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Lazio, Tare: “Deve decidere la FIFA e non il Governo se bloccare il campionato”
“Gli allenamenti individuali? Ripartiremo mercoledì. Con la nuova ordinanza forse anche per domani (oggi, ndr) se riusciamo a fare i test prima di iniziare le attività. Dobbiamo assolutamente fare i test sierologici, poi possiamo ripartire. Se siamo preoccupati per la possibile chiusura totale?Non siamo preoccupati, è stata trasmessa male questa idea della Lazio che spinge per la ripresa. Quello che abbiamo ce lo siamo guadagnato, siamo solo un punto dietro alla Juve, ma ci sono ancora 36 punti da conquistare e matematicamente non abbiamo ancora nemmeno la presenza in Europa League. Ho sentito che nelle prossime ore potrebbe uscire un’altra ordinanza del ministro dello Sport che potrebbe bloccare il campionato, ma questo non è nelle loro competenze. Deve decidere la FIFA che ha detto che i campionati vanno chiusi entro la fine dell’anno solare. Siamo disposti a riprendere anche in autunno seguendo il modello del Mondiale in Qatar. Secondo me è importante finire questo campionato perché sarà di grande importanza per gestire quello dopo” ha dichiarato a Sky Sport, il direttore sportivo della Lazio, Igli Tare.
La tragedia di Superga. Nel ricordo del Grande Torino
Mercoledì 4 maggio 1949. Alle ore 17:03, il Fiat G.212 della compagnia aerea ALI, siglato I-ELCE, con a bordo l’intera squadra del Grande Torino, si schiantò contro il muraglione del terrapieno posteriore della basilica di Superga, che sorge sulla collina torinese; le vittime furono 31. In ricordo della tragedia, la FIFA ha proclamato il 4 maggio come giornata mondiale del giuoco del calcio. L’aereo stava riportando a casa la squadra da Lisbona, dove aveva disputato un incontro amichevole contro il Benfica, organizzata per aiutare, con l’incasso, il capitano della squadra lusitana Francisco Ferreira, in difficoltà economiche. Nell’incidente perse la vita l’intera squadra del Torino, vincitrice di cinque scudetti consecutivi dalla stagione 1942-1943 alla stagione 1948-1949 e che costituiva la quasi totalità della Nazionale italiana. Nell’incidente morirono anche i dirigenti della squadra e gli accompagnatori, l’equipaggio e tre noti giornalisti sportivi italiani: Renato Casalbore (fondatore di Tuttosport); Renato Tosatti (della Gazzetta del Popolo, padre di Giorgio Tosatti) e Luigi Cavallero (La Stampa). Il compito di identificare le salme fu affidato all’ex commissario tecnico della Nazionale Vittorio Pozzo, che aveva trapiantato quasi tutto il Torino in Nazionale. Lo spezzino Sauro Tomà, infortunato al menisco, non prese parte alla trasferta portoghese; non presero quel volo neanche il portiere di riserva Renato Gandolfi (gli fu preferito il terzo portiere Dino Ballarin, fratello del terzino Aldo, che intercesse per lui), il radiocronista Nicolò Carosio (bloccato dalla cresima del figlio), Luigi Giuliano (capitano della Primavera del Toro e da poco tempo in pianta stabile in prima squadra, fu bloccato da un’influenza) e l’ex C.T. della Nazionale nonché giornalista Vittorio Pozzo (il Torino preferì assegnare il posto a Cavallero). Invitato ad aggregarsi alla squadra per l’amichevole da Valentino Mazzola, Tommaso Maestrelli, pur giocando nella Roma, non prese il volo poiché non riuscì a rinnovare il passaporto presso la questura. Anche il presidente del Torino, Ferruccio Novo, non prese parte al viaggio perché malato d’influenza. Il Torino fu proclamato vincitore del campionato a tavolino e gli avversari di turno, così come lo stesso Torino, schierarono le formazioni giovanili nelle restanti quattro partite. Il giorno dei funerali più di mezzo milione di persone scesero in piazza a Torino per dare l’ultimo saluto ai giocatori.
