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AIA, Nicchi: “Bisogna provare a riprendere”
”Bisognerà prendere delle decisioni. Stiamo snobbando il mondo dilettantistico e vogliamo sapere cosa succederà. Ci sono migliaia di atleti e arbitri lì. A tutti servirà del tempo per ritrovare la forma fisica. Ci sono le condizioni sanitarie per riprendere ma magari non quelle atletiche. C'è il rischio infortuni per giocatori ed arbitri. Tutti siamo fermi in casa ma nessuno ci dice cosa fare per il futuro. Oggi probabilmente non ci sono le condizioni per ricominciare, per una serie di motivi, dai morti ai contagi, fino ai protocolli che vanno rivisti. Mi domando: a settembre-ottobre cosa cambierà per farci riprendere in sicurezza? Niente. Bisogna provare a ripartire, con un protocollo che ci garantisce la massima sicurezza possibile al momento. Come ci sarà un semaforo rosso, ci si rifermerà. Ma bisogna riprendere. La sicurezza piena non può darcela nessuno" ha dichiarato a tmw, il presidente dell’AIA, Marcello Nicchi.
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Tanti auguri a... Pawel Wszolek. L’ex gialloblù oggi compie 28 anni
FIGC, Gravina: “Non firmerò mai per il blocco dei campionati. Il sistema perderebbe 700/800 milioni di euro”
“Non firmerò mai per il blocco dei campionati, perché sarebbe la morte del calcio italiano. Il tempo lavora a nostro favore, il danno economico è diviso per categorie: con la chiusura totale il sistema perderebbe 700/800 milioni di euro" ha dichiarato il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, ospite al meeting online dell’Ascoli Calcio.
UEFA: “La ripresa del calcio è sicuramente possibile”
“Nel discutere qualsiasi ritorno al calcio competitivo e di livello élite, la salute dei giocatori, di tutti coloro che sono coinvolti nelle potenziali partite e del pubblico in generale è di fondamentale importanza. Tutte le organizzazioni calcistiche che stanno pianificando il riavvio delle loro competizioni realizzeranno protocolli completi che dettano le condizioni sanitarie e operative garantendo che sia tutelata la salute delle persone coinvolte nelle partite e che sia preservata l'integrità delle politiche pubbliche. In queste condizioni e nel pieno rispetto della legislazione locale, è sicuramente possibile pianificare il riavvio delle competizioni sospese durante la stagione 2019/20" ha dichiarato in una nota ufficiale il professor Tim Meyer, presidente della commissione medica della UEFA.
AIC, Tommasi: “Alcune società non hanno le strutture adeguate per riprendere”
“Offesi dopo l’ultimo decreto? Non è una situazione semplice. Il primo problema è la responsabilità. Su Formello qualcuno ha la responsabilità per esempio, mentre se un calciatore va a correre nel parco non si tratta di un allenamento per professionisti. Tutti ci rivolgiamo ai comitati scientifici, ma pensiamo che i giocatori possano allenarsi individualmente all'interno dei rispettivi centri sportivi. La premessa è il modo con cui potremo tornare, però poi ci deve anche essere chi si prende la responsabilità di far allenare i giocatori dentro a delle strutture. Noi vogliamo capire se c'è questa possibilità. Tornare ad allenarsi su un campo sportivo, dopo mesi in casa, ha il suo valore. Abbiamo chiesto di valutare un protocollo per tornare ad allenarsi subito anche per gli sport di squadra".
L'ha convinta il ministro dopo la telefonata di ieri sera?
"Ha motivato la sua scelta e io ho motivato la nostra risposta. A me non risulta che ci siano protocolli validati per gli sport individuali. Noi abbiamo chiesto di poter utilizzare questo tipo di protocollo anche per noi ma non sappiamo niente di questo tipo di documenti".
Stare fermi è nocivo per la salute dei calciatori al di là della condizione atletica?
