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Serie A in campo il 13 giugno, la palla passa ora al Governo
Dal 13 giugno al 2 agosto si contano 8 week-end e sette possibili turni infrasettimanali, ci sarebbe dunque il tempo di salvaguardare anche lo svolgimento della Coppa Italia. Per assegnare il trofeo mancano semifinali di ritorno (Juve-Milan e Napoli- Inter, in date 30 giugno e primo luglio) e finale, ipotizzabile il 22 luglio, come conferma La Gazzetta dello Sport. Su questa ipotesi di ripartenza si sono espressi a favore 15 club su 20, gli altri cinque (Torino, Udinese, Sassuolo, Napoli e Sampdoria) chiedevano una settimana di preparazione in più, e dunque segnare lo start nel fine settimana del 20-21 giugno.
Allenamento questa mattina per i gialloblù
L’Hellas Verona di Juric proseguirà al centro sportivo lacustre le sedute individuali questa mattina. Pazzini e compagni saranno divisi in tre gruppi.
L’Hellas Verona ci prova con l’Atalanta per la conferma di Pessina
Il jolly Matteo Pessina è una delle piacevoli sorprese della squadra di Ivan Juric. L’Atalanta, proprietaria del cartellino, valuta almeno 7 milioni di euro il classe 1997 come conferma L’Arena. Il club gialloblù proverà a confermarlo in riva all’Adige, una soluzione che farebbe piacere sia all’allenatore che ai tifosi scaligeri.
FIGC, Gravina: “Risposte concrete al mondo del calcio. Possiamo guardare al futuro con maggiore fiducia”
“Un passaggio fondamentale per tutto il calcio italiano”, commenta così il Presidente della FIGC Gabriele Gravina l’approvazione da parte del Governo del cosiddetto ‘Decreto Rilancio’, al cui interno sono contenute misure urgenti proposte dalla Federcalcio per attutire il danno economico generato dall’emergenza Covid-19 e porre le basi per il rilancio dell’intero settore. “Con l’adozione di questi importanti provvedimenti – continua Gravina -, per i quali ringrazio il premier Conte, l’intero Esecutivo e in particolare i ministri Spadafora e Gualtieri, possiamo guardare al futuro con maggiore fiducia”.
Sono 5 le determinazioni, entrate nell’articolato del decreto governativo licenziato dal Consigli dei Ministri di oggi, che hanno un diretto impatto sul movimento calcistico: 1) l’ulteriore rinvio dei pagamenti contributivi e fiscali al mese di settembre; 2) la sospensione dei canoni di locazione e dei diritti di superficie per gli impianti sportivi (anche di Serie A); 3) il riconoscimento della Cassa Integrazione per i contratti dei lavoratori sportivi fino ad un massimo di 50 mila euro lordi; 4) l’istituzione del Fondo Salva Sport con una quota percentuale sul totale della raccolta per le scommesse sportive; 5) l’abbreviazione dei gradi e dei tempi della giustizia sportiva (direttamente il Collegio di Garanzia dello Sport e successivamente il Tar e il Consiglio di Stato) in caso di contenziosi generati dalle decisioni che sono possibili adottare in deroga alle vigenti disposizioni dell’ordinamento federale sulla determinazione delle classifiche in caso di interruzione dei campionati della stagione 19/20 e quindi sulla determinazione degli organici per la stagione 20/21.
“Come tutti gli altri settori produttivi e occupazioni del nostro Paese – conclude il presidente della FIGC –, il calcio italiano sta pagando un costo altissimo a causa del Coronavirus, ma grazie al lavoro svolto di concerto con le istituzioni, confidando in una graduale ripresa, stiamo gettando le basi per impedire che diventi un’emorragia insanabile”. Fonte: figc.it
Adailton: “Verona nel cuore, il Bentegodi lo sento casa mia, la Curva Sud è bellissima”
“Anni belli a Verona dove sono cresciuto. Sono stati sette anni, sono cresciuto da giocatore e da uomo, è una città, una società speciale per me. Ho tanti amici, il Bentegodi lo sento ancora casa mia, la Curva Sud è bellissima, ho vissuto emozioni speciali. Conosco Juric, eravamo insieme a Genova e quando ho saputo del suo arrivo a Verona, ho pensato sia adatto per lo spirito che ha. Ha dimostrato di poter trasformare giocatori un pò sottovalutati, dando fiducia e un’idea di gioco con aggressività e voglia di giocare anche contro le grandi squadre” ha dichiarato a Sky Sport, l’ex attaccante dell’Hellas Verona, Martins Bolzan Adailton.
