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Tricolore al Parlamento greco
Il messaggio e la foto pubblicati sui social dall’ex difensore dell’Hellas Verona, Vangelis Moras
Lega Serie A: “Diversi scenari restano tuttora incerti”
Si è svolta oggi pomeriggio l'Assemblea della Lega Serie A, alla presenza di tutte le Società collegate in video conferenza. In riunione è stata rappresentata la posizione emersa dal tavolo di lavoro tra UEFA, ECA e Leghe Europee svoltosi ieri. Riguardo alla possibile disputa delle restanti partite di Serie A TIM e di Coppa Italia, la Lega Serie A considererà la ripresa dell'attività sportiva quando le condizioni sanitarie lo permetteranno, attenendosi, come ha sempre fatto, ai decreti del Governo e tenendo in primaria considerazione la tutela della salute degli atleti e di tutte le persone coinvolte.
Nell'affrontare i diversi scenari, che restano tuttora incerti, la Lega Serie A, con la partecipazione dei rappresentanti delle Società, proseguirà nei prossimi giorni, attraverso i tavoli di lavoro già costituiti, ad analizzare l'impatto e le conseguenze del Covid-19 a livello medico, economico, normativo, sportivo e di risk assessment per i Club e la stessa Lega Serie A. Fonte: legaseriea.it
UEFA: “Meglio giocare senza tifosi che non giocare affatto”
“Il calcio senza tifosi non è chiaramente lo stesso, ma è meglio giocare con gli spalti vuoti che non giocare affatto. La gente vuole energia positiva, potrà vedere le partite in tv. Quando si giocheranno le coppe? Probabilmente a luglio o agosto, non continueremo invece a settembre e ottobre" ha dichiarato il presidente della UEFA, Aleksander Ceferin, alla ZDF.
#aiutiAMOverona
Continuano le aste dell’Hellas Verona su CharityStars per #aiutiAMOverona. Tesserati, partner e innamorati dei nostri colori e della nostra città non intendono interrompere la gara di beneficenza che ha come obiettivo quello di aumentare la somma da destinare alla sanità veronese. Oggi Casa Vinicola Sartori, il nostro Co-Jersey Sponsor, rilancia con altre 2 bottiglie da 3 litri di Amarone del 2015, una delle migliori annate degli ultimi 30 anni, bottiglie brandizzate con un’etichetta speciale: quella dell’entusiasmante promozione in Serie A della scorsa stagione. Si aggiunge alla lista di ‘amici’ del Verona e di Verona anche Stefano Fattori. L’ex difensore gialloblù ha deciso di donare la sua maglia da gioco autografata e anche la maglia celebrativa del centenario preparata per lui. Vai su CharityStars e fai la tua offerta: si può donare anche una quota libera, basta cliccare su Crowfunding. Il ricavato totale sarà devoluto alla raccolta fondi che servirà ad aiutare gli ospedali veronesi, e non solo. Fonte: hellasverona.it
Progetto Scuola Hellas Verona: #RestiamoACasa, vinciamo insieme
Il Progetto Scuola dell’Hellas Verona FC non si ferma e rilancia con un'iniziativa rivolta a tutti i bambini delle scuole che fanno parte dell’attività “Gioca con la tua classe”. Un’attività che dura da 9 anni e coinvolge più di 80 istituti in tutto il territorio. La volontà è quella di favorire la didattica a distanza e ‘occupare’ i più giovani puntando sulla loro creatività e sul loro entusiasmo per regalare una speranza in più a tutti.
