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Tanti auguri a... Claud Adjapong. Il difensore dell’Hellas Verona oggi festeggia 22 anni
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Buon compleanno a... Mario Cvitanovic. L’ex difensore dell’Hellas Verona oggi compie 45 anni
Pazzini: “Mi piacerebbe realizzare il gol n.200. Mentalità vincente quella di Juric. Contro la Juve il punto più alto della stagione”
“Quando Zaccagni è risultato positivo ero un po’ preoccupato perché nel viaggio di ritorno, dopo la partita con la Sampdoria, ero seduto accanto a lui ed inoltre avevo salutato anche tutti i giocatori della Sampdoria che poi sono risultati positivi. Per fortuna, adesso stanno tutti bene. Il fatto che anche altri giocatori siano risultati positivi al coronavirus, ci fa capire che questo non sarebbe dovuto succedere: è chiaro che i giocatori sono persone come tutti gli altri, hanno le loro paure, debolezze, i loro sogni, quindi forse questo ci ha avvicinato un po ‘di più. Juric? Ha cambiato la nostra mentalità. Ci ha insegnato a non aver paura di giocare ed a farlo in modo più spensierato, oltre a non mollare e accontentarsi mai. La vittoria contro la Juventus? È stato il punto più alto della stagione. Lo stadio Bentegodi era pieno e dall’altra parte del campo c’era uno dei club più forti. Segnare quel rigore a tre o quattro minuti dalla fine è stata un’emozione molto forte. Meritavamo quel risultato per i tifosi e la città. La quarantena? Prima si davano molte cose per scontate. Forse la routine era qualcosa di normale. L’odore del campo e dello spogliatoio, i momenti con la squadra, la sensazione di andare allo stadio con l’autobus della società prima di una partita o provare a vincere davanti ai tifosi: queste sono le cose che mi sono mancate di più in questo periodo. Il gol n.200? Sono a 199 ed era tra i miei obiettivi in questa stagione. Mi piacerebbe davvero realizzarlo. Per farlo però dobbiamo sconfiggere il virus, che al momento resta la partita più importante” ha dichiarato al canale della Serie A, l’attaccante dell’Hellas Verona, Giampaolo Pazzini.
Rrahmani: “Ho sempre dato il 100% per l’Hellas Verona, anche quando sono stato acquistato dal Napoli”
“Da ieri abbiamo iniziato a riprendere la nostra vita. Allenarsi da solo è difficile anche perché mancano le motivazioni. Quest’anno per me è stata una nuova esperienza, ho fatto bene ed ho sempre dato il 100%. Questo penso sia il mio segreto. Sin da piccolo guardavo la Serie A e se sono arrivato in Italia è perché ero convinto di poterci stare in questo campionato - ha dichiarato in diretta sul profilo Instagram dell’Hellas Verona, il difensore Amir Rrahmani - Oggi abbiamo fatto i tamponi e mi ha fatto molto piacere rivedere i miei compagni di squadra. Mi sono mancati tutti e tanto. La tifoseria del Verona? Sono caldi i tifosi dell’Hellas, come quelli della Dinamo Zagabria. Il Napoli? Quando c’è stato l’interesse del club partenopeo ho parlato con Juric e D’Amico e gli ho detto che avrei sempre dato il massimo. Io sono fatto così, in campo cerco sempre di dare il meglio. Le tre caratteristiche di questo Verona? Il gruppo, dove non ci sono interessi personali, il lavoro molto duro in allenamento e l’unità coi tifosi. Miglior partita di quest’anno del Verona? Con la Juve ed il secondo tempo contro il Torino. La mia partita migliore? Contro Udinese, Genoa e Sassuolo. Obiettivi con la maglia dell’Hellas? Se giochiamo (ride, ndr) fare ancora punti e provare ad andare in Europa. La mia miglior qualità? I duelli aerei, mentre devo migliorare nella esplosività. Cosa mi resterà di Verona? Nessuno credeva in noi e questo mi rende molto felice per quello che siamo riusciti a fare. Davvero una grande stagione. Ho ricevuto tanti complimenti, alcuni mi hanno chiamato ”il muro" e queste per me sono davvero belle parole”.
Brescia, Cellino: “Calcio senza futuro. Aspettiamo le decisioni della Merkel? È vergognoso”
“Questo non è più il mio calcio, questo è un calcio senza futuro. E fare il presidente in Italia è diventato impossibile. E io non posso più accettare di essere ancora ai tempi della Gea: è come sedersi ad un tavolo a giocare a carte con il tuo avversario che nasconde nella manica le carte buone e usa soldi falsi. La ripresa? Non mi interessa più se si torni a giocare o meno, facciano quello che vogliono. E che smettano di strumentalizzare le mie dichiarazioni: la mia linea è sempre stata chiara. Aspettiamo le decisioni della Merkel? È vergognoso. Abbiamo un presidente di Lega, uno della Federazione, uno del CONI ed un Ministro dello sport e attendiamo gli altri? A me non frega niente della Merkel e della UEFA: l'Italia deve decidere in autonomia, siamo senza dignità. E che decidano alla svelta perché io non accetto più questo continuo rimandare. Bastava sedersi ad un tavolo e dividersi gli oneri in parti uguali e pensare alla ripartenza sicura. E invece nessuno molla perché questo calcio pieno di debiti ha già speso soldi non ancora incassati" ha dichiarato a Teletutto il presidente del Brescia, Massimo Cellino.
