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Matos: “Spero di fare bene a Verona e di riportare questa città dove merita, in Serie A”
“Adesso finalmente mi sento alla grande. Ho svolto di recente una piccola operazione di ernia e adesso sto bene. Sono molto contento di giocare ancora un anno con la maglia dell'Hellas: spero di fare bene e di riportare questa città dove merita, ovvero in Serie A - ha dichiarato Matos a firenzeviola.it - Sicuramente voglio fare tanti gol e aiutare la squadra a salire di nuovo in A. Non penso ad altro in questo momento".
Serie B in campo la domenica?
Complice lo spezzatino delle gare che vedrà protagonista la Serie A, potrebbe tornare a giocare la domenica la serie cadetta, con il fischio d'inizio del maggior numero di match alle ore 15. Fonte: Sportitalia
Silvestri rimane all’Hellas Verona
Con Nicolas sul mercato, il club gialloblù punta su Marco Silvestri. L’estremo difensore classe 1991 non si muoverà da Verona, contratto con la società di Maurizio Setti in scadenza il 30 giugno 2021. L’agente Francesco Romano non sta trattando il portiere con alcun club, quindi il futuro di Silvestri sarà ancora in riva all’Adige
Il giorno di Fabio Grosso
È attesa per oggi l’ufficialità di Fabio Grosso alla guida dell’Hellas Verona. L’ex tecnico del Bari, dopo essersi liberato dal contratto col club pugliese, è pronto ad accasarsi alla corte del club di Maurizio Setti
Deferimento Parma e Calaió, i messaggi dell’attaccante a Masi
I tre sms inviati da Calaiò a Masi, messaggi che sono costati il deferimento al Parma ed all’attaccante ducale, società emiliana che adesso rischia la Serie A. “Ehi Pippein, non rompere il cazzein venerdì, mi raccomando” “Dillo anche a Claudiein (Terzi, ndr)” ”Anche per il rapporto che ci lega...". Secondo Voi come andrà a finire? I Vostri commenti sulla pagina Facebook di Hellas Live
Rafa Marquez nella black list USA, tante restrizioni ai Mondiali per l’ex gialloblù
L’ex difensore messicano dell’Hellas Verona, Rafa Marquez, che ha eguagliato il record di cinque partecipazioni al Mondiale, dallo scorso agosto è nella blacklist del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti. Ciò gli impedisce in Russia di stare a contatto con qualsiasi tipo di persona, impresa e banca americana o legata a essa. Una serie di impedimenti e sacrifici che non gli hanno tuttavia negato di vivere quest'avventura. Rafa Marquez è uno dei giocatori più iconici presenti a Russia 2018. Ha un'enorme visibilità a livello internazionale per aver giocato sette anni in carriera con la maglia del Barcellona e domenica scorsa, entrando a 17 minuti dalla fine dalla sfida vinta contro la Germania, è diventato il terzo giocatore di sempre a disputare cinque edizioni dei Mondiali dopo il connazionale Antonio Carbajal e il tedesco Lothar Matthäus. Eppure, ottenere questo momento di gloria e finire negli almanacchi dei record della Coppa del Mondo è costato più di qualche sacrificio al difensore, passato anche in Italia con la maglia del Verona. Il centrale messicano infatti è solo da poco rientrato in Nazionale perché dallo scorso agosto è finito nella blacklist del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti a causa di una presunta accusa di riciclaggio di denaro a favore dei cartelli della droga controllati da Raul Flores Hernandez, sospettato di essere uno dei più grandi narcotrafficanti del territorio americano. Far parte di questa lista nera vuol dire non poter avere alcun tipo di contatto con persone, imprese e banche americane. È per questo motivo che negli allenamenti del Tricolor lo si vede allenare con una maglia diversa rispetto ai suoi compagni, priva degli sponsor, come quello della Coca-Cola. Questa però è forse la restrizione meno problematica - si legge su Sky Sport - Marquez infatti non può bere dalle stesse bottiglie dei suoi compagni se queste sono di marchio americano né potrà essere nominato "migliore in campo" di un match Mondiale, visto che il premio è sponsorizzato dalla birra Budweiser, anch'essa di proprietà statunitense. Anche intervistarlo a fine partita è diventata ormai un'impresa. Inizialmente la FIFA - che lavorando insieme al Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti e alla Federazione messicana hanno concesso un permesso speciale al giocatore per essere presente al Mondiale - aveva addirittura negato ogni tipo di dichiarazione al difensore classe '79, rivedendo poi questa misura cautelativa con la possibilità di parlare a patto che dietro non compaiano pubblicità "a stelle e strisce". Stessa cosa in conferenza stampa, dove Marquez potrà essere invitato solo in assenza di moderatori americani.
