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Buon compleanno
Tanti auguri a... Christian Tiboni. L’ex attaccante dell’Hellas Verona oggi compie 32 anni
FIGC, Gravina: ”Finire la Serie 2019/20 a settembre-ottobre è un’ipotesi”
“Serie A fino a settembre-ottobre? È un’ipotesi. È una modalità per evitare di compromettere non solo la stagione 2019/20 ma anche la stagione 20/21 non potendo partire con certezze di riferimenti perché, con la valanga di contenziosi ai quali saremmo sottoposti da tutti i soggetti che si potrebbero ritenere lesi nei loro diritti e nei loro interessi si correrebbe davvero il rischio di fare un campionato solo nelle aule dei tribunali - ha dichiarato alla Domenica Sportiva, il presidente della FIGC, Gabriele Gravina - L’unico modo serio di gestire un’emergenza seria di questo tipo è quello che dobbiamo comunque chiudere le competizioni della stagione 2019/20 in questo anno. Stiamo lavorando su tutta una serie di ipotesi per gestire al meglio questa situazione. Una data ipotizzata per ripartire è quella del 17 maggio ma sappiamo, e lo sottolineo ancora una volta, che è una ipotesi. Confido molto nelle autorità scientifiche del nostro paese e nelle autorità di governo del nostro paese e ci dobbiamo rimettere alle loro decisioni. Prendere autonomamente delle scelte negative di sospensione o annullamento delle competizioni sportive esporrebbe il nostro mondo a delle responsabilità da un lato sportive e dall’altro contrattuali verso le quali noi non avremmo nessuna possibilità di difesa con una decisione negativa in questo momento”.
Toni: “Verona città stupenda. In gialloblù la mia seconda giovinezza. Grandi i tifosi dell’Hellas”
“Verona ha rappresentato la mia seconda giovinezza. L’allenatore Mandorlini ed il direttore sportivo Sogliano hanno creduto in me e pensare che in tanti credevano che fossi finito, invece ho segnato tanto in gialloblù. Il primo anno 20 gol, ma la classifica marcatori alla fine la vinse Immobile. La seconda stagione volevo vincerla e ci riuscii (22 gol a pari merito con Icardi, ndr) risultato importante grazie all’apporto della squadra. La città scaligera può ricordare Firenze, è più piccola ma davvero stupenda. Il tifo? È impressionante, i tifosi dell’Hellas sono passionali e mi hanno dato subito tanto calore” ha dichiarato il vice sindaco di Verona, Luca Toni, ospite su Instagram di Chiamarsi Bomber.
Setti: “Finire il campionato è un modo per dare un po’ di gioia. Taglio stipendi? Troveremo un accordo.
“Spero di giocare con i tempi che la FIFA e la UEFA potranno trovare. Secondo me finire il campionato è un modo per dare un po' di gioia a tutta la popolazione che ha bisogno del calcio. Secondariamente, avere anche un ritorno economico diverso perchè comunque tanti settori sono in difficoltà e io mi auguro che la vita riparta e il calcio riparta. Quando arriviamo alle ferie avremo chiuso un brutto capitolo della nostra vita e molto lentamente si riparte per fare qualcosa di nuovo, un campionato nuovo e qualche cosa di bello.
La nostra posizione sul taglio agli stipendi? In una situazione del genere, molto paragonabile ad una guerra, credo ci sia da sedersi intorno ad un tavolo con grande serenità e grande disponibilità e intelligenza da parte di tutti e trovare una soluzione che soddisfi entrambe le parti. Quello che sta succedendo per il calcio è un danno immenso e io credo che anche i miei giocatori sono brave persone e penso non ci saranno problemi a trovare un accordo che soddisfi entrambe le parti" ha dichiarato a Sky Sport il presidente dell’Hellas Verona, Maurizio Setti.
Sampdoria, Ranieri: “L’Italia è in guerra. Tornare in campo è prematuro”
“L'Italia è sommersa come se fossimo in guerra. Preoccupazione doverosa di fronte a una malattia invisibile, che non sai come combattere. La mia società ha deciso di essere trasparente, chissà se siamo stati realmente i più colpiti, ma un po' di ansia era inevitabile. Ripartenza? Tornare in campo è prematuro. Il Governo può dire ricominciamo o no, ma spetta ai medici deciderlo. Prima di tornare in campo serviranno settimane di preparazione" ha dichiarato a La Repubblica, l’allenatore della Sampdoria, Claudio Ranieri.
