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Brescia, Cellino: “Ho il coronavirus. Fermiamo il calcio, non ha più senso continuare”
“Sono a Cagliari da pochi giorni, dopo aver fatto tre settimane di quarantena a Brescia. Sono stato in ospedale a fare dei controlli. È uscito fuori che mia figlia ha avuto il virus, mio figlio non ce l’ha avuto. E che io ce l’ho in atto. Sintomi? Stanchezza eccessiva e forti dolori alle ossa - ha dichiarato il presidente del Brescia, Massimo Cellino, a La Repubblica - Fermiamo il calcio, non ha più senso continuare a giocare questa stagione”.
Buon compleanno
Tanti auguri a... Valon Behrami. L’ex centrocampista dell’Hellas Verona oggi compie 35 anni. Festeggia anche l’ex gialloblù Patrizio Billio (46).
L’affettuoso saluto di un tifoso viola ai butei
Doveva essere un super sabato… uno di quelli indimenticabili… uno di quelli che iniziavi a ridere e scherzare da quando alla stazione arrivavate a Firenze a quando andavate via…siii con 1000 birre 1000 alberelli e 1000 shottini… Trascorrendo un sabato sera da finale di coppa dei campioni… con la domenica mattina con un mal di capo roba da pazzi… ma super contenti perché eravamo stati insieme… sí perché oggi non era un sabato come altri, ma il sabato prima di Fiorentina Verona…. Uno di quelli che rivedi tanti amici, ma AMICI VERI…Con cui ti vedi durante i mesi, ti senti e ciani come un pazzo… e non vedi l'ora che ti vengono a trovare nella tua Firenze... che ti sei conosciuto così: per caso grazie a questa partita… e piano piano è nata questa grande amicizia… perché questa partita dietro a sé ha tutta una storia… come questo incredibile gemellaggio... con tanta tanta tristezza vi dico che vi voglio bene e che vi tengo sempre dentro il cuore e mi mancate tanto ma tanto credetemi… e il prima possibile torneremo a festeggiare tutti insieme…
VIOLA E BUTEI PER SEMPRE FRADEI
Lega Serie A, martedì convocata assemblea d’urgenza: diritti tv e protocollo ripresa
Martedì 21 aprile alle ore 9 in prima convocazione e, occorrendo, alle 11 in seconda, è convocata in via d'urgenza, tramite video-conferenza, l'Assemblea della Lega Serie A presieduta da Paolo Dal Pino. Tra gli argomenti all'ordine del giorno, l'aggiornamento sui rapporti con i licenziatari dei diritti audiovisivi 2018-2021 e sulla fatturazione e pagamento della sesta rata dei corrispettivi 2019-2020; audience certificata stagione sportiva 2019-2020: adozione di parametri di rivalutazione ed eventuali criteri correttivi; scenari attività sportive e relativi protocolli. Fonte: legaseriea.it
Serie A, il campionato non verrà nuovamente fermato in caso di positività di un calciatore
Nel caso in cui dopo la ripresa del campionato un giocatore dovesse essere trovato positivo al Coronavirus, il campionato non si fermerà ancora ma andrà regolarmente avanti. La Serie A non può permettersi che tutto venga bloccato nuovamente, altrimenti non avrebbe senso neanche ripartire. Il rischio non potrà essere azzerato né ora nell'immediato né nel prossimo autunno, visto che il vaccino non è stato ancora trovato e che col virus bisognerà conviverci ancora diversi mesi. Eventualmente, in caso di nuovo positivo, il giocatore verrà immediatamente isolato mentre per i compagni verranno aumentati i controlli per evitare nuovi contagi all'interno della rosa. Fonte: Il Corriere dello Sport
Briatore: “Se gli operai tornano in fabbrica, anche i calciatori possono tornare a giocare”
“Non capisco perché il protocollo che va bene per le fabbriche non può andar bene anche per il calcio. Gli operai rischiano il contagio per poco più di mille euro e il calciatore super tutelato no? A porte chiuse si può giocare eccome, tanto le persone il calcio lo seguono in tv come farei io con la F1 se non fossi così coinvolto. Chi si dichiara contro la ripresa del campionato lo fa solo per interessi personali. Potrebbero ripartire anche altre discipline come il nuoto e il tennis per esempio" ha dichiarato al Corriere dello Sport, Flavio Briatore. Foto: insella.it
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Pazzini: ”Col pubblico di Verona ho un rapporto incredibile. Essere il capitano dell’Hellas è un orgoglio enorme”
”Il rigore con la Juve? Pazzesco. È una delle cose per cui uno inizia a giocare da bambino. Stadio pieno, penalty concesso col Var, e pensare che perdevamo 1-0. Una serata fantastica. Quante emozioni e che gioia... Il gol contro il Real Madrid? Un’altra serata incredibile. Dovetti andare via da Verona ed è stato fantastico esordire in Liga con quella rete contro una squadra non certo qualunque (ride, ndr). Ho sempre avuto, come qualità, quella di riuscire ad entrare bene a gara in corso. Il rapporto col pubblico di Verona? È davvero incredibile. Essere il capitano dell’Hellas è un orgoglio enorme. La tifoseria è importante e sento molto la responsabilità dei gradi che indosso. Voglio sempre trasmettere ai miei compagni cos’è Verona e cosa vuole da noi. È molto bello e stimolante per me - ha dichiarato Giampaolo Pazzini, ospite de ”In salotto con Mitch” sul profilo Instagram della Scaligera Basket - Come è nata la mia esultanza? A Firenze con Toni. Lui continuava a fare il gesto “ci senti?” ed io ho prontamente risposto con “ci vedi?”. Che campionato è stato quello dell’anno scorso? La scintilla non si è mai accesa durante la stagione. Poi a Cittadella abbiamo rimediato una bruttissima figura e col Foggia ci siamo giocati tutto e siamo entrati, per il rotto della cuffia, nei playoff. Poi è stata un’escalation di emozioni: Perugia, Pescara e poi di nuovo Cittadella. All’andata della finale abbiamo perso incredibilmente 2-0, ma già al termine della partita, dentro lo spogliatoio, sapevamo che avremmo ribaltato il risultato nella gara di ritorno e così è stato col 3-0 finale. Lo stadio era tutto gialloblù, non potevamo perdere ed è stato davvero bellissimo”.
