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Numeri e curiosità di Pawel Dawidowicz
Tra i più presenti nella stagione 2018/19, inamovibile centrale difensivo nel corso dei Playoff di Serie B, si è confermato come un calciatore gialloblù affidabile e performante anche nel corrente campionato di Serie A, 2019/20. Nelle 14 presenze di quest'anno è partito titolare 6 volte e, dopo la sfortunata espulsione nei primi minuti all'esordio in A, si è riscattato grazie a prestazioni utili alla squadra, rispondendo sempre presente nei momenti di necessità. L'altezza invidiabile e la sua capacità di adattarsi a più ruoli, anche quello di centravanti (!), gli permettono di andare oltre le sole riconosciute capacità in fase difensiva dove ha dimostrato anche nella massima serie di essere particolarmente abile nello sbrogliare situazioni di gioco di non facile lettura. Sinora ha segnato 2 reti con la maglia dell'Hellas Verona, compresa la sua prima marcatura in Serie A, festeggiata il 26 gennaio scorso al 'Bentegodi' contro il Lecce.
#27 PAWEŁ MAREK DAWIDOWICZ
Data di nascita: 20 maggio 1995
Luogo: Olsztyn, Polonia
Altezza: 1,89 m
Nazionalità: polacca
Ruolo: difensore centrale
Piede preferito: ambidestro
Caratteristiche: efficace in più ruoli e affidabile
Presenze in Serie A: 14
Presenze Hellas Verona: 48
«Paweł può essere considerato un modello per i giovani. Ha dimostrato che chi è disciplinato e lavora sodo può raggiungere traguardi importanti. Aveva un dono calcistico, ma non si basava solo su quello. Sapeva bene che le sue doti sarebbero state inutili senza un lavoro costante. Non ha mai avuto alcun impulso per la celebrità»
Cit. Maria Cichowska - Presidente del Sokol Ostróda, squadra di gioventù di Dawidowicz - nel 2014
DA DANZICA A SÃO DOMINGOS DE BENFICA
Quando esordisce con il Lechia Danzica, Pawel Dawidowicz ha compiuto 18 anni da pochi giorni: è uno dei più giovani e promettenti della squadra, tanto che su di lui arrivano ben presto le attenzioni di diverse squadre, soprattutto dalla vicina Germania. Dopo le due presenze nelle ultime due giornate di Ekstraklasa 2012/13 - massimo campionato polacco - si presenta da vero outsider nella stagione successiva. Ambizioso, rigoroso, laborioso: questo si dice di lui. Anche i compagni lo elogiano, perché modello da seguire, ancorché giovane, per lo spirito combattivo. L'ottimo campionato 2013/14 convince il Benfica a investire su di lui, lasciando l'amara sensazione al Lechia di non aver intravisto le potenzialità del giovane mediano (sì, al tempo veniva impiegato prevalentemente a centrocampo). Continua ad essere utilizzato in quel ruolo per la maggior parte delle partite con il Benfica ‘B’, la squadra riserve e giovani delle Águias, in LigaPro, la seconda serie del campionato portoghese. Alla fine totalizza 66 presenze e 3 reti in due stagioni, non abbastanza per una promozione diretta in prima squadra: il Benfica lo manda a crescere in 2. Bundesliga con la maglia del Bochum.
BOCHUM, PALERMO E IL PRIMO VERONA
Dopo le prime convocazioni con le nazionali giovanili, già ai tempi del Lechia Danzica, Dawidowicz riesce a esordire con la Nazionale Polacca in quella che è ancora oggi la sua unica presenza, il 17 novembre 2015 contro la Repubblica Ceca. Di lì a poco sarà trasferito in prestito al Bochum, con cui gioca 17 partite di campionato, colpito anche da alcuni infortuni muscolari che ne condizionano la stagione. L'anno seguente il Benfica decide di cederlo in prestito, nella Serie B italiana, al Palermo. Con i rosanero trova più spazio e maggiore continuità, totalizzando 29 presenze e lasciando intravedere le ottime doti da difensore centrale. Questo convince l'Hellas Verona a dargli un'ulteriore chance nel medesimo campionato, strappandolo alla concorrenza del Palermo e convincendo il Benfica a girarlo in prestito ai gialloblù: qui gioca ancor di più che in rosanero, totalizzando 34 presenze e 1 gol. Nel corso della stagione viene riscattato e nel suo destino, dopo dei Playoff condotti magistralmente in difesa dapprima in coppia con Alan Empereur e poi con Matteo Bianchetti nella finale di ritorno al ‘Bentegodi’ contro il Cittadella, c'è finalmente un campionato ai massimi livelli: la Serie A con l'Hellas Verona.
