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Olimpiadi a rischio anche nel 2021
“Se la pandemia non sarà sotto controllo nel 2021, i Giochi saranno annullati” ha dichiarato al giornale giapponese Nikkan, il presidente del Comitato organizzatore, Yoshiro Mori.
I primi 50 anni di Cossato: “Il gol più bello contro la Reggina. Avrei chiuso la carriera all’Hellas. Malesani è stato determinante per me ”
“Sarebbe giusto che ripartisse la Serie A, come un po’ tutto del resto. Basta fare attenzione e mantenere le distanze con la mascherina. Il calcio? Se non trovavo sulla mia strada mister Malesani, forse mi sarei perso nei dilettanti. Lui mi ha insegnato tantissimo. Da come stare in campo a come comportarsi in squadra. Lui è stato determinante per me. L’Hellas? Avevo tutti amici tifosi e fin da bambino tifavo Verona. Anno complicato il primo con qualche problemino e poi c’è stato il finale con il gol di Parma e quello di Reggio. Quello contro la Reggina uno dei tre gol più belli che ho fatto, quello poi ci ha permesso di restare in Serie A - ha dichiarato a L’Arena, Michele Cossato - A Verona non andò benissimo? Non è stata colpa del mister. Siamo stati noi giocatori a sbagliare. Si parlava più dei soldi che non arrivavano che di calcio. E si che nel girone d’andata eravamo quasi imbattibili. Pastorello? Una persona molto capace. Qui a Verona sono arrivati giocatori importanti. Ebbe problemi personali in quell’ultima stagione credo, poi con lui ci rimasi un po’ male. Eravamo retrocessi e con Malesani e pochi altri facemmo un capolavoro, quello di evitare la Serie C. Gli ultimi due mesi gli chiedevo un incontro. Sarei rimasto a molto meno ma volevo finire all’Hellas. “Sì dai, Michele, vedremo...” Ed invece alla fine mi lasció andare. Il Verona di Juric? L’ho visto più di una volta. Mi piace da impazzire. Questa squadra mi ricorda un po’ la mia nel giorno di andata. Poi ci fu il blackout e Piacenza. Chi mi piace dei gialloblù? Amrabat. Avete visto quanto corre? E poi quando ha la palla tra i piedi non riesci a portargliela via, mai”.
La Russa: “Sono per creare le condizioni per consentire ai calciatori gli allenamenti in sicurezza dal 4 maggio”
“Con determinati accorgimenti partirei subito con gli allenamenti, dal 4 maggio. Magari senza partitelle. Il pugile può allenarsi, perché i calciatori non possono fare esercizi a distanza? Non si capisce. Magari inizialmente non fai fare le partitelle ma vietare gli allenamenti è assurdo. Tra poco Conte dirà che potranno allenarsi i terzini perché sono più robusti e i fantasisti per ultimi perché sono gracili (sorride, ndr). Bisogna poter fare tutto, ma in sicurezza. Non si può decidere per categorie: il 25 aprile si va in piazza, gli altri giorni no. Che vuol dire? Le decisioni devono essere prese in ragione della sicurezza. Io devo poter fare tutto, ovviamente in sicurezza. Cosa vuol dire che un calciatore non può utilizzare i campi sportivi e i nuotatori o i pugili possono allenarsi? Si deve riprendere con tutte le precauzioni del caso. Bisogna creare le condizioni per riaprire. Non si può decidere gradualmente di aprire alla possibilità di allenarsi. I divieti per categorie non mi piacciono. Tutti dobbiamo rispondere alle condizioni di sicurezza. Faccio un altro ragionamento: mi fa piacere che le librerie siano aperte, ma i libri possiamo comprarli online oppure leggere quelli che abbiamo a casa, ma non capisco perché non aprano altre attività importanti ma non primarie rispettando tutte le norme di sicurezza. Dal barbiere a tanti altri settori. Il calcio muove l’interesse di milioni di italiani. Il vero problema è che uno non devo contagiare gli altri, basta rispettare le regole. E poi i calciatori sarebbero super controllati dal punto di vista sanitario. Sono per creare le condizioni per riprendere e per consentire ai calciatori gli allenamenti in sicurezza dal 4 maggio, così dal 18-20 se la situazione migliore si può immaginare di giocare il campionato per gli inizi di giugno. Cominciamo a creare le condizioni per ricominciare. Senza distinzioni, ma con la massima sicurezza per tutti” ha dichiarato a tmw, il vice presidente del Senato, Ignazio La Russa. Foto: Inter-News
Branco: “Bagnoli un maestro. Mi ha insegnato che il calcio è semplice”
“Al Genoa ho trascorso tre anni bellissimi, di cui due con un allenatore, Osvaldo Bagnoli, che mi ha insegnato che il calcio è semplice. Oggi ci sono tanti professori che inventano chissà cosa e invece lui non inventava ma faceva andare forte la squadra. Era ed è una persona obiettiva, che dava fiducia a tutti. Con lui ho capito che il calcio è più facile di quel che si pensi. Quali sono gli allenatori che oggi mi piacciono? Klopp, Guardiola, Mourinho, Tite, Sampaoli. Bagnoli però aveva altre caratteristiche: oggi ci sono staff numerosi e molte cose sono cambiate. Lui faceva il riscaldamento con noi, così come Bruno Giorgi al Brescia" ha dichiarato a tmw, il brasiliano Branco. Foto: Genoa CFC
Buon compleanno
Tanti auguri a... Michele Cossato. L’ex attaccante dell’Hellas Verona oggi festeggia 50 anni.
