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Comunicato Curva Sud
La Curva Sud ha annunciato un comunicato per il tardo pomeriggio di oggi.
Hellas Camp in Oman
A quasi 6000 km di distanza da Verona è iniziato l' "Hellas Camp" presso Muscat (Oman). L'iniziativa presso la capitale dell'Oman ha preso il via sabato 2 novembre e proseguirà fino a giovedì 14 novembre compreso. L'Hellas Verona sarà inoltre presente con un referente tecnico per ogni settimana dell'intera durata delle attività. L'istruttore organizzerà in prima persona le sedute tecniche giornaliere e gestirà tutte le attività, che si avvarrano anche del contributo da parte dei tecnici dell'Academy locale "Oman Italian Soccer Academy".
Questa esperienza permetterà agli allenatori/istruttori dell'Hellas Verona di far conoscere ai partecipanti al Camp nuove tipologie di allenamento e di consolidare l'ottimo rapporto con Muscat. Fonte: hellasverona.it
Contro il Brescia l’esordio in Serie A di Empereur
Solidità, concentrazione, abnegazione: domenica è arrivato il debutto in Serie A di Alan Empereur, simbolo di un gruppo dove tutti sono fondamentali. Bravo Alan. Fonte Instagram Hellas Verona
6 Novembre 1985, Juventus-Hellas Verona 2-0. La farsa dell’arbitro Wurtz
Gara di ritorno degli ottavi di finale di Coppa Campioni. Si gioca a porte chiuse a Torino dopo lo 0-0 dell’andata a Verona. Rigore di Platini per la Juventus per fallo di mano di Briegel. Sull’1-0 per i bianconeri, netto mani in area di Aldo Serena non visto dall’arbitro Wurtz. Dal rigore non dato ai gialloblù, contropiede e gol della Juventus per il 2-0 finale, viziato da un fallo di Mauro su Tricella. Osvaldo Bagnoli al termine della partita commentó così: “Se cercate i ladri sono di là, nell’altro spogliatoio”. Una delle pagine più squallide del calcio mondiale.
Porte chiuse per i gialloblù
L’Hellas Verona di Juric proseguirà questo pomeriggio la preparazione a Peschiera, a porte chiuse, in vista alla sfida in programma sabato a Milano contro l’Inter.
Terminato per gli ex Berrettoni, Cangi, Coppola e Ferrarese il corso per Ds. Presente anche Cassano
Si è concluso dopo sei settimane e 144 ore complessive di lezioni in aula, il corso per ‘Direttore Sportivo’.
Un corso inaugurato lo scorso 16 settembre dal Presidente del Settore Tecnico, Demetrio Albertini, che in quell’occasione aveva voluto ribadire la centralità della formazione di una figura fondamentale come quella del Ds: “Come Settore Tecnico – aveva sottolineato lo stesso Albertini - stiamo cercando di portare, attraverso i corsi, una professionalità sempre maggiore in tutti i ruoli che ruotano attorno al mondo del calcio: il direttore sportivo, con il suo compito manageriale, rappresenta il massimo in questo senso”.
Oltre ai docenti della Scuola Allenatori, in cattedra si sono avvicendati rinomati professionisti del settore che hanno portato agli allievi loro esperienze, illustrando le competenze che un Ds deve avere per poter svolgere al meglio il proprio lavoro. Direttori Sportivi di fama non solo italiana, ma anche internazionale, come il Chief Football Officer della Juventus, Fabio Paratici; il Ds dell’Inter, Piero Ausilio; il Ds del Napoli, Cristiano Giuntoli; il Ds del Parma, Daniele Faggiano; il Ds e il Responsabile dello Scouting del Bologna, Riccardo Bigon e Marco Zunino; il Coordinatore delle aree tecniche di Bologna e Montreal Impact, Walter Sabatini; l’Ad del Catania, Pietro Lo Monaco, il Ds della Juventus U23, Filippo Fusco, e Giorgio Perinetti.
Tra i corsisti erano molti i nomi noti del calcio italiano, a cominciare dal vicecampione europeo nel 2012 con la maglia azzurra, Antonio Cassano, proseguendo con l’ex difensore del Parma, Alessandro Lucarelli, e l’ex attaccante del Chievo, Sergio Pellissier. Dietro i banchi sono stati presenti anche Elisabet Spina, la prima donna ad abilitarsi con il massimo dei voti – sempre a Coverciano - come allenatrice professionista UEFA A, e l’ex consigliere del Settore Giovanile e Scolastico della FIGC, Simone Farina, che nel 2011 denunciò un tentativo di match fixing, ricoprendo così un ruolo determinante nell’inchiesta sul calcioscommesse.
