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Hellas Verona-Chievo 0-0
Termina a reti inviolate il derby in programma a Vigasio tra le squadre allenate da Pavanel e D'Anna.
HELLAS VERONA (4-4-2): Ferrari; Perini, Boateng, Boni, Tentardini; Bearzotti, Salifù, Checchin (dal 42' st Piccinini), Sall; Cappelluzzo, Fares.
A disposizione: Nervo, Moretto, Miron, Rossi, Ocelka, Miketic, Oliboni, Dagnoni, Kazviropoulos, Gilli.
All.: Pavanel.
CHIEVO (4-3-3): Sorcan; Bianchi, Toskic, Posarelli, Bertoldi; Vincenzi (dall'11' st Carraro), Coulibaly, Damian; Depaoli, Ghirardi (dal 27' st Crociati), Yanga.
A disposizione: Pasotti, Mansi, Sbampato, Stanghellini, Zamboni, Maccari, Rossi, Bertasini.
All.: D'Anna.
Arbitro: Mei di Pesaro.
Assistenti: Ceravolo e Vono.
Da Liverpool… forza Hellas Verona
Ci sarà anche una rappresentanza gialloblù oggi allo stadio Anfield per il big match Liverpool-Chelsea
La 50esima in serie A a San Siro
L'Hellas Verona di Andrea Mandorlini domenica sera, ore 20.45, saranno protagonisti al Meazza per il posticipo dell'undicesima giornata della Serie A TIM.
I gialloblù non ha mai vinto a San Siro sia contro l'Inter che l'A.C. Milan. Contro i nerazzurri si contano 7 ko di fila, ultimo risultato utile lo 0-0 del 1990. Solo 7 i giocatori gialloblù che hanno segnato all'Inter, precedenti che hanno visto i nerazzurri imporsi 15 volte, 10 invece i pareggi.
L'Hellas Verona si presenterà a San Siro quindi per la 50esima volta nella sua storia nel massimo campionato italiano: 24 i precedenti contro il Milan, 25 quelli contro l'Inter.
Primavera, domani c’è il derby!
L'Hellas Verona FC di Massimo Pavanel sabato, ore 11 a Vigasio, sfiderà l'A.C.ChievoVerona incontro valido per la nona giornata del Campionato Primavera TIM. Diretta RaiSport 1.
CLASSIFICA
Inter 24; Milan* 18; Sassuolo 14; Chievo 13; Hellas Verona, Cesena, Udinese e Pescara 11; Atalanta* 9; Cagliari e Brescia 8; Perugia 7; Cittadella 6; Virtus Lanciano 3. *Una partita in meno
Marquez, a San Siro per l’impresa
Il difensore messicano analizza la sua esperienza con la maglia gialloblù e parla del calcio italiano e della crescita della società di via Belgio. -Credo che quest'anno ci sia grande competizione. Non è un campionato facile, ma noi siamo un gruppo unito e sappiamo di poter dare di più rispetto a quello che abbiamo fatto fino ad oggi. Andare oltre la salvezza? Il primo obiettivo rimane quello, ma io sono una persona che non si accontenta. Voglio sempre puntare al massimo. Il mio arrivo a Verona? Credo d'aver capito subito gli schemi della squadra. Ho trovato un ambiente molto accogliente e voglio essere un aiuto per tutti i miei compagni attraverso la mia esperienza. La sfida con l'Inter? È sempre una buona occasione per fare una buona partita contro le grandi squadre. Dobbiamo ancora lavorare molto per essere più competitivi rispetto ai grandi club, ma contro la Lazio per esempio abbiamo fatto una buona gara. L'attaccante che mi spaventa di più domenica a San Siro? Sia Icardi che Palacio sono due grandi giocatori, ma dobbiamo pensare solo a fare bene il nostro senza fare errori. Saviola? È un grande professionista ed un amico. Javier lavora sempre per la squadra anche se non gioca, e questo è un buon esempio per tutti. Parliamo