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Righi smentisce Setti: “Il Mantova è autonomo e non è subalterno all’Hellas. Sogno di sorpassare il Verona”
“Noi siamo assolutamente autonomi e non subalterni al Verona. Il mio sogno, anzi, è quello a medio-lungo termine di sorpassare l’Hellas”. Questa la risposta del direttore sportivo del Mantova, Emanuele Righi, dopo l’intervista di Maurizio Setti a La Gazzetta dello Sport. “Il Mantova non è in conflitto col Verona. La mia idea è un club dove crescere talenti funzionali all’Hellas. Piuttosto che prestarli in giro senza certezze, i potenziali talenti curiamoli noi” le dichiarazioni del presidente gialloblù alla rosea. “Questa società non ha problemi a dire le cose come stanno e la frase di Setti è onesta e non piaciona nei confronti dei tifosi. Ma non trova riscontro in ciò che stiamo facendo e in ciò che vogliamo fare - ha dichiarato Righi alla Gazzetta di Mantova - Io ho preso dal Verona soltanto alcuni giovani perché li conoscevo e li volevo, poi è chiaro che esiste un canale privilegiato con il Verona, ma se a fine stagione l’Hellas volesse qualche nostro giocatore, ci si dovrebbe sedere a un tavolo e discuterne. Noi siamo orgogliosamente il Mantova e facciamo il nostro percorso in completa autonomia, quella che ci ha garantito Setti presentandoci il suo progetto. Il mio sogno, a medio lungo termine, è quello di mettere la freccia e sorpassare il Verona, così come tante altre squadre. E, finché io sarò qui, garantisco che non ci sarà, come non c’è stata finora e non c’è adesso, subalternità al Verona. Lo dico per tutelare il mio lavoro, quello dei ragazzi e dello staff tecnico. Setti? Non credo di dover parlare con lui di questa cosa. È il mio datore di lavoro da 7 anni, sa come sono fatto. Ribadisco: è ovvio che, essendo adesso il Verona in B e il Mantova in D, ci possa essere un canale privilegiato sul fronte tecnico, ma questo non impedisce al Mantova di acquistare calciatori o cederli trattando con altri club. Dal Verona sono arrivati e arriveranno soltanto atleti che voglio io e se l’Hellas vorrà dei nostri talenti dovrà sedersi a un tavolo come le altre società, pur avendo da parte nostra un occhio di riguardo.
Buon compleanno
Tanti auguri a... Muhammet Akagünduz. L’ex attaccante dell’Hellas Verona oggi compie 41 anni
Gruppo Sinergy, scopri la promozione Energia Gialloblù
Dopo il grande successo dei mesi scorsi, Gruppo Sinergy rilancia la promozione Energia Gialloblù: fino al 31 gennaio, i tifosi dell’Hellas che sottoscriveranno un contratto luce+gas potranno ritirare la maglia da gara presso gli store ufficiali. Info su grupposinergy.com/hellasverona oppure ai numeri 800 113850 (da rete fissa) e 045 5118503 (da rete mobile).
Padova, domani in programma le visite mediche di Calvano
Slitta a domani l’ufficialità del trasferimento di Simone Calvano al Padova. Il centrocampista stamane ha salutato i compagni a Peschiera prima di recarsi nella provincia patavina. Venerdì sono in programma le visite mediche e la firma sul contratto. Calvano si trasferirà alla corte di Bisoli, come anticipato da Hellas Live, con la formula del prestito con diritto di riscatto e controriscatto.
