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Calvano out circa un mese
Simone Calvano è stato sottoposto agli esami diagnostici che hanno evidenziato una lesione distrattiva di primo grado all'adduttore destro. I tempi di recupero saranno valutati in base all'evoluzione del quadro clinico. Fonte: hellasverona.it
Peschiera, Laner e Valoti in gruppo, differenziato per Boldor e Heurtaux, indisponibile Matos. Gialloblù in campo anche nel pomeriggio
Seduta di allenamento per i gialloblù allo Sporting Center 'Il Paradiso' di Peschiera, in vista della sfida di domenica contro il Cagliari. La squadra, agli ordini di mister Fabio Pecchia, ha cominciato con il riscaldamento, passando successivamente ad una fase di lavoro sul possesso palla. In seguito il gruppo ha svolto una serie di esercitazioni tattiche, prima di concludere la seduta con una partitella. Simon Laner e Mattia Valoti hanno svolto l'allenamento con i compagni. Lavoro differenziato per Deian Boldor e Thomas Heurtaux. Assente Ryder Matos. Nelle prossime ore la squadra sarà impegnata in una seduta pomeridiana. Fonte: hellasverona.it
Settore Giovanile e Femminile, il programma del fine settimana
Oggi alle 15.30 la Primavera gialloblù scenderà in campo in amichevole contro la SPAL all'Antistadio, in attesa della ripresa del Campionato Primavera 1 TIM sabato 14 aprile, quando i ragazzi di mister Porta affronteranno la Lazio. Gli Under 17 sono attesi proprio dai biancocelesti domenica alle 15, mentre Under 16 e Under 15 affronteranno i pari età del Chievo nel derby, rispettivamente domani alle 15.30 e domenica alle 12.30. I Giovanissimi 2004 ospiteranno il Montebelluna domenica alle 10.30, mentre i 2005 e gli Esordienti 2006 saranno impegnati nel derby in trasferta contro il Chievo, alle 15.30 di domani e alle 15 di domenica. Trasferta anche per gli Esordienti 2007, che domani alle 14.30 sfideranno il Sona, mentre i Pulcini 2008 giocheranno domenica alle 15 in amichevole contro il Lumezzane. Chiudono i 2009, impegnati sul campo dell'Intrepida domani alle 15. CALCIO FEMMINILE: per quanto riguarda le ragazze, la Primavera giocherà domani alle 18 in trasferta contro la Brixen Obi, mentre le Under 15 sfideranno la Fimauto Valpolicella domenica alle 10.30. Nella stessa giornata le Under 12 saranno impegnate nella 'Danone Cup', dove affronteranno il Vipiteno, la Fimauto Valpolicella e il Calcio Padova. Le Pulcine, infine, saranno ospitate domani alle 15 dallo Zevio per una gara di campionato. Fonte: hellasverona.it
Porte chiuse a Peschiera
Prosegue il ritiro dell’Hellas Verona dopo la pesante sconfitta registrata a Benevento. Questa mattina i gialloblù si alleneranno a Peschiera a porte chiuse in vista della sfida in programma domenica al Bentegodi contro il Cagliari.