Buon compleanno Super Mike... l’eroe di Reggio Calabria. FotoExpress
Lega Serie A: “Non si riparte oltre il 14 giugno”
La Lega Serie A considera il 14 giugno l'ultima data utile per far ripartire il campionato e i club vogliono 4 settimane per rimettere in condizione i calciatori. Lo spiegano all'ANSA fonti della Lega, dopo il consiglio informale in cui è emersa delusione per il dpcm in cui non sono previste le date di ripartenza del calcio. Le stesse fonti sottolineano che al governo erano state chieste due date, quella per la ripartenza degli allenamenti e quella per il campionato, e che è stato disatteso un accordo politico raggiunto nei giorni scorsi. Fra i dirigenti dei club circola stupore anche per l'intervento del ministro dello sport, Vincenzo Spadafora. E c'è il forte timore che non arrivi l'ultima rata dei pagamenti delle pay-tv, prevista per il primo maggio. In quel caso, dicono fonti della Lega, verrà dato mandato ai legali di recuperare le somme.
"Abbiamo sempre affermato di voler ripartire quando ci sarebbero state le condizioni e l'orizzonte prospettato dal Governo ci consente di farlo". Così il presidente della Figc, Gabriele Gravina sulla prospettiva di ripartenza anche del calcio. "Siamo convinti della strada che abbiamo intrapreso perché è seria e responsabile, l'unica che persegue l'interesse generale del sistema e quello più complessivo dello sport italiano che, per diversi motivi, sarebbe anch'esso danneggiato dallo stop definitivo del campionato di Serie A" aggiunge Gravina.
Federcalcio al governo: 'Ora ci ascolti il Cts' - La federcalcio ha chiesto di essere ascoltata dal Comitato Tecnico Scientifico che coadiuva il Governo nella gestione dell'emergenza Covid-19. "La nostra Commissione medico scientifica - osserva il presidente federale Grabriele Gravina - ha stilato un protocollo molto rigoroso, come hanno fatto tutti gli altri settori che ambiscono alla ripartenza, ma siamo pronti ad integrarlo e a modificarlo recependo le indicazioni del Cts, del Coni e riconoscendo l'FMSI quale riferimento scientifico per armonizzare il tutto". - "Lavoriamo per far ripartire il calcio in sicurezza, non per farlo ripartire e basta.
Continueremo a dialogare con le istituzioni animati dallo spirito di collaborazione che ci ha sempre contraddistinto, avanzando proposte, recependo osservazioni e proponendo soluzioni"- la dichiarazione del n.1 della Figc, che il punto della situazione sul percorso intrapreso dalla Federazione per consentire la ripartenza, in tempi ragionevoli, "di un settore molto importante per il Paese, sia sotto il piano sportivo che dal punto di vista produttivo e occupazionale".
"Abbiamo sempre affermato - continua Gravina - di voler ripartire quando ci sarebbero state le condizioni e l'orizzonte prospettato dal Governo ci consente di farlo. Siamo convinti della strada che abbiamo intrapreso perché è seria e responsabile, l'unica che persegue l'interesse generale del sistema e quello più complessivo dello sport italiano che, per diversi motivi, sarebbe anch'esso danneggiato dallo stop definitivo del campionato di Serie A". A questo proposito, avendo appreso dell'esistenza di alcune annotazioni in merito al protocollo sanitario presentato la scorsa settimana, la Figc ha chiesto di essere ascoltata dal Comitato Tecnico Scientifico che coadiuva il Governo nella gestione dell'emergenza Covid-19 proprio per trovare una strada condivisa. "La Commissione medico scientifica della Figc ha stilato un protocollo molto rigoroso, come hanno fatto tutti gli altri settori che ambiscono alla ripartenza - afferma il presidente federale -; ma siamo pronti ad integrarlo e a modificarlo recependo le indicazioni dello stesso Comitato, del CONI e riconoscendo l'Fmsi quale riferimento scientifico per armonizzare il tutto. Una volta migliorato, ci potranno essere tutti i presupposti per il via libera definitivo al 18 maggio".