"Ci sono responsabilità anche da parte del datore di lavoro nei confronti del dipendente. Ci sono giocatori che vorrebbero tornare subito in campo e chi invece vuole maggiori certezze. Tutti però sono d'accordo nella progressione degli allenamenti. Affrontiamo un protocollo per gli sport individuali e poi quelli per gli allenamenti di gruppo. La cosa assurda è che non abbiamo il protocollo validato per il 18 maggio. Ci sono anche società e presidenti che non hanno intenzione di prendersi la responsabilità della ripresa degli allenamenti. E' un discorso molto ampio".
C'è ancora un ragionamento aperto per riprendere individualmente già da lunedì 4 maggio?
"Il protocollo per il 18 non è stato ancora validato. Siamo preoccupati per questo perché senza che esso sia pronto è difficile tornare ad allenarsi come squadra. Noi abbiamo chiesto che ci sia un protocollo per l'allenamento individuale per gli sport di squadra. Stando a questo decreto non sarebbe possibile tornare ad allenarsi, ma se ci fosse un protocollo potrebbe essere attivabile anche da lunedì. Per quanto riguarda il 18 ci aspettavamo il via libera del governo. Speriamo che venga validato il prossimo perché così potremmo ripartire".
Quanti club non vogliono riprendere?
"Alcune società non hanno spazi o strutture adeguate e dunque è un punto interrogativo. C'è chi ci marcia, strumentalizzando alcune situazioni, ma noi dobbiamo pensare alla salute, alla sicurezza e alla possibilità di tornare ad allenarsi anche da soli dopo un periodo di clausura in casa. Abbiamo chiesto di poter aprire un protocollo individuale anche per lo sport di squadra".
Nei confronti del calcio c'è un po' di sottovalutazione del fenomeno?
"Sono considerazioni che valgono tutto l'anno. Noi dobbiamo però pensare ai fatti. Il calcio oggi è uno sport che ha un valore di indotto non indifferente e nessun altro sport ha lo spazio del calcio in Italia e dunque serve una analisi approfondita. Chi non ne parla o chiede che se ne parli di meno non è una novità".
Non c'è il rischio di inseguire il mito del rischio zero rispetto alla massima sicurezza possibile?
"Se in Germania sono tornati ad allenarsi è perché il rischio è sotto una certa percentuale. L'abbassamento del rischio ti permette di fare determinate cose in più o meno. Il rischio zero ci viene detto che non ci sarà. Qual è il rischio calcolato? Non sta a noi dirlo. Ci sarà la possibilità di valutarlo. Al di là della salute dei giocatori, il rischio calcolato se lo deve prendere anche chi li mette in campo i calciatori. Bisogna vedere cosa significa fare calcio prima che sparisca il virus. Ogni mattina vediamo quali sono i rischi del contagio. Sappiamo che il calcio, a differenza di altre aziende, deve ripartire in toto. Tutti devono ripartire insieme. L'orizzonte temporale su cui ragionare non sappiamo qual è. Adesso corriamo per finire la stagione corrente, ma non sappiamo cosa accadrà ed è solo la nostra speranza ad allungare il tempo per tornare" ha dichiarato a Radio24, il presidente dell’AIC, Damiano Tommasi. Fonte tmw
#aiutiAMOverona, all’asta le maglie di Empereur e Faraoni
Scendono in campo altri due campioni gialloblù per proseguire la corsa di solidarietà dell’Hellas Verona attraverso le aste su CharityStars, in favore di #aiutiAMOverona. I protagonisti di questo nuovo slancio di sensibilità e generosità sono Marco Davide Faraoni e Alan Empereur. L’esterno romano ha donato due cimeli di valore: la maglia nera, dedicata ai 115 anni della storia del Club, con cui ha segnato a Pescara nella scorsa stagione, e la maglia utilizzata quest’anno contro l’Udinese alla Dacia Arena. Anche il difensore brasiliano ha voluto mettere all’asta una casacca preparata per una partita di questa stagione in Serie A TIM.
