Ad section
Tutte le news
Prof. Barbero, il motore dell’Hellas Verona
L’eccellenza del profilo professionale di Paolo Barbero, preparatore atletico dell'Hellas Verona 2019/20, risalta non solo dai tanti anni di esperienza maturati nel settore, ma anche dalla pluralità di discipline con le quali si è confrontato, anche in ruoli diversi da quello che attualmente ricopre. Insomma, una cultura sportiva a tutto tondo, quella del 'Prof', che dopo una vita al Genoa ha seguito l'allenatore Ivan Juric in gialloblù nell'estate del 2019. Per l’allenatore croato, Paolo Barbero è un tassello fondamentale dell’Hellas, anzi un ‘top player’ come lo ha definito lo stesso Juric, la cui idea di calcio non può prescindere da un altissimo livello prestazionale a livello fisico e atletico da parte dei suoi calciatori.
ESPERIENZA ED ATTIVITÀ
Dopo aver frequentato l'ISEF di Firenze, Barbero completa gli studi all'Università di Roma 'Tor Vergata', per poi diventare preparatore atletico professionista di calcio presso il Settore Tecnico FIGC. Dopo essere stato per otto anni, dal 1990 al 1998 il Responsabile della Scuola Calcio dell'AC Entella Chiavari, l'attuale Virtus Entella, nei primi anni 2000 inizia a collaborare con il con la Pro Recco, eccellenza mondiale della pallanuoto, e con il Genoa. Altre due esperienze, che lui stesso ha sottolineato come fondamentali nel suo percorso di formazione, sono stati gli anni di docenza a scuola e il ruolo di arbitro internazionale di pallavolo con più di 200 gare ai massimi livelli e anche 15 finali scudetto. Per tantissimi anni si specializza nel lavoro atletico e nel lavoro di forza, partendo dal settore giovanile, poi acquisisce competenze anche come rieducatore ed infine racchiude tutte le esperienze maturate nel ruolo di preparatore atletico.
LA COLLABORAZIONE CON JURIC
Nell'A Tu per Tu a lui dedicato (CLICCA QUI) Paolo Barbero ha raccontato del suo rapporto di lunga data con Ivan Juric, da quando era calciatore al Genoa fino alle prime esperienze nel Settore Giovanile del Grifone. Al suo ritorno come tecnico della Prima Squadra, nel 2016/17 dopo la strepitosa stagione a Crotone, Juric riallaccia la collaborazione con Barbero, limando con il tempo le specifiche di un lavoro atletico che – tradotto sul campo - è ormai un segno distintivo del gioco delle sue squadre. "Apprezzo molto la persona – ha detto Barbero di mister Juric -: abbiamo una profonda condivisione del sistema di lavoro e, soprattutto, crediamo che attraverso l'esempio e la ripetizione quotidiana si possano raggiungere grandi risultati, non solo dal punto di vista dei punti in classifica, ma proprio dell'apprendimento da parte dei ragazzi di nuove metodologie e sistemi di lavoro". Fonte: hellasverona.it
20 anni fa la doppietta di Cammarata alla Juventus
Domenica 30 aprile 2000, stadio Bentegodi. La doppietta di Fabrizio Cammarata contro la Juventus riapre clamorosamente il discorso scudetto avvicinando la Lazio ai bianconeri. È festa grande a Verona per l’Hellas di Cesare Prandelli.
TABELLINO
Hellas Verona-Juventus 2-0
Hellas Verona: Frey, Diana, Laursen, Apolloni, Falsini (82’ Italiano), Brocchi, Marasco, L.Colucci, Salvetti (77’ Giandebiaggi), Cammarata, Adailton (55’ Melis). All: Prandelli.
Juventus: Van der Sar, Ferrara (57’ Tacchinardi), Tudor, Iuliano, Conte, Zambrotta (46’ Birindelli), Davids, Pessotto, Zidane, Inzaghi, Del Piero (57’ Kovacevic). All: Ancelotti. Arbitro: Braschi di Prato.
