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La tragedia della Freccia della Laguna, miracolato l’Hellas Verona di Valcareggi
L’incidente ferroviario di Murazze di Vado – noto alle cronache anche come disastro della Freccia della Laguna –, avvenuto nel 1978, è considerato, per numero di vittime, uno dei più gravi incidenti ferroviari avvenuti in Italia nel secondo dopoguerra. Il 15 aprile 1978 in località Murazze di Vado nel comune di Monzuno (Città metropolitana di Bologna) sulla linea Firenze-Bologna, poco dopo le ore 12, l’espresso 572 bis Bari-Trieste, instradato via Caserta-Roma-Firenze a causa del crollo di un ponte sulla linea adriatica e trainato dalla locomotiva E.645.016 (una seconda locomotiva, la E.636.282, viaggiava in composizione) deragliò a causa di uno smottamento provocato dalle intense piogge; l’unità di testa si intraversò sui binari in prossimità dell’accesso ad una galleria, invadendo anche il binario dispari, destinato al traffico diretto a Firenze. Pochi istanti dopo sbucò dalla galleria in direzione opposta, alla velocità di 110 km/h il treno rapido 813 Freccia della Laguna composto da elettromotrici ALe 601 e rimorchiate, che urtarono violentemente la E.645.016 intraversata e deragliarono finendo nella scarpata sottostante dopo un volo di venti metri. L’espresso 572 bis, invece, rimase sui binari con il suo carico di passeggeri illesi e sotto shock. Il bilancio dell’incidente fu di 48 morti (tra cui i quattro macchinisti) e 76 feriti. A bordo della Freccia della Laguna vi era anche la squadra di calcio dell’Hellas Verona che si stava recando nella capitale per disputare la partita di campionato con la Roma, e aveva scelto il treno perché il volo prenotato in precedenza era stato cancellato a causa delle avverse condizioni meteorologiche; componenti della formazione scaligera, che viaggiavano a bordo della prima carrozza, in quel momento erano tuttavia a pranzo nella rimorchiata ristorante, frangente che li portò a salvarsi uscendo quasi illesi dall’incidente. Fonte e foto: Wikipedia
Pazzini venerdì sera in diretta su Instagram
Il capitano dell’Hellas Verona, Giampaolo Pazzini, venerdì alle ore 21 sarà ospite in diretta Instagram sul profilo della Scaligera Basket Verona.
Ipotesi 5 sostituzioni
Il calcio italiano vuole tornare in campo. Tra le possibilità, visto il numero importante di partite da recuperare in breve tempo, si parla anche dell’aumento delle sostituzioni, da 3 a 5.
Prime prove di ripartenza con le semifinali di Coppa Italia. L’ultima parola spetta al Governo
Il mondo del calcio italiano prova a ripartire. Gli allenamenti, previo ok del Governo, dovrebbero riprendere il 4 maggio ed in campo si ricomincerebbe dalle due gare di ritorno delle semifinali di Coppa Italia, Milan-Juventus e Napoli-Inter (27 e 28 maggio, ndr). Nel fine settimana successivo poi, la ripresa del campionato di Serie A.
Buon compleanno
Tanti auguri a... Alberto Comazzi. L’ex difensore dell’Hellas Verona oggi compie 41 anni
Le indicazioni della FIGC: test sierologici e ritiri chiusi
Si è svolta oggi in videoconferenza la seconda riunione della Commissione medico scientifica della FIGC, presieduta dal Prof. Paolo Zeppilli, con lo scopo di tracciare le linee guida del protocollo sanitario di garanzia per la ripresa degli allenamenti finalizzati alla ripartenza dei campionati professionistici.
Al contributo di tutti i membri, sono proseguiti nelle ultime due settimane quelli degli esperti invitati a partecipare per l’analisi dell’emergenza da Covid-19: Roberto Cauda (prof. di Malattie Infettive dell’Università Cattolica), Massimo Fantoni (Direttore Unità Covid-19 del Policlinico Gemelli), Walter Ricciardi (componente Oms, consigliere del Ministero della Salute) e Francesco Vaia (Direttore Sanitario dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani).
