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Mandorlini: “Con Setti non c’è mai stata grande stima. Oggi invece l’allenatore è ancora lì. Due pesi e due misure. Quando alleni l’Hellas ed esci da Verona hai tanti contro e pochi pro”
“È stato un onore essere allenato dal Trap (all’Inter, ndr) Gente come lui o Mazzone mi ha dato tanto dal punto di vista caratteriale, come uomo. È anche grazie a loro se queste curve riesco ad affrontarle, perché oggi veramente mi viene il nervoso. Dopo tutto quello che ho fatto a Verona, dopo il record di risultati utili consecutivi nella storia dell’Atalanta, dopo aver vinto un campionato di C senza mai perdere una partita, io sono a casa. Senza squadra. Non ero mai stato fermo una stagione nella mia carriera da allenatore, poi negli ultimi due anni sono stato fermo praticamente un anno su due. Sono sinceramente sorpreso. Il Genoa è stato uno sbaglio. Mi è mancata un po’ di pazienza. Dopo Verona avrei potuto aspettare un progetto diverso, ma morivo dalla voglia di tornare ad allenare. La stagione era già molto avanti, i tifosi contestavano il presidente, forse non ero pronto io, forse non era la piazza per me. Di sicuro non sono stato accolto bene. Portavo in dote tanti risultati buoni, ma appena sono arrivato a Genova hanno sbattuto in prima pagina una frase di anni prima: “È quello che quando veniva a giocare qui con il Verona diceva ‘per noi è un derby’”. È vero, quella frase la dissi, ma all’interno di un discorso più generale. I giornalisti sono andati a spulciare e hanno puntato solo su quella. Il Verona è gemellato con la Sampdoria, per cui dissi che era un derby per caricare l’ambiente. Quando un allenatore si trova a dover fare le veci della società, come mi è capitato in alcuni frangenti all’Hellas, è costretto a esporsi. I giornali locali riportarono alla luce anche un episodio di vent’anni prima: nel ’97 facevo il vice di Novellino a Ravenna. Il mister fu espulso nella gara prima dello scontro decisivo tra Ravenna e Genoa. Ci fu un esodo di undicimila tifosi rossoblù, perché se avessero vinto sarebbero tornati in A. Pareggiammo e quel punto non bastò a loro per la promozione. Ebbene, quando arrivai al Genoa da allenatore, scrissero “Era in panchina il giorno del misfatto”. - si legge su 3pareggi.it - Genoa e Verona sono sempre state ai ferri corti per questioni di tifoseria. Credo che la politica influenzi in un certo qual modo le società e le tifoserie, ma a me non ha mai condizionato. Ci penso poco, pochissimo. La maggior parte delle volte si parla per sentito dire e si dicono cose inesatte, su di me è successo spesso. Quando alleni il Verona ed esci da Verona hai tanti contro e pochi pro, perché la sua tifoseria ha molte rivalità in Italia e solo due gemellaggi, pochissimi. Ho vissuto sei anni là e ho fatto tutto per salvaguardare i miei colori, la mia squadra, mettendomi anche in situazioni un po’ antipatiche. Sicuramente qualcosa ho pagato, pago e pagherò. Poi però ci sono i numeri e credo che debbano contare anche quelli. A Verona in tre anni ho ottenuto due promozoni e un playoff. Cento punti in Serie A in due stagioni, lanciando giovani come Iturbe e Jorginho e facendo vincere titoli di capocannoniere. Poi l’allontanamento improvviso. Tra me e il presidente Setti non c’è mai stata grande stima. Sapevo che aveva già contattato altri allenatori, ma io ero amato dalla gente e ho voluto caparbiamente restare a Verona ancora un anno. Sono andato contro tutto e forse ho sbagliato. Però ho perso, nell’arco di una domenica e il successivo turno infrasettimanale, prima Toni, poi Pazzini. Alla quinta giornata, con la squadra tranquilla a metà classifica, mi sono trovato senza i due attaccanti titolari. Nel momento in cui li ho recuperati e stavano tornando a ingranare, Setti mi ha cacciato. Ora invece la squadra è penultima e dopo trenta partite l’allenatore è ancora lì. Due pesi, due misure. È il bello e il brutto del calcio. Chi