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UEFA, giovedì 23 aprile riunione Comitato Esecutivo per decidere il futuro del calcio
L’intenzione della UEFA è di far ripartire i campionati nel mese di giugno, mente le coppe (Champions League ed Europa League) potrebbero essere posticipate ad agosto. Di questo parlerà il Comitati Esecutivo, che si riunirà in videoconferenza giovedì 23 aprile. Una data decisiva per le sorti del calcio europeo.
FIGC, Gravina: “Un campionato senza partite al nord è una possibilità”
”Sarà comunque difficile giocare a Bergamo alla ripresa, così come a Milano, Brescia e Cremona. Un campionato senza partire al nord è una possibilità” ha dichiarato a La Repubblica, il presidente della FIGC, Gabriele Gravina.
FIGC, Gravina: “Il campionato va portato a termine. C’è tempo”
“Quando il Paese tornerà a vivere, quando ci saranno le condizioni per altri settori tornerà anche il calcio. Lo dico una volta per tutte due: il campionato va portato a termine. C’è tempo. Chi deciderà? tutti insieme, responsabilmente. Respingo al mittente le accuse di chi vede nel calcio un mondo governato da interessi lontani non tanto dal contesto sociale del Paese. Al contrario, della nostra ripartenza beneficerebbe tutto il sistema. Penso allo sport di base, all’indotto e al valore sociale del nostro movimento. Perché escluso lo stop definitivo? darebbe inizio a una serie di contenziosi. Sul mio tavolo ci sono già le diffide di alcune società. E che mi chiedi di non ripartire non lo può idea di come risolvere questa criticità. La fifa a tracciato la vita: non comincerà la nuova stagione senza aver concluso prima questa. Se c’è una deadline per ripartire? No, non c’è. Andremo di pari passo con gli altri campionati europei. Se ci faranno giocare a inizio giugno, abbiamo le date utili per terminare a fine luglio. A seguire, le coppe. Se invece dovremo ripartire a settembre, chiuderemo questo campionato a novembre. Per ritornare in campo a gennaio”. L’intervista completa su La Repubblica al presidente della FIGC, Gabriele Gravina.
Esparza Portillo: “Il nuovo stadio sarà un simbolo della città”
“Il calcio sarà motore di ripresa. Quando questa tempesta passerà e ci incontreremo di nuovo in uno stadio per festeggiare con l’intera comunità sarà bellissimo. Bisogna guardare avanti - ha dichiarato a L’Arena, Cesar Octavio Esparza Portillo, l’uomo forte della cordata che intende costruire il nuovo stadio a Verona - Questa situazione rappresenta una grande sfida ma nel nostro caso restiamo impegnati ed entusiasti di costruire la Nuova Arena di Verona. Dopo qualsiasi grave catastrofe, vi è ancora più necessità ed urgenza di avere progetti di infrastrutture sostenibili che creino posti di lavoro. Ci saranno fondi internazionali che andranno a quei progetti che sono pronti. Quindi, la Nuova Arena andrà avanti, non solo come stadio, ma anche come simbolo di fiducia e della città”.
Berthold: “Elkjaer un fenomeno. Juric un grande come Bagnoli. La Nuova Arena? Ci siamo”
“Sono rimasto colpito da quello che è accaduto in Italia e mi è parso il minimo poter aiutare (#aiutiAMOverona, ndr). Il virus? Non ci hanno detto la verità. In Germania la Merkel si è affidata a un solo specialista, avrebbe dovuto ascoltarne di più. Lei non ha un grande consenso da noi. Due anni fa nel mio paese c’è stata un’influenza durissima, molto cattiva. Sono morte 25mila persone. Grande rispetto per chi non c’è più. Elkjaer? Lui è una leggenda. Nel progetto del nuovo stadio a Verona ci sarà un museo fantastico per tutti i grandi calciatori - ha dichiarato a L’Arena l’ex gialloblù, Thomas Berthold - La vittoria più bella? Quella contro la Juve, con Preben che segna su un mio cross. La Nuova Arena? Ci siamo, fra non molto consegneremo il progetto al Comune e poi ci sarà il bando. Ci siamo impegnati per trovare ingegneri, professionisti e progettisti di primo piano. Albergo, museo, spazi commerciali, ristorazione e altro ancora. L’Hellas? Ho visto in tv Amrabat e Kumbulla, per varie ragioni sono dei fenomeni e poi c’è Juric, un grande come Bagnoli. Lui è bravissimo”.
Come può ripartire la Serie A. Le possibili date
Il calcio italiano vuole riprendere appena sarà possibile e terminare così la stagione 2019/20. Il 31 maggio potrebbero esserci in programma i 4 recuperi, tra cui Hellas Verona-Cagliari.
Dal 4 giugno al 21 giugno: 6 giornate con gare ogni due giorni (sabato-domenica e martedì-mercoledì) alle ore 15, alle 18 e 21.