#RestiamoACasa: vinciamo insieme
L’obiettivo dell’iniziativa è realizzare un disegno utilizzando lo slogan '#Restiamoacasa: vinciamo insieme', coi colori gialloblù come elemento che unisce e motiva a superare con forza e perseveranza il momento delicato che stiamo vivendo. I disegni che saranno inviati alla mail progettoscuola@hellasverona.it verrano pubblicati sui social ufficiali dell’Hellas Verona: quello che riceverà più like sarà stampato su una maglietta dall’Hellas Store Arena, maglietta che sarà poi regalata all’autore. Tutta la classe del vincitore, in occasione della giornata del Progetto Scuola allo Stadio Bentegodi, potrà inoltre partecipare a un walkabout esclusivo, visitando gli spogliatoi e seguendo il riscaldamento dei calciatori gialloblù da bordocampo. Fonte: hellasverona.it
Numeri e curiosità di Pawel Dawidowicz
Tra i più presenti nella stagione 2018/19, inamovibile centrale difensivo nel corso dei Playoff di Serie B, si è confermato come un calciatore gialloblù affidabile e performante anche nel corrente campionato di Serie A, 2019/20. Nelle 14 presenze di quest'anno è partito titolare 6 volte e, dopo la sfortunata espulsione nei primi minuti all'esordio in A, si è riscattato grazie a prestazioni utili alla squadra, rispondendo sempre presente nei momenti di necessità. L'altezza invidiabile e la sua capacità di adattarsi a più ruoli, anche quello di centravanti (!), gli permettono di andare oltre le sole riconosciute capacità in fase difensiva dove ha dimostrato anche nella massima serie di essere particolarmente abile nello sbrogliare situazioni di gioco di non facile lettura. Sinora ha segnato 2 reti con la maglia dell'Hellas Verona, compresa la sua prima marcatura in Serie A, festeggiata il 26 gennaio scorso al 'Bentegodi' contro il Lecce.
#27 PAWEŁ MAREK DAWIDOWICZ
Data di nascita: 20 maggio 1995
Luogo: Olsztyn, Polonia
Altezza: 1,89 m
Nazionalità: polacca
Ruolo: difensore centrale
Piede preferito: ambidestro
Caratteristiche: efficace in più ruoli e affidabile
Presenze in Serie A: 14
Presenze Hellas Verona: 48
«Paweł può essere considerato un modello per i giovani. Ha dimostrato che chi è disciplinato e lavora sodo può raggiungere traguardi importanti. Aveva un dono calcistico, ma non si basava solo su quello. Sapeva bene che le sue doti sarebbero state inutili senza un lavoro costante. Non ha mai avuto alcun impulso per la celebrità»
Cit. Maria Cichowska - Presidente del Sokol Ostróda, squadra di gioventù di Dawidowicz - nel 2014
DA DANZICA A SÃO DOMINGOS DE BENFICA
Quando esordisce con il Lechia Danzica, Pawel Dawidowicz ha compiuto 18 anni da pochi giorni: è uno dei più giovani e promettenti della squadra, tanto che su di lui arrivano ben presto le attenzioni di diverse squadre, soprattutto dalla vicina Germania. Dopo le due presenze nelle ultime due giornate di Ekstraklasa 2012/13 - massimo campionato polacco - si presenta da vero outsider nella stagione successiva. Ambizioso, rigoroso, laborioso: questo si dice di lui. Anche i compagni lo elogiano, perché modello da seguire, ancorché giovane, per lo spirito combattivo. L'ottimo campionato 2013/14 convince il Benfica a investire su di lui, lasciando l'amara sensazione al Lechia di non aver intravisto le potenzialità del giovane mediano (sì, al tempo veniva impiegato prevalentemente a centrocampo). Continua ad essere utilizzato in quel ruolo per la maggior parte delle partite con il Benfica ‘B’, la squadra riserve e giovani delle Águias, in LigaPro, la seconda serie del campionato portoghese. Alla fine totalizza 66 presenze e 3 reti in due stagioni, non abbastanza per una promozione diretta in prima squadra: il Benfica lo manda a crescere in 2. Bundesliga con la maglia del Bochum.