Marcatori: 45’ e 56’ Cammarata
Svizzera, dall’11 maggio al via gli allenamenti, l’8 giugno la ripresa dei campionati
Il Consiglio federale svizzero ha deciso di allentare ulteriormente i provvedimenti per combattere il nuovo coronavirus. Da lunedì 11 maggio 2020 potranno riaprire i negozi, i ristoranti, i mercati, i musei e le biblioteche; nelle scuole del livello elementare e secondario potrà riprendere l’insegnamento presenziale. Nello sport, le fasi di allentamento si applicano a partire dall’11 maggio e sono soggette a chiare direttive. Nello sport di massa gli allenamenti possono riprendere in tutte le discipline sportive e altre attività. Al riguardo valgono le seguenti restrizioni: l’attività sportiva può essere svolta solo in piccoli gruppi di 5 persone al massimo, senza contatto fisico e nel rispetto delle regole d’igiene e di distanziamento.
Nello sport di punta vigono minori restrizioni per gli allenamenti. In particolare gli allenamenti possono anche svolgersi con più di 5 persone. Questo vale, ad esempio, per le atlete e gli atleti che fanno parte dei quadri nazionali o per gli sport di squadra nell’ambito di campionati prevalentemente professionistici. Piani di protezione espliciti con severe prescrizioni d’igiene ridurranno al minimo i rischi di trasmissione. In linea di principio, l’allentamento è consentito solo se la rispettiva federazione sportiva presenta un piano di protezione dettagliato che mostri come la disciplina sportiva possa essere praticata in modo che il rischio di un’infezione rimanga minimo. Le direttive quadro elaborate dall’Ufficio federale dello sport e dall’Ufficio federale della sanità pubblica in collaborazione con i Comuni e i Cantoni nonché con i rappresentanti di Swiss Olympic e delle leghe servono da ausilio. In caso di domande, le associazioni e i club regionali possono contattare la rispettiva associazione mantello - si legge su calcioefinanza.it - Le competizioni continuano a non essere autorizzate. Tuttavia il Consiglio federale intende autorizzare la ripresa delle partite a porte chiuse nelle leghe con campionati prevalentemente professionistici a partire dall’8 giugno 2020. Il Consiglio federale deciderà al riguardo presumibilmente il 27 maggio, in base all’evoluzione epidemiologica.
Davide Pellegrini: ”Arvedi mi diede un’occasione unica”
“Quando ho smesso di giocare, stimolato da alcuni amici che mi avevano allenato, ho deciso di intraprendere la carriera di allenatore. Subito però non si rivelò la scelta giusta, poi col tempo mi sono convinto che questa sarebbe stata la mia strada. La coppia Pellegrini-Bergamaschi? C’è da poco.
Franco è un grande uomo e mi dà una grande mano. I ragazzi che alleniamo non sanno che io e Franco abbiamo fatto perdere due scudetti al Milan, ma i ragazzi ci devono apprezzare solo per quello che diamo sul campo - ha dichiarato l’allenatore delle giovanili gialloblù, Davide Pellegrini, su Instagram all’Hellas Verona - I responsabili del Settore Giovanile hanno sempre apprezzato il mio lavoro. Sono una persona che quello che pensa, lo dice. Sono contento del mio gruppo, anche se manca un po’ di continuità. Ci sono delle buone prospettive per il futuro. L’anno della Serie C? È successo che il presidente Arvedi mi chiese se avessi voglia di fare il mister e per me era una occasione unica. Ero un ragazzo giovane che voleva maturare. In quelle 12 partite riuscimmo a mantenere bene la barca bene, ma quando arrivó Galli mi disse che avrebbe cambiato mister e venne Sarri. La doppia sfida contro la Pro Patria? All’andata fu un assedio ma facemmo un solo gol. Poi fortunatamente al ritorno il buon Zetu fece il gol della salvezza. Nella mia gestione ho sempre cercato di tenere sgombra la testa dei giocatori, assumendomi io tutte le responsabilità. Alcuni giocatori poi giunti a Verona a gennaio aiutarono l’Hellas a conquistare la salvezza. Non fu facile gestire la squadra che era sempre in fondo alla classifica. Chi sento di quel gruppo? Corrent, Sibilano, Minetti, mentre non sento da una vita Da Silva e Morante”.
