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Tanti auguri
Buon compleanno a... Celeste Pin. L’ex difensore dell’Hellas Verona oggi compie 59 anni
Sconcerti: “Juric me lo terrei stretto. A Verona ha trovato l’ambiente giusto”
“La capacità di portare dentro l’area tanti uomini, di consentire che in molti vada- no al tiro, che ci sia un numero elevato di marcatori. Un tratto che salta subito all’occhio, e non solo per ragioni statistiche. Nelle squadre di Juric, è una costanteZ A Verona ha trovato l’ambiente giusto per proporre il calcio che ha in testa. L’impronta viene da Gian Piero Gasperini. Leggo che Juric non esita a definirlo un maestro, e non è indice di debolezza dire di avere un debito di riconoscenza verso una persona da cui hai molto imparato. È il contrario - ha dichiarato al Corriere di Verona, il giornalista Mario Sconcerti - Verona è una grande piazza, ha storia, tradizione. Non se ne trovano tante in Italia. Prima di lasciarla ci penserei su. Altrettanto chiaro è, allo stesso modo, che a un allenatore in rampa di lancio servano delle garanzie. Juric è un bravo artigiano, quella del Verona è una bottega in cui può lavora- re a modo suo. I bravi artigiani non si trovano facilmente. Se ne hai uno in casa è meglio che te lo tieni stretto”.
Zeman: “Pessimista per la ripresa della Serie A. Scudetto? Per me non c’è niente da assegnare a nessuno”
“Ripresa serie A? Io sono pessimista, questo virus ha fatto grossi danni e temo che ne farà ancora. In questo momento la salute è la cosa più importante. L’assegnazione dello scudetto? Al riguardo si possono fare tante ipotesi, ma per me non c’è niente da assegnare a nessuno” ha dichiarato al Corriere dello Sport, Zdenek Zeman.
Olanda, stop definitivo alla stagione 2019/20. Il titolo non verrà assegnato, bloccate le retrocessioni
La Federazione olandese ha deciso di mettere la parola fine sulla Eredivisie 2019/20. Dopo una riunione tra la KNVB e i club di prima e seconda serie, è diventata ufficiale la notizia che era nell'aria già da giorni, da quando il Primo Ministro, Mark Rutte, aveva disposto il divieto di organizzare eventi di massa fino al primo settembre. Il titolo non verrà assegnato, così come è stato deciso di bloccare sia le retrocessioni che le promozioni, nonostante il parere contrario di molte società, il cui voto è stato ribaltato dalla Federcalcio stessa.
Kumbulla: ”Il primo gol in Serie A non si scorda mai, ma il giorno più bello resta la vittoria con la Juve”
”La quarantena la passo in famiglia, purtroppo per ovvi motivi non sono ancora riuscito a vedere la mia ragazza Greta, come i miei compagni. E non vedo l’ora. Veloso? Miguel è veramente forte, ha tante qualità e lo ringrazio ancora per l’assist che mi ha fatto in occasione del gol contro la Sampdoria. Il mio primo in Serie A. La mia stagione? Ho lavorato duro, il più forte possibile, cercando di mostrare al mister le mie qualità e grazie al presidente ed al direttore sono riuscito ad esordire in Serie A, realizzando il mio sogno. Ho capito che potevo ritagliarmi il mio spazio nel massimo campionato italiano all’esordio. Una squadra, la nostra, dove non ci sono titolari fissi perché il mister sceglie sempre in base al lavoro settimanale. Chi mi ha aiutato? Il direttore D’Amico ha sempre creduto in me, già l’anno scorso nonostante i problemi fisici, la mia famiglia, il mio procuratore a cui vanno i miei ringraziamenti. La