molto tra di noi, ma da lui non ho mai sentito una parola riguardo al suo mancato utilizzo. Se andrà via a gennaio? Non lo so. La cosa certa è che lui a Verona sta bene. Il nostro gruppo? Siamo molto compatti e questa è una fortuna. La pensiamo tutti allo stesso modo sugli obiettivi da raggiungere e ce la mettiamo tutta. Il rapporto col mister? Sento la sua fiducia e per me è una grande responsabilità. Quando sono arrivato ci siamo parlati e quello che mi ha chiesto è di mettere la mia esperienza al servizio della squadra. Che difensore sono? Credo che la cosa più importante sia la collaborazione tra compagni di reparto, le coperture sono fondamentali. Io capitano a Cesena? È stato un onore per me, ma ciò che conta davvero è essere d'esempio per i miei compagni. L'arbitraggio in Italia? É difficile parlare di questo aspetto, ma bene o male è come in Messico e in Spagna. Gli stadi italiani? Credo siano rimasti gli stessi di Italia '90 e credo che potrebbero essere migliorati. Difesa a 4 o a 3? Penso che per noi non dovrebbe cambiare molto, dovremmo sempre dare il massimo. Certo è che a 4 ci risulta più facile. Io davanti alla difesa? Se il mister me lo chiederà mi farò trovare pronto. Il calcio italiano di oggi? Credo che alcune società di grande tradizione come Inter e Milan non stiano passando un buon momento, se non altro rispetto a qualche anno fa. Credo anche che squadre emergenti come il Verona potranno arrivare a grandi livelli e noi siamo sulla buona strada. Giovani campioni? Mi viene in mente Pogba che sta giocando a ritmi altissimi. Qui a Verona penso a Nico Lopez: il suo livello tecnico è molto alto, ma deve curare la continuità. Il miglior club a livello Europeo? Il Bayern Monaco mi ha molto impressionato, Guardiola ha lavorato molto bene. Come ci vede la gente? Credo che più della gente, dobbiamo essere noi i primi a credere nelle nostre capacità. Possiamo giocarcela con tutti. La mia fondazione? È un'iniziativa che aiuta le persone emarginate, anche a livello alimentare. Aiutiamo più di 1000 bambini ad affrontare le difficoltà che incontrano nella vita di tutti i giorni. Domenica prima vittoria a San Siro? Credo sarà una bella opportunità per noi. Ci proveremo-.
Un gol per la ricerca
#iocisono
L'Hellas Verona scende in campo a fianco dell'AIRC. Sabato 8 e domenica 9 novembre torna l'iniziativa Un Gol per la ricerca, promossa da AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro) in collaborazione con Lega Serie A, AIA, FIGC e TIM. Tutti insieme per fare un gol contro il cancro, inviando un sms al 45503.
fonte: hellasverona.it
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Setti tra modelli da seguire e sogni nel cassetto
Il presidente dell'Hellas Verona FC, Maurizio Setti, si racconta al Corriere dello Sport. - Non sta a me dire se è un modello, è nato tutto creando una società con persone nel posto giusto. Dentro c’è la mia voglia di fare l’imprenditore, controllare sempre i numeri. Il primo anno di B ho giocato pesante, sapendo che volevamo andare assolutamente in A e ci siamo riusciti. La nostra grande scommessa è sviluppare il brand - spiega - E’ vero, vendono molte maglie e non se lo aspettavano. Verona come possibilità di internazionalizzare un brand, è una