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Udinese, Pozzo: “Vogliamo tornare a giocare ma non a tutti i costi. Una soluzione potrebbero essere playoff e playout”
“Bisogna usare il buon senso. Io non dico che non si debba ricominciare il campionato, ma che lo si deve fare in sicurezza. Il punto non è il protocollo in sé, ma il fatto che siamo quasi a fine maggio e che le forzature non servono a niente. Mi passi il paragone, ma è come se si volessero fare diventare di 12 ore le giornate, che ne hanno 24. Un calendario come quello ipotizzato non è applicabile: si rischiano soltanto infortuni a catena. Bisogna trovare soluzioni diverse. Una può essere quella dei playoff e dei playout. In ogni caso la UEFA aveva indicato il 2 agosto come data limite per potere giocare le coppe e si può anche ragionare con la UEFA di questo. Io sono di questo parere: per finire questa, facciamo tutti i compromessi possibili, a cominciare dalle porte chiuse. Ma non mettiamo a repentaglio il resto. E se la prossima stagione non si potrà giocare con gli stadi aperti, lasciamo perdere. Abbiamo già aspettato oltre due mesi, non saranno due mesi in più a cambiare la sostanza. Il trionfalismo sulla Bundesliga mi pare fuori luogo. Gli stadi vuoti in diretta tv sono una tristezza e le scene dei calciatori frenati in tutto, a cominciare dalle manifestazioni di entusiasmo. La ripartenza è stata importante, per carità, ma è anche una forzatura. Si sono presi grandi responsabilità, lo può confermare anche il preparatore atletico più inesperto. Sei infortuni nella prima giornata, oltre a quelli che altre squadre, come il Borussia Dortmund, avevano già accumulato durante l’inizio degli allenamenti. C’è anche un precedente vistoso: quando ci fu lo sciopero della Nfl, il campionato americano di football, e ai giocatori fu proibito di allenarsi, la percentuale di infortuni seri al rientro in attività fu altissima. Lo ripeto: medici sociali e dirigenti hanno responsabilità penali, ad esempio anche per i contagi indiretti. Siccome noi vogliamo rispettare la legge, vogliamo anche chiarezza. Vogliamo tornare a giocare, ma non a qualsiasi costo e non per forza subito. Cerchiamo anche altre soluzioni» ha dichiarato a La Repubblica, il presidente dell’Udinese, Giampaolo Pozzo.
Hellas Verona al lavoro questa mattina
Per i gialloblù è proseguita oggi, martedì 19 maggio, la nuova settimana di allenamenti individuali: squadra divisa in tre gruppi, arrivati allo Sporting Center ‘Paradiso’ a scaglioni e in orari differenti, e sedute mattutine svolte nel rispetto di tutti i protocolli di sicurezza. Fonte e foto: hellasverona.it
Ministro dello Sport, Spadafora: “L’obiettivo è di far ripartire il campionato e di portarlo a termine”
“Tutti speriamo che il campionato possa ripartire il prima possibile ma al momento non ci sono certezze, come detto anche dal premier Conte. Se le curve dei contagi scenderanno ancora possiamo confermare la data prevista per la ripartenza ma dobbiamo arrivarci gradualmente, muovendoci con prudenza e responsabilità".
Un caso di positività nei calciatori potrebbe compromettere la continuità del campionato?
"In primis comprometterebbe la salute, non si tratta solo di un tema sportivo. Capisco che in caso di positività tra i giocatori un ulteriore stop potrebbe incidere in maniera determinante sul prosieguo delle partite, per questo stiamo prendendo in considerazione tutte le soluzioni possibili e validate dai medici. L’obiettivo che dobbiamo realizzare non è solo quello di far ripartire il campionato, bensì di riuscire a farlo terminare”.
Se le cose andranno bene si cambierà il protocollo?
"Certo, ma ora non dobbiamo abbassare la guardia, dato che non abbiamo certezza della evoluzione del virus. Per questo abbiamo scelto di procedere gradualmente. Un’impostazione avuta fin dal primo momento e che stiamo continuando a tenere. Qualora i dati siano incoraggianti, possiamo pensare di adottare regole meno stringenti, viceversa dovremo necessariamente fare il contrario" ha dichiarato a Italpress, il Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora.
L’alba di una nuova era…
Per questa manifestazione le curve Ultras d'Italia sono usate solo come casse di risonanza dell'iniziativa.
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La Lazio tratta Faraoni e Kumbulla
La società di Lotito sta lavorando con l’Hellas Verona per il difensore Marash Kumbulla e l’esterno Davide Faraoni. Per l’ex Crotone si tratterebbe di un ritorno nella capitale. I biancocelesti nelle ultime ore hanno dato un’accelerata nella trattativa per il forte difensore classe 2000 cresciuto nel settore giovanile gialloblù e, come conferma La Gazzetta dello Sport, c’è l’ok del centrale della nazionale albanese al trasferimento a Roma, sponda Lazio.
