Ad section
Tutte le news
Adjapong: “Tanti auguri azzurri”
110 anni di storia! Tanti auguri azzurri. Il messaggio e la foto pubblicati sui social dal difensore dell’Hellas Verona, Claud Adjapong
Lovato: ”Verona piazza importante. Voglio dimostrare che l’Hellas ha fatto bene a puntare su di me”
“Dobbiamo darci dentro adesso che abbiamo ripreso gli allenamenti. Se si tornasse a giocare, saremo al top della forma. Speriamo di tornare a giocare al più presto, ma intanto è bello aver rivisto i miei compagni di squadra. Verona? Piazza importante, ho tanta voglia di dimostrare che l’Hellas ha fatto bene a puntare su di me. La Serie A? Subito dopo il mio arrivo mi sono ritrovato a San Siro, poi all’Olimpico ed infine al Bentegodi contro la Juventus. Emozioni difficili da descrivere a parole. Lo stadio che ho visto contro i bianconeri mi ha impressionato. Ero a conoscenza che i tifosi del Verona sono caldi, ma non pensavo così tanto. È una sensazione strana vedere tutta questa gente che canta e ti sostiene. Il mio sogno? Spero di riuscire a debuttare in Europa con questa maglia” ha dichiarato in diretta sul profilo Instagram dell’Hellas Verona FC, il difensore Matteo Lovato.
Ministro dello Sport, Spadafora: ”La Lega ha difficoltà ad attuare il protocollo che ci ha proposto. Non vedo perché il 13 giugno non possa ripartire il campionato”
”Lunedì dovevano riprendere anche gli allenamenti del calcio sulla base di un protocollo che un mese fa mi hanno proposto la Figc e la Lega. Oggi vediamo che la Lega ha difficoltà ad attuare il protocollo che lei stessa ci ha proposto. È una cosa che ci avevano proposto loro, questo auto-isolamento. Ora scopriamo che non ci sono le strutture adatte. Di fatto ripartono tutti gli sport di squadra da lunedì e gli sportivi possono allenarsi in maniera distanziata. Se la FIGC dice che non ci sono le condizioni per questo autoisolamento, si adattino allora le condizioni anche per tutti gli altri sport. Ce lo dicano, per noi va bene, purché rispettino le regole minime che rispettano anche gli altri sport, come il distanziamento. Proprio ieri abbiamo visto su un quotidiano le immagini del presidente un po’ furbetto che ha fatto allenare insieme la squadra in barba alle regole. Possiamo riparlare di questo protocollo, se tutto questo va in successione non vedo perché il 13 giugno non possa ripartire il campionato" ha dichiarato a Rete 4 il Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora. Foto Facebook
FIGC, Gravina: “Quello che ci preoccupa rimane il tema del positivo che manda tutta la squadra in quarantena”
“C’è una difficoltà oggettiva: l’impossibilità di reperire strutture recettive disponibili per i ritiri. Quindi dobbiamo consentire, condividendo il percorso con Spadafora e Speranza, una piccola variazione al protocollo che possa consentire di continuare ad allenarsi, trasformando gli allenamenti da individuali a collettivi. L’INAIL con una sua circolare ha già chiarito che c’è responsabilità solo in caso di dolo e di colpa grave. Quello che ci preoccupa rimane il tema del positivo che manda tutta la squadra in quarantena. Tema che affrontiamo con determinazione e anche con attenzione, per evitare un rapporto stressato che porti tensioni e il blocco del campionato" ha dichiarato alla Rai, il presidente della FIGC, Gabriele Gravina.
