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AIC: “La maggioranza dei calciatori guadagna meno di 50 mila euro lordi l’anno e andrebbero in crisi rinunciando ad una sola mensilità”
”Abbiamo lavorato alle prime bozze di protocollo che potevano per noi avere un senso. Si naviga comunque a vista, dipende dalla situazione epidemiologica. Il calcio non può essere decontestualizzato dal resto del Paese. Il nostro è uno sport di contatto, il problema è questo. Ci dobbiamo affidare solo al Comitato tecnico-scientifico. La Figc sta facendo un grande lavoro, dovremo farci trovare pronti qualora ci saranno le condizioni per ricominciare”.
“Stipendi? La maggioranza dei calciatori guadagna meno di 50 mila euro lordi l'anno. Quando si pensa ai calciatori, non si pensa mai a questa maggioranza che sarebbe in crisi rinunciando ad una sola mensilità”.
“Non possiamo non renderci conto di quello che sta vivendo il nostro mondo. Abbiamo la responsabilità per il futuro. Dobbiamo evitare di iscrivere un domani società che possono garantire il loro impegno durante la competizione. Abbiamo un sistema di distribuzione delle risorse che va rivisto. Negli altri Paesi si ragiona su cifre diverse e su proporzioni diverse. Spero che questa situazione porti a riequilibrare il tutto”.
“L’ipotesi dei campi neutri presupporrebbe ritiri infiniti per i calciatori. Anche loro hanno famiglie, figli. Diventerebbe complicato a livello psicologico gestire una simile situazione” ha dichiarato a Gianluca Di Marzio il vice presidente dell’AIC, Umberto Calcagno.
Allenamento questa mattina
L’Hellas Verona di Juric proseguirà al centro sportivo lacustre le sedute singole. La squadra gialloblù sarà divisa in tre gruppi, con allenamenti a partire dalle ore 9:45.
Le perplessità del Comitato tecnico scientifico
Il Comitato tecnico scientifico ha pubblicato un documento di risposta alla FIGC in merito al protocollo da adottare per la ripresa del calcio. È arrivato il via libera alla ripresa degli allenamenti a partire dal 18 maggio, ma sono tanti i punti su cui il CTS ha espresso le sue perplessità e su cui, adesso, il comitato medico scientifico della FIGC sta lavorando.
Il testo integrale.
In riferimento all'istanza formulata dalla Federazione Italiana Gioco Calcio (FIGC) e al quesito proposto dal Ministero per le Politiche Giovanile e dello Sport in merito alla ripresa degli allenamenti degli sport di gruppo per le squadre di calcio di Serie A, il CTS ritiene di formulare le seguenti considerazioni medico/scientifiche:
1. Pur ribadendo che la documentazione inizialmente dalla FIGC fornita è largamente lacunosa e imperfetta e che non si sono avuti riscontri adeguati ai rilievi sollevati e ribadendo che la realizzazione dei test molecolari sulle persone interessate alla ripresa degli allenamenti di squadra non devono minimamente impattare sulla disponibilità del reagentario da dedicarsi in maniera assoluta ai bisogni sanitari del Paese, si riconosce l'importanza anche sociale che questo sport riveste;
2. Il CTS prende atto che gli allenamenti di gruppo sono parte imprescindibile del percorso relativo alle attività agonistiche;
3. Il proposito di mettere in quarantena non solo gli atleti, ma tutto il personale che fa parte di una squadra (medici sociali, massaggiatori, fisioterapisti, magazzinieri, cuochi, etc) può rendere la ripresa degli allenamenti di gruppo medicalmente coerente con le indicazioni già fornite da questo CTS in merito alle misure per il contenimento epidemico;
4. II CTS sottolinea che, per avere efficacia, le misure di quarantena volontaria devono essere stringentemente rispettate sotto la responsabilità del medico sociale e del medico competente;
5. Qualora, durante il periodo di quarantena volontaria sopra indicata, anche un solo membro dell’equipe risulti positivo al test molecolare per SARS-CoV-2, tutti gli altri componenti del gruppo dovranno da quel momento, per ovvie ragioni di prevenzione della diffusione epidemica, non avere contatti con qualsiasi altro soggetto esterno per 14 giorni;
6. II CTS, infine, riafferma che l'intera delegazione sportiva (calciatori, personale dirigente, assistenti, maestranze e tutti gli altri lavoratori a qualsiasi titolo coinvolti) rimarrà posta, com'è ovvio, sotto il controllo sanitario e la responsabilità dell'Autorità Sanitaria Locale su cui ricade la competenza della struttura ricettiva che ospita la delegazione medesima.