"Siamo concentrati sulla fase più delicata dell'emergenza generata dall'epidemia di Coronavirus - aggiunge Gravina - lavoriamo incessantemente per definire le migliori condizioni per il completamento dei campionati sospesi, pianificando in modo responsabile tutti i passi da compiere, ma anche per definire gli scenari futuri. Ho convocato il Consiglio Federale per l'8 maggio proprio per delimitare il perimetro regolamentare nel quale operare".
"In un momento delicato come quello che stiamo vivendo - conclude il n.1 della Figc -, un periodo dove è stato necessario dividere le discipline sportive in individuali e collettive, rivolgo un invito, da semplice tifoso di calcio, a mettere da parte le polemiche sterili, a lavorare insieme e a giocare di squadra per superare la crisi". Fonte: ANSA
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Ministro dello Sport, Spadafora: “Non possiamo sapere quando il campionato riprenderà”
“La riapertura deve essere graduale. I sondaggi vorrebbero che il calcio si fermasse qui. Io non sono una persona che si fa condizionare dai sondaggi, non decido sulla linea del sentimento comune. Sarebbe molto più facile dire di chiudere subito il campionato e la comunità scientifica sarebbe d’accordo. Portare avanti il mondo del calcio è una cosa importantissima per il nostro Paese, ma lo dobbiamo fare in sicurezza. Ricordate quando la Lega Serie A non si è fermata? Quante squadre sono andate in quarantena? La FIGC ha presentato un protocollo ed è stato preso in considerazione. Oggi siamo a fine aprile, non siamo in grado di sapere quale sarà l’evoluzione del virus, come verranno rispettate le regole, perciò non possiamo sapere quando il campionato riprenderà. Lo sapremo più avanti, quando avremo i dati dell’attuazione del protocollo. Il protocollo ha dei costi elevati, come fa la Serie B? Non è vero che non c’è una piena coerenza con le parole del presidente Conte e le mie. Sono ridicole le affermazioni di un complotto contro la Serie A ed è ridicolo chi dice questa cosa. Lavoriamo per riprendere gli allenamenti dal 18 maggio, ma ciò non vuol dire che ripartiranno i campionati" il post su Facebook del Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora.
AIA, Nicchi: “Si riparte? Dico 50 e 50”
“Si riparte? Al momento dico 50 e 50. Si tratta di vedere lo sviluppo degli eventi e prendere una decisione. Bisogna valutare se il rischio è enorme, e allora è inutile perdere tempo, o se il rischio è calcolato e se ce lo possiamo permettere, e allora sarebbe il momento di dare fiducia e serenità. Chi deve prendere le decisioni, le prenda, senza paura, e ci dica se possiamo tornare a giocare presto o se dobbiamo restare fermi due anni” ha dichiarato a Radio Rai, il presidente dell’AIA, Marcello Nicchi.
Passato e presente a tinte gialloblù: Sandro Mazzola
Anello di congiunzione fra il presente e il passato, chiunque ami il Verona non può che essere affezionato a Sandro Mazzola, ex capitano e oggi team manager dei gialloblù. La sua storia con l'Hellas è ormai quasi ventennale ed è proprio a Verona che, nel 2010, appena appese le scarpe al chiodo, Mazzola ha voluto 'tornare' in campo in un ruolo comunque fondamentale per la squadra. Il team manager è una figura organizzativa, anzitutto, e poi di rapporto diretto con giocatori e staff: un ruolo trasversale, quello di Sandro, che ha potuto confrontarsi con centinaia e centinaia di calciatori e tecnici. "Cerco di avere sempre un rapporto professionale serio e corretto con tutti - aveva raccontato nell'A tu per tu a lui dedicato - il rapporto con lo staff tecnico è buono: è chiaro che nei primi tempi ti devi conoscere, anche per capire il modo di lavorare che è diverso per ognuno. Il compito è quello di adeguarsi alle loro esigenze, trovare una sintonia, perché un buon rapporto si crea nel tempo e aiuta tutti a lavorare meglio".