Giocatori: Valerio Bacigalupo, Aldo Ballarin, Dino Ballarin, Emile Bongiorni, Eusebio Castigliano, Rubens Fadini, Guglielmo Gabetto, Ruggero Grava, Giuseppe Grezar, Ezio Loik, Virgilio Maroso, Danilo Martelli, Valentino Mazzola, Romeo Menti, Piero Operto, Franco Ossola, Mario Rigamonti e Giulio Schubert. Dirigenti: Arnaldo Agnisetta e Ippolito Civalleri. Allenatori: Egri Erbstein e Leslie Levesley. Giornalisti: Renato Casalbore, Renato Tosatti e Luigi Cavallero. Equipaggio: Pierluigi Meroni, Celeste D’Inca, Celeste Biancardi, Antonio Pangrazi.
Ministro dello Sport, Spadafora: “Allenamenti delle squadre non prima del 18 maggio, della ripresa del campionato per ora non se ne parla proprio”
“Leggo cose strane in giro ma nulla è cambiato rispetto a quanto ho sempre detto sul Calcio: gli allenamenti delle squadre non riprenderanno prima del 18 maggio e della ripresa del Campionato per ora non se ne parla proprio. Ora scusate ma torno ad occuparmi di tutti gli altri sport e dei centri sportivi (palestre, centri danza, piscine, ecc) che devono riaprire al più presto!". Il commento su Facebook del Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora.
Comunicato ufficiale Hellas Verona: “La società si attiverà per garantire il rispetto scrupoloso del protocollo sanitario”
Alla luce della Circolare del Viminale e della Ordinanza della Regione Veneto, entrambe di data odierna, con le quali dal 4 maggio 2020, nel rispetto del distanziamento sociale di almeno due metri e del divieto di ogni forma di assembramento, sarà consentita la pratica motoria o sportiva individuale per atleti professionisti o non professionisti di sport individuali e non individuali, in funzione dell’allenamento agonistico, anche presso impianti sportivi al chiuso o all’aperto ma in ogni caso a porte chiuse, Hellas Verona FC ringrazia anzitutto le Autorità Governative e la Regione Veneto per la sensibilità dimostrata nei confronti degli sport di squadra e comunica contestualmente che a partire da domani, lunedì 4 maggio 2020, si attiverà per garantire il rispetto scrupoloso del protocollo sanitario, evidentemente a tutela della salute dei propri tesserati.
La data di inizio delle sedute individuali allo Sporting Center ‘Paradiso’ di Peschiera verrà quindi comunicata a procedure ultimate.
I calciatori di Hellas Verona FC proseguiranno l’attività individuale di mantenimento fisico sin qui svolta. Fonte: hellasverona.it
Presidente FIN: “Federica Pellegrini domani in vasca a Verona”
“Leggo le notizie secondo le quali da domani in Veneto possono riprendere gli allenamenti individuali in piscina: se il presidente Zaia ha risolto il problema riguardo le cautele da osservare nel delicato momento della fase 2 sono contento, il centro federale di Verona ha già l'acqua in vasca calda per Federica Pellegrini e gli altri atleti che si preparano a Verona". Al telefono con l'ANSA , il presidente della Federnuoto, Paolo Barelli, ha annunciato la riapertura dell'impianto scaligero. "Spero che una linea generale per garantire l'accesso ordinato agli impianti sportivi anche nel resto d'Italia arrivi dal governo o dalle altre regioni interessate". Foto Instagram Federica Pellegrini
Speciale scudetto Hellas Verona 1984/85
“Dedicato a…” di Rai Sport regala, non credo solo a me, piacevoli ricordi e anche piccole emozioni.