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21 giugno 2007, Hellas Verona-Spezia 0-0, è Serie C1
64 anni trascorsi tra Serie A e cadetteria, l'Hellas Verona torna in C1. Nel ritorno dello spareggio salvezza contro lo Spezia, la formazione di Giampiero Ventura non riesce a fare il gol necessario a pareggiare i conti dopo l'1-2 del "Picco". Così lo 0-0 finale condanna gli scaligeri a far compagnia ad Arezzo, Crotone e Pescara, già retrocesse al termine della stagione regolare di serie B. Nei 180' complessivi i veneti non hanno certo demeritato e oggi solo uno straordinario Santoni ha negato a Sibilano e soci la rete che valeva una stagione intera. Si salva così lo Spezia, che mette così il sigillo a un'impresa in cui pochi speravano fino a qualche settimana fa. La vittoria in casa della Juve all'ultima giornata e quella nell'andata dei play-out hanno fatto la differenza e il prossimo anno la serie B potrà ancora contare sui liguri. Ventura decide di affidarsi allo stesso undici dell'andata, con Pegolo tra i pali, difesa a quattro con Turati e Biasi larghi e Sibilano e Comazzi centrali mentre a centrocampo Guarente e Pulzetti giocano in mezzo con Ferrarese e Cutolo esterni. In avanti confermata anche la coppia William-Nieto con Ferrante che deve di nuovo accomodarsi in panchina. Qualche variazione invece nello Spezia, dove Soda opta per un 3-4-1-2. Davanti a Santoni è Scarlato a dirigere la difesa al fianco di Fusco e Pecoraro mentre Nicola e Giuliano giocano sulle fasce con Confalone e Saverino al centro e Do Prado alle spalle di Guzman e Colombo. Il ritmo è altissimo fin dai primi minuti e al 2' Santoni è costretto al miracolo su un colpo di testa di William. La partita è accesa, i nervi sono tesi e si lotta su ogni pallone come se fosse quello che decide la stagione. Ma la formazione di casa, sospinta dal proprio pubblico, sembra avere una marcia in più e prima con William da fuori e poi con una punizione di Cutolo deviata dalla barriera impegna nuovamente Santoni. Ma lo Spezia sa di non poter giocare tutta la gara in difesa e piano piano comincia a uscire dal guscio, affidandosi alle percussioni di Do Prado e alle iniziative di Guzman, il più pericoloso tra i liguri come dimostra la sua punizione dalla sinistra che al 34' mette in seria difficoltà Pegolo. Lo Spezia insiste ma nel finale è ancora il Verona ad andare vicino al gol con Nieto il cui colpo di testa costringe Santoni all'ennesimo prodigio, con la palla che finisce prima sulla traversa e poi sul fondo. Nella ripresa ci si aspetta così il forcing degli scaligeri ma è ancora la formazione di Soda a prendere l'iniziativa, costringendo gli avversari alla difensiva anche se senza mai impegnare Pegolo. Il Verona prova a uscire fuori, Nieto si fa vedere dalle parti di Santoni ma i minuti passano e il gol salvezza non arriva. Ventura prova la carta Babù per Cutolo mentre lo Spezia perde Colombo per infortunio, sostituito da Varricchio. La manovra degli scaligeri, però, non trova sbocchi, i liguri si chiudono bene e non perdono occasione per ripartire. Nei gialloblu entrano anche Ferrante e Greco, ma gli ultimi assalti, all'insegna della disperazione, si rivelano sterili e poco fortunati, il muro dello Spezia regge fino alla fine e al triplice fischio, mentre Soda alza le braccia al cielo, Verona piange l'inferno della C. VERONA-SPEZIA 0-0. VERONA (4-4-2): Pegolo; Turati, Comazzi, Sibilano, Biasi (34'st Greco); Ferrarese, Pulzetti, Guarente, Cutolo (16'st Babù); Nieto (30'st Ferrante), William. In panchina: Franzese, Mazzola, Magliocchetti, Corrent. Allenatore: Ventura. SPEZIA (3-4-1-2): Santoni; Fusco, Scarlato, Pecoraro; Nicola, Confalone, Saverino, Giuliano; Do Prado (40'st Addona); Colombo (18'st Varricchio), Guzman (25'st Ponzo). In panchina: Mondini, Alessi, Guidetti, Rossi. Allenatore: Soda. ARBITRO: Rizzoli di Bologna. NOTE: giornata di sole, terreno in discrete condizioni. Spettatori: 24.391 mila. Ammoniti: Colombo, Comazzi, Do Prado, Guzman, Saverino, Confalone, Giuliano, Ferrante. Angoli: 7-3 per il Verona. Recupero: 3', 5'. Fonte e foto: repubblica.it
