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Tanti auguri
Buon compleanno a...Urby Vittorio Diego Emanuelson. L’ex gialloblù oggi festeggia 33 anni. Compie gli anni anche l’ex attaccante Edoardo Artistico.
Il Trapani di Italiano in Serie B
È festa allo stadio Provinciale. La squadra siciliana dopo due stagioni in Serie C torna a confrontarsi nel campionato cadetto. Dopo il pareggio a reti inviolate nella finale d’andata dei playoff contro il Piacenza, questa sera il Trapani di Vincenzo Italiano si è imposto 2-0 grazie alle reti di Nzola e Taugourdeau.
W gli sposi!
Verona, dove il vostro amore è nato e dove, oggi, è stato coronato. Congratulazioni a Matteo Bianchetti e alla sua Debora. Fonte Twitter Hellas Verona FC
Arrivederci Mister!
Alfredo Aglietti (1997/2000, 73 presenze e 18 reti da giocatore, 7 partite e una promozione in Serie A da allenatore). Grazie Alfredo se conserviamo un ricordo forte e vivo per il giocatore, sarà indimenticabile per l’allenatore artefice principale di un’impresa impossibile. Arrivederci Mister! Il saluto e la foto pubblicati sui social dall’ASD Ex Calciatori Hellas Verona
Jorginho: “A Verona all’inizio vivevo con 20 euro a settimana”
“Giocavo un torneo in Brasile e un agente mi ha notato. Mi ha portato alla sua scuola, a 200 km da dove vivevo. Ci sono stato per due anni, l'idea era che quando pensava che qualche ragazzo fosse abbastanza bravo lo mandava in Italia. Con me è successo a 15 anni, mi ha organizzato un provino al Verona e mi hanno preso. Trasferirmi in Italia all'inizio è stato facile, stavo vivendo il mio sogno. Poi è iniziata la routine: allenamento, scuola, casa, scuola, allenamento. È tutto quello che ho fatto per 18 mesi, avevo 20 euro per vivere in settimana e non potevo fare altro. Mi allenavo e andavo a scuola, e basta. Giocavo nella Berretti del Verona, lì ho conosciuto Rafael e siamo diventati amici. Mi ha chiesto come me la passassi e gli ho detto che vivevo con 20 euro a settimana. Ha detto 'Aspetta un attimo, qualcosa non torna'. Ha fatto alcune ricerche e ha scoperto che il mio agente prendeva soldi senza che io ne sapessi niente - ha dichiarato l’ex centrocampista dell’Hellas Verona, Jorginho, al sito del Chelsea - A quel punto volevo mollare, ero completamente devastato. Ho chiamato casa in lacrime e mia madre mi ha detto che ero così vicino al traguardo, che non dovevo tornare, che dovevo tenere duro. Così sono rimasto, ho continuato ad allenarmi con la prima squadra. Potevo rimanere nella Berretti, ma a quel punto sono voluto andare in prestito, in C2, alla Sambonifacese. Quando l'anno dopo sono tornato al Verona, nel frattempo promosso in Serie B, il tecnico Mandorlini mi ha detto che non avevano bisogno di me, che avevo giocato soltanto in C2. Uno dei dirigenti che conoscevo si è impuntato per me, ha discusso col tecnico. A ottobre non avevo ancora mai giocato e pensavo di andarmene a gennaio, poi il titolare nel mio ruolo si è infortunato e anche la sua riserva naturale era out. Il tecnico non sapeva se improvvisare o scegliere me. Ho giocato io e ho fatto bene, sono rimasto e da allora lui mi ha aiutato molto e ha fatto tanto per me”.
Ritiro Primiero 2019, offerta Hotel Salgetti per gli amici di Hellas Live
L’Hotel Salgetti, nel periodo del ritiro dell’Hellas Verona dal 10 al 21 luglio, propone agli amici di Hellas Live l’offerta per 3 notti in mezza pensione a 180 euro a persona, 4 notti a 220 euro a persona. I bambini in 3/4 letto, sconto del 50%. Per maggiori informazioni e prenotazioni, consultate il sito hotelsalgetti.it
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Zaccagni: “In Serie A per restarci”
“Venivo da un anno complicato per qualche infortunio. Una volta in ritiro mi sono imposto che questo doveva essere il mio anno e ho lavorato sodo per crescere. Grosso? Gli devo molto. Mi ha insegnato tanto. Dalla gestione della palla, al modo di stare in campo. Se c’è stato un momento dove ho temuto di non essere promosso? Dopo la sconfitta col Livorno e il 3-0 di Cittadella - ha dichiarato Zaccagni a La Gazzetta dello Sport - Il tifo gialloblù? Abbiamo battuto il Cittadella soprattutto grazie a loro. L’azione del gol? Bellissimo. Un’azione partita alla Grosso e finita alla Aglietti. La Serie A? Non vedo l’ora di tornarci e di restarci. Come fare per salvarsi? Sarà fondamentale poter giocare in uno stadio come quello della finale col Cittadella. Il nostro pubblico mettere in suggestione gli avversari anche in A”.