MAZZOLA CALCIATORE
Il centrocampista Sandro Mazzola fa il suo esordio con la Pro Patria, in Serie C2, nel 1985/86, a soli 15 anni. Viene quindi prelevato dal settore giovanile del Torino, ma appena un anno dopo viene ceduto al Varese: qui, nella sua città natale, giocherà dal 1987 al 1992, totalizzando 133 presenze e 4 gol fra C1 e C2. Dopo un biennio a Catanzaro, con cui totalizza 62 presenze e 3 gol, nel 1994 passa alla Reggiana facendo un triplo salto di categoria. Esordisce in Serie A il 27 novembre dello stesso anno, al 'Mirabello' contro il Cagliari, subentrando all'83' a Massimiliano Esposito. I granata retrocedono in Serie B, ma Sandro Mazzola, sotto la gestione tecnica di Carlo Ancelotti, è uno dei giocatori più importanti per l'immediata risalita in A degli emiliani, autori di una mirabile rimonta in classifica dopo un inizio di stagione disastroso. Dopo una nuova retrocessione, però, Mazzola è ceduto al Piacenza, con cui riesce a ottenere la permanenza nella massima serie: rimarrà in biancorosso, diventando anche il capitano, fino al 2000, quando si trasferirà all'Hellas Verona. In gialloblù la sua esperienza più importante, con i primi due anni trascorsi in A e poi, fino al 2007, in Serie B: 216 presenze totali, 4 gol e il merito di essersi guadagnato la stima e l’ammirazione non solo dei tifosi, ma anche dei tanti compagni di squadra che hanno vestito in quegli anni la maglia del Verona. Dopo due anni al Lugano, in Svizzera, chiude la carriera al Domegliara in Serie D.
MAZZOLA TEAM MANAGER
Sandro Mazzola diventa team manager del Verona, squadra con cui da calciatore aveva giocato per 7 anni, nel luglio del 2010. Ritorna all'Hellas in un momento certamente difficile, nella speranza che quello fosse l'anno buono per salutare finalmente la Serie C e tornare in B. È la prima di dieci lunghe stagioni, durante le quali Mazzola lavorerà con 7 allenatori, centinaia e centinaia di calciatori e collezionerà in totale 412 partite da team manage. Oltre a quella del 2010/11, dalla Serie C alla Serie B, ha festeggiato anche tre promozioni in Serie A: nel 2012/13, nel 2016/17 e nel 2018/19. Fonte: hellasverona.it
FIGC, Gravina: ”Pronti ad integrare e modificare il protocollo. Lavoriamo per ripartire. L’8 maggio Consiglio Federale”
“Lavoriamo per far ripartire il calcio in sicurezza, non per farlo ripartire e basta. Continueremo a dialogare con le istituzioni animati dallo spirito di collaborazione che ci ha sempre contraddistinto, avanzando proposte, recependo osservazioni e proponendo soluzioni", così il presidente della FIGC Gabriele Gravina fa il punto della situazione sul percorso intrapreso dalla Federazione per consentire la ripartenza, in tempi ragionevoli, di un settore molto importante per il Paese, sia sotto il piano sportivo che dal punto di vista produttivo e occupazionale. "Abbiamo sempre affermato - continua Gravina - di voler ripartire quando ci sarebbero state le condizioni e l’orizzonte prospettato dal Governo ci consente di farlo. Siamo convinti della strada che abbiamo intrapreso perché è seria e responsabile, l’unica che persegue l’interesse generale del sistema e quello più complessivo dello sport italiano che, per diversi motivi, sarebbe anch’esso danneggiato dallo stop definitivo del campionato di Serie A".
A questo proposito, avendo appreso dell’esistenza di alcune annotazioni in merito al protocollo sanitario presentato la scorsa settimana, la FIGC ha chiesto di essere ascoltata dal Comitato Tecnico Scientifico che coadiuva il Governo nella delicata gestione dell’emergenza Covid-19 proprio per trovare una strada condivisa. "La Commissione medico scientifica della FIGC ha stilato un protocollo molto rigoroso, come hanno fatto tutti gli altri settori che ambiscono alla ripartenza - afferma il presidente federale -; ma siamo pronti ad integrarlo e a modificarlo recependo le indicazioni dello stesso Comitato, del CONI e riconoscendo l’FMSI quale riferimento scientifico per armonizzare il tutto. Una volta migliorato, ci potranno essere tutti i presupposti per il via libera definitivo al 18 maggio".
"Siamo concentrati sulla fase più delicata dell’emergenza generata dall’epidemia di Coronavirus - aggiunge Gravina - lavoriamo incessantemente per definire le migliori condizioni per il completamento dei campionati sospesi, pianificando in modo responsabile tutti i passi da compiere, ma anche per definire gli scenari futuri. Ho convocato il Consiglio Federale per l’8 maggio proprio per delimitare il perimetro regolamentare nel quale operare".
"In un momento delicato come quello che stiamo vivendo - conclude il presidente della FIGC -, un periodo dove è stato necessario dividere le discipline sportive in individuali e collettive, rivolgo un invito, da semplice tifoso di calcio, a mettere da parte le polemiche sterili, a lavorare insieme e a giocare di squadra per superare la crisi". Fonte e foto: figc.it
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