Differenziato per Crescenzi e Di Carmine. Domani doppia seduta a porte aperte
Proseguono gli allenamenti dei gialloblù dopo la ripresa di ieri e in vista dell'impegno di domenica 20 gennaio sul campo del Padova. La squadra si è riunita in mattinata agli ordini di mister Fabio Grosso e ha svolto, dopo il riscaldamento iniziale, una fase dedicata alla tecnica e degli esercizi sul possesso palla. Il gruppo è poi passato alle esercitazioni tattiche e a una partitella, per chiudere infine con una parte fisica. Alessandro Crescenzi e Samuel Di Carmine hanno svolto un lavoro differenziato. Domani è in programma una doppia seduta, la mattina alle 11.30 e il pomeriggio alle 15, entrambe ad accesso libero. Fonte: hellasverona.it
Doppietta in casa Cerci
Splendida notizia per la famiglia di Alessio Cerci. Federica, la compagna dell’ex attaccante dell’Hellas Verona, ha dato alla luce i gemelli Romeo e Futura. Felicitazioni alla coppia ed al fratellino Leonardo da parte di Hellas Live. Foto Instagram
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Brescia e Hellas Verona su Dezi
Jacopo Dezi ha dimostrato di poter fare la differenza in Serie B. Per questo, il giocatore è seguito con interesse da Hellas Verona e Brescia, per le quali potrebbe essere un ottimo profilo - si legge su gianlucadimarzio.com - Dezi è reduce da un infortunio, da cui ha perfettamente recuperato. E potrebbe ritrovare la continuità necessaria in una pretendente alla promozione in Serie A.
Italia Under 17, convocato il gialloblù Udogie
Nuova chiamata con l'Italia Under 17 per il difensore gialloblù Iyenoma Udogie, nato a Verona nel 2002 e militante nell'Under 17 gialloblù di mister Nicola Corrent. Il tecnico federale Carmine Nunziata ha infatti richiamato il giovane calciatore dell'Hellas, dopo gli impegni di inizio dicembre per il doppio impegno contro la Francia. Nuova convocazione ora Udogie volerà a Madrid con gli azzurri per affrontare in amichevole la Spagna, mercoledì 16 gennaio (ore 19) presso il 'Fernando Torres Stadium' di Fuenlabrada. Il difensore veronese sarà impegnato da domenica 13 a giovedì 17 gennaio, dopodichè tornerà a disposizione di mister Corrent e compagni. Fonte: hellasverona.it
Calvano al Padova, in giornata l’ufficialità
Il centrocampista dell’Hellas Verona, Simone Calvano, nelle prossime ore si trasferirà alla corte di Bisoli. Dopo Cherubin, un altro gialloblù è pronto a vestire la maglia del Padova. Da quanto appreso da Hellas Live, l’ex Milan si trasferirà con la formula del prestito con diritto di riscatto e controriscatto.
Setti: “Col Verona non gioco. I presidenti passano, l’Hellas resta. Quando non ci sarò più, il Verona avrà un patrimonio più solido, uno stadio ed un centro sportivo”
“Ho sempre rischiato nella mia vita, ma con i piedi per terra. Sono figlio di operai che si sono sacrificati per il loro unico erede: mio padre aveva capacità di applicazione, mia madre era determinata, questa è la loro eredità umana. Fino a 23 anni ho dormito sul divano-letto di casa, ho finito la ragioneria e assaggiato l’università. L’obiettivo che vedevo da grande era andare a cena fuori tutte le volte che avrei voluto. Non pensavo certo a un club di calcio. Come inizia la mia avventura? Andai da uno zio che produceva per aziende di moda, un façonnista in gergo. Da lì entrai in un’altra azienda, due giovani soci, riuscivano a stimolarmi a dare sempre di più. Mi sentivo in famiglia: magazziniere, autista, una volta andai col titolare in Germania per una spedizione. Quattro giorni a guidare, scaricare e riposare, ma io e lui, gomito a gomito. Dentro di me facevo una specie di gara, volevo vedere come reagivo sotto la pressione del lavoro, era un modo per dire a chi mi stava attorno “potete