Veloso: ”Pronto a rimanere a Verona. La ripresa del campionato? Manca organizzazione. Diteci cosa fare. L’Europa? Sarebbe bello”
“Dobbiamo allenarci, non capisco perché io in un parco posso andare a correre con Faraoni ma al nostro centro sportivo a Peschiera, no. Manca organizzazione. Perché non ci danno un limite? Perché non tirano fuori una data? Prima la salute, questa è una pandemia. Una situazione bruttissima. Medici e altri stanno facendo il massimo e poi tanti morti, troppi. Però devono dirci qualcosa per noi e per le nostre famiglie. Se siamo organizzati si può ripartire in sicurezza. Basta stabilire orari e corse individuali - ha dichiarato a L’Arena, il centrocampista dell’Hellas Verona, Miguel Veloso - Come ho passato questi giorni? Ho lavorato tanto e sono persino dimagrito. Mi spiace per Bocchetti e Lazovic che non possono ancora riabbracciare la propria famiglia, perché in un altro paese. Per loro è una prova molto dura. Vorremmo almeno poterci allenare per un discorso di testa oltre che di gambe. Che ci dicano se si gioca o meno, almeno sappiamo che direzione prendere noi e la società. Il mio futuro? Ne abbiamo parlato con D’Amico e la società prima che scoppiasse tutto. Io sarei ben disposto a restare, loro pure. Juric? Del suo futuro parlate con lui. Taglio stipendi? Trovata la cura, sconfitto il virus e raggiunto l’accodo di ripartire o rimandare all’anno prossimo, potremmo capire e valutare. Ma ora queste cose sono premature. Preliminari di Europa League? Sarebbe bello, si tratterebbe di un premio al nostro grande campionato. Per me e per altri miei compagni è stata una rivincita, mentre per i giovani il torneo della svolta”.
AIA, Nicchi: “Bisogna provare a riprendere”
”Bisognerà prendere delle decisioni. Stiamo snobbando il mondo dilettantistico e vogliamo sapere cosa succederà. Ci sono migliaia di atleti e arbitri lì. A tutti servirà del tempo per ritrovare la forma fisica. Ci sono le condizioni sanitarie per riprendere ma magari non quelle atletiche. C'è il rischio infortuni per giocatori ed arbitri. Tutti siamo fermi in casa ma nessuno ci dice cosa fare per il futuro. Oggi probabilmente non ci sono le condizioni per ricominciare, per una serie di motivi, dai morti ai contagi, fino ai protocolli che vanno rivisti. Mi domando: a settembre-ottobre cosa cambierà per farci riprendere in sicurezza? Niente. Bisogna provare a ripartire, con un protocollo che ci garantisce la massima sicurezza possibile al momento. Come ci sarà un semaforo rosso, ci si rifermerà. Ma bisogna riprendere. La sicurezza piena non può darcela nessuno" ha dichiarato a tmw, il presidente dell’AIA, Marcello Nicchi.
Ad section
Buon compleanno
Tanti auguri a... Pawel Wszolek. L’ex gialloblù oggi compie 28 anni
FIGC, Gravina: “Non firmerò mai per il blocco dei campionati. Il sistema perderebbe 700/800 milioni di euro”
“Non firmerò mai per il blocco dei campionati, perché sarebbe la morte del calcio italiano. Il tempo lavora a nostro favore, il danno economico è diviso per categorie: con la chiusura totale il sistema perderebbe 700/800 milioni di euro" ha dichiarato il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, ospite al meeting online dell’Ascoli Calcio.
UEFA: “La ripresa del calcio è sicuramente possibile”
“Nel discutere qualsiasi ritorno al calcio competitivo e di livello élite, la salute dei giocatori, di tutti coloro che sono coinvolti nelle potenziali partite e del pubblico in generale è di fondamentale importanza. Tutte le organizzazioni calcistiche che stanno pianificando il riavvio delle loro competizioni realizzeranno protocolli completi che dettano le condizioni sanitarie e operative garantendo che sia tutelata la salute delle persone coinvolte nelle partite e che sia preservata l'integrità delle politiche pubbliche. In queste condizioni e nel pieno rispetto della legislazione locale, è sicuramente possibile pianificare il riavvio delle competizioni sospese durante la stagione 2019/20" ha dichiarato in una nota ufficiale il professor Tim Meyer, presidente della commissione medica della UEFA.