Il Verona sembra la Longobarda
Come la Longobarda di Oronzo Canà. A guardare il Verona di Setti e Pecchia viene in mente l’armata Brancaleone guidata, si fa per dire, dal presidente Borlotti e dal “Vate della Daunia” Lino Banfi ne “L’allenatore nel pallone”, film cult degli anni ’80. Setti, a gennaio, ha venduto tutti i giocatori migliori: via il capitano Pazzini, e poi Caceres, Bessa, e Bruno Zuculini. Dentro, tra acquisti e prestiti, i più o meno sconosciuti Aarons, Matos, Boldor, Petković e Vuković. Borlotti, imprenditore come l’omologo dell’Hellas, durante il calcio mercato cedette «attraverso una serie di spostamenti di giocatori in regime di svincolo» - usò queste parole - i due fiori all’occhiello Mengoni e Falchetti alla Juve «in cambio dei tre quarti di Gentile e dei sette ottavi di Collovati, più la metà di Mike Bongiorno». Il presidente, di fronte allo sbigottimento di Canà cercò di spiegare che nell’affare era entrato anche Berlusconi che da quella trattativa ottenne i Mondiali in esclusiva. Che toh, quest’anno trasmetterà proprio Mediaset. La Longobarda, secondo Borlotti, grazie a quel giro di scambi avrebbe ottenuto Maradona dopo tre anni. «Caro Canà, in certe circostanze bisogna saper rischiare, guardare al futuro!» esclamò. «Eh, ma io devo guardare al presente, presidente. Il campionato con chi lo faccio?» replicò il tecnico. «Mo ci metto ad ala fluidificante Daniele Piombi e ad ala tornante Pippo Baudo?». Ai primi di novembre la Longobarda comprò Crisantemi, talmente forte che in panchina, alla domanda «Mister mi preparo?», il Vate della Daunia rispose «No, no, che è già un funerale la partita». Il Verona, oggi tristemente penultimo, a metà campionato come la Longobarda ha perso 5 a 0 contro la Fiorentina, sprofondando in classifica. Il Verona, come la Longobarda del brasiliano Aristoteles, ha nel connazionale Romulo uno dei pochissimi punti di forza rimasti, ma anche lui a giudicare dalle prestazioni sembra soffrire della stessa saudade, la nostalgia di casa, dell’attaccante di Canà. Chissà dunque se anche Pecchia, per risollevarne il morale, in ritiro gli canterà come l’allenatore pugliese le ninna nanne carioca picchiettando col cucchiaino sul bicchiere di vetro per tenere il ritmo: «Brasil, la nostalgia du Brasil, Brasil sta lì, l’Italia aquì. Arì, Arì, Aristoteles adesso adesso dorme aquì. Arì, Arì… Sognar, sognar, e speriamo che domenica vuoi segnar… Magar, magar…» - si legge su Libero a firma di Alessandro Gonzato - Precisiamo un cosa: noi non crediamo affatto che Setti abbia venduto i migliori e ingaggiato Pecchia per retrocedere («Canà, si è mai chiesto perché ho scelto lei per allenare la Longobarda? Per le sue doti? Apra le orecchie: l’ho ingaggiata perché avevo bisogno di qualcuno che mi rimandasse subito la squadra in B. Ma lo sa quanto mi costa una squadra in serie A?»). Però qualche maligno, esagerando, dopo il 3 a 0 incassato contro il Benevento, i 15 tiri in porta a 0 e le dimissioni del ds Fusco, a Verona ha cominciato a pensarlo. Gli schemi mostrati fino ad ora dalla squadra di Pecchia fanno impallidire la bizona basata sul 5-5-5 di Canà. La cui strategia era questa: «Mentre i cinque della difesa vanno avanti, i cinque attaccanti retrocedono e così viceversa. Allora la gente pensa “Ma quelli che c’hanno cinque giocatori in più?”. Invece no, perché mentre i cinque vanno avanti, gli altri cinque vanno indietro, e durante questa confusione generale le squadre avversario si diranno: “Ah, che cosa sta succedendo?”. E non ci capiscono niente». «Nemmeno noi» fu la risposta di Speroni, il capitano che più che sul campionato si concentrava, ricambiato, sulla moglie di Borlotti. Alla fine però, e questo è l’auspicio dei tifosi del Verona, incredibilmente la Longobarda si salvò e Canà, fino a quel momento contestatissimo come Pecchia, venne portato in trionfo e lanciato in aria in mezzo al campo. «Mi avete preso per un coglione!» urlò durante i festeggiamenti. «No, sei un eroe!» fu la risposta all’unisono. E di nuovo il Vate: «Ahi! Mi avete preso per un coglione!». «Ma no, sei un eroe!». «Oh! Mi avete preso per un coglione, sotto, la mano, mi fa male!».
Direttore sportivo: dal sogno Marchetti, a Carli e Faggiano
AAA direttore sportivo cercasi. Le dimissioni di Filippo Fusco dopo la sconfitta a Benevento, hanno solo anticipato la decisione che era già stata presa dall’ormai ex ds gialloblù. Spetta ora a Maurizio Setti decidere il suo successore. Il sogno resta Stefano Marchetti del Cittadella, piacciono anche l’ex ds dell’Empoli, Marcello Carli (nella foto in basso a sinistra) e Daniele Faggiano (foto in basso a dx) direttore sportivo del Parma, legato però da un contratto fino al 2019.