BOCHUM, PALERMO E IL PRIMO VERONA
Dopo le prime convocazioni con le nazionali giovanili, già ai tempi del Lechia Danzica, Dawidowicz riesce a esordire con la Nazionale Polacca in quella che è ancora oggi la sua unica presenza, il 17 novembre 2015 contro la Repubblica Ceca. Di lì a poco sarà trasferito in prestito al Bochum, con cui gioca 17 partite di campionato, colpito anche da alcuni infortuni muscolari che ne condizionano la stagione. L'anno seguente il Benfica decide di cederlo in prestito, nella Serie B italiana, al Palermo. Con i rosanero trova più spazio e maggiore continuità, totalizzando 29 presenze e lasciando intravedere le ottime doti da difensore centrale. Questo convince l'Hellas Verona a dargli un'ulteriore chance nel medesimo campionato, strappandolo alla concorrenza del Palermo e convincendo il Benfica a girarlo in prestito ai gialloblù: qui gioca ancor di più che in rosanero, totalizzando 34 presenze e 1 gol. Nel corso della stagione viene riscattato e nel suo destino, dopo dei Playoff condotti magistralmente in difesa dapprima in coppia con Alan Empereur e poi con Matteo Bianchetti nella finale di ritorno al ‘Bentegodi’ contro il Cittadella, c'è finalmente un campionato ai massimi livelli: la Serie A con l'Hellas Verona.
LA SERIE A CON L'HELLAS VERONA
Dawidowicz, abile con entrambi i piedi, si mette in luce per una grande disinvoltura nell'utilizzo del mancino. Questo convince Ivan Juric della sua utilità nel ruolo di 'terzo' di sinistra in quella difesa 'a tre' che è la vera rivoluzione del 2019/20. La prima gara, quella dell'esordio in Serie A, è però un passo falso: Dawidowicz viene espulso al 13', concedendo al Bologna il rigore del momentaneo vantaggio in una partita che sarà la prefazione al carattere del Verona di quell'anno. L'Hellas pareggia 1-1 con un uomo in meno, mostrando a tutti di che pasta è fatto. Dawidowicz torna in campo alla 5a giornata contro l'Udinese e poi ancora alla 6a contro il Cagliari, partite nelle quali i gialloblù conquistano due preziosi punti. La sua prontezza nel rispondere presente nei momenti di difficoltà è un pregio, che lo porta anche a segnare il primo gol in Serie A il 26 gennaio 2020, al 'Bentegodi' contro il Lecce: sua la rete al 19' che apre le danze in una partita poi terminata 3-0 in favore dei gialloblù. Fonte: hellasverona.it
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Silvestri: “Verona città bellissima, Curva Sud unica. Sarebbe bello al Bentegodi avere i tifosi più vicini”
“Stiamo vivendo un periodo strano ma bisogna andare avanti e sperare per il meglio. Invito tutti a non uscire di casa, sperando si possa tornare alle nostre vite quantoprima. La mia famiglia per fortuna sta bene e tra i compiti di mia figlia e le sedute che svolgo tra le mura di casa, mi si riempie la giornata. Il mio campionato? Personalmente sono contento. È stata una stagione veramente speciale, la mia prima da titolare in Serie A. Si è visto da subito che girava bene, peccato per questo stop ma speriamo di tornare a giocare quando si potrà. La parata più bella di quest’anno? Quella su Luis Alberto a Roma e la punizione di Berardi al Bentegodi. Contro il Sassuolo sembrava già gol e lo stadio è esploso alla mia parata come se avessimo segnato. È stato davvero bello. L’importanza del lavoro? Penso che in campo si porta quello che fai durante tutti i giorni, non solo in sede di allenamento. Preparo le partite di A come quelle di B. C’è più qualità nel massimo campionato italiano, un torneo difficile dove rischi di più rispetto alla cadetteria. L’impatto con CR7? È un giocatore di un altro pianeta, eccezionale, un campione. C’era un po’ di apprensione perché quando ha il pallone tra i piedi può sempre inventare qualcosa, come ha fatto a Verona. È complicato da affrontare, specie per un portiere - ha dichiarato al canale Instagram dell’Hellas Verona FC, il portiere Marco Silvestri - La vittoria contro la Juve è stata molto bella, una grossa soddisfazione per lo più