città molto forte, somiglia a Roma. Il calcio italiano? Una situazione pietosa. Cosa cambierei? L’organizzazione della Lega, non stiamo pubblicizzando il nostro marchio nel mondo. Poi obbligherei le società a investire nei settori giovanili. E poi farei le infrastrutture. Sogliano? Mai avuto paura di perderlo. L’ho voluto al Carpi, poi volevo portarlo al Bologna. Quando venne da me a Verona aveva già un accordo con un’altra società e l’ha strappato. E’ nato un rapporto molto serio. Quando l’hanno cercato, gli ho detto, fammelo sapere prima e lui mi ha detto che mi avrebbe avvertito per tempo. Sogliano non vive il calcio per arricchirsi o farsi conoscere: fa calcio perché gli piace, rinchiudersi in gabbia non lo avrebbe esaltato. Se lui mi dice questo è il giocatore si prende e basta: certo, deve solo dirci prima quanto costa…-. Gli obiettivi? A parte il risultato sportivo, è di provare a dare fastidio alle grandi: un anno magari vinci in casa della Juve e del Napoli, un altro in casa dell’Inter. Certo, se poi una volta ti succede come al Torino e vai in Europa, va bene: ma senza fare il passo più lungo della gamba. Oppure riesci ad andare avanti in Coppa Italia… C’è un’altra cosa: tirare fuori ragazzi giovani, sono loro la forza economica. La cosa bella è vedere Jorginho e Iturbe ai quali puoi aver cambiato la vita e loro non se lo dimenticano. La trattativa per Iturbe? Ero presente al momento decisivo. Penso che siano i numeri uno, e sono animati entrambi da un’onestà unica. Io ero sceso per ottenere qualcosa in più e abbiamo trovato un accordo: non c’era astio, c’era voglia di fare per il bene di tutti. La Roma ha chiuso Iturbe in poco tempo. La Juve era davanti, poi per cose loro hanno frenato. A onor del vero Sabatini era stato il primo a informarsi sette-otto mesi prima dell’affondo. Era sparito, è tornato in extremis…. Un modello? Il Borussia Dortmund, dieci anni fa era fallito, poi hanno vinto. Non è il Bayern, che ha una potenza. Sono stati capaci di vincere, hanno avuto il coraggio di prendere Immobile e farlo giocare e invece noi l’abbiamo dato via. Ma possibile che in Italia i giovani li faccia giocare solo Zeman? Anche noi ne abbiamo ma state sicuri che tra un ragazzo e uno esperto anche il mio allenatore mette il più esperto. E infatti Donsah, che è nostro, lo ha voluto Zeman: e lì gioca e fa anche bene. Il nuovo Iturbe? Nico Lopez è un grandissimo talento. E’ della Roma, il riscatto è molto alto, vedremo. Ionita invece è una certezza, è forte fisicamente, parla cinque lingue, destro, sinistro, una grandissima spinta. E poi Tachtsidis lo conoscono tutti, ci sono Martic, Campanharo che a due piedi paragonabili a quelli di Nenè, tecnicamente il migliore anche se ne parlano in pochi. Tifoso di… -La Juventus. Non mi sono vergognato mai di essere tifoso bianconero per le vicende arbitrali: ma vi dico anche che quando Sacchi cominciò a far giocare quel Milan lì, io guardavo in tv loro e non la Juve che vinceva 1-0 con Trap. La prima volta che parlai con Andrea Agnelli per rompere il ghiaccio gli dissi subito -guarda che io non ho studiato a Oxford…- Un sogno nel cassetto? Se parliamo di sogni a me piacciono i centravanti e in quel ruolo Lewandowski un giorno sarebbe un gran bel sogno-.