Emergenza coronavirus, ripresa allenamenti: gruppi divisi e tamponi
La Federazione medico-sportiva ieri sera ha comunicato le linee guida da rispettare per la ripresa degli allenamenti dei professionisti.
Il gruppo di lavoro verrà diviso in due gruppi. Da una parte ci sono i “positivi accertati e guariti”, ma anche quegli atleti che a giudizio del responsabile sanitario “abbiano avuto sintomi riferibili – fra i quali 37,5 gradi di febbre, tosse, astenia, dispnea, mialgie, diarrea, anosmia, ageusia”. Dall’altra ci sono i negativi, gli asintomatici nel periodo (quindi i non testati), ma anche coloro che sono stati a contatto con i positivi (compagni di squadra o familiari). Le disposizioni prevedono la necessità di un esame clinico effettuato dal responsabile sanitario e di sottoporsi al tampone (o test simile). Gli atleti RNA negativi si sottoporranno al test IgG/IgM (ricerca anticorpi). In base all’esito del controllo saranno considerati o immunizzati, o ancora soggetti all’infezione e quindi con la necessità di sottoporsi al tampone ogni 4 giorni. Questo prevede la prima parte del protocollo - si legge su La Gazzetta dello Sport - Per quanto il primo gruppo, cioè i positivi o coloro che hanno presentato sintomi ”riferibili” al coronavirus, la lista dei controlli per i positivi comprende il test cardio polmonare, l’ecocardiogramma color doppler, l’holter per 24 ore inclusivo anche di una seduta di allenamento, la spirometria, gli esami ematochimici, la radiologia polmonare. Dopo tutto questo ci dovrà essere un “nullaosta infettivologico” per la ripresa. Il periodo individuale di graduale recupero sarà di 15 giorni. Per il secondo gruppo, oltre al tampone ogni 4 giorni, è previsto un test da sforzo massimale, l’ecocardiogramma, la spirometria e le analisi ematochimiche.
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Udinese-Hellas Verona 3-5 in diretta alle ore 15
10 febbraio 1985, una partita che è entrata di diritto nella storia dell’Hellas Verona. I gialloblù di Osvaldo Bagnoli si impongono a Udine 5-3. Alle ore 15, Telearena farà rivivere le emozioni di quella sfida, col commento dell’eterna voce gialloblù, Roberto Puliero.
D’Amico: “Parlare ora di mercato è impossibile. Il calcio può aspettare, noi siamo dei privilegiati. I sacrifici li fanno altri”
“È un momento delicato per tutti noi. Credo che lo spazio vada dato a chi davvero sta lavorando per risolvere questa pandemia. Ho amici medici e infermieri sia qui a Verona che a Pescara. Siamo tutti in ansia per i nostri cari. Il calcio può aspettare, anche se noi dobbiamo seguire delle regole che ci vengono dettate dall’Uefa, dalla Figc e dalla Lega. Ha detto bene il nostro presidente Setti. Prima la salute e poi quando tutto sarà finito torneremo a giocare - ha dichiarato a L’Arena, il direttore sportivo dell’Hellas Verona, Tony D’Amico - Cerchiamo di fare a casa quello che avremmo fatto in ufficio. Manca il campo ma è una parte fondamentale. Mi sento spesso col mister, i ragazzi e tutti i componenti del Verona, vivaio compreso. Faccio almeno tre ore di video al giorno, anche la sera qualche volta. Sono filmati che arrivano da ogni parte del mondo. Sudamerica, Europa, e un po’ d’Asia. Segnalazioni, partite di un mese fa, insomma tanto lavoro per apprendere. Di questo periodo disgraziato mi tengo la grande opportunità per avere tempo a disposizione per il lavoro di scouting e come tutti per la famiglia. Stiamo attendendo tutte le indicazioni dalle varie istituzioni. A noi a giugno scadono dei contratti e altri iniziano in un altro club. Chi lo sa cosa decideranno ad esempio se si dovesse giocare a luglio, credo ci diranno qualcosa su come comportarci. Mercato? Impossibile parlarne adesso. Non sappiamo se finiremo la stagione o se giocheremo in estate inoltrata. Tutto prematuro il resto sono solo ipotesi di chi ne parla. Juric? Ci sentiamo quotidianamente e sta bene. Ripeto siamo tutti preoccupati per la salute e poi vedremo che cosa accadrà. Speriamo a metà mese di avere delle indicazioni più chiare dal governo per la vita di tutti noi e di conseguenza della nostra attività. Siamo dei privilegiati e lo dico sempre ai ragazzi. I sacrifici li fanno altri. Persone che stanno soffrendo perché malate ed altre che hanno perso o perderanno il lavoro, il calcio può anche aspettare”.