Lega Serie A: “Nell’incontro con FIGC, FMSI e medici, condivisione generale delle proposte finali”
Si è tenuto questa mattina, in un clima di fattiva collaborazione, l’incontro tra la Figc, la Lega Serie A, il presidente della Fmsi Maurizio Casasco e il rappresentante dei medici della Serie A, Gianni Nanni. Sono stati analizzati i punti del protocollo difficilmente attuabili e sono state costruttivamente elaborate alcune integrazioni atte a risolvere problematiche oggettive. Vi è stata una generale condivisione delle proposte finali, formulate per garantire una ripresa in piena sicurezza degli allenamenti di gruppo, che verranno tempestivamente sottoposte al Ministro per le Politiche Giovanili e lo Sport, al Ministro della Salute e al CTS. Fonte: legaseriea.it
Udinese: “Vogliamo tornare a giocare non appena possibile. Sollecitiamo un provvedimento normativo ad hoc”
In relazione alla lettera inviata dal Patron Gianpaolo Pozzo al Ministro delle Politiche Giovanili e dello Sport, on. Vincenzo Spadafora e, per conoscenza, al Presidente del Coni Giovanni Malagò, al Presidente della Figc Gabriele Gravina, al Presidente della Lega Serie A Paolo Dal Pino e al Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, per evitare ogni tipo di strumentalizzazione e speculazione, l’Udinese ha deciso di pubblicare sul sito il testo integrale. La volontà di Gianpaolo Pozzo e dell'Udinese Calcio, già sottolineata in più circostanze, è, esattamente come quella degli altri club e della Lega Serie A, quella di tornare a giocare non appena possibile, rispettando le necessarie condizioni di sicurezza e, come richiesto nella lettera, sollecitando un provvedimento normativo ad hoc che manlevi i medici sociali e i dirigenti dalle gravose responsabilità civili e penali derivanti dagli attuali protocolli e norme. Tema sul quale, peraltro, nelle scorse ore, si è registrata unità di intenti in seno alla Lega Serie A, ravvisando la necessità di un nuovo confronto istituzionale su questo aspetto.
Ad section
AIC, Tommasi: “La data del 13 giugno è un’ipotesi”
“Il Protocollo di sicurezza? Ci siamo ritrovati per analizzarlo e capire quali sono le novità. Ci sono delle criticità che hanno evidenziato i club, speriamo di trovare un modo per superarle in modo da poter ripartire. Sicuramente non avere una data certa per l'inizio della stagione genera incertezza, vorremmo avere più dati ed indicazioni. Il ritiro, vista la gestione dei casi di positività che rischia di bloccare un'intera squadra, è uno dei punti in sospeso. È un grande punto interrogativo, una positività potrebbe interrompere sul piu bello il percorso. Bisogna capire cosa fare in caso di una singola positività".
Responsabilità penale per i medici?
"Siamo in contatto con i medici e con il dottor Nanni, indicato dalla Lega come riferente. Essere allineati sulla stessa posizione è importante, per noi devono esserci le condizioni uniformi per tutti. Questo è uno degli scogli da superare, ma questo non è un tema che riguarda solo il mondo del calcio".
La serie A riparte il 13 giugno?
"Speriamo di avere una data certa. Da una data certa si può costruire un percorso fatto di controlli, test e modalità di allenamento. Questo aiuterebbe tantissimo, oggi la difficoltà è avere una data certa. Quella del 13 giugno è un'ipotesi, speriamo di poter avere una data certa al più presto".
Gli stupendi dei calciatori?
"La ripresa riguarderebbe solo la serie A, le altre categorie non hanno le possibilità di attuare il protocollo. Il problema dei tanti atleti che vivono di calcio è un problema che dobbiamo affrontare al più presto. Il nuovo decreto dovrebbe prevedere anche la cassa integrazione per i professionisti sotto un determinato reddito e questo dovrebbe essere importante soprattutto per la Lega Pro".
Risposte dal Governo?
"Se si vuole tenere viva la speranza di tornare a giocare dobbiamo navigare a vista, seguire la curva dei contagi e la situazione del paese. Purtroppo in alcune regioni del paese l'emergenza è ancora forte. Abbiamo imparato a convivere con questo virus, dobbiamo imparare a conviverci anche dal punto di vista sportivo. La nostra estate dovrà vederci uniti per arrivare pronti alla prossima stagione".
Un messaggio a tifosi?
"Servirà tanta pazienza, io sono abituato a vedere il bicchiere mezzo pieno. Questa pausa forzata darà l'entusiasmo per tornare a vedere le partite dal vivo, ma servirà ancora tanta pazienza, È una cosa triste, in qualsiasi emergenza bisogna fare un passo alla volta per non mandare in fumo quello che è stato fatto in precedenza" ha dichiarato a Rainews, il presidente dell’AIC, Damiano Tommasi.
La Nazionale compie 110 anni
Il 15 maggio 1910 l’Italia giocò la sua prima partita all’Arena Civica di Milano, dove verrà affissa una targa ricordo dell’evento.