Nel ringraziare per la disponibilità e la collaborazione offerta, sia in termini quantitativi sia qualitativi, al lavoro della Commissione, il Presidente federale Gabriele Gravina ha ribadito a tutti i componenti l’obiettivo della FIGC: “Per far ripartire il calcio in sicurezza è fondamentale in questa fase mettere a punto le migliori procedure possibili per riprendere l’attività quando ripartirà tutto il Paese. Lavoriamo senza fretta, ma senza sosta per farci trovare pronti quando le istituzioni ci daranno il via”.
Il protocollo, ispirato ai principi di semplicità, fattibilità e attendibilità, prevede una serie di prescrizioni e raccomandazioni per l’individuazione e la conservazione di un ‘gruppo squadra’ formato, oltre che dai calciatori, anche dallo staff tecnico, dai medici, dai fisioterapisti, dai magazzinieri e dal personale più a stretto contatto con i calciatori, che risulti completamente ‘negativo’.
In via preliminare, il lavoro della Commissione raccomanda il ritiro chiuso almeno per il primo periodo di allenamento (modello preparazione estiva), propedeutico alla piena ripresa dell’attività e con la sorveglianza del medico sociale e/o del medico di squadra. Il ritiro sarà preceduto da uno screening (72-96 ore prima di iniziare) a cui si dovrà sottoporre tutto il ‘gruppo squadra’. Tali indagini prevedono, oltre all’esecuzione del test molecolare rapido e del test sierologico (con la tipologia che sarà indicata dalle autorità competenti), un’anamnesi accurata, una visita clinica (valutazione degli eventuali sintomi e misurazione della temperatura corporea) ed esami strumentali e del sangue. Peraltro, su input della stessa FIGC che, per facilitare l’espletamento di tutte le procedure di screening e favorire una migliore organizzazione logistica, è previsto si possa prendere in considerazione la possibilità di consigliare una ripartenza a tre velocità: priorità alla Serie A, per poi proseguire con Serie B e Serie C.
Il luogo per l’allenamento deve essere ovviamente sanificato (intendendo per luogo sia il Centro Sportivo sia le palestre, gli spogliatoi e gli alberghi qualora i club non abbiano una propria sede per il ritiro). Il protocollo poi si incentrerà nella gestione del ritiro con attenzioni specifiche alle varie attività di allenamento e sull’organizzazione per l’impiego delle diverse strutture, compresa la sala medica e fisioterapica.
Con il contributo del responsabile medico dell’Aia Angelo Pizzi, le prescrizioni saranno adeguate anche ai direttori di gara, tenendo presente le specificità della categoria.
Terminata la riunione odierna, il presidente Zeppilli farà una sintesi degli eventuali ulteriori contributi dei componenti per poi finalizzare il documento, che il Presidente Gravina trasmetterà quanto prima per la valutazione ai Ministri per lo Sport Vincenzo Spadafora e della Salute Roberto Speranza. Fonte: figc.it
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Cefis: ”Oggi non ci sono le condizioni per giocare. Questa è una guerra invisibile”
“È come una guerra. Vedi tutte quelle bare caricate sui camion dell’esercito trasportate a Venezia o Ferrara per la cremazione. Abito a Stezzano, un paese a tre chilometri da Bergamo. Quella che tutti, inizialmente, hanno definito come una leggera polmonite sta uccidendo migliaia di persone. Vedi le case di riposo distrutte da questo maledetto virus con persone e anziani che in poco tempo sono condannate a morte. Persone che lavorano in ospedale mi hanno raccontato che i pazienti contagiati muoiono per crisi respiratorie come se stessero annegando in acqua. Una sensazione bruttissima. Per fortuna che hanno tirato su degli ospedali in poco tempo altrimenti non oso immaginare i termini di questa pandemia. Non bisogna pensare che si tratta di un virus che colpisce solo le persone anziane. Vicino c’è l’autostrada ed è agghiacciante sentire le ambulanze nel silenzio che vanno su e giù. I decessi sono all’ordine del giorno e c’è il quotidiano di Bergamo che ogni giorno pubblica almeno dieci pagine con i necrologi. Ho un bambino che alleno nella mia squadra che ha perso tutti e quattro i nonni, un massaggiatore che è morto mentre un dirigente che è in quarantena ne è venuto fuori. Purtroppo questa è una sorta di guerra invisibile che sta mietendo vittime in tutto il mondo. E’ tutto spettrale - ha dichiarato l’ex gialloblù Gianni Cefis a metropolisweb.it - Ascolti le campane delle chiese che annunciano le persone morte. Servirà tanto tempo per uscirne e tornare alla normalità. Il mio invito è di restare a casa e non peccare di negligenza altrimenti si rischia di innescare nuovi focolai e di vedere allungare i tempi. Anche quando si vedrà la via d’uscita dal tunnel dimentichiamoci di andare a ballare o frequentare locali con tante persone. Purtroppo questo virus sta mettendo in ginocchio anche le aziende e penso a quelle turistiche dove ci sono alberghi e ristoranti che in estate vivono di turismo. Come vivo questo periodo? Chiuso a casa. A volte porto il cane in giardino per prendere una boccata d’aria e poi ho un bambino piccolo che mi impegna parecchio. Cerco di guardare solo una volta il tg altrimenti diventa pesante stare lì ogni ora a sentire numeri e notizie di morti. Oggi non ci sono le condizioni per giocare né in A, B o C. Comprendo i presidenti di quelle squadre che stanno vincendo il campionato come il Benevento o il Monza o la Reggina cosa che protestano se i campionati dovessero essere bloccati. Pensiamo che sono state annullate già le Olimpiadi e anche il torneo di Wimbledon”.
