Ad section
Tutte le news
Lezione virtuale con Ivan Juric
Professore per un giorno al Master per allenatori e preparatori, nato in collaborazione tra Il Nuovo Calcio e YouCoach, questa mattina per l’allenatore dell’Hellas Verona. L’edizione 2020 in versione digitale ha visto tra i protagonisti sette allenatori professionisti, tra i quali figuravano Fabio Cannavaro, Cristian Brocchi, Ivan Juric ed Eusebio Di Francesco.
Viviano mette all’asta la maglia dell’Hellas Verona di Toni autografata
Ho deciso di mettere in asta insieme con #ArenbiOnlus alcuni pezzi della mia collezione, soprattutto maglie che ho scambiato negli anni in campo o che ho ricevuto in regalo da compagni e avversari; il ricavato verrà usato per acquistare mascherine e DPI per operatori sanitari. Grazie a chi vorrà partecipare. Il messaggio sui social del portiere della Spal, Emiliano Viviano. Per maggiori info visitate il sito o social di ARenbì Onlus, associazione no profit con progetti benefici in Italia e nel mondo.
AIC: “Calciatori/trici, dilettanti: situazione inaccettabile”
L’attuale situazione di crisi sanitaria e la conseguente difficoltà economica che ne sta scaturendo è sotto i nostri occhi e tutti i soggetti che compongono il mondo sportivo la stanno subendo.
Proprio per questo non si comprende per quale motivo tale situazione sia ricaduta immediatamente ed esclusivamente sulla posizione dei calciatori.
Si è infatti pensato, ingiustificatamente ed illegittimamente, di sacrificare in primis gli atleti dilettanti, uomini e donne.
Sono state tagliate arbitrariamente le mensilità e, in alcune situazioni, i giocatori/giocatrici sono stati invitati a liberare gli appartamenti messi loro a disposizione, senza pensare che molto spesso l’attività sportiva dilettantistica serve al sostentamento di intere famiglie.
Per questo la situazione è inaccettabile e necessita di un intervento deciso e sostanziale da parte di tutte le componenti, visto che oggi stiamo lottando insieme per ottenere il medesimo risultato.
L’Assocalciatori, da parte sua, farà in modo che tutte le componenti federali partecipino al fondo solidaristico, già deliberato dal consiglio direttivo AIC a marzo, affinché si possa garantire la sussistenza dei calciatori/calciatrici e la sopravvivenza economica delle loro famiglie.
Nel contempo, l’AIC ringrazia il Governo e il Ministro Spadafora per l’aiuto, sotto forma di indennità, elargito per il mese di marzo che è stato assolutamente importante. Si auspica che tutti i calciatori e le calciatrici ricevano l’indennità prevista per il mese di marzo e che, come promesso dalle Autorità, il contributo possa essere riproposto per il mese di aprile.
La situazione è assolutamente grave, i giocatori/giocatrici rischiano di non percepire alcun importo da marzo a settembre/ottobre e chi pensa di poter “risparmiare” sui calciatori e le calciatrici dilettanti, non comprende appieno la situazione sportiva, economica e soprattutto sociale di questi ragazzi e ragazze. Fonte: Associazione Italiana Calciatori
Serie A chiusa come la Ligue 1? La classifica 2019/20 di Eurosport
In attesa di conoscere le decisioni del Governo in merito al futuro del calcio italiano, la classifica 2019/20 stilata da Eurosport prendendo come esempio le decisioni della FFF.
Buon compleanno
Tanti auguri a... Luigi Apolloni. L’ex difensore dell’Hellas Verona oggi compie 53 anni. Festeggia anche l’ex attaccante gialloblù, Marco Girardi (35),
Il quartiere Stadio prova a tornare alla normalità
È tornato il mercato rionale dopo la pandemia Covid-19. Presenti i banchi solo di generi alimentari. L’ingresso è consentito solo con l’utilizzo di mascherina, guanti o gel igienizzante (forniti all’ingresso). Il mercato dello Stadio si trova all’interno del parcheggio di fronte al Bar Nilla.
Ad section
Zaccagni: “Mi sento un veronese adottato. Non escludo di restare all’Hellas a vita”
Come procedono gli allenamenti a casa?
"Va tutto alla grande, adesso sono tornato a Bellaria e ho anche il giardino, riesco ad allenarmi meglio. È abbastanza grande, riesco a fare bene gli esercizi che ci manda il preparatore atletico".
Lunedì si potrà andare al parco, ma non a Peschiera. Veloso ha espresso qualche perplessità, sei d'accordo con lui?
"Sono d'accordo con Veloso. Al centro sportivo hanno preso le misure per farci allenare in sicurezza, quindi avremmo potuto farlo più adeguatamente lì".