ha fatto qualcosa nella sua carriera viene dimenticato in un attimo, chi invece ha ottenuto molto, molto meno non si dimentica mai. Queste sono le cose che mi fanno un po’ incavolare. - ha dichiarato l’ex allenatore dell’Hellas Verona, Andrea Mandorlini - Il mondo è cambiato e forse dovrei cambiare anch’io. Sono un po’ all’antica, oggi conta l’immagine e io faccio un po’ fatica. Non ho Facebook, non ho Twitter, non so cosa sia Instagram. In questi mesi cerco di tenermi aggiornato, nei weekend giro molto per andare a vedere partite e provare a immaginare cosa farei se mi dovessero chiamare in quella o quell’altra squadra. Cerco di farmi trovare preparato, ma soprattutto tento di non uscire dal giro, ché è un attimo. Viaggio per incontrare addetti ai lavori, amici, procuratori. Ricordare a tutti che esisto, insomma. Un metodo un po’ alla vecchia maniera, ma sono fatto così. Qualche trattativa c’è stata, ero in contatto con due o tre società in difficoltà. Poi hanno ricominciato a fare punti e le cose si sono arenate. In quei giorni caldi basta un risultato al posto di un altro e cambia tutto. Almeno ho portato fortuna a loro, rido per sdrammatizzare. Mi dico di avere pazienza, ma non ce la faccio. Sono uno che deve stare in campo e mi manca, mi manca, mi manca. Mi manca”.
Peschiera, domani mattina rifinitura a porte chiuse
Secondo allenamento della giornata per i gialloblù allo Sporting Center 'Il Paradiso' di Peschiera, in preparazione della gara di domenica contro il Cagliari. La squadra, agli ordini dell'allenatore Fabio Pecchia, ha svolto una prima fase di riscaldamento e torelli, passando in seguito alle esercitazioni tattiche. Spazio infine ad una serie di esercitazioni sulle palle inattive, in conclusione della seduta. Domani è in programma una seduta mattutina. Fonte: hellasveona.it
Amichevole Primavera, Hellas Verona-Spal 1-0
Vittoria per la Primavera gialloblù nell'amichevole di oggi pomeriggio, quando all'Antistadio i ragazzi di mister Porta hanno affrontato i pari età della SPAL. Un ottimo test per il Verona, contro la quarta in classifica nel Girone A del Campionato Primavera 2, in vista del prossimo turno di campionato che vedrà i gialloblù affrontare in casa la Lazio. La gara è stata sbloccata al 18' del secondo tempo, quando Aloisi, imbeccato dall'ottimo assist di Stefanec, ha segnato il gol dell'1-0, decisivo per la vittoria finale. Tanti i cambi eseguiti da mister Porta, che ha permesso di mettere minuti nelle gambe alla gran parte della propria rosa, per affrontare nel migliore dei modi questo finale di stagione. Fonte: hellasverona.it
Charity Stars, disponibili altre cinque maglie del derby. Terminata l’asta per la fascia di Romulo
Su Charity Stars si sono concluse le aste per il secondo lotto delle maglie indossate nel derby che hanno permesso di raccogliere altri fondi da devolvere alla fondazione 'Il Grande Cuore di Moreno', l'Associazione di Volontariato che opera in favore di bambini affetti da malformazioni cardiache congenite. La raccolta prosegue con le maglie di Bearzotti, Fossati, Lee, Petkovic e Vukovic indossate durante Hellas Verona-Chievo e messe all'asta sul circuito. Nel frattempo è terminata anche l'asta per aggiudicarsi la fascia da capitano personalizzata, firmata e indossata da Romulo in occasione di Lazio-Hellas Verona, quando il capitano gialloblù ha raggiunto le 100 presenze in Serie A. I proventi contribuiranno a sostenere i progetti di 'ABEO', l'organizzazione di volontariato che opera in favore del bambini emopatici oncologici. Fonte: hellasverona.it
Nuovo infortunio muscolare per Perazzolo
Il difensore della Primavera dell’Hellas Verona, Riccardo Perazzolo, appena rientrato dopo aver superato un problema muscolare alla gamba sinistra, questo pomeriggio all’antistadio nel corso dell’amichevole vinta 1-0 contro la Spal, ha accusato un nuovo problema muscolare, questa volta alla gamba sinistra. I tempi di recupero sono da valutare.
