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Premiazione vincitrice Serie A 2017/18
Sabato 19 maggio la Lega Serie A e TIM consegneranno alla Juventus, Società vincitrice dello scudetto 2017-2018, la Coppa di Campione d’Italia. La premiazione avrà luogo sul terreno di gioco dell’“Allianz Stadium” di Torino al termine della gara Juventus - Hellas Verona. Lo scudetto, come simbolo della vittoria del Campionato di Serie A TIM, è un’esclusiva italiana e ha una storia piuttosto antica. L’invenzione del piccolo stemma è, infatti, riconducibile al genio di Gabriele D’Annunzio, che volle apporre uno scudo tricolore sulla divisa di una selezione del comando militare italiano in occasione di una gara amichevole. Nel 1924 venne deciso che la squadra prima classificata apponesse sulla maglia, nella stagione successiva, uno scudetto con i colori della bandiera italiana, rappresentativo dell’unità nazionale a livello calcistico. La Coppa di Campione d’Italia, ideata nel 1960 da Ettore Calvelli (1912-1997), medaglista e scultore di consolidata fama internazionale, poggia su un basamento in pietra dura blu sodalite, reca al centro una ghiera in oro raffigurante un’allegoria di atleti e l’anno scorso ha subito un restyling che ha portato la sua altezza a 58cm e il suo peso a 8kg. Il trofeo porta inoltre incisi, sulla base dorata, i nomi di tutte le squadre che hanno vinto il campionato a partire dalla stagione 1960- 61. Da allora, ogni anno, in una cerimonia privata, il trofeo originale è stato regolarmente consegnato in custodia per una stagione sportiva alla squadra Campione d’Italia. Dal 2005, la squadra vincitrice dello scudetto riceve la Coppa di Campione d’Italia direttamente sul campo al termine del Campionato di Serie A TIM. Sabato tutti i calciatori della Juventus saranno invitati al centro del campo per ricevere la medaglia d’oro di Campione d’Italia. Lungo la passerella che, dagli spogliatoi, porterà i calciatori sul palco, saranno schierati 20 bambini, che indosseranno le divise ufficiali di tutte le squadre della Serie A TIM 2017-2018. Massimiliano Allegri, allenatore della Juventus, sarà invitato a festeggiare lo scudetto insieme ai suoi calciatori e precederà il capitano, Gianluigi Buffon, che salirà sul palco per ultimo per alzare la Coppa consegnata dal Presidente della Lega Serie A, Gaetano Miccichè, e da Luca Josi, Direttore Brand Strategy e Media di TIM. La cerimonia di premiazione sarà trasmessa in diretta televisiva da Mediaset Premium, SKY, RAI, Juventus TV e Serie A TIM TV. Fonte: legaseriea.it
Elkjaer cittadino onorario di Verona. Il comunicato dell’Hellas Verona FC
Uno di noi lo è sempre stato. Con uno Scudetto cucito sul petto da protagonista e un amore sconfinato per questi colori. Ora, Preben Larsen Elkjaer è diventato cittadino onorario di Verona: una decisione unanime, con 29 voti favorevoli, approvata nel Consiglio Comunale di giovedì 17 maggio per omaggiare "persone che si siano distinte particolarmente nel campo delle scienze, delle lettere, delle arti, della pace, dei diritti umani, dell’industria, del lavoro, della scuola o dello sport". Dal tetto d'Italia alle chiavi della città scaligera, per una leggenda immortale nella memoria di ogni tifoso gialloblù e di tutti i cittadini di Verona. Fonte: hellasverona.it
Elkjaer: “Cittadino onorario di Verona? Sono già sindaco da trent’anni. Un disastro l’Hellas quest’anno. I calciatori oggi si credono delle star, sono fuori dal mondo”
“I primi tempi, a Verona, i miei compagni mi prendevano in giro: dicevano che non sapevo vestirmi. Sfottevano me e Briegel. Io poi sono migliorato, lui no. Ogni giorno Volpati mi guardava e mi diceva: “Preben, non va bene così, ti faccio vedere dei negozi in centro. Alla fine mi ha convinto: sono andato con lui e ho comprato qualcosa”. Si illumina Preben Elkjaer Larsen quando parla dell’Hellas. Il suo Hellas: l’unica provinciale italiana a vincere lo scudetto, stagione ’84-’85. Sessant’anni, sposato da quaranta con Nicole e papà di Max, nato a Verona e oggi ormai un uomo, sospende per qualche minuto il suo tour tra i vini della Borgogna. Ha ancora gli occhi luccicanti dei ragazzini Preben Larsen, che però si è sempre fatto