Che pubblico! Resterei a Verona altri 10 anni
Uno dei protagonisti di questa prima parte di stagione è il centrocampista moldavo Artur Ionita. Due gol e tanta qualità abbinata a carattere e voglia di arrivare. -Io al Verona? Non pensavo di arrivare in Serie A. Potevo firmare con buone squadre in Svizzera ma quando ho saputo dell'Hellas non ci ho pensato nemmeno un secondo. Il Bentegodi? Ho giocato in altri stadi, ma non ho mai visto un tifo come questo. Ringrazio tutti i nostri tifosi e quanti mi stanno vicino. Spero di rimanere qui il più a lungo possibile, vivo in una bella città e sono contento di tutto. Se voglio diventare una bandiera dell'Hellas? Per fare dieci anni qui firmerei adesso - ha raccontato a Telenuovo - Ho voglio di arrivare, ho iniziato a giocare in Moldavia e ho avuto la fame di rimanere sempre motivato per ottenere cose belle nella vita. Mio papà è stata la persona più importante, mi ha aiutato tanto. A 18 anni, quando ho cominciato a fare il calciatore professionista in Moldavia, mi è stato molto vicino. Anche lui da giovane giocava a livello dilettantistico, ora fa l'autista di camion. Siamo una famiglia unita e stiamo molto bene. Queste sono cose importanti nella vita, ora voglio aiutare i miei genitori e siamo felici tutti insieme. La mia famiglia alle partite? E' venuta, è stato un momento speciale. Ho dedicato il gol a mio padre perché è stato il mio primo pensiero dopo aver visto la palla in rete. Le mie caratteristiche? Mi sento un calciatore fisico, tipico del calcio russo. In Svizzera questa componente è molto importate, e qui a Verona è lo stesso. Devi dare tutto fino alla fine, questa è la mia motivazione, sia in partita che durante l'allenamento. Non voglio deludere nessuno e fare molto bene. Sono qui da cinque mesi, sto lavorando molto. Questa è la cosa più importante per me, la Serie A mostra un grande calcio ed è molto difficile arrivare qua, soprattutto per un moldavo. Se pensavo di essere subito protagonista? Appena arrivato ho visto che era difficile ed eravamo in tanti. Questo fattore mi ha motivato di più, mi ha spronato a lavorare per far vedere all'allenatore che posso giocare. Poi è arrivato il mio momento e l'ho sfruttato - conferma - Mandorlini? Parliamo tutti insieme per preparare bene allenamenti e partite. Quello che è successo dopo Napoli resta dentro lo spogliatoio, siamo un gruppo molto unito. Mi trovo bene con tutti, ma con Ivan Martic passo molto tempo: pranziamo insieme e vado all'allenamento con lui. Che momento stiamo attraversando? Tutte le partite sono difficili, noi dobbiamo fare punti per arrivare alla salvezza. Sarà un anno molto duro per noi e dobbiamo raggiungere il nostro obiettivo principale. Se sentiamo il paragone con lo scorso anno? La stagione precedente è stata molto bella, sono cambiati tanti calciatori e pensiamo solo a fare un bel campionato. Il mio idolo?Mi piace molto Zidane, ha fatto una grande carriera e anche come persona era molto buona. I miei hobby? Quando ho tempo vado a fare una passeggiata in centro, ma sto molto a casa. La squadra dei miei sogni? Non ci penso, ora sono qui e viene prima il Verona. Non ho altro in testa-. Aspettando Inter-Hellas Verona. -La stiamo preparando bene, lavoriamo duro. Pensiamo solo a far vedere un grande Verona. Il livello della Serie A? E' un campionato molto tattico, ci sono calciatori forti. Puoi vincere e perdere contro tutti-. Fonte: hellasverona.it
Tutti a disposizione tranne Sorensen e Sala
Allenamento a porte chiuse a Peschiera questo pomeriggio per l'Hellas Verona FC di Andrea Mandorlini. I gialloblù hanno svolto palestra, lavoro atletico e partitella.
Cure fisioterapiche per Jacopo Sala e Frederik Sorensen.
PROGRAMMA ALLENAMENTI
Venerdì 7 novembre: seduta pomeridiana (ore 15.30) a porte chiuse
Sabato 8 novembre: seduta mattutina (ore 11.30) a porte chiuse
Domenica 9 novembre: Inter-Hellas Verona (ore 20.45).
fonte: hellasverona.it
I precedenti con l’arbitro Rocchi
2003-2004
Serie B
H.Verona-Treviso 0-0
H.Verona-Como 1-0
2004/2005
Coppa Italia
H.Verona-Piacenza 0-2
Serie B
Ascoli-H.Verona 2-1
Treviso-H.Verona 1-0
2006-2007
Serie B
H.Verona-Lecce 1-1
Cesena-H.Verona 1-0
2011-2012
Coppa Italia
Lazio-H.Verona 3-2
2012-2013
Coppa Italia
Inter-H.Verona 2-0
2013-2014
Serie A
H.Verona-Torino 1-3
2014/2015
Serie A
H.Verona-Palermo 2-1
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