Calvano out circa un mese
Simone Calvano è stato sottoposto agli esami diagnostici che hanno evidenziato una lesione distrattiva di primo grado all'adduttore destro. I tempi di recupero saranno valutati in base all'evoluzione del quadro clinico. Fonte: hellasverona.it
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Peschiera, Laner e Valoti in gruppo, differenziato per Boldor e Heurtaux, indisponibile Matos. Gialloblù in campo anche nel pomeriggio
Seduta di allenamento per i gialloblù allo Sporting Center 'Il Paradiso' di Peschiera, in vista della sfida di domenica contro il Cagliari. La squadra, agli ordini di mister Fabio Pecchia, ha cominciato con il riscaldamento, passando successivamente ad una fase di lavoro sul possesso palla. In seguito il gruppo ha svolto una serie di esercitazioni tattiche, prima di concludere la seduta con una partitella. Simon Laner e Mattia Valoti hanno svolto l'allenamento con i compagni. Lavoro differenziato per Deian Boldor e Thomas Heurtaux. Assente Ryder Matos. Nelle prossime ore la squadra sarà impegnata in una seduta pomeridiana. Fonte: hellasverona.it
Settore Giovanile e Femminile, il programma del fine settimana
Oggi alle 15.30 la Primavera gialloblù scenderà in campo in amichevole contro la SPAL all'Antistadio, in attesa della ripresa del Campionato Primavera 1 TIM sabato 14 aprile, quando i ragazzi di mister Porta affronteranno la Lazio. Gli Under 17 sono attesi proprio dai biancocelesti domenica alle 15, mentre Under 16 e Under 15 affronteranno i pari età del Chievo nel derby, rispettivamente domani alle 15.30 e domenica alle 12.30. I Giovanissimi 2004 ospiteranno il Montebelluna domenica alle 10.30, mentre i 2005 e gli Esordienti 2006 saranno impegnati nel derby in trasferta contro il Chievo, alle 15.30 di domani e alle 15 di domenica. Trasferta anche per gli Esordienti 2007, che domani alle 14.30 sfideranno il Sona, mentre i Pulcini 2008 giocheranno domenica alle 15 in amichevole contro il Lumezzane. Chiudono i 2009, impegnati sul campo dell'Intrepida domani alle 15. CALCIO FEMMINILE: per quanto riguarda le ragazze, la Primavera giocherà domani alle 18 in trasferta contro la Brixen Obi, mentre le Under 15 sfideranno la Fimauto Valpolicella domenica alle 10.30. Nella stessa giornata le Under 12 saranno impegnate nella 'Danone Cup', dove affronteranno il Vipiteno, la Fimauto Valpolicella e il Calcio Padova. Le Pulcine, infine, saranno ospitate domani alle 15 dallo Zevio per una gara di campionato. Fonte: hellasverona.it
Porte chiuse a Peschiera
Prosegue il ritiro dell’Hellas Verona dopo la pesante sconfitta registrata a Benevento. Questa mattina i gialloblù si alleneranno a Peschiera a porte chiuse in vista della sfida in programma domenica al Bentegodi contro il Cagliari.