Compie oggi 110 anni, ma non li dimostra. E’ la Nazionale italiana di calcio che, a distanza di oltre un secolo dal suo esordio, continua a far innamorare milioni di italiani, rappresentando il nostro Paese nel mondo, con la sua maglia azzurra che oggi è uno dei principali simboli di identità e italianità.
La storia degli Azzurri iniziò il 15 Maggio 1910: all’Arena Civica di Milano l’Italia si presentò in campo vestita di bianco in occasione del battesimo ufficiale, di fronte la Francia che aveva iniziato la sua storia 6 anni prima a Bruxelles contro il Belgio. L’esordio fu subito beneaugurante: 6-2 frutto della tripletta messa a segno da Lana e dei gol di Fossati, Rizzi e Debernardi. Proprio il primo successo sui francesi, festeggiato dai 4000 spettatori presenti sugli spalti dell’impianto milanese, è rievocato nella campagna della FIGC per celebrare l’anniversario della Nazionale attraverso lo slogan ‘Insieme da 110 anni. Oggi come allora’, con le immagini dei protagonisti di quella storica partita. Il visual realizzato da Carlo Angelini, illustra un momento della partita Italia – Francia e le icone dei 12 pionieri (11 calciatori più l’allenatore Umberto Meazza) della Nazionale. Il font, disegnato ad hoc per l’occasione, così come i particolari delle divise dei giocatori, sono frutto di una ricerca tra le fonti iconografiche dell’epoca e contribuiscono a evocare tutto il fascino di un’epoca lontana nel tempo, ma ancora viva nel nostro immaginario.
"La Nazionale di calcio – dichiara il presidente della FIGC Gabriele Gravina – è patrimonio di tutti gli italiani; da 110 anni rappresenta un elemento di coesione sociale e un moltiplicatore di emozioni che non ha mai smesso di appassionare, nemmeno nei momenti più difficili della storia del nostro Paese. L’auspicio è rivedere presto in campo la Nazionale di Mancini, per continuare a scrivere nuove pagine di questo splendido racconto. Celebriamo il passato guardando con fiducia al futuro”.
“La Nazionale – aggiunge il Ct della Nazionale Roberto Mancini - è il simbolo di un Paese che nei momenti di difficoltà ha sempre saputo rialzarsi, mostrando quella coesione e quello spirito collaborativo che rappresentano da sempre due qualità distintive di noi italiani. E’ un onore poter guidare una squadra che gode del sostegno di milioni di connazionali, che ringrazio per l’affetto e la passione con cui ci hanno seguito e a cui spero di poter regalare presto le soddisfazioni che meritano”.
I festeggiamenti dei 110 anni si svolgeranno soprattutto attraverso una campagna digital sui social della Nazionale, per dare appuntamento poi non appena l’evoluzione epidemiologica lo consentirà all’Arena Civica di Milano, dove verrà affissa una targa in ricordo dell’esordio degli Azzurri. La proposta della FIGC è stata accolta con entusiasmo dal Comune, in particolare dall’assessore allo Sport Roberta Guaineri, che sta ultimando i lavori di ristrutturazione e di ammodernamento dell’intero complesso. L’Arena Civica è pronta a proiettarsi nel futuro anche celebrando la sua tradizione ultracentenaria, per sempre legata alla nascita della squadra più amata dagli italiani.