Fanna: “Contro la Lazio il gol più importante della mia carriera. Bagnoli il mio papà calcistico”
“Trentacinque anni giusti. Che emozione. Già un’ora prima eravamo entrati in campo e c’era uno stadio tutto gialloblù. Una domenica da favola per la città. Volevo giocare con continuità e accettai il Verona. Bagnoli mi capii al volo. Poche cose semplici. Svariavo a destra e a sinistra, grazie anche a compagni forti e intelligenti. La mia miglior gara contro la Stella Rossa? Sì, sono d’accordo. Giocai a tutto campo. Ricordo l’applauso dei compagni nello spogliatoio. Poi segnare il rigore della vittoria. Certe giocate le ricordo ancora, sembra impossibile ma è così. E poi il goal a Zoff contro la Juve. Avevamo perso con Inter e Roma, pur non meritando. C’erano già delle voci strane su Bagnoli. Arrivava la Juve. Avevo l’argento vivo addosso. Segnai e replicò poi il Trice. Anche quella fu importante, perché poi partimmo e facemmo 17 risultati utili consecutivi – ha dichiarato a L’Arena, Piero Fanna – Quella determinante? Con la Lazio in casa nel 1985. Loro hanno fatto la partita dell’anno anche se ormai erano praticamente retrocessi. È stato un incontro molto duro. La mia corsa dopo il gol? Quella rete significava aver vinto lo scudetto. Quel gol è stato il più importante della mia carriera. Bagnoli? Di quel gruppo mi sa, che sono il giocatore che è stato più con lui. Perché pure a fine carriera, quell’anno disgraziato, tornai al Verona. Me lo sono goduto anche da giocatore. Lui ci teneva moltissimo. Con i vecchi gialloblù ha giocato sino a settant’anni. Ed abbiamo fatto tante partite insieme. Adesso almeno una volta ogni 10 giorni ci facciamo una bella camminata insieme. È stato il mio papà calcistico”.
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AIC, Calcagno: “In caso di positività di un calciatore durante le competizioni, la squadra coinvolta non potrebbe continuare a partecipare al torneo”
“Nella stesura degli ultimi protocolli non ci hanno coinvolti, ma molte osservazioni da noi rivolte poi alla fine sono stati accolte. C’è unità d’intenti. I ritiri collettivi? Questa è una criticità che speriamo di risolvere. Ovvio che in caso di positività di un calciatore durante le competizioni, con il ritiro, la squadra coinvolta non potrebbe continuare a partecipare al torneo. I calciatori vogliono giocare, bisognerebbe evitare però le strumentalizzazioni. Vogliamo tornare alla normalità. Però non a tutti i costi. Poi ognuno ha la sua personale percezione del pericolo, noi invece abbiamo la responsabilità delle decisioni. Qualche rischio in più è fuori dubbio che ci sia. Il periodo di sosta è stato lungo, è una problematica che dovremo affrontare“ ha dichiarato a Radio Kiss Kiss, il vicepresidente dell’AIC, Umberto Calcagno.
19 maggio 1985, Hellas Verona-Avellino 4-2
”Solo negli anni riusciremo a renderci conto di quello che abbiamo fatto”. Un’impresa storica, rimasta viva negli occhi di chi c’era e tramandata con orgoglio di padre in figlio. Stadio Bentegodi, 19 maggio 1985. Una settimana prima a Bergamo, l’Hellas Verona di Osvaldo Bagnoli si laurea Campione d’Italia grazie al pareggio firmato da Elkjaer al 51′ dopo il vantaggio di Perico. Al Bentegodi contro la formazione irpina è un tripudio di bandiere. È la festa di Verona! Emozioni uniche, rigorosamente a tinte gialloblù. Vi saremo eternamente grati.
Grazie Campioni!
Calamita Hellas Verona campione d’Italia 1984/85
Stadio Bentegodi, 19 maggio 1985. La città di Verona celebra l’impresa della squadra di Osvaldo Bagnoli. L’Hellas è campione d’Italia.
Grazie alla collaborazione con New Art Photo, lo splendido scatto di Gianluigi Rossi in occasione dell’ultima giornata di campionato contro l’Avellino, diventa una calamita.
Il magnete è disponibile, al costo di 5 euro, a Verona in via Unità d’Italia, 151, a Colognola ai Colli, in via Strà, 71 ed a Quinto di Valpantena, in via Valpantena, 18/4.
Per informazioni e prenotazioni: 3482556063.
Forza gialloblù!
Juric: “Ottima atmosfera per continuare a Verona”
“Sono concentrato solo sul Verona, c’è molto lavoro davanti a noi. Abbiamo un’ottima atmosfera per continuare” ha dichiarato a Slobodna Dalmacija, l’allenatore dell’Hellas Verona, Ivan Juric.
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