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Lazovic: “Giocare contro la Sampdoria è stata una sciocchezza. Pronti a ripartire quando sarà garantita la salute”
“Pensandoci è stata una sciocchezza giocare, abbiamo ubbidito. L’attaccante Gabbiadini e mezza Sampdoria contagiati e poi Zaccagni. Non è stata una grande esperienza però al tempo, non si sapeva, non si conosceva questa terribile pandemia. Forse c’era poca informazione e confusione nelle decisioni. Eravamo già stati a Genova, per niente perché ci fecero tornare indietro. Poi in quell’occasione senza pubblico, forse non giocammo al meglio. Un grande primo tempo ma poi la Samp ebbe una reazione forte - ha dichiarato a L’Arena l’esterno dell’Hellas Verona, Darko Lazovic - Tampone? L’hanno fatto solo a Zaccagni che si era contagiato. Da molto tempo lui sta bene e siamo tutti felici. Devo dirvi la verità sono un po’ triste perché la mia famiglia è a Belgrado da moltissimo tempo ed io solo qua a Verona. Non ero abituato. La società è stata molto attenta e precisa. La spesa a casa e tutte le tabelle del lavoro per tenerci in forma, però la lontananza dai miei affetti ora si fa sentire. Ritorno in campo? Come ha detto Setti quando verrà garantita la salute noi saremo pronti a ripartire. Tanti morti, troppi. Così non si può ma presto spero di sì. È un mese che siamo fermi e poi dopo il rinvio della gara col Cagliari si era già capito che sarebbe successo qualcosa. Stipendi? Quello verrà deciso insieme alle società e noi parleremo all’interno del nostro spogliatoio. L’importante è che si torni a giocare, magari anche in piena estate, significherebbe che la battaglia sarebbe vinta o quasi. Vogliamo giocare”.
Esercizio, descrivi una persona. Il tema di Gabriele, grande tifoso dell’Hellas Verona e di Giampaolo Pazzini
Voglio descrivere una persona che rappresenta per me una delle passioni della mia vita, ovvero il calcio. Vi presento il capitano della mia squadra del cuore, l’Hellas Verona! Il suo nome è Giampaolo Pazzini, ha 36 anni e gioca come centravanti. È alto e snello ma allo stesso tempo muscoloso. Il suo viso triangolare è ricoperto da una barba appena accennata, i suoi capelli neri a spazzola ma non troppo corti lo rendono a vista molto più giovane, i suoi occhi chiari e luminosi hanno sguardo spesso fiero e convinto anche quando il campo determina qualche sconfitta. Il suo naso all’insù, le sue grandi orecchie e la sua bocca sorridente che incita ai compagni, lo rendono nell’aspetto molto autoritario e simpatico, un vero e proprio capitano. Le sue braccia lunghe e le sue gambe slanciate nel momento di esultanza per un goal trasmettono energia positiva. La sua maglia ha il numero undici e la indossa spesso con il colletto alzato e le maniche arrotolate.
Si comporta come un vero comandante e quando scende in campo si impegna molto ed è un grande esempio per tutti, soprattutto per i più giovani. Quando è in “borghese” è molto elegante e gentile e me l’ha dimostrato personalmente un giorno in cui si è fermato dopo la partita a fare delle foto e degli autografi con me e dei miei amici! Pazzini è dunque una persona molto importante per la squadra e per i tifosi del Verona.
Parole che escono dal cuore di un piccolo tifoso gialloblù, il grande Gabriele della classe 4^C scuola Citella di Bussolengo.
Grazie!
Il nostro pensiero va a tutti i medici ed operatori sanitari che in questi giorni stanno lottano in prima linea per cercare di sconfiggere il Covid-19.
Grazie anche a te cara Sara ed a tutti i colleghi per questo scatto che ci arriva direttamente dall’ospedale Sacro Cuore di Negrar.
Buon compleanno
Tanti auguri a... Andrea Cocco. L’ex attaccante dell’Hellas Verona oggi festeggia 34 anni. Compie gli anni anche l’ex gialloblù Ivan Pedrelli (34).
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In bocca al lupo amici di Buseta & Boton!
FIFA: “Contratti prorogati e finestre trasferimenti spostate”
A seguito dei disagi senza precedenti causati dal Covid-19 a tutti i livelli del calcio, la FIFA ha lavorato su una serie di raccomandazioni e linee guida per affrontare alcune delle questioni pratiche chiave derivanti dalla pandemia, in particolare per quanto riguarda i contratti dei giocatori e il sistema di trasferimento in generale. Ciò è stato fatto in consultazione con diverse parti interessate attraverso una task force presieduta dal vicepresidente della FIFA e presidente del comitato degli stakeholder del calcio della FIFA, Vittorio Montagliani, e compresi rappresentanti di club, giocatori, campionati, federazioni nazionali e confederazioni. Una serie di principi è stata concordata all’unanimità dalla task force ed è stata approvata dall’Ufficio di presidenza del Consiglio FIFA oggi.