LA SERIE A CON L'HELLAS VERONA
Dawidowicz, abile con entrambi i piedi, si mette in luce per una grande disinvoltura nell'utilizzo del mancino. Questo convince Ivan Juric della sua utilità nel ruolo di 'terzo' di sinistra in quella difesa 'a tre' che è la vera rivoluzione del 2019/20. La prima gara, quella dell'esordio in Serie A, è però un passo falso: Dawidowicz viene espulso al 13', concedendo al Bologna il rigore del momentaneo vantaggio in una partita che sarà la prefazione al carattere del Verona di quell'anno. L'Hellas pareggia 1-1 con un uomo in meno, mostrando a tutti di che pasta è fatto. Dawidowicz torna in campo alla 5a giornata contro l'Udinese e poi ancora alla 6a contro il Cagliari, partite nelle quali i gialloblù conquistano due preziosi punti. La sua prontezza nel rispondere presente nei momenti di difficoltà è un pregio, che lo porta anche a segnare il primo gol in Serie A il 26 gennaio 2020, al 'Bentegodi' contro il Lecce: sua la rete al 19' che apre le danze in una partita poi terminata 3-0 in favore dei gialloblù. Fonte: hellasverona.it
Silvestri: “Verona città bellissima, Curva Sud unica. Sarebbe bello al Bentegodi avere i tifosi più vicini”
“Stiamo vivendo un periodo strano ma bisogna andare avanti e sperare per il meglio. Invito tutti a non uscire di casa, sperando si possa tornare alle nostre vite quantoprima. La mia famiglia per fortuna sta bene e tra i compiti di mia figlia e le sedute che svolgo tra le mura di casa, mi si riempie la giornata. Il mio campionato? Personalmente sono contento. È stata una stagione veramente speciale, la mia prima da titolare in Serie A. Si è visto da subito che girava bene, peccato per questo stop ma speriamo di tornare a giocare quando si potrà. La parata più bella di quest’anno? Quella su Luis Alberto a Roma e la punizione di Berardi al Bentegodi. Contro il Sassuolo sembrava già gol e lo stadio è esploso alla mia parata come se avessimo segnato. È stato davvero bello. L’importanza del lavoro? Penso che in campo si porta quello che fai durante tutti i giorni, non solo in sede di allenamento. Preparo le partite di A come quelle di B. C’è più qualità nel massimo campionato italiano, un torneo difficile dove rischi di più rispetto alla cadetteria. L’impatto con CR7? È un giocatore di un altro pianeta, eccezionale, un campione. C’era un po’ di apprensione perché quando ha il pallone tra i piedi può sempre inventare qualcosa, come ha fatto a Verona. È complicato da affrontare, specie per un portiere - ha dichiarato al canale Instagram dell’Hellas Verona FC, il portiere Marco Silvestri - La vittoria contro la Juve è stata molto bella, una grossa soddisfazione per lo più arrivata al Bentegodi. Anche se non avessimo vinto, i nostri tifosi sarebbero stati comunque orgogliosi di noi per la partita che abbiamo fatto. Gerarchie stabilite? Bisogna guadagnarsele. Il titolare ha molte più responsabilità e personalmente do sempre il massimo, in ogni allenamento. Il rapporto con Radunovic e Berardi? Molto bello, specie con Berardi, un ragazzo d’oro. C’è davvero un ottimo clima e questo è un aspetto molto importante. Quando sono stato secondo, mi sentivo un po’ fuori dal contesto ed ora mi impegno per coinvolgerli entrambi il più possibile perché per me sono entrambi molto importanti. Il rapporto con Massimo Cataldi (preparatore portieri, ndr) e Juric? Cataldi è eccezionale, sono stato fortunato ad incontrarlo l’anno scorso, dà tutto, a disposizione 24 su 24; lavora tanto per noi, ed è riuscito a tirare fuori quello che poteva da me. E sono convinto che posso ancora migliorare, specie quando mi trovo il pallone tra i piedi. Juric? La sua personalità ci ha subito conquistati, ha un’identità precisa. In allenamento pretende la stessa intensità della partita e questo poi si vede in campo. Quanto conta la concentrazione nel mio ruolo? Sono molto freddo di mio, non mi faccio prendere dalle emozioni e sono convinto che se ti fai prendere dall’ansia è peggio. L’importante è non avere rimpianti e dare il massimo, che è quello che ci hanno sempre chiesto i nostri tifosi. I tifosi dell’Hellas? Sono molto caldi, ci vogliono davvero bene ed a me hanno dimostrato tante volte il loro affetto, cosa molto bella ed importante. La Curva Sud poi è eccezionale e sarebbe bello averli più vicini nel nostro stadio. Tutti noi calciatori, troviamo la forza nei nostri tifosi. Soprattutto quest’anno sono stati molto positivi e questo ci ha permesso sempre di fare ottime prestazioni, specie al Bentegodi. La mia prima volta a Verona avevo 18 anni quando fui comprato dal Chievo. Per me è come stare a casa, è una delle città più belle al mondo, mi piace tantissimo. Il portiere più forte oggi ed a chi mi sono ispirato? Allison, mentre sono cresciuto milanista ed il mio idolo era Dida, insieme poi al grande Buffon. Amrabat? È un giocatore fortissimo, ha una forza fisica impressionante ed una ottima qualità tecnica, è bravo tatticamente e sono convinto che farà una grandissima carriera. L’amico Tommy? È nata casualmente la nostra amicizia prima della partita contro il Perugia, dove parai anche il calcio di rigore. Poi è entrato altre volte in campo con me e devo dire che porta molto bene. Il mio sogno? Essere convocato in Nazionale, il desiderio di ogni calciatore”.