Oggi la replica di una puntata di qualche anno fa ha celebrato la vittoria in campionato del Verona di Osvaldo Bagnoli. E, curiosamente, ha finito col coincidere proprio col 35ennale di quella storica, rarissima umanissima impresa: assimilabile a quella precedente del Cagliari e a quella di poco successiva della Sampdoria, ma con una differenza non da poco: quello del Verona è stato l’unico scudetto della storia (parliamo di oltre novant’anni di girone unico) ad essere conquistato da una città non capoluogo di regione. Dunque da una vera, autentica, straordinaria “provinciale”.
Qualcuno ricorda con malizia che in quella stagione ci fu per la prima e unica volta il sorteggio arbitrale totale. Ma credo sia più giusto ricordare che il Verona mise in fila, oltre al bellissimo Torino di Junior e di Schachner, la Juventus di Platini, il Napoli di Maradona , l’Inter di Rummenigge, l'Udinese di Zico, la Roma di Falcao e Cerezo e la Fiorentina di Socrates.
Fu un miracolo? Nel calcio i “miracoli” non esistono. Certamente fu una forse irripetibile reazione chimica, fatta di fantasia, di competenza, di serenità societaria, di passione, di forza aggregante e - non dimentichiamolo mai - di bel gioco! Il contributo di giovani campioni (Galderisi, Tricella, Di Gennaro), si fuse con quello complementare di due stranieri perfetti (Erkjaer e Briegel) e di un nucleo di straordinari operai specializzati di varia natura e caratura (da Garella a Fanna, da Volpati a Sacchetti, da Bruni a Fontolan, da Maragon a Ferroni, ecc) che Ciccio Mascetti aveva assemblato con pochi soldi e tanta perizia. Il resto lo fece Osvaldo Bagnoli, antimago per eccellenza - lui sì ex operaio, figlio di operai della Bovisa - che trasformò una buona orchestra nella filarmonica della Scala.
Andava al campo in autobus o bicicletta, Osvaldo. Quando poi allenò il Genoa (con esiti che fatto ancora commuovere i tifosi rossoblù) prendeva il treno dei pendolari e scendeva a Pegli. Un genio del calcio? Sì. Anche se querelerebbe chiunque glielo dicesse. A 58 anni, quando venne licenziato demenzialmente dall’Inter, decise che non avrebbe allenato più. Per tre anni tutti lo cercarono e tutti lo tentarono. Ma lui aveva deciso così. Perché? “Perché ho scoperto che a casa si sta bene”. Gli volevo bene prima. Figuriamoci dopo. Se di mille trasmissioni fatte ne debbo scegliere una, scelgo quella col Verona in studio quando presentavo la “Domenica Sportiva”. C’era il profumo di aria buona.
Ah, nella puntata di “Dedicato a..." era presente anche Gianni Mura. Così, tanto per far venire un po’ di magone in più.
Fonte: pagina Facebook Marino Bartoletti.
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Viminale: ok alla ripresa degli allenamenti per le squadre
“È consentita, anche agli atleti e non, di discipline non individuali, come a ogni cittadino, l’attività sportiva individuale, in aree pubbliche o private, nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di
almeno due metri e rispettando il divieto di ogni forma di assembramento". Cosi' una circolare inviata oggi dal Viminale ai prefetti sulle prescrizioni in vigore da domani e fino al 17 maggio. Si apre così alla ripresa degli allenamenti per le squadre. Fonte: ANSA
Regioni Emilia-Romagna, Lazio, Campania e Sardegna, c’è l’ok per gli allenamenti
È atteso nelle prossime ore il parere del Comitato tecnico scientifico del Governo a seguito della richiesta del Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, di permettere da domani la ripresa degli allenamenti anche per gli sport di squadra. Intanto l’ok è arrivato dai Governatori della regioni Emilia-Romagna, Lazio, Campania e Sardegna. Info grafica La Gazzetta dello Sport
Zigoni: “Il calcio è della gente. Tornerà la bellezza di una partita. Prego ogni giorno”
