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Lega Serie A: “Non si riparte oltre il 14 giugno”
La Lega Serie A considera il 14 giugno l'ultima data utile per far ripartire il campionato e i club vogliono 4 settimane per rimettere in condizione i calciatori. Lo spiegano all'ANSA fonti della Lega, dopo il consiglio informale in cui è emersa delusione per il dpcm in cui non sono previste le date di ripartenza del calcio. Le stesse fonti sottolineano che al governo erano state chieste due date, quella per la ripartenza degli allenamenti e quella per il campionato, e che è stato disatteso un accordo politico raggiunto nei giorni scorsi. Fra i dirigenti dei club circola stupore anche per l'intervento del ministro dello sport, Vincenzo Spadafora. E c'è il forte timore che non arrivi l'ultima rata dei pagamenti delle pay-tv, prevista per il primo maggio. In quel caso, dicono fonti della Lega, verrà dato mandato ai legali di recuperare le somme.
"Abbiamo sempre affermato di voler ripartire quando ci sarebbero state le condizioni e l'orizzonte prospettato dal Governo ci consente di farlo". Così il presidente della Figc, Gabriele Gravina sulla prospettiva di ripartenza anche del calcio. "Siamo convinti della strada che abbiamo intrapreso perché è seria e responsabile, l'unica che persegue l'interesse generale del sistema e quello più complessivo dello sport italiano che, per diversi motivi, sarebbe anch'esso danneggiato dallo stop definitivo del campionato di Serie A" aggiunge Gravina.
Federcalcio al governo: 'Ora ci ascolti il Cts' - La federcalcio ha chiesto di essere ascoltata dal Comitato Tecnico Scientifico che coadiuva il Governo nella gestione dell'emergenza Covid-19. "La nostra Commissione medico scientifica - osserva il presidente federale Grabriele Gravina - ha stilato un protocollo molto rigoroso, come hanno fatto tutti gli altri settori che ambiscono alla ripartenza, ma siamo pronti ad integrarlo e a modificarlo recependo le indicazioni del Cts, del Coni e riconoscendo l'FMSI quale riferimento scientifico per armonizzare il tutto". - "Lavoriamo per far ripartire il calcio in sicurezza, non per farlo ripartire e basta.
Continueremo a dialogare con le istituzioni animati dallo spirito di collaborazione che ci ha sempre contraddistinto, avanzando proposte, recependo osservazioni e proponendo soluzioni"- la dichiarazione del n.1 della Figc, che il punto della situazione sul percorso intrapreso dalla Federazione per consentire la ripartenza, in tempi ragionevoli, "di un settore molto importante per il Paese, sia sotto il piano sportivo che dal punto di vista produttivo e occupazionale".
"Abbiamo sempre affermato - continua Gravina - di voler ripartire quando ci sarebbero state le condizioni e l'orizzonte prospettato dal Governo ci consente di farlo. Siamo convinti della strada che abbiamo intrapreso perché è seria e responsabile, l'unica che persegue l'interesse generale del sistema e quello più complessivo dello sport italiano che, per diversi motivi, sarebbe anch'esso danneggiato dallo stop definitivo del campionato di Serie A". A questo proposito, avendo appreso dell'esistenza di alcune annotazioni in merito al protocollo sanitario presentato la scorsa settimana, la Figc ha chiesto di essere ascoltata dal Comitato Tecnico Scientifico che coadiuva il Governo nella gestione dell'emergenza Covid-19 proprio per trovare una strada condivisa. "La Commissione medico scientifica della Figc ha stilato un protocollo molto rigoroso, come hanno fatto tutti gli altri settori che ambiscono alla ripartenza - afferma il presidente federale -; ma siamo pronti ad integrarlo e a modificarlo recependo le indicazioni dello stesso Comitato, del CONI e riconoscendo l'Fmsi quale riferimento scientifico per armonizzare il tutto. Una volta migliorato, ci potranno essere tutti i presupposti per il via libera definitivo al 18 maggio".
"Siamo concentrati sulla fase più delicata dell'emergenza generata dall'epidemia di Coronavirus - aggiunge Gravina - lavoriamo incessantemente per definire le migliori condizioni per il completamento dei campionati sospesi, pianificando in modo responsabile tutti i passi da compiere, ma anche per definire gli scenari futuri. Ho convocato il Consiglio Federale per l'8 maggio proprio per delimitare il perimetro regolamentare nel quale operare".