Arena di Verona, Festival lirico rinviato al 2021
A causa dell'emergenza sanitaria il Festival lirico all'Arena di Verona è stato rinviato al 2021. Lo ha annunciato il sindaco e presidente della Fondazione areniana, Federico Sboarina, con la sovrintendente Cecilia Gasdia. "Ma non sarà un 2020 silenzioso" hanno anticipato i vertici della Fondazione lirica. Fonte: ANSA
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#aiutiAMOverona, scende in campo anche Damiano Cunego
L’iniziativa portata avanti per quasi due mesi dall’Hellas Verona ha avuto come obiettivo quello di sostenere la sanità veronese.
Vai su Charity Stars e fai la tua offerta: si può donare anche una quota libera, basta cliccare su “Crowdfunding”. Il ricavato totale sarà devoluto alla raccolta fondi che servirà ad aiutare gli ospedali veronesi, e non solo.
Il messaggio e la foto di Damiano Cunego pubblicati sui social.
Hellas Verona, il preparatore dei portieri: Massimo Cataldi
Anche alle spalle dei portieri c'è un allenatore e, alle spalle di Massimo Cataldi - preparatore dei portieri dell'Hellas Verona - c'è una determinata filosofia del lavoro e della squadra. La necessità da parte di tutti, giocatori e membri dello staff, di avere un obiettivo, i grandi margini di miglioramento di ognuno fondati sul credere fortemente in se stessi o, infine, il rispetto nei confronti dei compagni, della società, degli addetti ai lavori, dei materiali di allenamento e dell'allenamento stesso. Cataldi in persona ha sperimentato e messo in pratica questa filosofia per 'emergere' negli anni fino a conquistare la Serie A con il Verona, raggiungendo grandi risultati con i portieri fin qui avuti in carriera. Per cui, prima di tutto, c'è l’affermazione della propria personalità, passaggio obbligato per il miglioramento dell'atleta e poi del giocatore, il tutto nel contesto della squadra di cui il portiere fa parte.
IL PERCORSO FINO ALLA SERIE A
Originario di Civita Castellana, cresciuto calcisticamente nelle giovanili della Lazio e arrivato nella sua carriera di calciatore a indossare la maglia azzurra della Nazionale di Serie C, Massimo Cataldi inizia presto la sua carriera da preparatore dei portieri, partendo dal campionato di Eccellenza. Ma la sue capacità, la sua perseveranza e la sua determinazione gli permettono pochi anni dopo di approdare al Siena, all'epoca in Serie A. A seguire un importante triennio al Novara negli staff di mister Toscano prima, col quale ottiene la promozione dalla Lega Pro alla Serie B, di mister Barone poi e – infine –di mister Boscaglia. Fondamentale al primo anno con gli azzurri il contributo di Andrea Tozzo, portiere che Cataldi ritroverà poi all'Hellas Verona. Nel 2017/18 è preparatore dei portieri del Bari, dove Cataldi valorizza le qualità sino ad allora parzialmente inespresse di Alessandro Micai, mentre nel 2018/19 inizia la sua esperienza in gialloblù con Marco Silvestri.
HELLAS VERONACome Cataldi stesso racconta nell'A Tu per Tu a lui dedicato (CLICCA QUI): "Mi piace, nei pochi momenti liberi, fermarmi nei campetti dove non va nessuno, dove c'è la vera essenza di questo sport: vi assicuro che lì si vedono grandissime parate. Io di Marco (Silvestri, ndr) cerco di vedere quello che gli altri talvolta non vedono". Allo stesso modo, subito dopo la vittoria del 'Bentegodi' contro la Juventus, Massimo Cataldi ha voluto sottolineare l'incredibile intervento di Marco a deviare sulla traversa con la punta delle dita la potentissima conclusione di Douglas Costa, un gesto tecnico di istinto e tecnica che non tutti, a occhio nudo, avevano notato. Sul Verona risponde sicuro: conosce ogni angolo dello Sporting Center 'Paradiso' di Peschiera e, oltre alle grandi emozioni che questa piazza è in grado di regalare, identifica in Sandro Mazzola e in Stefano Cacciatori due anime importanti non solo del club, ma anche dello spirito che accomuna tutti coloro che amano l'Hellas. Fonte e foto hellasverona.it
Ministro dello Sport, Spadafora: “Io becchino del calcio? Assolutamente no. Farò di tutto per ripartire”
“Farò di tutto per ripartire. Se il governo sarà costretto, spero di no, a stabilire che non ci sono le condizioni il mio sforzo sarà duplice: limitare i danni economici per le società e sostenere tutto il mondo dello sport. Tra risorse ordinarie e straordinarie investiremo circa 1 miliardo per il settore nel suo complesso” ha dichiarato al Corriere della Sera, il Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora.
Verre: “La fase 2 è come la fase 1… ma in biondo”
Il commento e la foto pubblicati sui social dall’attaccante dell’Hellas Verona, Valerio Verre.
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