Triennale per Laribi
L’Hellas Verona è pronto a chiudere col centrocampista classe 1991, Karim Laribi. Nell’ultima stagione a Cesena, l’ex Sassuolo da quanto appreso da Hellas Live si legherà al club gialloblù per tre anni
UFFICIALE. Riccardi a titolo definitivo al Lecce
L’US Lecce comunica di aver acquisito, a titolo definitivo ed oneroso, il diritto alle prestazioni sportive del calciatore Davide Riccardi dall’Hellas Verona FC. Il difensore natio di Monfalcone, che in questa stagione ha collezionato 17 presenze con la maglia giallorossa, ha sottoscritto un contratto di durata quadriennale. Questo il comunicato del Lecce. Da quanto appreso da Hellas Live, al club gialloblù spetterà una percentuale sulla futura rivendita del giocatore
La replica del Parma: “Non c’è alcun illecito”
Il Parma Calcio 1913 apprende con sgomento e sconcerto le notizie di stampa riguardanti l’asserito deferimento per la presunta violazione dell’art. 7 del Codice di Giustizia Sportiva, che sarebbe stato contestato in data odierna dalla Procura Federale al Club e ai propri tesserati Emanuele Calaiò e Fabio Ceravolo per l’invio di alcuni messaggi di testo ad ex compagni di squadra prima della partita Spezia-Parma e desidera precisare quanto segue: Riteniamo che l’accusa di tentato illecito sportivo, se confermata visto che la società a tutt’ora (le ore 13:55 di mercoledì 20 giugno) non ha ancora ricevuto alcun tipo di comunicazione a riguardo, rispetto alle condotte riscontrate, sia sconcertante. Non riusciamo davvero a concepire come testo e tenore dei messaggi in questione possano integrare una fattispecie così grave e siamo convinti che chi dovrà giudicare lo farà nel rispetto delle norme, della giustizia e del buon senso. Il Parma Calcio 1913 continua a nutrire la massima fiducia nella Giustizia Sportiva, ma chiede che la verità venga stabilita nel modo più rapido possibile, per rispetto nei confronti del club e dei suoi tifosi. La Società – che ricordiamo non è mai nemmeno stata convocata o ascoltata in ordine a questo procedimento – auspica che, come sono stati resi pubblici molti dettagli delle indagini, possano essere resi pubblici dalla Giustizia Sportiva, da subito o al termine del procedimento, anche i testi dei messaggi in questione, affinché tutti gli sportivi italiani possano avere contezza del tenore degli stessi. Già nel recente passato, il Parma Calcio ha dovuto sopportare danni di immagine notevoli in ordine ad accuse infamanti rivelatesi infondate, senza ricevere alcuna tutela. Nelle ultime settimane sta inoltre assistendo ad un crescendo di dichiarazioni aggressive e insinuanti da parte di tesserati e dirigenti di altre società, senza che nessuno abbia mai censurato questi comportamenti o mosso un dito. Il Parma Calcio non è mai entrato a far parte di questo circo. Continuerà a starne fuori. Ma non ha alcuna intenzione di partecipare a un processo mediatico, dove giorno dopo giorno si alternano notizie contrastanti e la Società si ritrova ad apprendere dai giornali l’evoluzione della inchiesta in questione. Per primi vogliamo chiarezza, giustizia e rispetto delle norme. Da ultimo vogliamo continuare a rassicurare i nostri tifosi, in quanto rimaniamo convinti che in alcun modo i fatti contestati possano rappresentare un illecito. Siamo pertanto certi che questa vicenda – che sta comunque arrecando al Parma ingenti danni di immagine, tecnici, commerciali ed economici – non potrà che definirsi senza conseguenze per il Parma Calcio. Chiediamo a tutti i nostri tifosi di rimanere vicini a questa società e a questa squadra e a tutte le persone che la compongono, che meritano la fiducia di tutti noi per il comportamento sempre dimostrato in campo e fuori dall’inizio del nostro percorso di rifondazione.
Scritto da Raimondo De Magistris
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