"In un momento delicato come quello che stiamo vivendo - conclude il n.1 della Figc -, un periodo dove è stato necessario dividere le discipline sportive in individuali e collettive, rivolgo un invito, da semplice tifoso di calcio, a mettere da parte le polemiche sterili, a lavorare insieme e a giocare di squadra per superare la crisi". Fonte: ANSA
Ministro dello Sport, Spadafora: “Non possiamo sapere quando il campionato riprenderà”
“La riapertura deve essere graduale. I sondaggi vorrebbero che il calcio si fermasse qui. Io non sono una persona che si fa condizionare dai sondaggi, non decido sulla linea del sentimento comune. Sarebbe molto più facile dire di chiudere subito il campionato e la comunità scientifica sarebbe d’accordo. Portare avanti il mondo del calcio è una cosa importantissima per il nostro Paese, ma lo dobbiamo fare in sicurezza. Ricordate quando la Lega Serie A non si è fermata? Quante squadre sono andate in quarantena? La FIGC ha presentato un protocollo ed è stato preso in considerazione. Oggi siamo a fine aprile, non siamo in grado di sapere quale sarà l’evoluzione del virus, come verranno rispettate le regole, perciò non possiamo sapere quando il campionato riprenderà. Lo sapremo più avanti, quando avremo i dati dell’attuazione del protocollo. Il protocollo ha dei costi elevati, come fa la Serie B? Non è vero che non c’è una piena coerenza con le parole del presidente Conte e le mie. Sono ridicole le affermazioni di un complotto contro la Serie A ed è ridicolo chi dice questa cosa. Lavoriamo per riprendere gli allenamenti dal 18 maggio, ma ciò non vuol dire che ripartiranno i campionati" il post su Facebook del Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora.
AIA, Nicchi: “Si riparte? Dico 50 e 50”
“Si riparte? Al momento dico 50 e 50. Si tratta di vedere lo sviluppo degli eventi e prendere una decisione. Bisogna valutare se il rischio è enorme, e allora è inutile perdere tempo, o se il rischio è calcolato e se ce lo possiamo permettere, e allora sarebbe il momento di dare fiducia e serenità. Chi deve prendere le decisioni, le prenda, senza paura, e ci dica se possiamo tornare a giocare presto o se dobbiamo restare fermi due anni” ha dichiarato a Radio Rai, il presidente dell’AIA, Marcello Nicchi.
Passato e presente a tinte gialloblù: Sandro Mazzola
Anello di congiunzione fra il presente e il passato, chiunque ami il Verona non può che essere affezionato a Sandro Mazzola, ex capitano e oggi team manager dei gialloblù. La sua storia con l'Hellas è ormai quasi ventennale ed è proprio a Verona che, nel 2010, appena appese le scarpe al chiodo, Mazzola ha voluto 'tornare' in campo in un ruolo comunque fondamentale per la squadra. Il team manager è una figura organizzativa, anzitutto, e poi di rapporto diretto con giocatori e staff: un ruolo trasversale, quello di Sandro, che ha potuto confrontarsi con centinaia e centinaia di calciatori e tecnici. "Cerco di avere sempre un rapporto professionale serio e corretto con tutti - aveva raccontato nell'A tu per tu a lui dedicato - il rapporto con lo staff tecnico è buono: è chiaro che nei primi tempi ti devi conoscere, anche per capire il modo di lavorare che è diverso per ognuno. Il compito è quello di adeguarsi alle loro esigenze, trovare una sintonia, perché un buon rapporto si crea nel tempo e aiuta tutti a lavorare meglio".
