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Perugia-Hellas Verona, i precedenti allo stadio Curi
La prima sfida tra le due squadre risale a domenica 19 novembre 1933 e coincide anche con la prima vittoria del Grifo con un netto 5-0. Il 9 settembre 1973, grazie ad 1-3 nella gara valevole per la Coppa Italia, arriva il primo successo dei veneti. Nella massima serie A, la partita giocata il 7 dicembre 1975 la risolve Nappi che porta il risultato sul definitivo 1-0. L’anno del “Perugia dei miracoli” i biancorossi pareggiano con l’Hellas 1-1, andando in vantaggio con Frosio. La partita con più reti, andata in scena il 26 marzo 1995, è sfortunata per i biancorossi: 3-4 per il Verona, doppietta di Giunti e rete di Cornacchini. L’anno dopo i padroni di casa si vendicano vincendo 3-2 con doppietta di Neri e gol di Beghetto. Pochi mesi dopo le due squadre si incontrano di nuovo, è il 24 novembre 1996, e vince di nuovo il Perugia 3-1 con reti di Pizzi, Rapaic e Artistico. Il 3 febbraio 2001 Materazzi segna il gol decisivo per l’1-0 e la stagione dopo il Grifo si impone 3-1 (Rezaei, Ahn, Tedesco). L’ultimo precedente è l’1-1 del 24 aprile 2017, rete di Dezi. Fonte: acperugiacalcio.com
Danzi in gruppo
Proseguono gli allenamenti in vista della sfida di venerdì sera. Oggi la squadra, dopo il riscaldamento, si è dedicata al lavoro di forza in palestra e alle partitelle a tema. In chiusura, esercitazioni tattiche e sui tiri in porta. Andrea Danzi ha svolto l'intera seduta con il gruppo. Domani è in programma una nuova seduta prima della partenza per Perugia. Fonte: hellasverona.it
Aspettando Alessandro Crescenzi
Il problema alla caviglia lo ha obbligato a saltare ben 12 partite consecutive. L’ultima apparizione in campo è datata 9 dicembre allo stadio Vigorito di Benevento. Da allora, solo terapie e qualche sporadica corsa per il terzino destro. Il rientro, finalmente, pare vicino e dalla prossima settimana, Crescenzi potrebbe tornare ad allenarsi col resto della squadra. Un contributo importante sarà il suo per questo finale di campionato dove l’Hellas Verona di Fabio Grosso si giocherà tutto. Foto Instagram
Torneo Beppe Viola al via! Corrent: “Orgoglioso dei miei ragazzi! Sarà una bella vetrina quella di Arco”
Ai nastri di partenza il trofeo 'Beppe Viola' 2019, uno dei più antichi e prestigiosi dedicati alla categoria degli Under 17. Annata che sta disputando una stagione molto positiva, con il quinto posto in campionato a quota 30 punti e ben 44 gol segnati in 19 partite. Di punti in classifica in campionato ne ha 4 in più il Milan, contro il quale i gialloblù cercheranno proprio domani il miglior debutto possibile, per poi affrontare tra venerdì e sabato la Lazio e la rappresentativa dilettanti. L'obiettivo è tenere alti i colori del Verona, e soprattutto proseguire nella crescita dei ragazzi che tra pochi mesi saranno l'ossatura della Primavera 2019/20. Le parole di mister Nicola Corrent, rilasciate a Hellas Verona Channel alla vigilia della partenza per il Trentino: “Quello di Arco è sicuramente un torneo prestigioso che offre ai nostri ragazzi l'opportunità di mettersi in mostra e nel quale vogliamo fare bella figura. Sono contento del percorso fatto in stagione e orgoglioso della mia squadra e del modo in cui stanno lavorando. Yeboah? E' il nostro finalizzatore, ma tutti i ragazzi che giocano dietro a lui non sono da meno, e tutti i risultati raccolti finora ci hanno dato soprattutto la carica per continuare ad allenarci ancora meglio. Al di là di vincere le partite l'importante è che i ragazzi migliorino tecnicamente e tatticamente. Molti di loro l'anno prossimo saranno in Primavera, il mio compito è quello di creare i profili giusti al momento giusto. Questa età permette di imparare tanto in poco tempo, bisogna metterli nelle condizioni di farlo e ci sono le condizioni per farlo, perché sono tutti bravi ragazzi. Penso che parte della crescita sia anche avere la consapevolezza del Club dove si gioca e una personalità forte. Sapere sempre che il Verona, per Verona, è la squadra della città e che quindi devono essere orgogliosi di indossare questi colori e di rappresentare questa società”.
Settima partita consecutiva per Bianchetti
Dal suo ritorno in campo, è diventato insostituibile nella difesa dell’Hellas Verona. Il grave infortunio è solo un lontano ricordo per Matteo Bianchetti. Fabio Grosso lo lanciò per la prima volta nella mischia a Livorno, poi titolare nel turno successivo contro il Cittadella al Bentegodi e di seguito due panchine consecutive contro Foggia e Padova, per poi rientrare in campo e non lasciarlo più. Il difensore classe 1993 infatti, dal pareggio interno contro il Cosenza, ha collezionato sette gare consecutive da titolare, con tanto di gradi di capitano sul braccio contro il Crotone.