Cassetti: “Faraoni ha caratteristiche importanti. Anch’io a Verona trovai quella serenità per spiccare il volo”
“Un ragazzo straordinario. In Inghilterra (Watford, ndr) mi colpirono la sua fame e la sua voglia di arrivar e sono davvero felice che quest’anno si stia ritagliando le soddisfazioni che merita. Faccio il tifo per lui. Gli ho detto che anch’io a Verona trovai quella serenità per poi spiccare il volo - ha dichiarato a L’Arena, l’ex gialloblù Marco Cassetti - Credo davvero che Marco sia pronto per una big. Ha caratteristiche importanti, che non possono passare inosservate. Juric ne ha compreso i mezzi. Ora è un calciatore completo. Padrone assoluto della sua fascia. Ce ne sono pochi in giro con quelle qualità, anche per quanto riguarda l’aspetto della corsa".
Lecce, Damiani: “Corsa esageratamente veloce verso la ripresa”
“Giocare il resto del campionato al centro-sud? Io sono del parere che sia giusto concludere il campionato, ma senza esasperare nulla, compresi i tempi di ripresa, perché ho la sensazione che ci sia la volontà di accelerare troppo rispetto allo stato della pandemia. I numeri sono sempre preoccupanti ed ho la sensazione di una accelerazione improvvisa che non comprendo. E poi ci sono le altre esasperazioni legate al concentrare tutto in una certa area geografica che snaturerebbe molto la regolarità del torneo, così come lo sarebbe non definire per tempo la scadenza dei contratti al 30 giugno. Giocare al centro-sud mi sembra una ipotesi che ha una sua logica dal punto di vista sanitario, ma non so in che misura sia risolutiva, mi sembra ci sia una corsa esageratamente veloce verso la ripresa che poi porta a fare proposte di questo tipo" ha dichiarato all’Adnkronos, il presidente del Lecce, Saverio Sticchi Damiani.
Tim Parks: “Per gli italiani, e non solo, il calcio non sarà mai irrilevante”
“La mancanza totale del calcio è una perdita d’identità. Il calcio ci permette di costruire una narrazione alternativa delle nostre vite, di avere tipi umani cui riferirci, una comunità in cui riconoscerci. Ci sono i tifosi della Juve con la loro frustrazione nel momento in cui non vincono, perché ritengono che farlo sia un loro diritto. E ci sono io, che tifo Hellas, una squadra che fa dello spirito di lotta il fondamento della propria storia. Il calcio rassicura la nostra vita, ci fa uscire dall’ordinario, ci condiziona nell’umore, nello stato d’animo. Tutto questo ora non c’è. Il calcio è un’ossessione, una specie di oppiaceo mentale. Niente partita, niente dipendenza, niente ansie prima, niente recriminazioni, dopo, se va male... Il tifoso, soprattutto quello di squadre non “metropolitane”, teme sempre che qualcosa vada storto - ha dichiarato al Corriere di Verona lo scrittore Tim Parks - Il ritorno al regolare svolgimento del campionato sarà un segnale del recupero della normalità delle nostre vite. Il calcio è ambivalente: ci fa soffrire e gioire, occupa i momenti di vuoto, riempie e toglie. Per gli italiani, e non solo, non sarà mai irrilevante. Spalti deserti? sul primo spaesamento, quando non c’è il pubblico, è per i giocatori. Che motivo c’è di avere tutto quel talento da mostrare se non hai nessuno che possa incoraggiarti e guardarti? Andare in campo non ha più significato. Per il tifoso, la televisione è uno strumento, un surrogato. Lo stadio è il luogo in cui si officia il rito”.
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