Di seguito, l’elenco completo degli allievi che hanno seguito il corso a Coverciano:
Cristoforo Barbato, Andrea Baretti, Emanuele Berrettoni, Gianluca Berti, Gianluca Bocconcello, Dario Bova, Francesco Cangi, Antonio Cassano, Salvatore Maria Castorina, Ferdinando Coppola, Cristian Simone Cottarelli, Irene Cravero, Simone Farina, Claudio Ferrarese, Sergio Filipponi, Massimo Frassi, Riccardo Gaucci, Giuseppe Giglio, Simone Grillo, Simone Guerri, Giuseppe Lolaico, Alessandro Lucarelli, Giorgio Marinucci Palermo, Matteo Padalino, Sergio Pellissier, Marco Pianotti, Nicola Pozzi, Christian Puggioni, Carmine Russo, Matteo Scala, Mattia Serafini, Elisabet Spina, Stefano Stefanelli, Massimo Tanzillo, Tomaso Tatti, Matteo Tognozzi, Orlando Urbano, Fortunato Varrà, Marco Zanardini e Francesco Zanardini. Fonte: figc.it
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Buon compleanno
Tanti auguri a... Massimo Ficcadenti. L’ex giocatore, allenatore e dirigente dell’Hellas Verona oggi compie 52 anni
Dalla Curva Sud alle Poltrone Est, dai cori discriminatori agli applausi di sostegno
Più di qualcosa non torna. Leggendo il comunicato del Giudice Sportivo in merito a Hellas Verona-Brescia, il dott. Gerardo Mastrandrea, letto il referto arbitrale e la relazione della Procura federale, a seguito dei cori di discriminazione razziale rilevati da Balotelli e dal rappresentante della Procura federale al 9º del secondo tempo, da parte di alcuni tifosi dell’Hellas Verona posizionati nel settore denominato ”poltrone est”, ha disposto la chiusura per una giornata effettiva di gara, con decorrenza immediata, del settore sopracitato.
Cosa, cosa?!?
Proviamo a ricapitolare quanto accaduto domenica pomeriggio allo stadio Bentegodi. Pioggia a parte che ha fatto da cornice al derby del Garda, Mario Balotelli ad inizio ripresa decide, tra lo stupore generale, di calciare nel corso di un’azione di gioco, il pallone in Curva Sud. I presenti allo stadio, addetti ai lavori compresi, non capiscono. L’attaccante bresciano vuole lasciare il campo e per circa 3’ il gioco viene sospeso. Il direttore di gara non lo ammonisce nemmeno, il gioco poco dopo riprende ma il gesto di Mario basta ed avanza per creare in pochi minuti il ”caso Balotelli”, con seguente strumentalizzazione contro la città di Verona e la tifoseria gialloblù.
Condannando da sempre qualsiasi forma di discriminazione, più di qualcosa però non torna. Ed a pagare, come spesso accade, sono le persone che non c’entrano nulla.
Ma se Balotelli calcia il pallone verso la Curva Sud, seguito da gesti rivolti solo a quel settore, perché è stato deciso di chiudere le Poltrone Est, settore peraltro frequentato da intere famiglie? Ma come, gli insulti sono diventati per il Giudice Sportivo applausi? Una cosa pare evidente e sempre più certa: ancora una volta i più si sono divertiti ad infangare gratuitamente il nome di Verona.
Balotelli: “Ho accusato pochi coglioni e non la Curva ed il Verona”
“Non è bello quello che è accaduto. Io non ho accusato il Verona e la Curva ma pochi scemi che l’hanno fatto e li ho sentiti quindi mi sono arrabbiato. Ho accusato quei coglioni che l’hanno fatto e di sicuro non erano 2/3 perché li ho sentiti dal campo - ha dichiarato Balotelli a Le Iene - Dico la verità: i tifosi del Verona e lo stadio sono stati anche simpatici coi loro sfottò, ci stanno, se vuoi distrarre un giocatore ci sono mille modi per farlo, ma non come domenica, così non ci siamo. Sono sempre pochi gli scemi, ma ci sono. I pochi che l’han fatto sono teste di c... Lo sfondo razzista non ci sta".
Polato: “Sono indignato per la chiusura del settore Poltrone Est. Mi auguro che l’Hellas Verona faccia immediato ricorso”
“Sono indignato per la chiusura del settore poltrone Est dello stadio. Lo dico da assessore alla Sicurezza e da abbonato che, da anni, frequenta quella zona dello stadio: il provvedimento che è stato preso è scandaloso. Chi era in quella parte del Bentegodi non solo non ha sentito nulla dei presunti cori razzisti, ma addirittura ha interpretato il calcio al pallone di Balotelli come momento di stizza per averlo perso. In più è chiaro che il video in cui si sentono quelle poche persone urlare è stato girato non nel settore Est.
Se Balotelli avesse voluto calciare il pallone nelle poltrone Est di certo non gli mancano le capacità e la mira.
Quindi, siamo di fronte a un’ingiustizia palese in cui, invece, di combattere ed eliminare gli autori del gesto si va a colpire nel mucchio, dimostrando di non avere la minima conoscenza dello stadio né di come si sono svolti i fatti.
Perché il settore Est non è un piccolo spicchio, come si potrebbe intuire dalle motivazioni della squalifica, ma una parte molto grande del Bentegodi.
Il risultato è che si dovrà spiegare ai tanti tifosi, giovani, anziani e disabili, che non potranno andare a seguire la partita della propria squadra per una evidente ingiustizia, in cui si colpisce in maniera indiscriminata, per non essere stati in grado di individuare i pochi responsabili.
Una cosa assolutamente inaccettabile per Verona e per lo sport italiano, un precedente pericoloso che espone tifo e società sportive a macroscopici errori, come è quello attuale.
Evidentemente una cosa del genere non è ammissibile.
Verificheremo come abbonati un’eventuale class action nei confronti della Lega Serie A e mi auguro che la società Hellas Verona faccia immediato ricorso”. Così l’assessore alla Sicurezza del Comune di Verona, Daniele Polato, a seguito del comunicato del Giudice Sportivo dopo Hellas Verona-Brescia.
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