberto Baggio e Christian Vieri il record di gol segnati da un calciatore italiano ai Mondiali (9).
Terzo italiano ad aggiudicarsi il Pallone d’Oro, nel 2016 è entrato a far parte della ‘Hall of Fame del Calcio Italiano’. Fonte: figc.it
Antonio Di Gennaro ricorda Paolo Rossi
“Gli piaceva scherzare, aveva sempre la risata pronta, era soprattutto una persona buona. A livello calcistico tutti si ricordano le sue grandi imprese ma io voglio ricordare le nostre sfide a Firenze: io con la Fiorentina e lui nella Cattolica Virtus. Era un'ala destra fortissima, anche se gracile e secco, aveva il numero sette e faceva cose incredibili. La Juve - Allodi - lo vide e lo prese per 16 milioni. Nel corso degli anni poi è rimasto il Paolo di sempre, è sempre stato umile nonostante la popolarità. Resta colui che ha regalato un sogno a tutti gli italiani. E' nella storia. Lo ricordo anche nell'ultimo anno al Verona quando doveva convivere con i guai al ginocchio che all'epoca erano molto più duri da superare" ha dichiarato a tmw, l’ex gialloblù Antonio Di Gennaro.
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