Vai su CharityStars e fai la tua offerta: si può donare anche una quota libera, basta cliccare su Crowfunding. Il ricavato totale sarà devoluto alla raccolta fondi che servirà ad aiutare gli ospedali veronesi, e non solo. Fonte: hellasverona.it
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Ministro dello Sport, Spadafora: “Se fossi nei presidenti, penserei a riprendere in sicurezza il nuovo campionato”
“Sono in corso i contatti tra il comitato tecnico-scientifico e la Figc che aveva presentato un protocollo ritenuto non sufficiente. Io ho però sempre detto che la ripresa degli allenamenti non significa ripresa del campionato. Vedo la ripresa del campionato come possibilità sempre più stretta. I giocatori devono riprendere giustamente gli allenamenti. Se fossi nei presidenti penserei a riprendere in sicurezza il nuovo campionato. La Francia non sarà l’ultima a decidere per lo stop e questo potrebbe indurre l’Italia a fare lo stesso ragionamento - ha dichiarato a La 7, il Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora - Spero ci fosse un pizzico d’ironia da parte di Lotito (“Troveremo i giocatori a correre a Villa Borghese”, ndr) Non potevamo riaprire lo sport per tutti. Il comitato tecnico-scientifico ci ha detto di ricominciare contingentando i numeri, abbiamo dovuto fare delle scelte. Tornano ad allenarsi poche migliaia di persone. Il protocollo presentato dal calcio non era sufficiente. Comincio a percepire che potrebbe esserci una sorpresa nei prossimi giorni, ossia che i presidenti ci chiedano di fermarci e prepararci per il prossimo campionato".
Donadel: “Amrabat forza sovrumana, Pazzini continuerà a giocare, per Juric era solo questione di tempo”
“Amrabat ha una forza quasi sovrumana, sembra vada piano e invece poi accelera. Va ovunque, è cattivo. Mi dá l’idea di essere un tipo deciso di personalità. La differenza la fa la voglia. E lui pare che desideri spaccare il mondo. Pazzini? Stava dimostrando per l’ennesima volta il giocatore che è. Vedrà lui a fine stagione cosa fare, di sicuro è difficile smettere per certi giocatori. Una punta forte come Pazzini dovrà sentirsi ancora protagonista. Dovrà continuare a stare sul campo - ha dichiarato a L’Arena, l’ex centrocampista dell’Hellas Verona, Marco Donadel - Juric? Era solo questione di tempo dopo avergli visto a lungo portare avanti quel calcio così potente. Sono sorpreso dalla quantità di punti, ma ero sicuro che l’Hellas avrebbe disputato un buon campionato. Anche grazie alla società. Da due retrocessioni qualcosa si impara e l’intero ambiente diventa più maturo. Il mio Verona? Arrivai convinto di fare bene, avevo il fuoco dentro. Gruppo spettacolare, più i vari Toni e Iturbe attorno a cui, grazie ad un mister carismatico come Mandorlini, gli altri seppero creare umilmente una squadra davvero solida".
L’Hellas Verona vuole proseguire con Juric. Fiorentina e Torino pensano all’allenatore gialloblù
In attesa di conoscere quale sarà il futuro del calcio italiano, resta anche da definire la posizione dell’allenatore nato a Spalato. In caso di salvezza, per Juric scatta in automatico il rinnovo del contratto e la volontà della società di Maurizio Setti è quella di proseguire il rapporto con l’allievo di Gasperini, assoluto protagonista dell’Hellas Verona 2019/20. Secondo L’Arena, sul tecnico croato c’è l‘interesse di Fiorentina e Torino.
La FIFA valuta la possibilità di ammonire i giocatori che sputano in campo
"Sputare è una pratica comune nel calcio e non igienica - il commento del presidente del Comitato medico della FIFA -. Sarà una buona idea punire con un'ammonizione chi non rispetta le norme igienico-sanitarie".
La FIFA sta continuando a studiare una serie di regole per permettere la ripresa dell'attività sportiva a livello internazionale quando la situazione sanitaria globale darà la possibilità di farlo in sicurezza. Essendo la saliva il principale veicolo di trasmissione del coronavirus, si sta pensando l'introduzione di una nuova norma che punisca con un cartellino giallo i giocatori che sputano in campo. Fonte: eurosport.com
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