Il ritorno di Liam Henderson
Finalmente. Dopo cinque partite consecutive (Cosenza, Carpi, Crotone, Spezia e Salernitana, ndr) relegato in panchina, il centrocampista scozzese dell’Hellas Verona, Liam Henderson, prima a Lecce e soprattutto al Bentegodi contro il Venezia, è tornato a mostrare sul rettangolo verde di gioco le sue qualità. Contro l’ex squadra di Zenga, quinta partita con Henderson in campo per tutti i 90’. L’ex Bari in mezzo al campo riesce a mettere a disposizione della squadra indiscusse qualità tecniche ed un’ottima visione di gioco. E solo la continuità lo potranno riportare a quei livelli che a Verona, solo a tratti, ha avuto modo di dimostrare. Venerdì sera intanto allo stadio Curi, Fabio Grosso si affiderà ancora a lui, con la speranza di tutti che ripeta la prestazione dell’andata.
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Di Gaudio: “Serve continuità e non sbagliare le partite che contano”
“Contro il Venezia tre punti fondamentali dopo Lecce: una sconfitta che ci aveva tagliato le gambe. Non era facile ripartire subito. Il primo gol con la maglia dell’Hellas Verona l’ho dedicato a mia moglie Maria e mio figlio Emanuel che aveva un po’ di febbre ma è venuto lo stesso allo stadio perché mia moglie era sicura che avrei segnato. Sono nato a Borgonuovo, in mezzo a quattro quartieri, in una periferia non tanto bella, nelle case della Posta. Lì mi conoscono tutti - ha raccontato Di Gaudio a La Gazzetta dello Sport - Mister Salvatore Zammitti, oggi al Palermo, è il padre che non ho mai avuto. Giocavo per strada, mi ha visto ed è stato una guida per me. Ha scoperto tanti talenti, è un fenomeno. Il Palermo? Giocavo poco, non ho mai capito i motivi, mi davano spiegazioni strane. Poi, prima di andare in ritiro con la Primavera mi hanno detto che era meglio se smettevo. Avevo 17 anni, mi hanno ammazzato, ho pianto come quando è morta mia nonna. Mi avevano voluto a tutti i costi. Incredibile. Del Palermo sono anche tifoso. Scavalcavo al Barbera con mio fratello, eravamo matti. Tifavo per Cappioli e La Grotteria. Ma dopo essere stato scartato, basta. E’ la mia città, ci abitano i miei cari, ma quando ci gioco contro... L’anno scorso ho vinto col Parma. Non vedo l’ora: certo, mi serviranno un po’ di accrediti... Ma ancora c’è tempo - ricorda - Il Carpi è stata la parte più importante della mia carriera, con tre promozioni dalla C2 alla A, la retrocessione in B all’ultima giornata e poi una finale playoff per la A perduta. Insigne? E’ un fenomeno, l’italiano più forte che c’è, lo dicevo a suo fratello che era con me nel Parma. Occhio però a Chiesa... Il mio preferito comunque è sempre stato Ribery, guardavo i suoi video prima delle partite. Le promozioni in A con Carpi e Parma? “Diverse ma inattese entrambe. Quella di Carpi è stata una vera impresa, il Parma invece veniva dalla C; la squadra era forte, ma noi pensavamo solo ai playoff. E’ stato decisivo vincere gli scontri diretti. Cosa manca al Verona? Dieci partite, una per volta: serve continuità. Non bisogna sbagliare le partite che contano e sapere che, male che vada, bisognerà fare i playoff nella posizione migliore. Beh a parte il Brescia, che è forte e ha un Donnarumma in stato di grazia, con le altre ce la giochiamo. Non cerco rivincite, a me basta vincere. E occhio al Lecce, ha entusiasmo”. Il Brescia però avrà la doppia sosta: non è un rischio? “Non è detto, magari recupera gli infortunati”. Come vivo a Verona? “Molto bene, stiamo in centro. Abitiamo vicino a una chiesa e ci andiamo spesso”. Lei giocava a Carpi e la sua fidanzata era a Palermo. Una storia d’amore d’altri tempi... “Siamo stati fidanzati a distanza per otto anni. Le famiglie sono all’antica. Maria è venuta a Carpi quando ci siamo sposati”. Poi è nato Emanuel. “Ho un tatuaggio per lui, con una frase di mia madre, la A di Carpi e di Parma. C’è spazio per la terza. Se Dio vuole...”.
Allenamento questo pomeriggio
Penultima seduta per l’Hellas Verona di Fabio Grosso in vista della trasferta in programma venerdì sera a Perugia
AC Hellas Verona 1903 – P5 Spinea 5-2
Torna alla vittoria la squadra del presidente Rea che liquida con un secco 5-2 la pratica P5 Spinea. Nella prima frazione è Zanetti a portare in vantaggio i gialloblù dopo solo 46'' di gara. Gli ospiti non ci stanno e riescono a ribaltare il risultato ma, Dal Corso pareggia i conti in chiusura di primo tempo. Nella ripresa l' Hellas si porta in vantaggio con il solito Dal Corso ed allunga con Straliote, abile a battere il portiere dopo uno spunto personale. A 9' dalla fine veneziani si sbilanciano in avanti utilizzando la carta del quinto uomo di movimento che non sortirà l'effetto sperato anzi, direttamente da calcio di punizione Barbieri (nella foto, ndr) segna il gol del 5-2 finale. Vittoria meritata e 3 punti importanti che danno morale interrompendo la striscia negativa dell' ultimo periodo. Prossimo appuntamento venerdì prossimo in trasferta contro il Cosmos Nove. FORZA HELLAS!
Trauma contusivo al piede destro per Di Gaudio
L’attaccante dell’Hellas Verona, Antonio Di Gaudio, ha svolto lavoro differenziato, a causa di un trauma contusivo al piede destro. Fonte: hellasverona.it
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