fidarvi di me”. Se amo la fotografia? Oh sì! A 15 anni aiutavo un fotografo ma ero trattato davvero male. Partecipai allo shooting del restauro del teatro di Carpi e capì che volevo operatività, prendermi più responsabilità. Lui non me ne dava, lo mollai. Cosa mi hanno dato quegli anni? Non mi lascio sopraffare, vedo sempre una via d’uscita. E credo di avere sviluppato una forte tendenza a riconoscere le persone sane. Ho imparato a delegare, perché è segno di sicurezza, di fiducia negli altri. Una parte di tifosi del Verona mi contesta l’eccesso di delega? Ma io speravo di essere un presidente anonimo, quando ho preso il Verona ho seguito la mia passione, non i proclami o la pubblicità. Io scelgo gli uomini perché funzioni il progetto, non per farmi bello con la gente. I presidenti passano, l’Hellas resta. Quando un giorno non ci sarò più, il Verona avrà un patrimonio più solido, uno stadio e un centro sportivo. Grazie a chi lavora per il club. Io penso che la passione consista nel tifare al di là di vincere e al di là di chi gestisce. Un club di calcio è una holding di tanti cervelli: è bello far funzionare una holding così - ha dichiarato il presidente dell’Hellas Verona, Maurizio Setti, a La Gazzetta dello Sport - Vespa ed il volo le mie passioni? Non la Vespa in sé ma la sua anima. L’anima degli oggetti che hanno il potere di segnare un’epoca. Il volo invece è libertà, ho preso il brevetto e comprato un monomotore. Poi l’ho venduto perché avevo smesso di usarlo e mi dispiaceva vederlo immobile. Un aereo non è fatto per stare immobile. Spazio e tempo condizionano la vita. Sono cresciuto guardando avanti e continuo: dal Verona ai miei marchi di moda, rifarei tutto. Il Mantova? Non è in conflitto con il Verona. La mia idea è un club dove crescere talenti funzionali all’Hellas Verona. Piuttosto che prestarli in giro senza certezze, i potenziali talenti curiamoli noi. La scuola degli errori? Ci vado ancora e ci andrò fino all’ultimo giorno di vita. Gli errori ti fanno ripetere le scelte in modo diverso. Se mi commuovo ogni tanto? Non per il calcio, se è lì che vuole arrivare. Il giorno in cui raggiungemmo la prima A,2013, non provai commozione, lo sa? Stavo già pensando a come consolidare quel traguardo. Mi commuovo, ma più se ripenso a uno spaghetto dentro il furgone col mio primo titolare. Meglio i ciarlieri o i taciturni? Meglio i valori silenziosi. Grosso parla poco? Molto poco. Grosso ha una testa superiore, ed è terminato, ora so perché è diventato campione del mondo. Ho conosciuto prima Luca (Toni), poi Fabio. Caratteri diversi ma stessa determinazione: ripeto, ora so perché hanno vinto un mondiale. Grosso crede in quello che fa e non ha paura di pagare gli errori. Ma è anche pronto a cambiare per i suoi progetti. È giovane e si vede da come crede nei giovani. Mandorlini era titubante a lanciare Iturbe, per dire. Una volta ci incrociammo prima di una gara: ”Non so se farlo giocare”. E io: “Ma vai, è giovane, ti farà stare sereno". Se ho scelto io Iturbe? No no! Ho scelto solo un giocatore. Rafa Marquez. Me ne innamorai in tv. Leader silenzioso, sarà sempre il mio idolo. Ma come dicevo, spazio e tempo: forse è arrivato nel momento sbagliato in un calcio non adatto alla sua mentalità. Che padre hanno i miei figli? Elena mi somiglia molto, sempre alla ricerca del miglioramento. Federico mi vede come un modello, forse troppo. Penso di essere un papà affettuoso ma esigente. Se mi sento mai smarrito? Oh, sì! Non parlo con nessuno per giorni. Vedo nuvole nere, poi piano piano scorgo il sereno e riparto. Sono ottimista, un po’ emiliano e un po’ romagnolo. Se, con un mare così, Rimini è ancora e sempre Rimini...”.
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