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Di Gaudio in gruppo
Seduta mattutina per la squadra allenata da Fabio Grosso: a una prima parte di lavoro di forza in palestra, è seguita quella di trasformazione sul campo. L'allenamento si è concluso poi con una serie di esercitazioni tattiche. Antonio Di Gaudio ha svolto l'intera seduta con il gruppo. La preparazione in vista della gara di sabato 16 contro l'Ascoli proseguirà domani. Fonte: hellasverona.it
Balkovec: “L’Hellas è la squadra più importante a Verona. I tifosi, come noi, vogliono la Serie A. Abbiamo le qualità per raggiungere l’obiettivo”
“Avevo qualche preoccupazione nel giocare a un calcio più difensivo e duro come quello del campionato italiano. Ma questo è stato in ogni caso un passo avanti nella mia carriera. Se era l’Hellas Verona l'unica opzione in Italia? Tre, quattro offerte sono state presentate al mio agente. Posso dire che abbiamo rapidamente deciso di venire all’Hellas Verona, ed è stato molto più facile grazie all'allenatore Fabio Grosso, che come me è arrivato dal Bari. Che tipo di calcio si gioca nel secondo campionato italiano, se paragonato a quello sloveno? In serie B devi essere concentrato per tutti i 90 minuti, anche quando si gioca contro l'ultima in classifica, soprattutto in trasferta. Le partite sono davvero difficili, perché ci sono differenze molto piccole tra i club. Due, tre vittorie consecutive ti fanno subito scalare posizioni in classifica, e dopo ogni sconfitta balzi velocemente indietro di due o tre posizioni. Per quanto riguarda la modalità del gioco, il campionato italiano è fisicamente più forte, la tattica è in prima linea. A volte pratichiamo tattiche fin dal primo giorno della settimana - ha dichiarato il difensore dell’Hellas Verona, Jure Balkovec, a Ekipa - Se sono soddisfatto del mio rendimento? Come tutti vorrei giocare ogni gara, ma la competizione nel nostro team è molto forte. Tutti i 23 giocatori sono in competizione. Devi lavorare, aspettare l'opportunità, e quando lo capisci, devi saperla sfruttare. L’Hellas Verona è retrocesso dalla Serie A l'anno scorso, quali i tuoi obiettivi quest'anno? Ci sono grandi aspettative su di noi da parte della piazza, i tifosi chiedono un ritorno alla serie A e anche noi lo vogliamo, perché abbiamo le qualità per farcela. Che tipo di club è Hellas Verona? Ha vinto il campionato italiano nel 1985. All’Hellas abbiamo un fantastico centro di allenamento. Per quanto riguarda l'organizzazione non posso dire nulla, tutto è come dovrebbe essere, non manca nulla, possiamo pensare solo a giocare ed allenarci. Sotto questi aspetti, siamo in un club da Serie A”. Nonostante l’Hellas Verona giochi in Serie B ed il Chievo in Serie A, l’Hellas è il primo club della città. “Prima di venire qui pensavo che i due club fossero almeno equivalenti, ma la gente a Verona mi ha detto come stanno le cose. L’Hellas ha una base molto più ampia di sostenitori, l’Hellas è semplicemente un club più grande. Cosa mi ha colpito di più in Italia? Qui ho sperimentato come le persone impazziscono per il loro club, questo sia per Bari che per Verona. Allo stadio vanno in tanti. Non per nulla dicono che il calcio in Italia è una religione. Quali sono i miei progetti per il futuro? L’obiettivo del club è anche il mio, ovvero giocare in Serie A. Uno dei cinque migliori campionati in Europa. Vorrei diventare un calciatore importante anche per la mia Nazionale”.
Aspettando Bayern Monaco-Liverpool
“Simple the best”. Questo il commento e la foto pubblicati sui social dall’ex capitano dell’Hellas Verona, Antonio Di Gennaro, oggi commentatore Rai, in compagnia dell’allenatore tedesco del Liverpool, Jurgen Klopp.
Serie BKT, 28ª giornata, top 11 DAZN, presenti Bianchetti e Henderson
DAZN ha stilato la formazione migliore della nona giornata del girone di ritorno del campionato cadetto. Per l’Hellas Verona figurano il difensore Matteo Bianchetti ed il centrocampista Liam Henderson, autori dei gol allo stadio Curi.
