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AIC, Tommasi: “Siamo tutti sulla stessa barca. Esiste l’ipotesi di annullare il campionato”
“In un Paese dove mancano infermieri, parlare della ripresa delle attività sportive è un lusso. Non ci siamo resi conto di ciò che sta avvenendo".
Il campionato dovrebbe sforare a luglio. Com'è possibile?
"Ecco, quello sarebbe un bel casino. C'è un'infinità di calciatori che, rispettando le regole, si trovano ad aver firmato per altri club, con decorrenza il primo luglio; ci sono i prestiti, gli svincolati. Il 30 giugno ci sono i bilanci da presentare ed è un problema per i club. Dovrà essere studiato uno scivolo, verrà fatta una moratoria, allungando gli accordi. E non bisogna esagerare con lo slittamento".
L'ipotesi di annullare il campionato esiste?
"Certo. Si chiudono le scuole, si può chiudere un campionato o più di uno. Sarebbe un bel problema, ma purtroppo queste cose non le scegliamo noi, ma il coronavirus. Che ormai ci ha caricati tutti sulla stessa barca, nella stessa incertezza e con la stessa fragilità" ha dichiarato a Il Messaggero, il presidente dell’AIC, Damiano Tommasi.
Divieto assoluto di attività sportive e motorie in luogo pubblico su tutto il territorio del Comune di Verona
Ho firmato l’ordinanza di cui ho parlato ieri.
Da oggi misure più restrittive:
- divieto assoluto di attività sportive e motorie in luogo pubblico su tutto il territorio comunale.
- limitare lo spostamento per la gestione degli animali domestici con la possibilità di attendere alle esigenze primarie degli animali per il tempo strettamente necessario e comunque in aree contigue all’abitazione dei proprietari nel raggio di 400 metri, fatto salvo il raggiungimento dell’area cani più vicina con il percorso più breve.
La salute della nostra comunità viene prima di tutto.
Vi aggiornerò su eventuali provvedimenti ulteriormente restrittivi da parte della Regione o del Governo.
Fonte Facebook Sboarina Sindaco
Brescia e Bergamo, divisi sugli spalti, uniti nel dolore
Lo striscione esposto a Sarnico. “Brescia e Bergamo, divisi sugli spalti uniti nel dolore”. Lo scatto di tmw a testimonianza della grande solidarietà tra due tifoserie da sempre nemiche. Davanti a questo brutto male, che non guarda in faccia nessuno e non fa distinzione di colori, siamo tutti a uguali!
AIC, Tommasi: “Tornare in campo ora è solo utopia”
”Tornare in campo ora è solo utopia. Si parla di date, ma è presto. Il problema è serio ed alcuni insistono come quei musicisti che continuano a suonare mentre il Titanic affonda“ ha dichiarato a Il Messaggero il presidente dell’AIC, Damiano Tommasi.
Troglio: “Forza Italia”
Forza a tutto il mondo, in speciale a tutta Italia, che me ha datto lavoro e amici per 10 anni ed oggi la sta pasando male. Abbraccio di cuore!! #ForzaItalia
Il messaggio su Twitter dell’ex gialloblù, Pedro Antonio Troglio.
Marrone: “L’arrivo di Aglietti a Verona è stata la svolta. È stato un miracolo sportivo. Il Bentegodi l’arma in più”
“A Verona l’anno scorso è stato un anno difficile, i tifosi ce l’avevano con la società e si aspettavano che dominassimo. L’arrivo di Aglietti è stata la svolta, ha toccato le corde giuste, mettendoci meglio in campo, ma è stato un miracolo sportivo e nella finale il Bentegodi è stato l’arma in più. Aglietti e tanti ex gialloblù in Serie B? Ho un bel rapporto con quelli dello Spezia. Di Gaudio è un talismano, ha già vinto la B tre volte: stavolta se vuole fare festa lo dovrà fare dopo di noi. Gustafson è forte, poi ci sono Bianchetti e Crescenzi. Quando un’annata nasce male poi è difficile rimetterla in piedi. Io difensore o centrocampista? Merito di Conte alla Juve. Quando venne fermato Bonucci per le scommesse mi ha provato al suo posto, nella difesa a tre ed è andata bene - ha dichiarato a La Gazzetta dello Sport, l’ex gialloblù Luca Marrone - Com’è stato passare da Grosso e Aglietti a Stroppa? Grosso e Stroppa si somigliano, stessa idea di giocare e attaccare. Aglietti è più attendista, bada al sodo e lo ottiene. Perché non sono rimasto a Verona? Dopo il ritiro hanno detto che non sarei rientrato nel progetto. Stroppa mi cercava da tanto e non ho avuto dubbi”.