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Setti: “Sono innamorato dei tifosi dell’Hellas. Chiedo scusa per Benevento. Fusco si è sentito tradito dai giocatori. Contro il Cagliari decisiva per tutti. Non accetto di andare avanti così”
“Sono arrabbiatissimo. Purtroppo la situazione è inspiegabile, la squadra non è sicuramente quella che abbiamo visto a Benevento, prestazioni che sono figlie della paura. Ma non lo accetto assolutamente, per noi, per la città e per quei 130 tifosi che sono venuti fino a Benevento per tifare. Abbiamo buttato via delle opportunità ma il campionato dice ancora una volta che siamo ancora lì, a quattro punti dalla salvezza - ha dichiarato il presidente dell’Hellas Verona, Maurizio Setti, ospite telefonico a Telearena - Non accetto una sconfitta come quella a Benevento, per questo ho deciso di mandare la squadra in ritiro ad oltranza e se continuano così li tengo lì sino a giugno. Le colpe? Ce le ha la squadra ed anche il mister. Le dimissioni di Fusco? Grande rammarico per me. Si sente tradito dai giocatori, l’ho visto molto deluso ma la sua non è una fuga. Ha insultato i giocatori negli spogliatoi si è anche spaccato un piede, rimettendoci oltre che la faccia anche i soldi. Se credo ancora alla salvezza? Sì. Sono abituato a lottare e fino all’ultimo ci credo. Sicuramente non passa dalle prestazioni di Benevento. Dobbiamo giocarcela con dignità e sacrificio. Pecchia? Anche lui ha le sue responsabilità. Contro il Cagliari sarà una partita decisiva per tutti, anche per i magazzinieri. Sono innamorato dei tifosi del Verona anche se certe volte non approvo certi comportamenti ma questo fa parte del tifo e lo devo accettare. Chiedo scusa a loro per la prestazione di Benevento e li invito a continuare a crederci”.
Buon compleanno
Tanti auguri a... Christian Tiboni. L’ex attaccante dell’Hellas Verona oggi compie 30 anni
I soci di Modena FC 1912 si presentano: c’è Maurizio Setti
Si è presentata ufficialmente questo pomeriggio, data che coincide con il 106º anno dalla fondazione del club geminiano, la nuova compagine societaria Modena Fc 1912, composta da dieci imprenditori che si candidano alla guida e alla “resurrezione” della squadra gialloblu. Ne fanno parte: Gianni Gibellini, Maurizio Setti, Edoardo Rossetti, Giampiero Samorì, Graziano Verdi, Maurizio Bratomi, Giovanni Improta, Giovanni Palma, Antonio Tazzioli e Carlo Alberto Bulgarelli - si legge su modenatoday.com - La società ha l'obbiettivo di acquisire il marchio del club gialloblu all'asta fallimentare e a riprendere l'attività sportiva, auspicabilmente dalla Serie D. Ancor prima che in tribunale, tuttavia, le formalità che attendono la neonata società riguardano il bando pubblicato dal Comune di Modena, che si pone l'obbiettivo di vagliare tutte le proposte imprenditoriali che giungeranno. A guidare formalmente il gruppo di imprenditori è l'istrionico Gianni Gibellini, che ricopre la carica di presidente. Sul piatto sono stati annunciati investimenti per 16 milioni nel prossimo triennio, che da un lato puntino a far ricominciare da zero l'attività sportiva vera e propria e dell'altro rilanciano l'idea della costruzione di un vero e proprio centro sportivo.