Dal 24 giugno al 12 luglio: 6 giornate con gare ogni tre giorni (sabato-domenica-lunedì e martedì-mercoledì-giovedì) alle ore 18 e 21. Fonte: Tuttosport
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Badu: “Sono stati gli anni più difficili della mia vita. Nei miei confronti, a Verona, sono tutti meravigliosi”
“Ora sto bene, ma il 2019 ed il 2020 sono stati gli anni più difficili della mia vita. Ad agosto sono quasi morto, ho avuto molti infortuni e poi ho perso mia sorella in un modo così doloroso. È stato un periodo molto difficile per me e per la mia famiglia. L’assassino è ancora in fuga perché il virus rallenta tutto. Io vivo da solo qui a Verona. Il mio allenatore mi chiama tutti i giorni, così come il team manager ed il presidente. Sono tutti meravigliosi. Sono stato in una stanza per 34 giorni e non ho potuto vedere cosa è successo a mia sorella - ha dichiarato alla BBC, il centrocampista dell’Hellas Verona, Emmanuel Badu - Ero tornato ad allenarmi da 3-4 settimane ma poi è successo questo. I primi 18 giorni eravamo in isolamento perché avevamo giocato contro la Sampdoria, poi ho iniziato a uscire solo per andare a comprare il cibo. L’importante ora è salvarsi da questo virus, poi vedremo quando potremo tornare a giocare“.
Buon compleanno
Tanti auguri a... Martinho. L’ex gialloblù oggi festeggia 32 anni. Compiono gli anni anche gli ex Marco Zanchi (43) Cluadio Winck (26).
Pessina: “L’affetto della città di Verona per l’Hellas è incredibile”
“Per fortuna sto bene e riesco ad allenarmi a casa. Le giornate passano abbastanza, grazie anche alla mia ragazza Alessandra. Ci facciamo compagnia a vicenda, tra studio e cucina. Sto preparando l’esame di diritto privato, è molto tosto (studia economia, ndr) ma chissà quando potrò darlo. In questo periodo cerco comunque di allenarmi costantemente e di mangiare bene. La mia stagione? Anch’io non mi aspettavo tutto questo, nessuno se lo aspettava un Verona così e possiamo dire che ha sorpreso davvero tutti. Il mio ruolo preferito? A me piace ricoprire tutti i ruoli del centrocampo ed il mister riesce sempre a farmi esprimere al meglio. Mi ritengo un ragazzo solare, mi piace divertirmi e la cosa più importante in una squadra è il gruppo. L’unione di intenti ti permette di fare grandi cose. Come stiamo dimostrando quest’anno. Dei tre gol realizzati qual è quello a cui sono più legato? A quello realizzato a Lecce, siglato dopo 5’ dal mio esordio. È stata la cosa più bella ed inaspettata. Il mio idolo? Mi è sempre piaciuto quel genere di giocatore come Gerrard, ma oggi mi ispiro molto a Toni Kroos del Real. Gasperini e Juric sono davvero simili? Sono due tra gli allenatori più forti in questo momento e mi ritengo fortunato ad averli avuti così giovane. Entrambi lavorano molto ma una volta che entri dentro la loro filosofia, poi vai da solo - ha dichiarato in diretta Instagram all’Hellas Verona FC - Verre? È un giocatore straordinario che ha una tecnica sopraffina. Cosa mi piace della tifoseria dell’Hellas Verona? Da subito ho notato il loro calore e passione, non mi aspettavo minimamente una tifoseria così. È incredibile l’affetto che la città di Verona ha per l’Hellas. Chi potrebbe fare l’allenatore in futuro dei miei compagni? Veloso. Chi il più simpatico del gruppo gialloblù? Mi trovo molto bene con tutti, specie con Zaccagni e Berardi, che è l’anima dello spogliatoio. Anche con Silvestri ma con tutti c’è davvero un gran rapporto. Un gruppo di ragazzi meravigliosi, come lo è il Pazzo. Il N.32? Mi è sempre piaciuto, numero che è stato indossato da giocatori importanti come Beckham, a cui mi ispiro. Quando sono arrivato a Verona ce ne erano pochi a disposizione ma devo dire che mi sta anche portando bene”.
Lutto nel mondo del giornalismo sportivo, si è spento Franco Lauro
Lutto nel giornalismo sportivo italiano: è morto Franco Lauro, volto noto di RaiSport. Avrebbe compiuto 59 anni il prossimo ottobre. Il giornalista è stato trovato privo di vita nella sua abitazione, vittima di un malore. Appassionato di calcio e basket, esperto di calciomercato, Lauro è stato protagonista di numerose telecronache e negli ultimi anni era alla conduzione e all'approfondimento del notiziario sportivo Rai. Fonte e foto: lastampa.it
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