Da quell’esordio di 100 anni fa, la Nazionale di calcio ha accompagnato la vita del nostro Paese diventando parte dei ricordi di ciascuno, dei riti quotidiani, dei momenti più belli della socialità, identificando l’amore infinito di milioni di persone, di intere generazioni, figli, padri e madri, nonni e bisnonni. La Nazionale ha guidato il Paese nell’uscita dagli anni di piombo con la vittoria del Mondiale 1982, ha rilanciato il movimento calcistico dopo gli scandali con il trionfo del 2006 a Berlino. Ci ha resi protagonisti tra gli Anni 60 e gli Anni 70 grazie alla vittoria nell’Europeo e al 4-3 di Italia - Germania, ha affiancato il boom economico del Dopoguerra, ha costituito un ponte con il resto del mondo nei favolosi Anni 30 coincisi con due Mondiali e la Medaglia d’oro Olimpica, ha saputo essere oggi – con Roberto Mancini e con i suoi giocatori – un elemento di novità, di spinta, di entusiasmo. La maglia azzurra, oggetto di rispetto e di considerazione nel mondo, è stata indossata da centinaia di campioni che hanno contribuito a renderla leggendaria: sono oltre 800 gli atleti che in questi 110 anni di vita hanno avuto il privilegio di indossare almeno una volta la divisa della Nazionale. Lottando, sudando, soffrendo, gioendo. Alle loro spalle, centinaia di milioni di italiani, nel corso dei decenni, hanno tifato e sostenuto la Nazionale. Dal Nord al Sud, dalle Alpi alla Sicilia, senza dimenticare i tanti emigranti in giro per il mondo che si sono riconosciuti e riscattati attraverso l’Azzurro. Nelle piazze e nelle case, trepidando e inneggiando, l’Azzurro è entrato in ogni angolo. Insieme agli Italiani, l’Italia del calcio ha camminato in un abbondante secolo di vita, per oltre 800 partite totali (824), partecipando a 18 Fasi Finali dei Mondiali e 10 8compresa la prossima) degli Europei, divenendo un riferimento culturale e sociale inestimabile. Il suo palmares è composto da 4 Coppe del mondo, 1 Campionato Europeo, 1 Medaglia d’Oro e 2 Medaglie di bronzo alle Olimpiadi, oltre a 2 Coppe Internazionali, un precursore dell’Europeo in scena tra gli anni ’20 e ’50.
L’Azzurro, simbolo della Nazionale italiana di calcio, in questi 110 anni è diventato anche il colore di tutte le Nazionali dello sport italiano.
IL RACCONTO DELL’ESORDIO. La partita Italia - Francia si giocò domenica 15 maggio 1910 all’Arena Civica di Milano, davanti a 4mila spettatori. La Nazionale fu la risultante di due incontri tenuti, sempre a Milano, nelle settimane precedenti e che videro contrapposti una squadra di “possibili” e una squadra di “probabili”. Alla fine si imposero i primi e furono scelti per rappresentare l’Italia. Il primo selezionatore fu Umberto Meazza, dirigente dell’US Milanese ed ex arbitro. Con lui, della prima commissione facevano parte altri quattro ex arbitri. In campo mancavano i giocatori della Pro Vercelli, in quel momento la squadra più forte, in polemica per quanto era accaduto in campionato. Nella finale con l’Inter, erano stati schierati tutti i ragazzi del vivaio. L’Italia presentava 8 elementi delle squadre milanesi (in particolare l’US Milanese), due torinesi e uno solo genovese, il doriano Calì, anche capitano di quella prima gara. L’Italia passò presto in vantaggio e raddoppiò poco dopo con l’interista Fossati. Curiosità: morirà sul fronte di guerra nel 1916. La gara terminò 6-2. L’Italia giocò in bianco, così come avrebbe fatto due settimane dopo nella trasferta in Ungheria. Solamente dal gennaio 1911, terza partita (ancora contro l’Ungheria), vestirà l’Azzurro in onore di casa Savoia. L’arbitro della partita fu Henry Goodley, originario di Basford (Nottingham), perito tessile a Torino e arbitro della Juventus. Allora i club avevano i loro direttori di gara. Il calcio di inizio fu dato alle 15.50. Presente poca stampa, per lo più milanese e torinese. Fonte: FIGC
Così riparte il calcio in Germania
Sono oltre 12mila i tifosi del Borussia Mönchengladbach che hanno ordinato la propria foto di cartone da mettere all’interno dello stadio mentre le altre saranno aggiunte nei prossimi giorni. “Stay home, be in the stands”, questo il nome dell’iniziativa che ha trovato grande riscontro tra i supporter bianconeroverdi. Con 19 euro i tifosi possono inviare una loro fotografia al club che provvederà a stamparla a grandezza naturale e a posizionarla sugli spalti della Die Nordkurve, la culla del tifo del M’Gladbach.
Tre punti da chiarire altrimenti non si parte. Anche l’Hellas Verona chiede modifiche al protocollo
C’è anche la società di Maurizio Setti tra le squadre che chiedono di apporre una serie di modifiche di buon senso al protocollo. Dopo l’Inter, anche Napoli, Milan, Cagliari, Brescia, Atalanta, Sassuolo, Fiorentina, Sampdoria e Genoa chiedono niente quarantena di gruppo in caso di positività, l’abolizione dei ritiri e no alla responsabilità penale dei medici.
Ad section
Ad section
Non perderti le novità!
Che aspetti?Ad section