arrivata al Bentegodi. Anche se non avessimo vinto, i nostri tifosi sarebbero stati comunque orgogliosi di noi per la partita che abbiamo fatto. Gerarchie stabilite? Bisogna guadagnarsele. Il titolare ha molte più responsabilità e personalmente do sempre il massimo, in ogni allenamento. Il rapporto con Radunovic e Berardi? Molto bello, specie con Berardi, un ragazzo d’oro. C’è davvero un ottimo clima e questo è un aspetto molto importante. Quando sono stato secondo, mi sentivo un po’ fuori dal contesto ed ora mi impegno per coinvolgerli entrambi il più possibile perché per me sono entrambi molto importanti. Il rapporto con Massimo Cataldi (preparatore portieri, ndr) e Juric? Cataldi è eccezionale, sono stato fortunato ad incontrarlo l’anno scorso, dà tutto, a disposizione 24 su 24; lavora tanto per noi, ed è riuscito a tirare fuori quello che poteva da me. E sono convinto che posso ancora migliorare, specie quando mi trovo il pallone tra i piedi. Juric? La sua personalità ci ha subito conquistati, ha un’identità precisa. In allenamento pretende la stessa intensità della partita e questo poi si vede in campo. Quanto conta la concentrazione nel mio ruolo? Sono molto freddo di mio, non mi faccio prendere dalle emozioni e sono convinto che se ti fai prendere dall’ansia è peggio. L’importante è non avere rimpianti e dare il massimo, che è quello che ci hanno sempre chiesto i nostri tifosi. I tifosi dell’Hellas? Sono molto caldi, ci vogliono davvero bene ed a me hanno dimostrato tante volte il loro affetto, cosa molto bella ed importante. La Curva Sud poi è eccezionale e sarebbe bello averli più vicini nel nostro stadio. Tutti noi calciatori, troviamo la forza nei nostri tifosi. Soprattutto quest’anno sono stati molto positivi e questo ci ha permesso sempre di fare ottime prestazioni, specie al Bentegodi. La mia prima volta a Verona avevo 18 anni quando fui comprato dal Chievo. Per me è come stare a casa, è una delle città più belle al mondo, mi piace tantissimo. Il portiere più forte oggi ed a chi mi sono ispirato? Allison, mentre sono cresciuto milanista ed il mio idolo era Dida, insieme poi al grande Buffon. Amrabat? È un giocatore fortissimo, ha una forza fisica impressionante ed una ottima qualità tecnica, è bravo tatticamente e sono convinto che farà una grandissima carriera. L’amico Tommy? È nata casualmente la nostra amicizia prima della partita contro il Perugia, dove parai anche il calcio di rigore. Poi è entrato altre volte in campo con me e devo dire che porta molto bene. Il mio sogno? Essere convocato in Nazionale, il desiderio di ogni calciatore”.
Bonazzoli: “Mio padre lotta contro il Covid-19, per fortuna sta abbastanza bene”
“Purtroppo da una settimana il mio papà ha preso il coronavirus: adesso è ricoverato all’ospedale di Mantova, non è intubato, ma fa fatica a respirare perché ha avuto una polmonite. I sintomi erano quelli: lui ha quasi 70 anni ed è molto ansioso. I dottori però mi hanno detto che sta abbastanza bene. Io sento mia mamma che adesso è in quarantena. Mi dispiace che in questo momento siano divisi. Sono in contatto coi medici, per fortuna sento spesso il mio papà. Come immagino il calcio dopo il coronavirus?Quando tornerà tutto come prima ci saranno i primi problemi. In questo momento i giocatori sono fermi: chi stava lottando per lo scudetto oppure per un posto in Champions però vorrebbe tornare a fare quello che faceva prima, cioè ad allenarsi ogni giorno e a giocare. Pregiudizi nel calcio femminile? Alcuni addetti ai lavori sono scettici. Io ho imparato che non bisogna fare paragoni. Le ragazze sono diverse dal punto di vista fisico, hanno una forza diversa quando colpiscono il pallone e vanno a una velocità differente. Bisogna pensare solo a crescere e a migliorarsi nell’ambiente in cui si è” ha dichiarato a Il Posticipo, l’ex attaccante dell’Hellas Verona ed allenatore dell’Hellas Verona Women, Emiliano Bonazzoli. Da parte di Hellas Live, un grosso in bocca al lupo all’ex gialloblù.