Bonazzoli: “Mio padre lotta contro il Covid-19, per fortuna sta abbastanza bene”
“Purtroppo da una settimana il mio papà ha preso il coronavirus: adesso è ricoverato all’ospedale di Mantova, non è intubato, ma fa fatica a respirare perché ha avuto una polmonite. I sintomi erano quelli: lui ha quasi 70 anni ed è molto ansioso. I dottori però mi hanno detto che sta abbastanza bene. Io sento mia mamma che adesso è in quarantena. Mi dispiace che in questo momento siano divisi. Sono in contatto coi medici, per fortuna sento spesso il mio papà. Come immagino il calcio dopo il coronavirus?Quando tornerà tutto come prima ci saranno i primi problemi. In questo momento i giocatori sono fermi: chi stava lottando per lo scudetto oppure per un posto in Champions però vorrebbe tornare a fare quello che faceva prima, cioè ad allenarsi ogni giorno e a giocare. Pregiudizi nel calcio femminile? Alcuni addetti ai lavori sono scettici. Io ho imparato che non bisogna fare paragoni. Le ragazze sono diverse dal punto di vista fisico, hanno una forza diversa quando colpiscono il pallone e vanno a una velocità differente. Bisogna pensare solo a crescere e a migliorarsi nell’ambiente in cui si è” ha dichiarato a Il Posticipo, l’ex attaccante dell’Hellas Verona ed allenatore dell’Hellas Verona Women, Emiliano Bonazzoli. Da parte di Hellas Live, un grosso in bocca al lupo all’ex gialloblù.
Stop Covid-19/Macron #noicisiamo
Un logo sul cuore, un cuore nel logo. Questo, parafrasato, il concetto dello slancio di grande generosità e altruismo da parte di Macron, Technical Sponsor dell’Hellas Verona Fc. L’azienda emiliana, in questo momento delicato e critico a livello sanitario, ha deciso di promuovere il progetto “Stop Covid-19 / Macron #noicisiamo”, mettendo a disposizione la propria filiera di produzione asiatica per fornire mascherine, maschere chirurgiche e abbigliamento specifico destinato agli ospedali e alla Protezione Civile. Ma non solo: anche la struttura logistica è stata riadattata per essere funzionale alla consegna del materiale sanitario. Già da questa settimana saranno spediti in Italia i primi 8 milioni di pezzi.