MAZZOLA CALCIATORE
Il centrocampista Sandro Mazzola fa il suo esordio con la Pro Patria, in Serie C2, nel 1985/86, a soli 15 anni. Viene quindi prelevato dal settore giovanile del Torino, ma appena un anno dopo viene ceduto al Varese: qui, nella sua città natale, giocherà dal 1987 al 1992, totalizzando 133 presenze e 4 gol fra C1 e C2. Dopo un biennio a Catanzaro, con cui totalizza 62 presenze e 3 gol, nel 1994 passa alla Reggiana facendo un triplo salto di categoria. Esordisce in Serie A il 27 novembre dello stesso anno, al 'Mirabello' contro il Cagliari, subentrando all'83' a Massimiliano Esposito. I granata retrocedono in Serie B, ma Sandro Mazzola, sotto la gestione tecnica di Carlo Ancelotti, è uno dei giocatori più importanti per l'immediata risalita in A degli emiliani, autori di una mirabile rimonta in classifica dopo un inizio di stagione disastroso. Dopo una nuova retrocessione, però, Mazzola è ceduto al Piacenza, con cui riesce a ottenere la permanenza nella massima serie: rimarrà in biancorosso, diventando anche il capitano, fino al 2000, quando si trasferirà all'Hellas Verona. In gialloblù la sua esperienza più importante, con i primi due anni trascorsi in A e poi, fino al 2007, in Serie B: 216 presenze totali, 4 gol e il merito di essersi guadagnato la stima e l’ammirazione non solo dei tifosi, ma anche dei tanti compagni di squadra che hanno vestito in quegli anni la maglia del Verona. Dopo due anni al Lugano, in Svizzera, chiude la carriera al Domegliara in Serie D.
MAZZOLA TEAM MANAGER
Sandro Mazzola diventa team manager del Verona, squadra con cui da calciatore aveva giocato per 7 anni, nel luglio del 2010. Ritorna all'Hellas in un momento certamente difficile, nella speranza che quello fosse l'anno buono per salutare finalmente la Serie C e tornare in B. È la prima di dieci lunghe stagioni, durante le quali Mazzola lavorerà con 7 allenatori, centinaia e centinaia di calciatori e collezionerà in totale 412 partite da team manage. Oltre a quella del 2010/11, dalla Serie C alla Serie B, ha festeggiato anche tre promozioni in Serie A: nel 2012/13, nel 2016/17 e nel 2018/19. Fonte: hellasverona.it
FIGC, Gravina: ”Pronti ad integrare e modificare il protocollo. Lavoriamo per ripartire. L’8 maggio Consiglio Federale”
“Lavoriamo per far ripartire il calcio in sicurezza, non per farlo ripartire e basta. Continueremo a dialogare con le istituzioni animati dallo spirito di collaborazione che ci ha sempre contraddistinto, avanzando proposte, recependo osservazioni e proponendo soluzioni", così il presidente della FIGC Gabriele Gravina fa il punto della situazione sul percorso intrapreso dalla Federazione per consentire la ripartenza, in tempi ragionevoli, di un settore molto importante per il Paese, sia sotto il piano sportivo che dal punto di vista produttivo e occupazionale. "Abbiamo sempre affermato - continua Gravina - di voler ripartire quando ci sarebbero state le condizioni e l’orizzonte prospettato dal Governo ci consente di farlo. Siamo convinti della strada che abbiamo intrapreso perché è seria e responsabile, l’unica che persegue l’interesse generale del sistema e quello più complessivo dello sport italiano che, per diversi motivi, sarebbe anch’esso danneggiato dallo stop definitivo del campionato di Serie A".
A questo proposito, avendo appreso dell’esistenza di alcune annotazioni in merito al protocollo sanitario presentato la scorsa settimana, la FIGC ha chiesto di essere ascoltata dal Comitato Tecnico Scientifico che coadiuva il Governo nella delicata gestione dell’emergenza Covid-19 proprio per trovare una strada condivisa. "La Commissione medico scientifica della FIGC ha stilato un protocollo molto rigoroso, come hanno fatto tutti gli altri settori che ambiscono alla ripartenza - afferma il presidente federale -; ma siamo pronti ad integrarlo e a modificarlo recependo le indicazioni dello stesso Comitato, del CONI e riconoscendo l’FMSI quale riferimento scientifico per armonizzare il tutto. Una volta migliorato, ci potranno essere tutti i presupposti per il via libera definitivo al 18 maggio".
"Siamo concentrati sulla fase più delicata dell’emergenza generata dall’epidemia di Coronavirus - aggiunge Gravina - lavoriamo incessantemente per definire le migliori condizioni per il completamento dei campionati sospesi, pianificando in modo responsabile tutti i passi da compiere, ma anche per definire gli scenari futuri. Ho convocato il Consiglio Federale per l’8 maggio proprio per delimitare il perimetro regolamentare nel quale operare".