Il Verona sembra la Longobarda
Come la Longobarda di Oronzo Canà. A guardare il Verona di Setti e Pecchia viene in mente l’armata Brancaleone guidata, si fa per dire, dal presidente Borlotti e dal “Vate della Daunia” Lino Banfi ne “L’allenatore nel pallone”, film cult degli anni ’80. Setti, a gennaio, ha venduto tutti i giocatori migliori: via il capitano Pazzini, e poi Caceres, Bessa, e Bruno Zuculini. Dentro, tra acquisti e prestiti, i più o meno sconosciuti Aarons, Matos, Boldor, Petković e Vuković. Borlotti, imprenditore come l’omologo dell’Hellas, durante il calcio mercato cedette «attraverso una serie di spostamenti di giocatori in regime di svincolo» - usò queste parole - i due fiori all’occhiello Mengoni e Falchetti alla Juve «in cambio dei tre quarti di Gentile e dei sette ottavi di Collovati, più la metà di Mike Bongiorno». Il presidente, di fronte allo sbigottimento di Canà cercò di spiegare che nell’affare era entrato anche Berlusconi che da quella trattativa ottenne i Mondiali in esclusiva. Che toh, quest’anno trasmetterà proprio Mediaset. La Longobarda, secondo Borlotti, grazie a quel giro di scambi avrebbe ottenuto Maradona dopo tre anni. «Caro Canà, in certe circostanze bisogna saper rischiare, guardare al futuro!» esclamò. «Eh, ma io devo guardare al presente, presidente. Il campionato con chi lo faccio?» replicò il tecnico. «Mo ci metto ad ala fluidificante Daniele Piombi e ad ala tornante Pippo Baudo?». Ai primi di novembre la Longobarda comprò Crisantemi, talmente forte che in panchina, alla domanda «Mister mi preparo?», il Vate della Daunia rispose «No, no, che è già un funerale la partita». Il Verona, oggi tristemente penultimo, a metà campionato come la Longobarda ha perso 5 a 0 contro la Fiorentina, sprofondando in classifica. Il Verona, come la Longobarda del brasiliano Aristoteles, ha nel connazionale Romulo uno dei pochissimi punti di forza rimasti, ma anche lui a giudicare dalle prestazioni sembra soffrire della stessa saudade, la nostalgia di casa, dell’attaccante di Canà. Chissà dunque se anche Pecchia, per risollevarne il morale, in ritiro gli canterà come l’allenatore pugliese le ninna nanne carioca picchiettando col cucchiaino sul bicchiere di vetro per tenere il ritmo: «Brasil, la nostalgia du Brasil, Brasil sta lì, l’Italia aquì. Arì, Arì, Aristoteles adesso adesso dorme aquì. Arì, Arì… Sognar, sognar, e speriamo che domenica vuoi segnar… Magar, magar…» - si legge su Libero a firma di Alessandro Gonzato - Precisiamo un cosa: noi non crediamo affatto che Setti abbia venduto i migliori e ingaggiato Pecchia per retrocedere («Canà, si è mai chiesto perché ho scelto lei per allenare la Longobarda? Per le sue doti? Apra le orecchie: l’ho ingaggiata perché avevo bisogno di qualcuno che mi rimandasse subito la squadra in B. Ma lo sa quanto mi costa una squadra in serie A?»). Però qualche maligno, esagerando, dopo il 3 a 0 incassato contro il Benevento, i 15 tiri in porta a 0 e le dimissioni del ds Fusco, a Verona ha cominciato a pensarlo. Gli schemi mostrati fino ad ora dalla squadra di Pecchia fanno impallidire la bizona basata sul 5-5-5 di Canà. La cui strategia era questa: «Mentre i cinque della difesa vanno avanti, i cinque attaccanti retrocedono e così viceversa. Allora la gente pensa “Ma quelli che c’hanno cinque giocatori in più?”. Invece no, perché mentre i cinque vanno avanti, gli altri cinque vanno indietro, e durante questa confusione generale le squadre avversario si diranno: “Ah, che cosa sta succedendo?”. E non ci capiscono niente». «Nemmeno noi» fu la risposta di Speroni, il capitano che più che sul campionato si concentrava, ricambiato, sulla moglie di Borlotti. Alla fine però, e questo è l’auspicio dei tifosi del Verona, incredibilmente la Longobarda si salvò e Canà, fino a quel momento contestatissimo come Pecchia, venne portato in trionfo e lanciato in aria in mezzo al campo. «Mi avete preso per un coglione!» urlò durante i festeggiamenti. «No, sei un eroe!» fu la risposta all’unisono. E di nuovo il Vate: «Ahi! Mi avete preso per un coglione!». «Ma no, sei un eroe!». «Oh! Mi avete preso per un coglione, sotto, la mano, mi fa male!».
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