Stop Covid-19/Macron #noicisiamo
Un logo sul cuore, un cuore nel logo. Questo, parafrasato, il concetto dello slancio di grande generosità e altruismo da parte di Macron, Technical Sponsor dell’Hellas Verona Fc. L’azienda emiliana, in questo momento delicato e critico a livello sanitario, ha deciso di promuovere il progetto “Stop Covid-19 / Macron #noicisiamo”, mettendo a disposizione la propria filiera di produzione asiatica per fornire mascherine, maschere chirurgiche e abbigliamento specifico destinato agli ospedali e alla Protezione Civile. Ma non solo: anche la struttura logistica è stata riadattata per essere funzionale alla consegna del materiale sanitario. Già da questa settimana saranno spediti in Italia i primi 8 milioni di pezzi.
Il Verona è orgoglioso di portare sul petto il logo di Macron: iniziative come queste trasmettono fiducia e speranza di vincere insieme anche questa difficile partita. Fonte: hellasverona.it
CONI, Malagó: “Il calcio italiano orientato a riprendere il 20 maggio ed a chiedere aiuti al Governo”
”Il calcio italiano sembra orientato, pandemia permettendo, a riprendere il 20 maggio e chiede aiuti al Governo. Sarà il CONI a presentare l'istanza? Esistono due problematiche: la prima è specificatamente alle richieste ed istanze che ogni Federazione hanno portato avanti, quella del calcio molto correttamente è già pervenuta al CONI ed abbiamo provveduto a produrre un documento analitico di sintesi al Governo. C'è poi un tema che riguarda l'organizzazione del campionato, bisogna fare una premessa: per delega l'organizzazione dei campionati sono demandate alle singole Federazioni che hanno la facoltà di delegare le Leghe per l'organizzazione dei vari campionati. Il boccino oggi è in mano alle Leghe che devono comunque ascoltare la Federazione che gli ha mandato un mandato concordato preventivamente. Oggi se – e sottolineo se – si dovesse andare ad una rivisitazione, com'è molto probabile, di date, gironi e quant'altro, serve il beneplacito della Federazione laddove la Lega arrivasse ad un documento omogeneo. Rugby? Quando il consiglio federale ha preso questa decisione, ho detto con grande onestà che non sono contrario, ma che la tempistica era affrettata perché c'era un DPCM che scadeva il 3 aprile. Nel caso specifico del Rovigo, è una situazione diversa: passa per una finale scudetto, è diverso dal Club Brugge che ha 15 punti di vantaggio ed all'unanimità si è deciso di assegnargli lo scudetto. Se sei in condizione di organizzare dei play off particolarmente circoscritti e qualche sport lo sta pensando per qualcun altro è impossibile, ci sono sport indoor ed altre outdoor, la generalizzazione è impensabile. La mia posizione è che non impedirei mai ad una Lega – nel rispetto assoluto delle regole – di completare una stagione, chi è così matto da pensare che va annullata una competizione? Ma prima di prendere la decisione ci deve essere a monte la garanzia che tutta una serie di elementi, estremamente confusi attualmente, siano all'ordine del giorno" ha dichiarato a Radio Punto Nuovo il presidente del CONI, Giovanni Malagó
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