mia crescita atletica? In ritiro abbiamo lavorato tantissimo, è stato molto faticoso ma i frutti si sono visti ed in partita, la fatica non si sente nemmeno. La mia è stata una crescita sia fisica che mentale - ha dichiarato in diretta sul profilo Instagram dell’Hellas Verona FC, Marash Kumbulla - I risultati di quest’anno sono merito del gruppo che si è venuto a creare. Siamo molto uniti, scherziamo molto nello spogliatoio ed i meno giovani (ride, ndr) ci aiutano molto. Ho sempre seguito l’Hellas, ricordo una partita da raccattapalle dove vincemmo 3-0 grazie ad una doppietta di Luca Toni, sotto la Curva Sud. Ed io ero proprio lì. Che emozione! Il gol contro la Samp? Non mi sono mai arrivati così tanti messaggi. La prima rete in Serie A non si scorda mai, ma il giorno più bello resta la partita con la Juve in casa. Una delle giornate più belle della mia vita, dove ho festeggiato il compleanno nel più bel modo possibile, vincendo contro la squadra più forte d’Italia. Meglio di così non poteva andare. Sono stato tutta la notte a rivedere la partita ed a leggere i messaggi. Il mio carattere? Grazie ai valori che mi hanno insegnato i miei e genitori. Sono una persona rispettosa e seria, che lavoro molto. Danzi? Mi spiace per l’infortunio, Andrea ha grandi qualità e sono sicuro che tornerà a dimostrare il suo valore. Mio padre? Mi ha sempre seguito e lo ringrazio tanto perché mi ha dato la possibilità di giocare a calcio. La passione me l’ha trasmessa lui. Dove ho iniziato a giocare? A Cavalcaselle, la squadra del mio comune, poi a 9 anni ho iniziato la trafila nell’Hellas Verona. Ho realizzato il mio sogno giocando per la squadra della mia città. La fascia di capitano dell’Albania? È uno dei miei obiettivi. Sono 50% albanese e 50% italiano e la scelta di giocare per l’Albania è di cuore”.
Sampdoria, Ferrero: “Meglio pensare al prossimo campionato”
“Stiamo seguitando a prenderci in giro finché qualcuno non ci dice che è uscito un vaccino e siamo tutti sereni. Invece di dire ricominciare questo è meglio rimboccarci le maniche per fare un grande campionato l'anno prossimo". Così il presidente della Sampdoria, Massimo Ferrero, oggi a "Un Giorno da Pecora", su Rai Radio1, sulla possibilità di ripartire con la Serie A. "Ad esempio, se un calciatore contrae il virus, cosa facciamo, lo mandiamo in quarantena, o viene trattato come se fosse infortunato? - si chiede Ferrero -. E poi come si fa a pretendere che i calciatori che hanno fatto quarantena vadano poi in ritiro in un albergo altri 30 giorni? Mica stanno ai domiciliari. Sarò felice di riprendere il campionato quando ci daranno delle assicurazioni e si faranno delle proposte accettabili". Sulla ripartenza ipotizzata per il 4 maggio, Ferrero frena: "Sarà l'11 o il 18, quello è l'orientamento. E il campionato se poi inizia bisogna fare due o tre partite a settimana, devi giocare ad agosto. Poi devi dare un po' di vacanza ai ragazzi, per iniziare il nuovo campionato ad ottobre? E gli Europei a giugno? La coperta è corta". Fonte: ANSA
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AIA, Orsato nuovo Rappresentante arbitri in attività
Il Presidente dell'AIA, a norma dell’art. 8, comma 6, lett. c) del vigente Regolamento, sentiti gli Arbitri Effettivi appartenenti al ruolo C.A.N. A, ha nominato l’A.E. C.A.N. A Daniele Orsato, della Sezione di Schio, Rappresentante degli Arbitri in Attività.