Kumbulla: ”Giocare in A con la maglia dell’Hellas è indescrivibile. Ringrazierò sempre Juric e D’Amico. Contro la Juve la serata più bella della mia vita. Sogno la Champions”
“I giovani albanesi vengono da una cultura differente, che magari permette loro di avere più stimoli e ambizioni. Le mie origini mi hanno trasmettono un forte senso di appartenenza alle tradizioni e alla storia del mio popolo. È un sentimento che mi spinge a dare sempre il massimo. Il gesto del premier albanese Rama? Sono orgoglioso. In un momento così difficile per l’Italia, Paese che è sempre stata al fianco dell’Albania quando ne ha avuto bisogno. Ringrazio lui e i medici che sono venuti in Italia. Che effetto mi fa giocare in A con la maglia che indosso sin da bambino? Penso sia il sogno di tutti: già è difficile arrivare in alto, farlo con la squadra con cui tutto è iniziato è indescrivibile. La prima volta che ho detto “voglio fare il calciatore”? Avevo 10-11 anni: lì ho capito che quello che volevo fare veramente era giocare a calcio, facendo di una passione, una professione. E viceversa. La prima volta invece che ho detto “ce l’ho fatta”? Quando ho segnato il mio primo gol in serie A, di testa, contro la Sampdoria: un momento indelebile. Se è vero che avevo il poster di di Chiellini in camera da ragazzino? Sì: ho sempre ammirato la sua grinta e la sua voglia di migliorarsi. È un autentico guerriero in campo. Qual è il segreto di questa solidità in difesa? Siamo un gruppo molto unito sia in campo che fuori. E questo aspetto aiuta a lavorare sul campo - ha dichiarato al Corriere della Sera, il difensore dell’Hellas Verona, Marash Kumbulla - Juric? Trasmette molto bene le sue idee: sa quando c’è da caricare la squadra e quando c’è bisogno di allentare la presa. Lo ringrazierò sempre per la fiducia che mi ha dato, al pari del direttore sportivo Toni D’Amico, che è stato il primo a credere in me, anche nei momenti difficili che ho attraversato. Cos’ha tirato fuori da me, Juric? Il furore agonistico, che magari sapevo di avere, ma che forse nell’ultimo anno avevo un po’ smarrito.... 8 febbraio? Finora è stata la serata più bella della mia vita, perché ho festeggiato (20 anni, ndr) con la vittoria contro la Juventus. E per poco non ci è scappato anche il gol (annullato dalla Var, ndr). Dopo la gara non sono riuscito a dormire, a causa dell’adrenalina che avevo dentro di me: è una partita che porterò sempre nel mio cuore. L’attaccante che mi ha messo più in difficoltà? Dybala, per le caratteristiche tecniche e fisiche: un funambolo. Qual è il mio sogno? Giocare in Champions. E come uomo creare una famiglia, rendendo felici le persone che mi vogliono bene”.
Presidente UEFA: “Il 3 agosto deve essere finito tutto”
“Il 3 agosto tutto deve essere finito, sia in Champions che in Europa League. La situazione è straordinaria. Possiamo giocare nelle stesse date dei campionati locali, agli stessi orari; dobbiamo essere flessibili. Se la crisi si ferma, inizieremo prima. Si può giocare con il sistema attuale o in gara secca col sorteggio della squadra che gioca in casa, o su un campo neutro. Per ora è solo un'ipotesi quella di giocare delle Final Eight o delle Final Four. L'unica decisione sbagliata sarebbe quella di giocare in un modo che metta in pericolo la salute di giocatori, tifosi, arbitri. Ma se ci sono le condizioni di sicurezza, non vedo alcun problemi" ha dichiarato a Zdf, il presidente della UEFA, Aleksander Ceferin.
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