Proprietà e trasparenza: serve il controllo esterno dei sostenitori
Il Verona è anche un patrimonio di passioni e sentimenti della città” ha detto di recente Roberto Puliero. Frase significativa e, badate bene, per nulla retorica. Partiamo da qua per chiedervi: cos’è la proprietà di un club calcistico? Cosa deve rappresentare? Il sistema attuale di un singolo imprenditore legato al quasi esclusivo sfruttamento dei diritti televisivi non è più sostenibile e autosufficiente. Il forte indebitamento del calcio, segnalato anche da un articolo della Gazzetta dello Sport del 26 marzo scorso di Marco Iaria lo conferma. È evidente come vadano aumentate le fonti di ricavo, anche allargando le proprietà a un maggior numero soci e coinvolgendo concretamente il tessuto economico del territorio, creando così delle vere e proprie cordate azionarie di imprenditori legati sentimentalmente e professionalmente alla città. È altrettanto necessario riformare i meccanismi di trasparenza a cui ogni proprietà si deve attenere e su il cui rispetto devono vigilare i sostenitori del club. La proprietà di un club deve essere portatrice di progetti finanziari chiari, realistici, coerenti, di ampio respiro e legati concretamente al territorio. Se non si segue questa direzione continueremo a ritrovarci gestioni finanziarie effimere, schizofreniche e velocemente mutevoli, con l'imprenditore di turno che si presenta promettendo investimenti e/o millantando floride e solide attività imprenditoriali, ma poi si ritrova a tirare a campare. Con ovvie ricadute sul campo. Osservate bene l'andamento finanziario del nostro Verona in questi sei anni di gestione dell'attuale proprietà. Un andamento a doppio binario. Un primo periodo caratterizzato da notevoli flussi monetari in entrata volti a promuovere principalmente una politica delle plusvalenze per ripagare gli investitori. Lapalissiano in tal senso è stato “l’affaire Iturbe”, svelato nei suoi retroscena dall’articolo dell’Espresso dello scorso 14 gennaio. Per motivi ancora oggi ignoti, ma giornalisticamente molto chiacchierati, l’organizzazione gerente iniziale si è sgretolata dando vita al secondo periodo che stiamo mestamente subendo. Come di recente noi di Verona col Cuore abbiamo avuto modo di dire analizzando i bilanci, assistiamo anche a flussi monetari in uscita che servono a coprire esposizioni finanziarie di natura extra-calcistica, sottraendoli alla disponibilità del club. Il Verona che sprofonda a Benevento è solo l’ultimo in ordine di tempo degli orrori partoriti da questa gestione. Un risultato sul campo che parte da lontano: dalle scrivanie della sede di via Belgio, in particolare da una proprietà che, come abbiamo avuto modo di illustrare, da tempo non è più all'altezza dal punto di vista economico e finanziario. Le conseguenze si vedono non solo durante le fasi di calcio mercato ma alla lunga anche sul campo dimostrando la pochezza tecnica. È evidente che in questo preoccupante e desolante contesto non possono bastare le rassicuranti parole: “Con me l’Hellas non fallirà”. Ci mancherebbe altro che fallisse! Conoscete qualche imprenditore che voglia fallire? Perché dunque menare vanto per quello che dovrebbe essere l'ovvio, cioè non fallire? Ma non si fallisce solo portando i libri in tribunale, quello è un fallimento imprenditoriale,questo che stiamo vivendo è un fallimento sportivo, di un modo di fare calcio (come piace dire a qualcuno) che dobbiamo cogliere l’occasione una volta per tutte di spazzare via. Questo modo di fare calcio sta annichilendo lentamente ma inesorabilmente la passione dei tifosi. “Mai più un altro Setti” abbiamo letto sui social. Mai più questo scempio aggiungiamo noi. Identità e appartenenza possono però essere un deterrente alla deriva attuale. Se l’identità è insita indirettamente e passivamente in ogni persona che fa parte di un territorio, l’appartenenza è un concetto che segna un salto di qualità: essa non può prescindere dalla partecipazione diretta e attiva del “sostenitore pensante e partecipante” che, fatto salvo il diritto della proprietà di decidere e deliberare, deve avocare a sé - tra le altre cose - la funzione di controllo esterno sulle decisioni e le delibere della stessa. Prossimamente entreremo nello specifico su come si possa concretizzare e organizzare questo controllo esterno, anche con il vostro contributo che state dando alla “Carta dei Valori” del tifoso pensante e partecipante. La Carta parte proprio dal concetto di proprietà, dai suoi requisiti etici (dei rappresentanti apicali) e di trasparenza (delle fonti finanziarie e dei proventi), e dal rapporto delle stessa con il territorio. Torniamo a Puliero: “Il Verona è anche un patrimonio di passioni e sentimenti della città”. Vogliamo cogliere lo spirito, per nulla retorico e anzi molto concreto, insito nella sua frase e perciò non confinare a sterile slogan un pensiero così profondo, che anzi deve essere il punto di arrivo che dobbiamo prefiggerci per dare certezza di continuità alle vicende calcistiche del nostro Club. Continuate a scriveteci a cartadeivalori@veronacolcuore.it per contribuire allo sviluppo della Carta dei Valori. Proprietà, trasparenza, coinvolgimento del territorio e controllo dei sostenitori. Quali le vostre idee? Verona Col Cuore A.C. Verona Hellas Supporters Trust. Ufficio Stampa (W.W.)
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