Atteso che il gioco del calcio, prevedendo contatto fisico. è un'attività intrinsecamente connotata da un elevato rischio di diffusione di contagio e che tutte le sopra indicate considerazioni vengano rispettate in maniera puntuale, il CTS ritiene di esprimere un parere tecnico non ostativo alla strategia ipotizzata dalla FIGC, lasciando, per ovvia competenza di funzione istituzionale, la decisione finale nel merito al Ministro competente. Si auspica fortemente, inoltre, che la FIGC fornisca un protocollo che risponda puntualmente alle osservazioni e ai rilievi sollevati da questo CTS in coerenza con solide evidenze scientifiche accumulate e le circolari ministeriali emanate.
Chiampan: “Ho fatto errori ma anche cose buone per l’Hellas. Il Verona deve salvarsi ogni anno, non è una grande”
“Il tedesco si arrangiava da solo mentre il danese aveva un intermediario. Furono Mascetti e Rangogni, quasi poi quest’ultimo a volerlo prima che esplodesse all’Europeo. Il Ciccio era più per Matthaus, non male anche quello anche se giovane - ha dichiarato a L’Arena, l’ex patron dell’Hellas Verona, Ferdinando Chiampan - A Bergamo feci fatica a ringraziare tutti come avrei voluto, dopo gavea i giapponesi della Canon. Insomma mi liberai alcuni giorni dopo. Matarrese? Si è sempre comportato bene con il Verona. Fanna era un figlio insieme a Tricella. Poi c’era Fontolan, che persona e Volpati, un signore. Mi è dispiaciuto per Ferroni. Aveva rotto con Bagnoli e non ci fu verso di tenerlo. Voi lo sapete, li avrei tenuti tutti. Galderisi l’era il bocia, quante risate con lui e Di Gennaro, la mente. Quando fummo sicuri di vincere lo scudetto? Mai fino all’ultimo anche se... Dopo San Siro col Milan mi incontrai con Bagnoli e il mister, che è stato il vero fautore dello scudetto, mi disse: ”Per me è fatta, possiamo perderlo solo noi”. Verona è una bella città ma vive di invidia. Qualcuno di potente nelle istituzioni stava già lavorando per togliermi il Verona, prima del fallimento. I tifosi mi fecero la guerra ma a me è bastato un abbraccio di uno di loro, qualche anno fa, per rincuorarmi. Ho fatto errori ma anche cose buone per l’Hellas e soprattutto ci ho rimesso in prima persona. Ho perso tanto e come me anche Eros Mazzi qualche anno dopo. Pensate che un esperto come Pastorello ci ha rimesso dei soldi, dunque. Setti? Mi sembra un bravo butel. Ricordatevi le mie parole: il Verona deve salvarsi ogni anno, non è una grande. Quella del 1985 è stata una favola".
Lega Serie A: “Sky deve rispettare le scadenze di pagamento previste dai contratti”
“La porta del dialogo con Sky è sempre rimasta aperta in tutte queste settimane, nel rispetto dovuto al partner storico della Serie A. Nei contatti avuti con Sky, però, abbiamo sempre ribadito come fosse necessario che, prioritariamente, Sky rispettasse le scadenze di pagamento previste dai contratti. Fin da subito abbiamo chiarito che la richiesta, formulata da Sky, di uno sconto compreso tra il 15% e il 18%, in caso di prosecuzione del campionato, evidentemente non poteva essere accettata, tanto più in un momento finanziariamente così complicato per le nostre squadre. Sono sicuro che domani (oggi, ndr) in assemblea le squadre sapranno trovare una posizione unitaria finalizzata a garantire il rispetto dei propri diritti" la risposta al CEO di Sky, via ANSA, dell’amministratore delegato della Lega Serie A, Luigi De Siervo.