Setti: “Juric a Verona può essere perfetto. Non rifarò più l’errore di trascinare una decisione. Regalo promozione? Una Mustang gialloblù ed un nome che accenda i sogni”
“Di Juric appezziamo il carattere da guerriero, a Verona può essere perfetto. Ha esperienze in serie A, in una realtà splendida e forgiante come il Genoa. E poi ha una qualità che adoro in un allenatore: non ha paura di far giocare i giovani. Cosa mi ha insegnato l’ultima serie A? Una cosa importante. Non rifarò più l’errore di trascinare una decisione oltre il tempo limite. Questo lo prometto a me stesso, alla squadra, ai tifosi. La prossima serie A? Mi aspetto un campionato difficile, si sta alzando il livello tecnico e manageriale. Ci saranno le prime inavvicinabili poi una fascia di ambiziose e poi la fascia di bagarre. Insomma, dovremo lottare parecchio. Regalo per la promozione? Una Ford Mustang gialloblù. E per i tifosi? Un giocatore che accenda la fantasia e abbia anche tanta fame. Un giocatore, in scala ovviamente, con le caratteristiche di Suarez. Pochi giorni fa ho incrociato Buffon. Gli faccio: “Perché non vieni da noi?”. Lui mi ha sorriso e cortesemente fatto capire di avere altre sfide in mente”.
Setti: “Ci siamo presi la Serie A insieme ai tifosi. Aglietti persona fantastica. Grosso? Ha dato alla squadra un calcio di livello altissimo”
“Al triplice fischio finale della gara di ritorno dei playoff, ho pensato ai dipendenti del Verona. Li ho visti soffrire in silenzio durante la stagione. Per loro, mi sentivo soddisfatto. Ho pensato: siamo tornati in A, a luglio inauguriamo la nuova sede, nel futuro prossimo c’è il nuovo stadio. Insomma, mi sono sentito orgoglioso: anche se fra, diciamo, 10 anni, non dovessi essere più qui, avrò lasciato una eredità concreta. Cosa significa la Serie A? Intanto lustro. Anche per la città, quest’anno saremo l’unica veronese in A. E poi gioia per i tifosi. Ho compreso la loro insoddisfazione in certi momenti della stagione, era la nostra stessa insoddisfazione. Però l’ultimo Bentegodi, la sera del Cittadella, ci ha dato una spinta decisiva. Ci siamo presi la A insieme. Ho vissuto la prima parte di stagione in modo distaccato, manageriale. Poi mi sono infilato dentro la squadra, come in una famiglia. Ho riunito i ragazzi e mi sono scusato con loro. “Forse non sono riuscito a trasmettervi la mia sofferenza”. Credo abbia contato anche questo. Sono tornato al mio vecchio stile, dei primi tre anni in A. Quando ho avuto la certezza di farcela? L’8 maggio in Lega quando ho incrociato il presidente del Benevento - ha dichiarato Setti a La Gazzetta dello Sport - Tre uomini decisivi? Bianchetti, Zaccagni e Di Carmine. Più mi gioco il jolly per citare Silvestri, tutto l’anno al top. I dirigenti? Barresi e D’Amico me li tengo stretti. Se ho sentito Grosso? Gli ho scritto, l’ho ringraziato. Ha avuto il merito di dare alla squadra un calcio di livello altissimo. È un allenatore che arriverà molto in alto. Aglietti? Una persona fantastica, un toscano ironico, sereno e spensierato. È un allenatore che richiameresti nella tua squadra dieci volte”.
Buon compleanno
Tanti auguri a... Alessandro Mazzola. L’ex capitano ed attuale team manager dell’Hellas Verona oggi festeggia 50 anni
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