I contratti dei giocatori in scadenza terminano di solito al termine della stagione, con una data di conclusione che coincide con la fine della stagione. Con l’attuale sospensione del calcio nella maggior parte dei paesi, è ora ovvio che la stagione in corso non finirà quando la gente pensava che sarebbe successo. Pertanto, si propone di prorogare i contratti fino a quando la stagione non terminerà effettivamente. Ciò dovrebbe essere in linea con l’intenzione originale delle parti al momento della firma del contratto e dovrebbe anche preservare l’integrità e la stabilità sportiva.
Un principio analogo si applica ai contratti che devono iniziare all’inizio della nuova stagione, il che significa che l’entrata in vigore di tali contratti è ritardata fino a quando effettivamente inizia la stagione successiva.
CONTRATTI CHE NON POSSONO ESSERE PIU’ ATTUATI
La pandemia di Covid-19 ha chiaramente avuto un impatto notevole sui ricavi delle società, anche perché le partite non possono essere giocate. Il calcio, come altri settori dell’economia, deve trovare soluzioni eque e giuste su misura per queste circostanze, si spera al fine di proteggere i posti di lavoro e raggiungere un giusto e ragionevole equilibrio di interessi tra giocatori e club.
Di conseguenza, la FIFA incoraggia fortemente club e giocatori a lavorare insieme per trovare accordi e soluzioni durante il periodo in cui il calcio è sospeso.
Mentre spetta principalmente alle parti interessate a livello nazionale trovare soluzioni per adattarsi alle circostanze nel proprio paese, la FIFA raccomanda di esaminare tutti gli aspetti di ogni situazione in modo uniforme, comprese le misure del governo a supporto di club e giocatori, se la retribuzione debba essere differita o ridotta e quale copertura assicurativa possa esistere.
Se le parti non riescono ad accordarsi e, di conseguenza, i casi arrivano alla FIFA, i fattori da esaminare includeranno quanto segue:
-se ci sia stato un autentico tentativo da parte del club di raggiungere un accordo con i giocatori;
-qual è la situazione economica del club;
-la proporzionalità di qualsiasi adeguamento ai contratti dei giocatori;
-la posizione del reddito netto dei giocatori dopo qualsiasi aggiustamento del contratto;
-se i giocatori sono stati trattati allo stesso modo o meno.
In questo modo, la FIFA spera di poter trovare soluzioni giuste ed equilibrate per entrambe le parti.
FINESTRE DI MERCATO
Per quanto riguarda le finestre di trasferimento, è necessario, di nuovo, adeguare la normale posizione normativa alle nuove circostanze di fatto. Di conseguenza, la FIFA sarà flessibile e consentirà di spostare le finestre di trasferimento pertinenti in modo che cadano tra la fine della vecchia stagione e l’inizio della nuova stagione.
Allo stesso tempo, la FIFA cercherà di garantire, ove possibile, un livello generale di coordinamento e terrà anche conto della necessità di proteggere la regolarità, l’integrità e il corretto funzionamento delle competizioni, in modo che i risultati sportivi di qualsiasi competizione non siano ingiustamente perturbato. Fonte: FIFA
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AIA, Nicchi: “Riprendere senza il VAR? Non me ne frega niente. Se c’è bene, altrimenti uguale”
”Non me ne frega niente, e lo dico in franchezza. Se ci sarà sarà ancora più bello, perché anche in tempo di guerra non si buttano via le conquiste. Ma se non ci sarà è perché non avremo ambienti in cui si possa operare. Quando dicevamo della sala VAR a Coverciano è per questo, sarebbe tutto diverso se operassero tutti da lì. Ma oggi si lavora in stanzine piccole, e anche lì serve sicurezza, perché ci sono anche gli operatori. Dobbiamo tutti fare dei sacrifici: pure se il calcio ripartisse senza VAR, non ce ne preoccuperemmo. Se c'è bene, sennò si va avanti lo stesso" ha dichiarato il presidente dell’Associazione Italiana Arbitri, Marcello Nicchi, ha parlato della possibilità di riniziare la Serie A senza il Var.
Basket, la FIP dichiara conclusa la stagione 2019/20
Il Presidente della Federazione Italiana Pallacanestro Giovanni Petrucci, considerata la determinazione della LBA di demandare ogni e qualsivoglia decisione in merito alla chiusura anticipata della stagione 2019/2020 e sentito per le vie brevi il Consiglio Federale, dichiara concluso il Campionato di Serie A.
Tale decisione è stata presa a seguito della perdurante emergenza epidemiologica da COVID-19 su tutto il territorio nazionale.
La FIP è determinata a tutelare la salute di atleti, tecnici, arbitri, dirigenti, di tutti coloro che partecipano all’organizzazione delle gare dei campionati e delle loro famiglie.
Considerato che dai DPCM e dalle Ordinanze emesse, fino a questo momento, dal Governo e dalle Regioni non emergono date certe circa la possibilità di ripresa dell’attività sportiva in condizioni di totale sicurezza, non si può pensare che si svolgano gare di basket sul territorio nazionale, ed in particolare nelle zone geografiche più colpite dall’epidemia.