Il Verona quest'anno ha spesso dominato le partite fisicamente. La vostra preparazione vi sta aiutando a restare in forma anche in questo periodo?
"Quello sicuramente. Cerchiamo di seguire le direttive del preparatore atletico, speriamo di poter ricominciare quanto prima gli allenamenti, per rimetterci in forma".
Riviviamo gli inizi della tua carriera
"Calcisticamente sono nato a Bellaria, ho iniziato a giocare a cinque anni. Lo stadio è vicino a casa mia, sono molto legato alla mia città".
E il passaggio a Verona?
"Ho fatto l'ultimo anno a Bellaria nella Berretti, poi ho fatto uno spezzone di stagione in C2. L'anno successivo ho giocato con la Primavera del Verona, poi ci sono stati i vari prestiti, dopo i quali sono rientrato definitivamente a Verona, dove mi sono trovato e mi trovo tutt'ora molto bene. Non posso dire nulla".
Dal 2018 tutti hanno notato un cambio di passo in te.
"Dopo l'infortunio c'è stato per me un anno fondamentale. All'inizio è stato difficile, perché dopo essermi fatto male sono rientrato direttamente in ritiro. Inizialmente mi si infiammava la rotula, sono stati giorni particolari, ma gestendo gli allenamenti sono riuscito a sopportare il dolore. La scorsa per me è stata una grande annata, è andata molto bene".
Hai avuto diversi allenatori. Quanto conta Juric nel tuo processo di crescita?
"Mi ha aiutato molto dal punto di vista caratteriale: era quello che mi mancava un po', vivere la partita per novanta minuti. Tralasciando il resto, dal punto di vista tecnico e tattico. In fase offensiva mi lascia molto libero, e per me è molto importante. In fase difensiva con me si trova bene perché sono un centrocampista, riesco a coprire bene gli spazi".
Com'è la curva del Verona dal campo?
"Bellissima. I tifosi fanno tanto casino, quella è la cosa più bella. Poi il Bentegodi è uno stadio dispersivo, sentirli così vicini all'inizio fa anche strano. Con un altro impianto per le altre squadre sarebbe ancora più dura venire a Verona".
Quale senti più tua delle due promozioni?
"L'ultima, quella dello scorso anno. La partita con il Cittadella me la ricordo dall'inizio alla fine, anche la visita a Peschiera dei tifosi il giorno prima. Ricordare quei momenti è molto bello, delle volte mi riguardo la partita".
Dopo tanti anni ti senti un po' veronese?
"Ormai sono qui da sei anni, sono un veronese adottato (ride, ndr). Ho molti amici di Verona, è un po' la mia seconda casa. Quando torno a casa mi dicono che ho l'accento veronese".
In ventitré partite su venticinque quest'anno sei sceso in campo.
"Quest'anno sono partito molto carico, visto il finale della scorsa stagione. Volevo ritagliarmi il mio spazio e ci sono riuscito, sono contento. E sono contento di quello che è riuscita a fare la squadra".
Torniamo a Sampdoria-Verona. Il gol è tuo?
"Io me lo prendo. La deviazione finale è stata dell'avversario e hanno dato autogol. L'importante è che sia entrata, anche se abbiamo perso. Dopo la partita i pensieri sono andati a tutt'altro, alla situazione che stavamo vivendo".
E il gol al Genoa?
"Lo aspettavo da tanto, sembrava non arrivasse più. È stata un'emozione forte, un altro momento che mi porterò dentro per tutta la vita".
Si vedeva che lo cercavi da tanto.
"In precedenza avevo avuto tante occasioni. Lo sentivo vicino, il mister mi aveva detto di non ostinarmi, che il gol sarebbe arrivato. E così è stato".
Senti di essere diventato un punto di riferimento all'interno dello spogliatoio?
"Penso di sì, e ne sono orgoglioso. Sono a Verona da tanti anni, penso sia normale".
Come ti spieghi l'affetto che ti dimostrano i tifosi più giovani?
"Ha inciso il fatto che venissi dalla Primavera. In un certo senso sono cresciuto con loro, forse è per questo".
Pensi alla Nazionale?
"Me lo chiedono spesso. È il sogno di tutti, ma penso di aver ancora uno step da fare".
Perché hai scelto la maglia numero venti?
"Inizialmente perché avevo vent'anni, al primo anno in A. Poi me lo sono portato dietro fino ad ora. È un numero che mi piace molto, che mi ha dato tanto. Non so se lo terrò: ho una mezza idea di cambiarlo, vedremo".
Chi fa più "casino" nello spogliatoio?