Il Verona è orgoglioso di portare sul petto il logo di Macron: iniziative come queste trasmettono fiducia e speranza di vincere insieme anche questa difficile partita. Fonte: hellasverona.it
CONI, Malagó: “Il calcio italiano orientato a riprendere il 20 maggio ed a chiedere aiuti al Governo”
”Il calcio italiano sembra orientato, pandemia permettendo, a riprendere il 20 maggio e chiede aiuti al Governo. Sarà il CONI a presentare l'istanza? Esistono due problematiche: la prima è specificatamente alle richieste ed istanze che ogni Federazione hanno portato avanti, quella del calcio molto correttamente è già pervenuta al CONI ed abbiamo provveduto a produrre un documento analitico di sintesi al Governo. C'è poi un tema che riguarda l'organizzazione del campionato, bisogna fare una premessa: per delega l'organizzazione dei campionati sono demandate alle singole Federazioni che hanno la facoltà di delegare le Leghe per l'organizzazione dei vari campionati. Il boccino oggi è in mano alle Leghe che devono comunque ascoltare la Federazione che gli ha mandato un mandato concordato preventivamente. Oggi se – e sottolineo se – si dovesse andare ad una rivisitazione, com'è molto probabile, di date, gironi e quant'altro, serve il beneplacito della Federazione laddove la Lega arrivasse ad un documento omogeneo. Rugby? Quando il consiglio federale ha preso questa decisione, ho detto con grande onestà che non sono contrario, ma che la tempistica era affrettata perché c'era un DPCM che scadeva il 3 aprile. Nel caso specifico del Rovigo, è una situazione diversa: passa per una finale scudetto, è diverso dal Club Brugge che ha 15 punti di vantaggio ed all'unanimità si è deciso di assegnargli lo scudetto. Se sei in condizione di organizzare dei play off particolarmente circoscritti e qualche sport lo sta pensando per qualcun altro è impossibile, ci sono sport indoor ed altre outdoor, la generalizzazione è impensabile. La mia posizione è che non impedirei mai ad una Lega – nel rispetto assoluto delle regole – di completare una stagione, chi è così matto da pensare che va annullata una competizione? Ma prima di prendere la decisione ci deve essere a monte la garanzia che tutta una serie di elementi, estremamente confusi attualmente, siano all'ordine del giorno" ha dichiarato a Radio Punto Nuovo il presidente del CONI, Giovanni Malagó
UEFA ed ECA: “ Prematuro ed ingiustificato annullare ora i campionati”
I presidenti di UEFA ed ECA, Aleksander Ceferin e Andrea Agnelli, hanno scritto una lettera rivolta alle Federazioni, alle leghe e ai club europei.
”Fermare le competizioni dovrebbe essere l’ultima spiaggia una volta riconosciuto che nessuna alternativa a livello di calendario permetterebbe di concludere la stagione. Siamo convinti che il calcio possa ripartire nei mesi a venire, alle condizioni che saranno dettate dalle autorità pubbliche, e crediamo che qualsiasi decisione di annullare le competizioni nazionali sia, in questa fase, prematura e ingiustificata. Poiché la partecipazione alle competizioni Uefa è determinata dai risultati sportivi ottenuti alla fine di una competizione nazionale completa, una chiusura prematura solleverebbe dei dubbi sul rispetto di tale condizione e la Uefa si riserva di valutare il diritto dei club a essere ammessi alle competizioni europee 2020-21”.
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Volpati: “Orgoglioso del Verona di Juric. Ha riacceso i tifosi dell’Hellas dopo anni difficili”
Nella quotidiana finestra sul profilo Instagram di Hellas Live (ore 18) gradito ospite una delle eterne leggende dell’Hellas Verona, Domenico Volpati.
Dal 1982 al 1988, 236 presenze e 12 reti in gialloblù.
”La priorità è la salute e quindi anche i vertici del calcio si devono adeguare a questa situazione. È un momento drammatico in alcune parti del paese. Decidere per una data è illusorio, nessuno può garantirla ma la priorità va data sicuramente ai campionati. Poi si penserà alle coppe. Ricordando anche che i contratti scadono al 30 di giugno, un altro problema da tenere ovviamente in considerazione. Bisogna vedere se si potrà andare allo stadio magari con le mascherine o con meno pubblico. In questi giorni ho sentito Fanna che ha parlato con Venturati (ex preparatore atletico gialloblù, ndr) e gli ha detto che ci sono grossi problemi per ripartire. Ma al tempo stesso dico che si puó ripartire viste le rose attuali che sono molto ampie, a differenza nostra che giocavamo in 15 più 2 primavera. Un problema mentale penso non ci sarà per gli atleti: dopo questo periodo di clausura forzata, avranno voglia di ripartire e correre tanto - spiega Volpati - La mia avventura in gialloblù è stata stupenda, grazie ad un allenatore che mi ha cercato e voluto tantissimo. Pensate che avevo già deciso di smettere con il calcio per laurearmi in medicina, ma Bagnoli mi disse di stare tranquillo e che