AIC, Tommasi: “Alcune società non hanno le strutture adeguate per riprendere”
“Offesi dopo l’ultimo decreto? Non è una situazione semplice. Il primo problema è la responsabilità. Su Formello qualcuno ha la responsabilità per esempio, mentre se un calciatore va a correre nel parco non si tratta di un allenamento per professionisti. Tutti ci rivolgiamo ai comitati scientifici, ma pensiamo che i giocatori possano allenarsi individualmente all'interno dei rispettivi centri sportivi. La premessa è il modo con cui potremo tornare, però poi ci deve anche essere chi si prende la responsabilità di far allenare i giocatori dentro a delle strutture. Noi vogliamo capire se c'è questa possibilità. Tornare ad allenarsi su un campo sportivo, dopo mesi in casa, ha il suo valore. Abbiamo chiesto di valutare un protocollo per tornare ad allenarsi subito anche per gli sport di squadra".
L'ha convinta il ministro dopo la telefonata di ieri sera?
"Ha motivato la sua scelta e io ho motivato la nostra risposta. A me non risulta che ci siano protocolli validati per gli sport individuali. Noi abbiamo chiesto di poter utilizzare questo tipo di protocollo anche per noi ma non sappiamo niente di questo tipo di documenti".
Stare fermi è nocivo per la salute dei calciatori al di là della condizione atletica?
"Ci sono responsabilità anche da parte del datore di lavoro nei confronti del dipendente. Ci sono giocatori che vorrebbero tornare subito in campo e chi invece vuole maggiori certezze. Tutti però sono d'accordo nella progressione degli allenamenti. Affrontiamo un protocollo per gli sport individuali e poi quelli per gli allenamenti di gruppo. La cosa assurda è che non abbiamo il protocollo validato per il 18 maggio. Ci sono anche società e presidenti che non hanno intenzione di prendersi la responsabilità della ripresa degli allenamenti. E' un discorso molto ampio".
C'è ancora un ragionamento aperto per riprendere individualmente già da lunedì 4 maggio?
"Il protocollo per il 18 non è stato ancora validato. Siamo preoccupati per questo perché senza che esso sia pronto è difficile tornare ad allenarsi come squadra. Noi abbiamo chiesto che ci sia un protocollo per l'allenamento individuale per gli sport di squadra. Stando a questo decreto non sarebbe possibile tornare ad allenarsi, ma se ci fosse un protocollo potrebbe essere attivabile anche da lunedì. Per quanto riguarda il 18 ci aspettavamo il via libera del governo. Speriamo che venga validato il prossimo perché così potremmo ripartire".
Quanti club non vogliono riprendere?
"Alcune società non hanno spazi o strutture adeguate e dunque è un punto interrogativo. C'è chi ci marcia, strumentalizzando alcune situazioni, ma noi dobbiamo pensare alla salute, alla sicurezza e alla possibilità di tornare ad allenarsi anche da soli dopo un periodo di clausura in casa. Abbiamo chiesto di poter aprire un protocollo individuale anche per lo sport di squadra".
Nei confronti del calcio c'è un po' di sottovalutazione del fenomeno?
"Sono considerazioni che valgono tutto l'anno. Noi dobbiamo però pensare ai fatti. Il calcio oggi è uno sport che ha un valore di indotto non indifferente e nessun altro sport ha lo spazio del calcio in Italia e dunque serve una analisi approfondita. Chi non ne parla o chiede che se ne parli di meno non è una novità".
Non c'è il rischio di inseguire il mito del rischio zero rispetto alla massima sicurezza possibile?
"Se in Germania sono tornati ad allenarsi è perché il rischio è sotto una certa percentuale. L'abbassamento del rischio ti permette di fare determinate cose in più o meno. Il rischio zero ci viene detto che non ci sarà. Qual è il rischio calcolato? Non sta a noi dirlo. Ci sarà la possibilità di valutarlo. Al di là della salute dei giocatori, il rischio calcolato se lo deve prendere anche chi li mette in campo i calciatori. Bisogna vedere cosa significa fare calcio prima che sparisca il virus. Ogni mattina vediamo quali sono i rischi del contagio. Sappiamo che il calcio, a differenza di altre aziende, deve ripartire in toto. Tutti devono ripartire insieme. L'orizzonte temporale su cui ragionare non sappiamo qual è. Adesso corriamo per finire la stagione corrente, ma non sappiamo cosa accadrà ed è solo la nostra speranza ad allungare il tempo per tornare" ha dichiarato a Radio24, il presidente dell’AIC, Damiano Tommasi. Fonte tmw
Ad section
Ad section
Non perderti le novità!
Che aspetti?Ad section