Allenamento questa mattina
Prosegue la preparazione dell’Hellas Verona di Fabio Grosso in vista della sfida contro l’Ascoli, in programma sabato alle ore 18 allo stadio Bentegodi
Coppa Libertadores, sfida tra gli ex gialloblù Zuculini e Gonzalez
È in programma domani la sfida tra River Plate e Palestino per la fase a gironi della Coppa Libertadores. Il River Plate di Bruno Zuculini ospiterà il Palestino di Alejandro Gonzalez. Foto Instagram
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Bianchetti: “Dal rischio paralisi al matrimonio, sognando la Serie A”
Tre interventi alla schiena e alle anche. Il rischio non solo di abbandonare il mondo del calcio ma di rimanere per tutto il resto dei tuoi giorni su una sedia a rotelle. Un incubo, quello di Matteo Bianchetti, durato dal Luglio 2017 a pochi mesi fa. La vittoria più grande il difensore gialloblù l’ha ottenuta fuori dal campo, grazie anche e soprattutto a Debora, con cui convolerà a nozze il 15 giugno. “Mi sveglio alla mattina nel mio letto, in ritiro a Primiero San Martino di Castrozza con la schiena che mi fa male e la sera sono sotto i ferri, operato d’urgenza alla spina dorsale. Cinque ore e mezza di intervento, il risveglio, la grande paura per Debora, i suoi e i miei genitori. Da lì sono ripartito - ha raccontato Bianchetti a La Gazzetta dello Sport - Per mesi l’80 percento delle mie giornate le trascorrevo tra il letto e il divano. Portavo un busto, i movimenti che mi erano consentiti erano minimi. Debora è sempre stata al mio fianco, in ogni istante. Mi sono rialzato poco per volta. Il rischio della paralisi era stato superato. Ho ripreso a correre e a giocare”. Uno spezzone di gara a San Siro con l’Inter, una intera con il Cagliari. E poi? “Ero pronto per la partita successiva, a Bologna, ma avvertivo un fastidio all’anca sinistra. Nuovi controlli, ed ecco la mazzata: mi dicono che se scendo in campo non è da escludere che vada incontro a una ricaduta, e allora sì che avrei dovuto dire addio al calcio. Ho vissuto momenti duri, peggiori di quelli del primo stop. Lo confesso: non è stato facile resistere - spiega il difensore dell’Hellas Verona - Mi riprendo, ottengo il nulla osta dai sanitari, parto per il ritiro. Due allenamenti e mi fratturo la solita anca. Altra operazione. Ormai, però, non mi spaventa più niente. Ho trascorso settimane e settimane in palestra, all’Isokinetic. Due sedute al giorno, mattina e pomeriggio, vita sociale azzerata. A dicembre ci sono: vengo convocato per la trasferta di Livorno. Restiamo senza centrali, entro. Va tutto bene, ed eccoci qui”. E venerdì sera allo stadio Curi di Perugia il ritorno al gol. “Un gol che sa di vita: questo è il commento che ho letto e che mi è piaciuto più di ogni altro. Può essere una frase banale, ma è vero che nella sofferenza cresci, che trovi te stesso. Non è soltanto una questione che riguarda il calcio: ti senti differente come uomo”. Una grande forza quella di Matteo Bianchetti, messa oggi a disposizione per l’Hellas Verona. “In tanti ci davano alla deriva, e invece ci siamo rilanciati. C’è stata una svolta? Deve essere così, ma quella decisiva arriva solamente alla fine. Con l’Hellas ho già colto due promozioni in A. Una da comprimario, l’altra da presenza stabile. Sogno la terza: sarebbe bellissima”. Matrimonio più promozione? “Debora mi ha cambiato. Stiamo insieme da novembre 2013, il nostro è stato un colpo di fulmine vero. Da lei ho imparato a farmi scivolare via le preoccupazioni, ad alleggerire le pressioni. Grazie a lei non bado più a certe cose. Le ho chiesto di sposarmi a Ortisei, sulle montagne, dove amiamo rifugiarci. Desideriamo avere una famiglia numerosa, i bambini sono splendidi: in futuro vorrei aprire una scuola calcio, trasmettere dei valori. Abbiamo preso casa a Bussolengo, appena fuori città. Questo è il posto in cui ho scelto di fermarmi. Per Debora, con Debora. Verona, il Verona, per noi significa un amore senza fine”.