chiamare col cognome della madre, Elkjaer, perché in Danimarca, il suo Paese, Larsen è un cognome comune, e lui un tipo comune non lo è mai stato. Lo chiamavano “cavallo pazzo”. Attaccante dal fisico possente ma anche dal dribbling facile. Ieri il Consiglio comunale di Verona ha ufficializzato la sua nomina a cittadino onorario. Preben gonfia il petto: “Guardi che io sono già il sindaco da trent’anni” dice ridendo e alludendo alla carica che gli ha attribuito ad aeternum la curva Sud. Quattordici ottobre ‘84. Verona-Juve: lei fa 50 metri palla al piede sulla sinistra, scarta Pioli, Favero entra in scivolata e le fa perdere la scarpa destra. Lei tira scalzo e segna il 2 a 0. “Sentivo che stavo perdendo la scarpa. Mi sono detto: “Devo toglierla il più velocemente possibile”. Non potevo tirare in quelle condizioni. Avevo mezzo secondo. L’ho buttata via con un gesto rapido, ho tirato e fatto gol” - ha dichiarato Preben Larsen Elkjaer a Alessandro Gonzato di Libero - Altra rete passata alla storia, quella che valse la conquista matematica dello scudetto. Dodici maggio ’85: Atalanta-Hellas 1 a 1. “La sera prima non avevo dormito. Mi sono accorto tanti anni dopo di quello che eravamo riusciti a fare. La gente era impazzita. Noi, l’Hellas, avevamo battuto il Napoli di Maradona e la Juve di Platini”. A proposito di Juve: la stagione successiva vi eliminò agli ottavi di Coppa dei Campioni. “All’andata, in casa, avevamo fatto 0 a 0. Al ritorno, dopo la tragedia dell’Heysel, abbiamo giocato a porte chiuse. Sono ancora arrabbiato con quell’arbitro, Wurtz. C’era un fallo di mano nella loro area: era rigore!”. All’uscita dal campo lei lo affiancò e fece finta di staccargli un assegno. “Era una cosa troppo disonesta”. Secondo lei perché non ha dato il fallo? “Non lo so…Lei cosa ne pensa?”. Elkjaer cavallo pazzo. Bagnoli taciturno. Com’è riuscito ad andare d’accordo col mister? “Lui parlava poco ed è stato un bene: in Italia si fanno troppe chiacchiere. È stato bravo a gestire l’ambiente: c’erano giornalisti ovunque, ogni domenica eravamo sotto pressione”. Durante la settimana a volte vi allenavate nei parchi della città. Oggi non sarebbe possibile. “Perché no? Basta rimanere delle persone normali. Oggi invece i calciatori si credono delle star, sono fuori dal mondo». Lei faceva un sacco di scherzi ai compagni: il più cattivo? “L’hanno fatto a me. Negli spogliatoi mi hanno incollato le scarpe al pavimento. Me le sono messe e non riuscivo a muovermi”. Quelle da calcio? “No, le altre. Quando mi sono staccato avevo le suole strappate e ho dovuto buttarle”. Ha ancora casa a Bardolino, sul lago di Garda? “Sì, ma l’ho cambiata, non è più quella. Vivevo lì per isolarmi”. Il Verona è retrocesso di nuovo in B. Ha visto qualche partita? “Sì, tutte. È stato un disastro”. L’Italia è fuori dai Mondiali. “Altro disastro”. La Danimarca invece ci sarà. “Abbiamo un girone abbastanza buono con Australia, Francia e Perù”. È vero che tra il primo e il secondo tempo lei fumava? ”No. Fumavo tanto, ma non durante le partite. Come non è vero che bevevo. Quando facevo il calciatore no, adesso sì”.
Oggi si conoscerà il futuro del Modena. Toni sfida Setti
Ancora poche ore e si conoscerà il futuro del Modena, club che a causa del fallimento ha chiuso anzitempo la sua stagione. È stata convocata per le ore 17.30 nella sala del Consiglio comunale la commissione consiliare Servizi del Comune di Modena, presieduta da Tommaso Fasano, per la comunicazione del sindaco Gian Carlo Muzzarelli sull'Indagine conoscitiva rivolta a soggetti singoli o raggruppati interessati a rappresentare il club che dovrà ripartire, quasi sicuramente, dai dilettanti. Da una parte c'è la cordata rappresentata da Roberto Marai, imprenditore bresciano che gestisce 57 sale da gioco, con al suo fianco Luca Toni. Dall'altra la cordata rappresentata da Giampiero Samorì, con la presenza anche del presidente del Verona Maurizio Setti. Infine il terzo gruppo è formato da Romano Sghedoni, fondatore di Kerakoll, e Alfredo Amedei, presidente di Immergas. In serata, a partire dalle 19.30, il sindaco incontrerà tifosi e stampa al Braglia in quello che sarà il primo incontro pubblico con la nuova proprietà.