"In un momento delicato come quello che stiamo vivendo - conclude il presidente della FIGC -, un periodo dove è stato necessario dividere le discipline sportive in individuali e collettive, rivolgo un invito, da semplice tifoso di calcio, a mettere da parte le polemiche sterili, a lavorare insieme e a giocare di squadra per superare la crisi". Fonte e foto: figc.it
Bel gesto del gialloblù Zaccagni alla sua Bellaria
Grazie a Mattia Zaccagni, calciatore di serie A con l'Hellas Verona e nostro concittadino, che ha devoluto al Comune di Bellaria Igea Marina trenta buoni spesa da cinquanta euro: saranno distribuiti dai nostri Servizi Sociali a famiglie in difficoltà. Fonte e foto: Comune di Bellaria Igea Marina
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Lazio, la proposta di Lotito: “Assegnare lo scudetto in una partita unica”
”Oggi io sono a un punto dalla Juventus. Ma all'andata contro i bianconeri ho vinto 3-1 e anche in Supercoppa l'ho battuta 3-1. E dovevamo ancora giocare il ritorno. Per equità una squadra come l'Inter che ha otto punti in meno di noi o l'Atalanta, che ne ha quattordici in meno, mi dica se devono essere coinvolte - ha dichiarato a La Repubblica, il presidente della Lazio, Claudio Lotito - Accetterei una partita secca, ma non mi sono mai posto il problema. Ripartire comunque in parte ci penalizza. Noi avevamo fatto una scelta, sacrificando l'Europa League. Se si ripartisse giocheremo due volte a settimana, perderemmo un vantaggio".
Volpati: “Il periodo veronese rimane magico”
“Quando ci troviamo lo spirito dello spogliatoio si conferma intatto e nelle grandi società non sarebbe mai nato un senso di appartenenza così forte. Come un militare che si rivede dopo aver combattuto sul Grappa, ogni volta è un tuffo nei ricordi e negli aneddoti. Il periodo veronese rimane magico e oltre allo scudetto ripenso spesso alla mia rete al Bentegodi, con il Paok Salonicco, in Coppa Campioni. Come ho vissuto queste giornate? Mi sono dedicato molto alla lettura, in particolare Risorgimento e I Promessi Sposi. Sto facendo del giardinaggio per stare all’aria aperta, ma mi manca il trekking. Ora però il peggio è alle spalle e si può pensare di riprendere a vivere, ma in sicurezza - ha dichiarato a L’Adige, una delle leggende dello scudetto 1984/85 dell’Hellas Verona, Domenico Volpati - Ci siamo disintossicati dal pallone e dalle sue polemiche, ma credo ci siano gli spazi per finire la serie A. La Germania ci sta provando con decisione e darebbe delle linee guida. Il pallone professionistico è una macchina, anzi una galassia che dà lavoro a tante persone. Ripartire darebbe una spinta, anche emotiva, a tutto lo Stivale. In questa situazione sono rimasto deluso da certi atteggiamenti. Ridursi lo stipendio mi sarebbe sembrato un segnale importante da parte di tutti i giocatori. Purtroppo non è lo spogliatoio a comandare, ma agenti e procuratori. Quando il denaro influenza ogni scelta comincio a tremare, poi ti ritrovi questi ragazzi incapaci pure di prenotarsi da soli un treno. Le società poi cercano di tenere i giocatori lontano dalla gente, invece ai miei tempi all’antistadio c’erano centinaia di persone. Davvero non concepisco la fissazione per gli allenamenti a porte chiuse. I social? Non mi rappresentano. Sembrano avvicinare le persone, ma aumentano le distanze”.
Il Monza pensa a Pazzini
Il 30 giugno scade il contratto quinquennale del capitano Giampaolo Pazzini. Da valutare quale sarà il futuro dell’ex attaccante della Nazionale. Secondo L’Arena, in caso di promozione in Serie B, il Monza di Berlusconi e Galliani potrebbe offrire a Pazzini un contratto annuale.
Borini, ipotesi Fiorentina, Inghilterra o Messico
Il futuro dell’attaccante dell’Hellas Verona, Fabio Borini, pare lontano al club gialloblù. Sull’ex Milan (contratto annuale da due milioni di euro, ndr) è forte l’interesse secondo L’Arena del Leon e del Club America, mentre in Italia si registra l’apprezzamento della Fiorentina ed in Inghilterra del Crystal Palace ed Aston Villa.
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