Spezia-Livorno, atti in Procura
La punta nigeriana dello Spezia, Okereke, è al centro di un caso di presunte violazioni nel tesseramento, emerso dall’indagine penale sulla galassia societaria del patron dello Spezia Volpi. Il giudice sportivo di B, l’avvocato Emilio Battaglia, ha deciso di non... decidere, lasciando sub judice il risultato di Spezia-Livorno del 27 febbraio (3-0), e rinviando gli atti alla Procura Figc. Il club amaranto, assistito da Mattia Grassani, contesta l’impiego di Okereke e chiede lo 0-3 a tavolino - si legge su La Gazzetta dello Sport - Lo Spezia, difeso da Eduardo Chiacchio, ribadisce la regolarità del tesseramento. Una matassa che Battaglia non ha voluto sbrogliare. Il giudice “ritiene allo stato di non essere in grado di decidere – si legge nel comunicato – essendo necessari approfondimenti oltre all’aspetto del mero tesseramento. In tal senso invia gli atti alla Procura federale affinché svolga ogni più opportuno accertamento”.
Palermo, entro lunedì bisogna pagare gli stipendi per evitare una penalizzazione. Oggi incontro con Preziosi
Sono ore decisive per il Palermo. Oggi scade l’opzione di Dario Mirri per la cessione del club rosanero. L’imprenditore palermitano che per un mese ha ottenuto i diritti in qualità di advisor, ha ancora un giorno per esercitarla. Il che vorrebbe dire avere trovato un acquirente per il club rosanero. La situazione è tutt’altro che rosea, tutto dipende da un incontro di questa mattina a Milano tra Mirri, Foschi e Preziosi il quale sta cercando di dare una mano al Palermo coinvolgendo un gruppo di imprenditori del Nord che possano rilevare le quote del club. Il patron del Genoa, non potendo intervenire direttamente, vorrebbe andare in soccorso del vecchio amico Foschi, attuale presidente rosanero. Ma, al momento, è una flebile speranza. Fonte: La Gazzetta dello Sport
Maietta: “Il gol di Torino? Impossibile dimenticarlo. Mi sono anche tatuato la data”
12 marzo 2012. L’Hellas Verona di Andrea Mandorlini affronta all’Olimpico di Torino la squadra granata di Ventura, incontro valido per la 30ª giornata del campionato di Serie B. I gialloblù vincono già 0-3 alla mezz’ora della ripresa. Quando entra in scena Domenico - Mimmo - Maietta. “Chi se lo dimentica quel gol, spesso e volentieri me lo vado a rivedere. L’azione la so a memoria - racconta a Hellas Live - Il nostro giro palla era molto più efficace di quello del Torino di Ventura, quella è stata la partita, gara che poteva finire anche 1-5 col palo di Cangi. Di Cesare voleva servire Sgrigna, ma capii tutto e l’anticipai. Il pallone dopo un rimpallo con lo stesso Di Cesare si allungò ma riuscii a tornarne in possesso - ricorda Maietta - Mi ritrovai da solo contro la difesa granata, i miei attaccanti erano larghi e dopo il tunnel a Pratali, appena ho visto Il portiere fuori dai pali, decisi di provarci e direi che andò bene (ride, ndr). Quando ho visto il pallone entrare in porta non ci ho capito più nulla. Quel giorno ce l’ho tatuato sul braccio sinistro - svela l’ex gialloblù Maietta a Hellas Live, nella foto l’arena mentre esulta con Ferrari - Ho anche altri tatuaggi legati a date importanti, come l’esordio in Serie A e le vittorie dei campionati. Ho dei ricordi indelebili di quegli anni, un gruppo che non ritroverò da nessuna parte ma lo porterò sempre con me. Una squadra che aveva forse meno qualità ma grande spirito e voglia di arrivare. La maglia del gol di Torino ce l’ha mio padre Antonio e la custodisce con grande gelosia. Il Verona di oggi? La rosa ha grandi individualità e qualità ma ci sono stati troppi alti e bassi. Non è facile giocare a Verona e non è da tutti vestire la maglia dell’Hellas. Colgo l’occasione per salutare i grandi tifosi gialloblù, li ricordo sempre con affetto, ed auguro a loro di tornare in Serie A”.
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