Albertazzi si allena con il Padova
Il Padova ha chiesto all’ex difensore dell’Hellas Verona, Michelangelo Albertazzi, di allenarsi per un breve periodo agli ordini di Bisoli per valutare poi un eventuale contratto col club patavino dopo la rescissione con la società gialloblù
Settore Giovanile e Femminile, il programma del fine settimana
Ultima giornata di campionato per la Primavera gialloblù, attesa dalla trasferta decisiva in chiave salvezza al Vismara contro il Milan sabato alle 13. Derby amichevole per gli Under 17, che giovedì hanno sfidato il Chievo pareggiando 2-2, mentre gli Under 16 parteciperanno da sabato a lunedì alla 'Toyo Tire Cup', il torneo internazionale giovanile in programma a Dusseldorf. Amichevole di lusso per gli Under 15, impegnati lunedì all'Antistadio contro l'Hoffenheim (ore 15.30), mentre sabato i Giovanissimi 2004 prenderanno parte al 2° Memorial 'Gianluca Buonanno' a Borgosesia (VC). I 2005 parteciperanno da oggi a domenica al 15° Memorial 'Flavio Protti' a Rimini, mentre gli Esordienti 2006 sfideranno in amichevole il Bologna domenica alle 11. Partenza per Dusseldorf anche per Esordienti 2007 e Pulcini 2008, che da sabato a lunedì prenderanno parte alla 'Pfingstcup'; chiudono i 2007, impegnati sabato alle 15 in campionato contro il San Martino. CALCIO FEMMINILE: la Primavera Femminile sarà impegnata domenica 20 maggio nel Torneo 'Rosa di Maggio', dove nel corso della giornata affronterà le pari età del Vicenza, del Venezia, della Permac Vittorio Veneto e del Marcon. Nello stesso giorno le Under 12 sfideranno Inter, Padova e Palermo nella fase interregionale della Danone Nations Cup, presso il Centro Sportivo 'Enotria' di Crescenzago (Milano). Si comincia alle 15 contro il Palermo, mentre alle 16 le ragazze affronteranno il Padova. Alle 17 l'ultima gara contro l'Inter, a chiudere una giornata che si preannuncia emozionante e che potrebbe regalare alle giovani calciatrici del Verona il pass per la finale nazionale di Coverciano, prevista per il weekend del 16 e 17 giugno. Turno di riposo, invece, per Under 15 e Pulcine. Fonte: hellasverona.it
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Danzi: “Spero di rimanere all’Hellas. Il Verona è la squadra del mio cuore”
“Danzi ci descrivi il tuo esordio? Avevo il sogno di esordire e non vi nego che ci speravo. L’ho saputo proprio prima della partita, alcuni miei compagni me lo dicevano già dalla mattina che precedeva Verona-Sassuolo ma pensavo mi stessero prendendo in giro. Già dal riscaldamento ero emozionato e contento, ma dal fischio iniziale ero concentrato per fare il massimo, senza guardare a tutto quello che mi circondava. Alla fine la prima telefonata che hai ricevuto di chi è stata? Dopo la partita ho sentito subito i miei genitori, insieme a mio fratello. Appena dopo mi ha chiamato Alessandro Cherubin, mio compagno e attuale capitano nella Primavera. Gioco con lui dalla stagione 2013/14 con i Giovanissimi Nazionali e siamo molto amici. In che ruolo ti trovi meglio a giocare? Mi piace fare il mediano, stare nel vivo del gioco e toccare molti palloni. E’ un ruolo che da questa stagione ho fatto con più continuità in Primavera, grazie alla scelta di mister Porta - ha dichiarato Andrea Danzi a L’Arena - Pensi di avere la possibilità di giocare all'Allianz Stadium? Penso di sì, spero dall’inizio ma se così non dovesse essere mi farò trovare pronto per dare il mio contributo a partita in partita in corso Hai un giocatore a cui ti sei ispirato? Da piccolo ero pazzo di Pirlo, per il modo che aveva di gio- care e di dettare i ritmi alla squadra. MI piace tanto anche Iniesta. Il compagno con cui leghi di più in questi primi mesi in Prima squadra? Avevo già fatto con la Prima Squadra il ritiro di Primiero e un altro paio di allenamenti, oltre a questi due mesi, ed ho legato particolarmente con Zuculini e Lee. I miei genitori? Sono sempre con me, fin dai primi tornei con i Pulcini gialloblù. Mi hanno accompagnato ovunque e continuano a farlo anche oggi, portandomi a Peschiera per gli