Diritti tv, Sky: “Diverse soluzioni alla Lega Serie A ma nessuna risposta”
“Ci auguriamo che l'Assemblea di domani (oggi, ndr) sia finalmente l'occasione giusta in cui i rappresentanti dei club di Serie A possano prendere in serio esame la proposta di dialogo che da settimane facciamo loro. In tutta Europa, in Germania, in Francia, in Gran Bretagna, le leghe e i broadcaster stanno affrontando insieme questa grave emergenza trovando delle soluzioni equilibrate e di interesse generale. Sky ha proposto diverse soluzioni ma non ha ricevuto alcuna risposta. L'auspicio è che anche in Italia, come in tutta Europa, la Lega Serie A ritrovi quel suo spirito costruttivo che ha contrassegnato molti anni di collaborazione con Sky" ha dichiarato all’ANSA, il Ceo di Sky Italia, Maximo Ibarra.
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Buon compleanno
Tanti auguri a... Robert Spehar. L’ex attaccante dell’Hellas Verona oggi compie 50 anni
Setti: ”Il calcio oggi è business. Non lo possiamo fermare se gli vogliamo bene”
“È un orgoglio essere il presidente dell’Hellas Verona. Ricordo l’impresa della squadra di Osvaldo Bagnoli, una grande persona che al mio arrivo in società ho voluto subito incontrare ed omaggiare, invitandolo in compagnia della moglie al Bentegodi, sino a che sarò al comando di questo club. È il minimo la carica di presidente onorario. Il mio giocatore preferito di quella impresa? Briegel. La differenza col calcio di oggi? A quei tempi, era fatto di passione, i presidenti erano molto legati al territorio. Al giorno d’oggi, è business a tutti gli effetti dove le tv la fanno da padrone, dando molti soldi. C’è tanta imprenditoria dietro - ha dichiarato in diretta sul profilo Facebook dell’Hellas Verona FC, il presidente Maurizio Setti - Juric? Per me non è una scommessa ma una certezza. Ha dimostrato coi fatti che anche in una provinciale si può alzare il livello. Se termineremo il campionato? Il calcio è business e se gli vogliamo bene non lo possiamo fermare. I problemi che abbiamo oggi li avremo anche a settembre. Se ci sarà un malato di Covid-19, bisogna isolare l’individuo e non chiudere l’azienda. Ci vuole equilibrio e una volta passata la fase critica, almeno sino alla scoperta del vaccino, la malattia andrà curata come altre. La Germania riparte, come Inghilterra Spagna. Se non ci adeguiamo, rischiamo di perdere molte posizioni, soldi e campioni. Dobbiamo stare molto attenti perché il calcio non è solo Cristiano Ronaldo o Lukaku”.
Buona notte, campioni d’Italia
Il tricolore capeggia sull’esterno della nuova sede della società di Maurizio Setti. Buona notte, campioni d’Italia. Il commento e la foto pubblicati sui social dall’Hellas Verona
Bagnoli: “Verona è casa mia. Lo scudetto è un ricordo che resta nel cuore”
“Ho davanti a me una foto in cui vengo portato in trionfo in mezzo al campo da parte di Elkjaer, Galderisi e Volpati. E riconosco sullo sfondo anche il ds Mascetti e il presidente Chiampan. Sono ricordi che restano nel cuore. Ho la fortuna di incontrare spesso tanti miei ex calciatori qui a Verona e riparliamo di quell'impresa. Vedo Fanna e tanti altri. E torniamo indietro nel tempo. Verona del resto è casa mia". Come fu possibile quel grande successo? Grazie ad un gruppo affiatato e di qualità. Tutti i giocatori erano uniti e vivevano in armonia. C'era amicizia nello spogliatoio. È stata una grande annata e tutti noi ci portiamo dentro quello scudetto. Da Garella che è da un po di tempo che non vedo a Tricella che era già forte negli anni precedenti. Passando per Fontolan, Marangon, Di Gennaro, Sacchetti, Bruni, Volpati che è un grande amico. Fanna poi era tecnico e veloce. Ripeto, era fondamentalmente una squadra che andava d'accordo e che aveva le sue capacità. Non a caso poi in tanti andarono anche in Nazionale" ha dichiarato a tmw, lo storico allenatore dello scudetto 1984/85, Osvaldo Bagnoli.
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