Orsato succede a Gianluca Rocchi, di Firenze, che aveva ricoperto il ruolo negli ultimi anni. Fonte e foto: aia-figc.it
CONI, Malagó: “C’è fiducia per il 4 maggio”
“È chiaro che gli sport individuali sono favoriti rispetto agli sport di squadra, ma speriamo che possano riprendere anche gli sport di squadra: parliamo di allenamenti, con delle precauzioni, ovviamente di distanziamento. Sabato e domenica lavoreremo a questo fascicolo insieme al Segretario Generale e alla struttura degli uffici del CONI, al massimo lunedì mattina sarà sul tavolo del Ministro Spadafora che, insieme al Governo, farà le sue valutazioni a
La data del 4 maggio può essere quella giusta per una ripresa, almeno parziale, delle attività? Io faccio un ragionamento che penso sia di buonsenso: c'è una progressione. C'è un inizio, ci auguriamo il 4 di maggio. Magari si farà un discorso diviso in aree geografiche, perché ci sono dei contesti più complessi. Ma anche questo è tutto da verificare. C'è una situazione che logicamente riguarda la parte delle attività per fare movimento, qualunque esso sia, sia a livello professionistico che amatoriale. E poi c'è la pianificazione della gestione della manifestazione, dell'evento sportivo, della gara, quello è un altro discorso" ha dichiarato a Radio Rai il presidente del CONI, Giovanni Malagó.
Hellas Verona, il braccio destro di Ivan Juric: Matteo Paro
Al fianco di mister Ivan Juric, alla prima esperienza da assistente-allenatore, c’è Matteo Paro, che è agli inizi della sua nuova carriera… 'a bordo campo'. Superati gli esami di abilitazione all'inizio dello scorso luglio, è stato nominato allenatore in seconda dell'Hellas per la corrente stagione 2019/20. "Un'esperienza importante, che mi permette di imparare tanto e di farlo al fianco del mister (Juric, ndr) con cui lavoro da molto tempo, prima da giocatore e ora da allenatore", - aveva detto lo stesso Paro durante il ritiro estivo. Finora sono 26 le sue panchine da ‘braccio destro’ dell’allenatore croato, che a più riprese ne ha elogiato la lucidità e l’equilibrio durante le partite, elementi preziosi per mister Juric nel momento in cui deve prendere decisioni importanti a partita in corso. Non a caso sono frequenti i conciliaboli fra i due nel rettangolo dell’area tecnica.
I PRIMI ANNI "IN PANCHINA"
Ex centrocampista - fra le altre squadre - di Juventus, Genoa e Crotone, Paro lascia il calcio giocato dopo circa quindici anni di carriera da calciatore. La sua storia, specie negli ultimi anni, è legata a quella di Ivan Juric: la sua carriera da collaboratore di uno staff tecnico inizia infatti con il tecnico croato. Dall'aprile all'ottobre 2017 è assistente tecnico al Grifone, durante la seconda gestione rossoblù di Juric, e viene riconfermato anche nel campionato successivo, nella misura di 8 partite, dall'ottobre al dicembre 2018. La sua prima esperienza da allenatore in seconda è, appunto, sulla panchina del Verona, dove arriva all'inizio della corrente stagione 2019/20 insieme allo stesso Juric.