allenamenti. Sono orgogliosi e fieri di me, contenti per tutto quello che sto vivendo. Quanto è dura la retrocessione per un veronese come te? Dispiace tanto, sono veronese e vedere l’Hellas retrocedere non è mai bello. Speriamo di partire subito con il piede giusto, per rivedere presto questa piazza dove merita di stare. Giochi alla playstation, come te la cavi? Sono fortissimo (ride, ndr). Gioco molto a FIFA, poi mi piacciono altri giochi come Call of Duty e Fortnite, quest’ultimo un gioco che sta avendo molto successo nell’ultimo periodo. A San Martino che si dice? Dopo l’esordio e le prime partite, quando passeggiavo per il mio paese, c’era sempre qualcuno che mi fermava e mi salutava. E’ bello vedere queste dimostrazioni di affetto da parte dei tifosi. Danzi nel privato che cosa fa? Che hobby ha? Quando ho tempo libero esco con i miei amici e con la mia ragazza. Mi piace anche giocare a biliardo. Si salva la Primavera? Secondo me sì. I miei compagni devono giocare un’ultima partita molto difficile contro il Milan, ma anche le altre squadre implicate nella lotta salvezza hanno delle sfide dure da affrontare. Credo che alla fine la Primavera ce la farà! È stato un campionato diverso, molto più duro e competitivo rispetto alle scorse stagioni. Basta vedere che la Lazio, lo scorso anno prima classificata nel nostro girone, in questa stagione è arrivata ultima ed è retrocessa. Salvarsi sarebbe un grandissimo traguardo. Un altro giovane che meriterebbe di salire in Prima squadra? Ce ne sono, eccome. Mi vengono in mento Tupta e Stefanec, oltre a Kumbulla. Il Settore Giovanile gialloblù sta formando dei bei calciatori. L'anno prossimo resterai con il Verona o con un'altra maglia in A? Spero di rimanere qui. Avere la possibilità di giocare con il Verona sarebbe molto bello. La squadra del cuore? Il Verona. Le grandi squadre ti seguono sempre? Fa piacere l’interesse delle grandi squadre, che ho appreso solo dai giornali. Ora comunque non è il momento di pensarci, la testa è solo al Verona”.
18 maggio, l’Hellas Verona torna in Serie A!
Una data storica per i tifosi dell’Hellas Verona. Il 18 maggio 2013, i gialloblù di Andrea Mandorlini grazie al pareggio a reti inviolate contro l’Empoli di Maurizio Sarri torna in Serie A dopo 11 anni. A distanza di quattro anni, la squadra di Fabio Pecchia festeggia allo stadio Manuzzi di Cesena il ritorno nel massimo campionato italiano.
La Juventus torna oggi ad allenarsi dopo quattro giorni di riposo
La Juventus di Allegri, dopo quattro giorni di riposo, torna oggi ad allenarsi a Vinovo alla vigilia della sfida contro l’Hellas Verona. Domani fischio d’inizio all’Allianz Stadium alle ore 15
Nicolas: “All’Hellas Verona quest’anno è mancato un po’ tutto”
“ Cosa rappresenta Buffon? Si fa fatica a parlare di lui, è stato uno dei migliori portieri di sempre. Già da piccolo sentivo i racconti su di lui, in Brasile tutti dicono che è uno dei migliori del mondo. Si parla sempre di Buffon, da 15 anni a questa parte è al top a differenza di altri come Neuer. Se gli chiederò la maglia? Gliela chiederò sicuramente, ma avrà tante richieste. Per me già guardarlo sabato sarà un grande onore. Alisson è il portiere più forte attualmente? Secondo me sì, c'è anche Oblak che mi piace, ma Alisson adesso è il più forte al mondo, non solo in Europa. Il Brasile ai Mondiali? Spero che vinca, ma è difficile dirlo perchè questa competizione è molto difficile. Abbiamo una grande squadra, farà bene - ha dichiarato il portiere dell’Hellas Verona, Nicolas, a TMW - Che idea ti sei fatto dell'esclusione di Alex Sandro dai convocati? Alla Juventus ha fatto bene, sono rimasto sorpreso, mi aspettavo venisse convocato. Al suo posto c'è Fagner, che Tite ha allenato al Corinthians. Un commento sulla stagione del Verona? È mancato un po' tutto, abbiamo lasciato tanti punti per strada, non avevamo la mentalità giusta. Siamo delusi, avremmo dovuto giocare con più impegno. Sabato affronteremo la Juventus, sarà una motivazione in più”.
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