“Siamo qui io, mia moglie e mio figlio Gian- marco, che si allena ogni giorno. Dal Venezia gli dicono come prepararsi. Confesso che ho paura per lui. Se si tornasse a giocare, che accadrebbe? In tanti parlano della salute che viene prima di tutto e pensano, invece, agli interessi economici. Sento quel che dicono questi signori del calcio e mi domando se non abbiano persone care, se non temano per loro. Certe dichiarazioni di Lotito, quelle non solo non le capisco, ma mi indignano. Io, che il pallone l’ho amato per davvero. Sto con Silvio Baldini, che è sempre stato contro questo sistema e sostiene che il calcio non è delle tv oppure degli sponsor, ma della gente. Se mi avessero chiesto di tagliarmi lo stipendio? Non avrebbero neanche dovuto farlo. Avrei detto: “Prendetevi pure l’ingaggio ma a una condizione: date tutto a medici e infermieri, a chi combatte contro questo mostro” - ha dichiarato al Corriere di Verona, Gianfranco Zigoni - Le risposte devono arrivare dalla politica? I politici cercano soluzioni ma come possono trovarle? Chi ha in mano la formula per uscire da tutto questo? Gli scienziati? Neppure loro. Coltivo la speranza, ascolto le parole del presidente Mattarella. Mi affido a papa Francesco. L’avete visto da solo, nel vuoto imponente di Piazza San Pietro? Un’immagine di una forza incredibile. Se prego? Ogni giorno. Al mattino, quando mi sveglio, e alla sera, prima di addormentarmi. Credo in Dio, credo nella sua misericordia. Tornerà la gioia. E tornerà la bellezza di una partita di calcio”.
Bocchetti: “Mi mancano mia moglie ed i miei figli. Per fortuna c’è la grande famiglia dell’Hellas Verona”
“Non vedo la mia famiglia da più di due mesi. Potete immaginare il mio stato d’animo. Mia moglie era dovuta tornare in Russia per fare il passaporto al piccolo. Il coronavirus ci ha sorpreso. E da più di due mesi io sono solo ma pure lei fatica con tre figli... La settimana dell’ultima partita con la Sampdoria è partita attorno al 25 febbraio. E doveva tornare attorno al 13 di marzo. La Russia ha chiuso tutto. Sia in entrata che in uscita. Ho parlato a lungo col il Consolato e le autorità ma non c’è stato nulla da fare. Hanno detto che il 13 maggio ci sarà un altro punto della situazione e vedremo. Meno male che con le videochiamate io e Caterina ci siamo salvati. Li sento molte volte al giorno - ha dichiarato a L’Arena, il difensore dell’Hellas Verona, Salvatore Bocchetti - La chat dei compagni mi ha aiutato a superare i momenti difficili ma poi a fornelli dovevo starci io. Ma ho imparato un sacco di ricette su internet. Della squadra, nessuno se ne è andato, ci siamo allenati grazie alle indicazioni del prof. Barbero. Avevo già un tapis roulant e una piccola palestra in casa: mi è servita moltissimo. Tornare a giocare? È una situazione surreale e c’è tanta confusione. Noi vorremmo riprendere in sicurezza e tornare a fare il nostro lavoro come tutti. Il taglio degli stipendi? Al Verona ho trovato un gruppo molto unito e non è retorica. Sono convinto che se servisse un aiuto da parte nostra al club, nessuno si tiferebbe indietro. L’Europa? Sarebbe magnifico. Significherebbe chiudere una stagione brillante. Per noi già era importante salvarsi. Il club ed il mister hanno creato davvero un grande gruppo. Secondo me, ci siamo sorpresi a vicenda. Gli infortuni? Ho avuto subito dei problemi durante la preparazione. Un infortunio in quel periodo ti condiziona. Ho avuto una ricaduta, purtroppo, quando sono rientrato. Comunque ho sempre aiutato i più giovani e così ho dato il mio contributo. Quel che conta è la squadra. Kumbulla? Sono felice per lui. Non è semplice a quell’età giocare in Serie A con gente come Ronaldo e Lukaku. Bravo lui ed il mister. È un grande destinato ad una grande carriera”.
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