JURIC E PARO
È un binomio, quello formato da Ivan Juric e Matteo Paro, che trova radici lontane e profonde negli anni rossoblù con Crotone e Genoa. Due centrocampisti che hanno condiviso moltissimi anni insieme, a partire dalla stagione 2003/04: Juric era in Calabria dal 2001 e lì rimase a giocare fino al 2006, mentre Paro, che nel 2003 non trovava spazio al Chievo, venne mandato in prestito dalla Juventus proprio al Crotone. Qui i due si conobbero, sotto la guida tecnica di Gian Piero Gasperini, e ottennero al termine di quell'anno la promozione in Serie B tramite i Playoff. La stagione seguente fu più complessa, ma il Crotone riuscì comunque a salvarsi con un sedicesimo posto finale: Juric e Paro erano quasi sempre in campo insieme, ma le buone prestazioni di quest'ultimo convinsero la Juventus a cederlo in comproprietà al Siena, con cui farà esperienza in Serie A. Negli anni a venire i due si incontreranno anche da avversari: accade nella 14a giornata di Serie B del 1° dicembre 2006, Genoa-Juventus 1-1, con vantaggio bianconero su calcio di punizione di Pavel Nedved e pareggio, pochi minuti più tardi, proprio di Ivan Juric. Con la promozione in Serie A di entrambe le squadre, Paro viene ceduto al Genoa, con cui giocherà per due stagioni, mentre il croato si ritirerà appena un anno più tardi: quello dal 2007 al 2009 è dunque l'ultimo biennio da compagni di squadra. Tra Coppa Italia, Serie C, Serie B e Serie A Paro e Juric hanno giocato insieme complessivamente 59 partite. La prima esperienza del croato da allenatore di una prima squadra è del 2014/15, quando gli viene affidata la guida del Mantova in Serie C. Insieme a lui arriva proprio Paro, suo uomo di fiducia e capitano, quasi sempre in campo quell'anno. Nel 2015/16 fanno tutti e due ritorno al Crotone, uno da allenatore (Juric) e l'altro da calciatore (Paro) nella sua ultima stagione con maglietta, calzoncini e tacchetti. Con la coppia Juric-Paro i calabresi conquistano la prima storica promozione in Serie A. Pochi mesi più tardi Matteo Paro entrerà a far parte dello staff tecnico di Ivan Juric al Genoa.
MATTEO PARO DA CALCIATORE
Dopo essere cresciuto nelle giovanili della Juventus - con un solo anno in prestito al Volpiano in Serie D - esordisce tra i professionisti il 13 novembre 2002, sostituendo Antonio Conte al 25' di Dinamo Kiev-Juventus, gara della fase a gironi di Champions League. In quella stessa stagione vincerà il Torneo di Viareggio con la Primavera, collezionando anche tre presenze in Coppa Italia e una in Serie A. L'anno seguente non troverà spazio al Chievo, iniziando così un importante biennio al Crotone tra Serie C1 e Serie B. Al termine della sua avventura rossoblù, si trasferirà al Siena, dove con 31 presenze stagionali sarà fondamentale per la salvezza dei toscani. Nel 2006/07 la Juventus lo richiamerà a Torino per il campionato di Serie B, per poi cederlo all'altra neopromossa Genoa l'anno seguente: qui partirà titolare, ma, complici due gravi infortuni alle ginocchia nei due anni seguenti, tornerà a giocare praticamente solo nel 2010, prima con il Piacenza e poi, finalmente con continuità, con la maglia del Vicenza. SPAL, Mantova e Crotone, le ultime tre squadre della sua carriera da calciatore. Fonte: hellasverona.it
ISS, Rezza: “Scelta difficile sul calcio. La decisione sarà politica”
“La eventuale ripresa del calcio "credo sia una decisione difficile da prendere, ma per questo sport non ci sono condizioni di rischio 'zero' e in questo caso c'è anche un contatto fisico. Il rischio non è zero". Lo ha affermato l'epidemiologo Gianni Rezza dell'Istituto superiore di sanità alla conferenza stampa all'istituto sull'andamento epidemiologico dell'epidemia di Covid-19. Dopo la fine del lockdown, ha spiegato Rezza, "la decisione sarà politica, ma dal punto di vista tecnico il calcio implica un contatto diretto e se si giocherà lo si dovrà a fare a porte chiuse, su questo non si discute". Sussistono vari problemi, perchè "oltre ai giocatori, ci sono molte persone intorno ed i controlli che si dovrebbero fare sarebbero ad una scadenza molto stretta". Ad ogni modo, ha sottolineato anche il presidente dell'Iss Silvio Brusaferro, "il Comitato tecnico scientifico non ha ancora affrontato tale questione". Fonte: ANSA
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