Dal Governo, dalle Regioni e dalla scienza, inoltre, arrivano precise e stringenti indicazioni che riguardano il distanziamento sociale. Misure impossibili da attuare per uno sport di contatto come la pallacanestro.
E’ noto, altresì, che molte Società hanno autorizzato la partenza verso il loro Paese di origine di molti atleti di cittadinanza straniera. E’ dovere, quindi, della FIP assumere ogni iniziativa che possa tutelare le proprie affiliate ed i propri tesserati.
Dichiarare conclusa l’attuale stagione sportiva permette ai club ed ai tesserati di adottare tutti quei comportamenti necessari ad evitare ulteriori costi da sostenere in assenza di attività.
La FIP ritiene di adottare questo provvedimento anche in considerazione dell’impossibilità di disputare le gare alla presenza di migliaia di appassionati, patrimonio fondante del movimento cestistico italiano.
Queste sono le ragioni poste alla base della decisione di dichiarare concluso il Campionato di Serie A maschile per la stagione 2019/2020. Foto: scaligerabasketverona
Veloso: “A Verona mi trovo benissimo. La tifoseria dell’Hellas è stupenda”
“Al mio arrivo a Verona dissi di voler fare la mia stagione migliore in Italia e se ci sto riuscendo il merito è da condividere con tutti i miei compagni. Noi siamo una squadra e se facciamo bene, l’individualità poi viene fuori nel corso della stagione, un campionato davvero importante per tutti noi. Speriamo di poterlo finire perché quello che stiamo facendo è davvero entusiasmante. Sono fortunato perché faccio quello che mi piace ed in questi ultimi anni ho imparato tanto, anche se le cose non sempre sono andate come volevo. Le mie motivazioni? I miei figli e la mia famiglia che sono tutto per me. Se mi aspettavo una stagione così a Verona? No. Sono arrivato in una squadra neopromossa, i cambiamenti sono stati tanti dall’allenatore ai giocatori. Non è facile arrivare e fare bene ma ci siamo calati tutti subito nella parte che ha voluto farci recitare il mister - ha dichiarato in diretta Instagram sul profilo dell’Hellas Verona FC, il centrocampista gialloblù Miguel Veloso - Il mio modo di calciare? Mi sono allenato di più all’Hellas che nel resto della mia carriera in questo fondamentale. È tutta una questione di allenamento. Come mi trovo a Verona? Benissimo. Una bellissima città a misura d’uomo. Perché ho scelto l’Hellas? Quando il mister mi ha chiamato il mio unico pensiero era quello di tornare a giocare al massimo. La società ha la sua storia importante, poi a Genova ho giocato con Luca Toni e anche con lui ho parlato dell’importanza della tifoseria gialloblù, davvero bella che ci supporta sempre. Bellissimo il boato del Bentegodi all’esordio contro il Bologna dopo il mio gol su punizione, un ricordo importante per me. La fascia di capitano? Il nostro è Pazzini ma quando ho avuto il piacere di indossarla, è stato un onore ed una responsabilità per me rappresentare l’Hellas Verona. Una città, quella scaligera, che vive di calcio. L’emozione di battere CR7 in campionato? È stato davvero bello (ride, ndr) specie quando si vince contro il più forte. Il gol all’andata? Sicuramente uno dei più belli della mia carriera. Amrabat? Nemmeno io mi aspettavo un rendimento così importante da parte di Sofyan. Può ancora migliorare e come voto per questa stagione gli do 8. Faraoni? Un bravo ragazzo, un gran lavoratore e anche lui quest’anno ha dimostrato il suo valore. Pazzini? È un valore aggiunto sia dal punto di vista calcistico che come persona”.
Maietta scende in campo per #aiutiAMOverona
Una maglia unica, un paio di scarpe di uno dei protagonisti della storia recente dell’Hellas Verona e le ultime due magnum di Amarone, tradizione della nostra terra. La generosità di #aiutiAMOverona non si ferma: tornano le aste gialloblù su CharityStars. Il nostro ambasciatore Giancarlo Savoia ha donato un cimelio da collezione, storico e introvabile: la maglia utilizzata il 23 giugno del 1968 in occasione della sfida, decisiva per la promozione in serie A dell’Hellas, contro il Padova sul ‘neutro’ di Ferrara. Alla raccolta fondi ha voluto partecipare anche Domenico ‘Mimmo’ Maietta, uno dei protagonisti della recente storia gialloblù. Il difensore ha messo all’asta le scarpe, realizzate artigianalmente e utilizzate nella sua avventura al Verona. Infine, ma solo perché non si tratta di una novità, altre due magnum da 3 litri offerte dalla Casa Vinicola Sartori: il nostro partner dimostra ancora una volta il suo attaccamento al Verona e a Verona.
Vai su CharityStars e fai la tua offerta: si può donare anche una quota libera, basta cliccare su Crowfunding. Il ricavato totale sarà devoluto alla raccolta fondi che servirà ad aiutare gli ospedali veronesi, e non solo. Fonte: hellasverona.it
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