La colonna portante dello spogliatoio dell’Hellas Verona: Alessandro Berardi
Una squadra nella squadra, quella allenata dal preparatore dei portieri Massimo Cataldi. Un gruppo di giovani uomini che sanno aiutarsi, in campo e fuori, sempre pronti a confrontarsi e a consigliarsi. È un trio ben assortito, e unitissimo, quello composto da Marco Silvestri, Boris Radunovic e Alessandro Berardi. Per quest’ultimo, un percorso da Verona a… Verona, per tornare in Serie A, in quel massimo campionato che aveva assaporato solo tanti anni prima con la maglia della Lazio, Alessandro Berardi è un vero e proprio gregario di fiducia (ma non un comprimario) e un ragazzo che sa farsi voler bene da tutti. Un punto di riferimento ma anche un autentico cuore gialloblù, ogni volta fra i primi ad abbracciare i compagni dopo un gol.
#22 ALESSANDRO BERARDI
Data di nascita: 16 gennaio 1991
Luogo: Roma
Altezza: 1,85 m
Nazionalità: italiana
Ruolo: portiere
Piede preferito: destro
Caratteristiche: gregario di fiducia
Presenze in Serie A: 0
Presenze Hellas Verona: 1
«Berardi è un ragazzo che ogni giorno sa regalarti un sorriso»
Cit. Marco Davide Faraoni
PRIMI ANNI ALLA LAZIO
Alessandro Berardi cresce calcisticamente nella Lazio, insieme - fra gli altri - all'attuale compagno Marco Davide Faraoni, con cui si è ritrovato in gialloblù a distanza di dieci anni. In biancoceleste arriva in orbita 'Prima Squadra', allenata allora da Vladimir Petkovic, ma nonostante una manciata di convocazioni non riesce ad esordire. Con la Primavera, di cui Berardi è capitano, vince il Trofeo Tirreno e Sport nel 2010, battendo la Roma in finale per 1-0 e parando al 90' un calcio di rigore ad Alessandro Florenzi. In quegli anni sfiora anche la conquista dello Scudetto di categoria, segnatamente nel 2012, arrendendosi solo all'Inter in finale.
DA VERONA...
L'anno seguente, per la stagione 2012/13, Berardi accetta di trasferirsi in prestito all'Hellas Verona, che al suo secondo anno dal ritorno in Serie B punta alla promozione in massima serie. Il giovane Alessandro, che farà da vice all'amico Rafael, riuscirà quell'anno a esordire tra i professionisti in quella che, sinora, è la sua unica presenza in maglia gialloblù, il 20 ottobre 2012 nel vittorioso match (2-0 il finale) sul campo del Livorno. Al termine della sua prima avventura all'Hellas Berardi scende in Serie C alla Salernitana, con cui totalizza 6 presenze in campionato, vincendo la Coppa Italia di Serie C. La stagione seguente si trasferisce a Grosseto, dove trova però poco spazio, spostandosi conseguentemente a gennaio a Messina, dove disputa la seconda parte di stagione: in Sicilia gioca con regolarità, ma deve anche digerire la retrocessione ai Playout per mano della Reggina. I giallorossi rappresenteranno l'esperienza più significativa del portiere romano, che rimarrà in Sicilia anche nella stagione successiva, ancora in C, grazie al ripescaggio. Alla fine saranno poi due e mezza le stagioni di Marco col Messina, per complessive 75 presenze, tutte in Serie C.