"Lo sanno tutti ormai: Berardi (ride, ndr). Ci fa sempre ridere e stare sereni. Poi ce ne sono altri, anche Pazzini è molto simpatico. È bello arrivare al campo la mattina ed essere di buonumore".
Cos'hai pensato quando hai colpito il palo a San Siro?
"Era una palla che non mi aspettavo, l'ho calciata come veniva. Purtroppo l'ho presa troppo bene, di collo pieno: l'avessi fatta girare forse sarebbe entrata".
Ti manca il Bentegodi?
"Penso manchi a tutti: a noi giocatori, ai tifosi. Per i tifosi era un bel passatempo venire allo stadio, per noi è la nostra vita. Quindi manca tanto".
Credi nelle bandiere nel calcio?
"Ci credo, e non escludo di restare qui a vita. Anche se non dipende solo da me, ci sono tanti fattori in ballo".
Ti piacerebbe diventare capitano un domani?
"Assolutamente sì".
Fai il fantacalcio?
"No, lo fanno i miei amici, che mi hanno conteso a inizio estate. Seguo loro". Le dichiarazioni riportate da TMW dopo la diretta Instagram dell’Hellas Verona a Mattia Zaccagni.
Lega Serie A, Dal Pino: “Sintonia assoluta con Gravina”
"Apprezzo molto le parole del Ministro Spadafora di questa mattina e il suo appello - ha affermato il Presidente della Lega Serie A Paolo Dal Pino -. Da parte della Lega Serie A c’è stata e sempre ci sarà disponibilità a un dialogo costruttivo, nella certezza che il lavoro del Ministro dello sport e il nostro non possano che mirare a un bene comune nella sua accezione più ampia. È un momento tremendo per il Paese e per il mondo, solo uniti e compatti se ne uscirà insieme”.
“Come tutti gli italiani vorremmo tornare a lavorare e a vivere la nostra vita quanto prima - ha proseguito il Presidente Dal Pino -. Naturale che la Lega Serie A voglia giocare a pallone, sarebbe contro natura dire il contrario. Chi ha un mestiere vorrebbe sempre continuare a farlo. Se sarà possibile farlo rispettando norme e protocolli sanitari, bene. Altrimenti ci atterremo rigorosamente, come abbiamo sempre fatto, alle decisioni del Governo. Il Ministro può avere certezza del nostro spirito costruttivo e collaborativo e che la mia sintonia con il presidente della FIGC Gravina è assoluta". Fonte: legaseriea.it
AIA, Ulivieri: “Deciderà il Governo”
“Quello che ha detto Spadafora è giusto. Noi dobbiamo stare a quello che dice il Governo in fatto di sanità e alle disposizioni dei protocolli, che devono essere valutato dai medici sportivi. Ma comunque l’ultima parola spetta a chi deve valutare la sanità pubblica.
Noi ci confronteremo ma deciderà il Governo. La volontà e l’idea è quella di proseguire ma a patto che ci siano le condizioni perché noi non giochiamo sulla salute di chi partecipa all’evento sportivo.
Il Governo ha da ascoltare le autorità sanitarie e poi agire. Se facesse solo valutazioni politiche sarebbe un grave errore. Bisogna stare a quello che dicono i medici.. Le nostre posizioni sono chiare e non vogliamo mettere a rischio la popolarità di questo sport. Noi come mondo del calcio dobbiamo stare, doverosamente, alle decisioni del governo senza forzare la mano a nessuno perché pensano alla salute di ognuno di noi. Sentire questi discorsi di libertà... Sono delle stupidate, perché le scelte sono state fatte coordinandosi con tutte le componenti e senza tentennamenti. Noi ci mettiamo a disposizione, facciamo quello che c’è da fare, ovvio che anche noi abbiamo interessi che riguardano la salute di tutti noi ed abbiamo anche interessi economici che abbiamo portato all’attenzione. Ma le decisioni non competono a noi” ha dichiarato il presidente dell’Associazione Italiana Allenatori, Renzo Ulivieri.
Lega Serie A: “La volontà unanime è quella di terminare il campionato”
La Lega Calcio, nella riunione in videoconferenza in programma oggi, ha ribadito la volontà unanime di portare a compimento il campionato di Serie A. Sì alla ripresa quindi: è questa la linea emersa. Dopo lo stop forzato causa coronavirus, la volontà è quella di tornare in campo.
Il sì definitivo però solo dopo l’approvazione dei protocolli medici, e in questo senso sarà fondamentale la convocazione della FIGC da parte del Comitato Tecnico Scientifico che con ogni probabilità avrà luogo domenica prossima, come conferma Sky Sport.
Ad section
Ad section
Non perderti le novità!
Che aspetti?Ad section