Lega Serie A: “Per la ripresa del campionato indicata la data del 13 giugno”
L'Assemblea della Lega Serie A si è riunita oggi con tutte le Società presenti e collegate in video conferenza. La Lega Serie A ribadisce, nel rapporto con i licenziatari dei diritti audiovisivi 2018-2021, la necessità del rispetto delle scadenze di pagamento previste dai contratti per mantenere con gli stessi un rapporto costruttivo. Per quanto riguarda la ripresa dell'attività sportiva è stata indicata, in ossequio alle decisioni del Governo e in conformità ai protocolli medici a tutela dei calciatori e di tutti gli addetti ai lavori, la data del 13 giugno per la ripresa del campionato. L'Assemblea ha inoltre indicato il Dott. Nanni della Società Bologna per rappresentare nella Commissione medico scientifica della Figc le istanze delle Società, che saranno previamente informate in sede assembleare. Fonte: legaseriea.it
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Ultras d’Europa contro la ripartenza dei campionati a porte chiuse: “Stop alle competizioni finché non si può tornare allo stadio. Non c’è calcio senza tifosi”
Lo avevano già chiesto con decine di striscioni fuori dagli stadi, da Bergamo a Roma, da Torino a Lecce, da Genova a Napoli. Ma ora lo hanno messo nero su bianco. “Non c’è calcio senza i tifosi. E non può essere solo un’industria, con le società tenute in scacco dalle pay-tv. Business e interessi personali porteranno alla morte del calcio”. E ancora: “Tutta l’Europa affronta una crisi senza precedenti, in questo momento l’obiettivo principale è la salute pubblica”. È il succo del lungo comunicato sottoscritto da circa 350 tifoserie di tutta Europa (italiane, soprattutto, ma anche di Germania, Francia, Spagna, Belgio, Romania), contrarie alla ripartenza dei campionati di calcio, fermati tra febbraio e marzo per l’emergenza sanitaria provocata dal coronavirus. Fonte: gazzetta.it
Direttore Sanitario Lazio: “Il virus sta morendo. La medicina non è una scienza ma un’arte”
“Se il virus sta morendo? Secondo me sì perché la manipolazione ha prodotto un danno grave che riguarda non la letalità, perché la letalità come dice il Professor Tarro è dell’1% non è alta, il 90% delle persone affette guarisce spontaneamente; ma dalla contagiosità. L’elevata contagiosità che poteva far affluire nelle strutture sanitarie una quantità esagerata di persone. È difficile distinguere il codice rosso dal codice verde rischiando, come è successo purtroppo, di danneggiare le persone che avevano maggiormente bisogno proprio perché non avevano la possibilità. Per la legge dell’incompenetrabilità dei corpi, se un letto è già occupato non può essere occupato da un’altra persona. La cosa peggiore è stata il terrorismo psicologico della disinformazione e la confusione ha creato del panico. Le persone al minimo accenno di febbre o di tosse si sono sentite ammalate e i vicini le hanno considerate già delle persone pericolose per il contagio. In un momento drammatico non c’è stata tanta chiarezza e la diagnosi non è stata fatta perché ci si è preoccupati più di fare le terapie che di fare la prevenzione, che invece è la cosa principale. Cosa che abbiamo fatto noi fin dall’inizio cercando di rinforzare le difese immunitarie perché in fondo partiamo da un principio: è vero che il virus è stato manipolato, è vero però anche che in questo periodo è mutato 33 volte diminuendo la sua aggressività e quindi ci mette meno paura, ed è altrettanto vero che se avessimo pensato a informare la popolazione su come rinforzare le difese immunitarie, quindi preparala al contatto con questo virus, la paura non esisterebbe. E’ un virus del raffreddore, non voglio banalizzare né mancare assolutamente di rispetto alle persone che hanno perso perfino la vita. Però purtroppo la medicina non è una scienza come vogliono farci credere, perché non sempre 2+2 fa 4. I tamponi? Non esiste la malattia ma esiste il malato. Bisogna che il medico si riappropri della propria identità, della propria autonomia e della propria libertà. Perché non me lo deve dire il politico quello che devo fare. Ho le ultime linee guida del Comitato Tecnico Scientifico in cui si dice che i tamponi devono essere per la collettività, ma questo non è un problema della scienza, bensì della politica. È come un bel mosaico: ogni tessera deve stare al proprio posto, se ci si sposta c’è confusione e il mosaico non si identifica più. Il Comitato Tecnico Scientifico non ha voluto sentire la voce del medico del calcio che vive sul campo e non vive dietro una scrivania. Vive dove non c’è la scienza pura ma c’è l’evidence based medicine, che cammina parallela a quella scientifica. Se si uniscono vanno a vantaggio della salute e della popolazione. La medicina non è una scienza; la medicina è un’arte. Per essere un artista purtroppo non basta la laurea. Altrimenti troveremmo tutto sui libri. Questo capita quando si fanno dei protocolli spesso dannosi. Se in qualche caso avessi usato il protocollo, il paziente sarebbe morto. Oggi la superficializzazione dei titoli è grave. Forse c’è il desiderio di creare questa confusione per dare spazio alle persone incapaci che occupano dei posti sbagliati, e se la domanda è sbagliata capite com’è risposta“ ha dichiarato a Radio Rai, il Direttore Sanitario della Lazio, dott. Ivo Pulcini.
Ministro dello Sport, Spadafora: ”Se il campionato riprenderà lo farà perché ci sono le condizioni”
”Resta la necessità di ridefinire l’apertura del campionato: se riprenderà, come tutti auspichiamo, lo farà perché saremo arrivati alla decisione dopo una successione ordinata di attività e decisioni che consentirà di riprendere il campionato in totale sicurezza per tutti. Non era possibile decidere con fretta o spinte strumentali. L’incertezza ha caratterizzato tutti i paesi, solo quelli che hanno scelto di chiudere hanno deciso subito. Anche in Germania, che sta per riprendere, ci sono stati dei rimandi. Il governo ha sempre tenuto una posizione prudente, mentre presidenti di club e opinionisti hanno legittimamente cambiato opinione strada facendo. Noi abbiamo mantenuto la linea della coerenza, senza pressioni. Se il campionato riprenderà lo farà perché ci sono le condizioni" ha dichiarato nel corso della sua Informativa al Senato, il Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora.
Zeman: “Per me non ha senso ricominciare”
“Per me si dovrebbe ripartire solo quando tutto diventa chiaro, e oggi non lo è. Tutti aspettano le scelte del governo sul calcio. Ma non è il governo a decidere, è il virus. E se non se ne va, per me non ha senso ricominciare” ha dichiarato a La Gazzetta dello Sport, Zdenek Zeman.
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