...A VERONA
Nel 2017/18 Alessandro Berardi si trasferisce al Bari, senza però riuscire a esordire con i pugliesi. In biancorosso incontrerà molti compagni di squadra che poi ritroverà all'Hellas Verona, dove torna nell'estate del 2018 per completare la 'squadra' dei portieri composta anche da Marco Silvestri, Andrea Tozzo, Mattia Chiesa e Lorenzo Ferrari. Alla fine dell'incredibile stagione 2018/19 Berardi firmerà un nuovo contratto per il Verona, che lo riconfermerà dunque, insieme a Silvestri e al nuovo arrivato Boris Radunovic, fra i portieri gialloblù per la nuova avventura in Serie A. Fonte: hellasverona.it
Brescia, Cellino: ”Sarebbe una truffa togliere due mesi di stipendi e costringerli a giocare 25 partite in due mesi”
“La FIFA dice finiamola qui, il CONI dice finiamola qui, la FIGC invece mi ricorda il nostro governo, crea un sacco di commissioni ma è solo politica e burocrazia. È una tragedia su cui stiamo scherzando tutti ancora, io vivo a Brescia e vi auguro di non vivere mai il Covid-19, nel resto d'Italia non se ne rendono conto. Di andare in Serie B non me ne frega nulla, ci vado domani mattina. Nascondersi dietro i problemi economici è sbagliato, l'azienda calcio è come tutte le altre, ma nel sistema mondiale è l'unica in grado di risollevarsi e ripartire senza chiedere aiuti a nessuno. Il fatto che ci nascondiamo dietro consigli di chi non è coinvolto è sbagliato, che si possa ripartire io me lo auguro ma non lo credo. Io sono a Brescia e ho paura di uscire in giardino. Le società di calcio sono società per azioni come altre, quando hai il 90% delle società che hanno bilanci negativi, le cui perdite vengono colmate con le plusvalenze, le cessioni dei calciatori, già è chiaro cos'è il calcio. In questo momento non si gioca, ma tutti abbiamo interesse che si riprenda a giocare. Ma come si fa a giocare giugno, luglio, quando i bilanci chiudono a giugno e i contratti anche? I calciatori riprendono senza fare un giorno di vacanza? Ma si strappano tutti! Come ha detto Ranieri, i giocatori di Serie A sono come macchine di Formula 1 e stare fermi due mesi è una cosa mai accaduta prima. Se il Brescia deve retrocedere per salvare il calcio io firmo subito e non faccio causa a nessuno, ma non permetto che si facciano insinuazioni del genere.
Decurtazione degli stipendi e conclusione della stagione? Sarebbe una truffa, togliere due mesi di stipendi e costringere i ragazzi a giocare 25 partite in due mesi. Il 90% dei calciatori sono persone perbene, glielo garantisco. Bisogna dar loro certezze, se finiamo il campionato gli spetta il 100% dello stipendio, se non finiamo lo stipendio gli sarà decurtato perché non si è giocato per cause forza maggiore, vi assicuro saranno i primi a mettersi le mani in tasca. Ma dobbiamo garantirgli che saranno calciatori anche l'anno prossimo, non cambiare versione ogni giorno.
Se confermo di non schierare la squadra in caso di ripresa del campionato? Dopo il 30 giugno non posso, ho i contratti in scadenza, non esiste spostare i bilanci. Bisogna garantire 700 milioni alle banche entro il 30 giugno, non diciamo coglionerie" ha dichiarato a Radio24, il presidente del Brescia, Massimo Cellino.
Bocchetti metta all’asta la maglia dell’Hellas Verona a favore della fondazione di Ferrara e dei fratelli Cannavaro
“Je Sto Vicino a Te” è la nostra personale dichiarazione d’amore per Napoli e la Campania. Ho accettato l’invito degli amici Ciro Ferrara, Fabio e Paolo Cannavaro, e donerò una maglia a cui sono molto legato per l’asta benefica organizzata dalla loro fondazione. L’obiettivo è quello di aiutare le famiglie più bisognose e le fasce deboli della popolazione del nostro territorio, che oggi sono in grandi difficoltà a causa dei danni causati dal coronavirus. Partecipa all’asta, restiamo #UnitiperNapoli: charitystars.com/BocchettiPerNapoli
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