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Cina, Paolo Cannavaro: ”Troppe persone in Italia escono di casa per futili motivi. A me sembra tutto molto folle”
”La Cina è ripartita. Dopo la lotta è rimasto intatto il rispetto per il coronavirus. Parlo di rispetto, non di paura. Le regole salvavita imposte dal governo hanno permesso di arrivare ad un numero di contagi irrisorio rispetto all’inizio. La quotidianità? Negozi e condomini dispongono di termo scanner che misurano la temperatura delle persone. Igienizzanti per le mani dappertutto. Mascherina obbligatoria. Anche per i bambini piccolissimi. Ogni giorno, personale specializzato passa per la sanificazione dei condomini. I pacchi postali vengono lasciati fuori dalla porta delle case. Arriva la segnalazione, non c’è contatto - ha dichiarato a L’Arena, l’ex difensore dell’Hellas Verona, Paolo Cannavaro, collaboratore tecnico del fratello Fabio in Cina, al Guangzhou Evergrande - Sarebbe sciocco pensare: il governo ha imposto, i cinesi hanno eseguito. No, il governo ha individuato la via per debellare il virus e il popolo ha fatto sua la strategia. C’è consapevolezza, rispetto, condivisione. Siamo tutti figli di uno splendido pianeta. Dovremo imparare a convivere con questo nuovo virus. Con la speranza che vengano trovati presto, medicinali e vaccini, per salvaguardare soprattutto le generazioni future. Siamo di fronte ad un nuovo nemico, che sicuramente batteremo, ma che farà comunque parte della nostra vita. Tutto questo ci deve insegnare una cosa: ci vuole cautela nell’affrontare il virus, e ci vuole rispetto per se stessi e per i propri cari. In Italia chi esce per una passeggiata mette a rischio i componenti della sua famiglia. Ne sento ancora troppe di persone che escono per motivi futili o abusano dei benefit per poter uscire di casa. A me sembra tutto molto folle. Qui, quando la quarantena era consigliata e non obbligata, fuori le strade erano deserte. Restavano attivi i servizi di necessità per i cittadini. Con rispetto ferreo delle regole”.
Veloso: “Il calcio doveva fermarsi molto prima”
“Il calcio doveva fermarsi molto prima. Siamo persone normali, rischiavamo di contagiare chi veniva allo stadio, a partire dai nostri familiari e colleghi. Usciamo solo per andare al supermercato o in farmacia. Trascorro le giornate a rincorrere i miei figli e ad allenarmi secondo il programma che ci viene mandato dalla società con quello che ho in casa. Il grande problema è che all’inizio nessuno prendeva sul serio questo virus ma la realtà è che è grave e ora siamo tutti chiusi in casa, uscendo solo per le cose necessarie. La mia più grande paura, più che contrarre il virus, è trasmetterlo ai miei familiari. È importante seguire le regole che sono state date” ha dichiarato ad A Bola il centrocampista dell’Hellas Verona, Miguel Veloso.
XI anniversario Piero Arvedi
Ospedale di Borgo Trento, 20 marzo 2009. I monitor non danno più segnali. Si è spento l’ex presidente dell’Hellas Verona, Pietro Arvedi d’Emilei. Fatale al Conte l’incidente sull’Autobrennero del 21 dicembre 2008, di ritorno dalla trasferta al Manuzzi di Cesena. Non sono ancora le otto di sera quando la Lancia Thema del polacco Jerzy Cholewski centra la Mercedes del Conte, macchina rimasta senza gasolio ed in attesa dei soccorsi sulla corsia d’emergenza dell’autostrada. Arvedi che in quella occasione non aveva la sua usuale Alfa 155. L’impatto non dà scampo al Conte. Tutta Verona lo ha poi onorato il giorno del funerale nella sua Cavalcaselle.
Hellas Live la ricorda sempre con grande affetto caro Conte, grande tifoso del nostro amato Hellas Verona.
Ciao Piero
R.I.P.
Maietta: “È arrivato il momento di dire basta. Grazie Verona, mi hai regalato un sogno!”
”A fine stagione chiudo, credo sia arrivato il momento di dire basta. Vado per i 38 anni, giusto che lasci spazio ai giovani. È semplicemente il corso della vita. Ho avuto una bella carriera, nel 2003 entrai pure al Camp Nou quando Lippi mi convocò con la Juve per la trasferta di Coppa dei Campioni col Barcellona. Mi parve un sogno, ma il bello arrivò dopo. Fino alla Serie A, fino agli anni al Verona. Un gruppo fantastico, tifosi unici, due promozioni, i miei gol al Varese e al Torino che un giorno farò vedere ai nipotini. Come il Bentegodi pieno, raccontandogli del calore della gente di Verona. Vorrei fare il dirigente, magari anche l’allenatore - ha dichiarato a fuorigioco l’ex difensore dell’Hellas Verona, Domenico ”Mimmo” Maietta - L’Hellas sta bene così ora. Alla Juve ho avuto per otto anni Gasperini e al Crotone sono stato con Juric. La persona giusta per questa città. Mi aspettano gli ultimi mesi con l’Empoli, poi la pensione. Poi una nuova vita. Augurando a tutti di stare bene, di superare questo momento. Per Verona io ci sarò sempre”.
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