ci avrebbe pensato il buon Mascetti al mio trasferimento a Verona. E così è stato. Arrivai dal Brescia nella stagione 1982/83, un anno straordinario dove giocammo il calcio più bello dei miei 6 anni a Verona. Eravamo una squadra spettacolare con Dirceu e Fanna davanti, Marangon sulla fascia solo per citarne alcuni. E da quell’anno è iniziata una fantastica storia che è durata ben sei campionati e che mi ha legato alla città e ai colori gialloblù, dove siamo riusciti a perdere poco ed a vincere tanto. Il rapporto con Bagnoli? Inizia alla Solbiatese nei primi anni ‘70. Arrivó nel 1972 e mi cambió di ruolo, da attaccante divenni centrocampista. Dalla Solbiatese mi portò poi al Como, dove trovai Guidetti e Fontolan. Le nostre strade per qualche anno si divisero, io andai prima al Monza, poi al Torino di Pulici e Graziani ed infine al Brescia. Ma l’anno successivo dalla mia esperienza non certo esaltante visto il risultato finale con le rondinelle, mister Bagnoli mi volle al Verona. Dove arrivarono anche due mie vecchie conoscenze come Guidetti e Fontolan. E qui faccio un parallelo, una similitudine, tra Bagnoli e Juric, perché anche l’attuale allenatore dei gialloblù ha avuto la forza e la possiblilità di avere giocatori scelti da lui e che aveva già allenato (Gunter, Veloso, Lazovic, ndr) e questo è un aspetto, credetemi, fondamentale - sottolinea Volpati - Sono orgoglioso di questo Verona perché la società non ha toppato quest’anno, anzi, ha fatto le scelte giuste. Ha imbroccato l’allenatore a differenza di altri anni dove si era sofferto tanto. C’erano delle mancanze ed erano evidenti tanto che la città si era scollata dall’Hellas Verona. Ci sono stati anni bui mentre adesso i tifosi si sono ringalluzziti. Lo stato d’animo, adesso, è come quello dei miei tempi e la cosa mi fa davvero piacere. La mia carriera? La mia fortuna è stata quella di non infortunarmi e di avere una bellissima empatia con i miei compagni di squadra. Empatia che dura da 35 anni coi “ragazzi” dello scudetto con cui mi sento spesso via whatsapp. A distanza di anni, c’è ancora l’armonia di quegli anni tra di noi e la cosa è bellissima. In quel periodo importante della mia vita ho avuto la fortuna di incontrare persone di spessore, tutti ragazzi che ti hanno dato e lasciato qualcosa. E questo è un aspetto molto importante che va ben al di là del risultato sportivo. La forza di quella squadra, anche per voi veronesi che venivate a vedere gli allenamenti e ci seguivate ovunque, era il valore delle persone e di quello spogliatoio. Trenta su trenta in campionato l’anno dello scudetto? Come Garella e Tricella, anche se con l’Udinese entrai gli ultimi 10’ poiché ero stato male in settimana ma Bagnoli mi volle comunque portare in panchina. Uno dei giocatori di quei fantastici anni di cui si parla poco è Ferroni, un grandissimo difensore. Dirceu? Aveva una qualità indiscutibile, da apprezzare sia in partita che in allenamento. Un ragazzo di una simpatia unica, sempre sorridente, il classico brasiliano. Purtroppo sotto pressione di procuratori ha fatto scelte diverse, a differenza mia che ho dedicato tutto alla causa dell’Hellas”.
Ripresa del campionato, Serie A spaccata
Sono 8 le società favorevoli alla ripresa del campionato (Hellas Verona, Lazio, Juventus, Roma, Napoli, Parma, Sassuolo e Lecce), 6 in attesa (Inter, Atalanta, Milan, Bologna, Cagliari, Fiorentina) e 6 contrarie (Torino, Udinese, Sampdoria, Genoa, Spal e Brescia).
Oggi assemblea Lega Serie A
Calendario e stipendi sono gli argomenti principali dell’assemblea della Lega di A in programma oggi, rigorosamente video. Prima convocazione per questa mattina alle ore 10, eventuale seconda alle 15. L’ordine del giorno: aggiornamento scenari calendario 2019/10 ed ipotesi accordo collettivo AIC-Lega A.
Setti: “La salute al primo posto, in campo solo con le condizioni necessarie. Il calcio è svago ma anche un’industria”
”Consapevoli e rispettosi delle assolute priorità del momento che stiamo vivendo, noi siamo per la ripresa del campionato, quando – evidentemente – ci saranno le condizioni di sicurezza perché ciò possa avvenire, visto che anche noi – come tutti – mettiamo al primo posto la salute dei nostri atleti e di coloro i quali lavorano a contatto con la nostra squadra. In questo momento ne sono conscio - può risultare prematuro e poco rispettoso toccare temi che non siano unicamente quello della salute, anche a fronte dell’immane sforzo di medici e operatori sanitari che stanno lavorando in condizioni davvero difficili - ha dichiarato a La Gazzetta dello Sport, il presidente dell’Hellas Verona, Maurizio Setti - Il mio club e io dobbiamo anche trovare la forza di iniziare a pensare responsabilmente a come contribuire alla ripresa economica del nostro Paese. E in tal senso ci sono due elementi di cui tenere conto. Il calcio italiano, per fatturato prodotto, valore d’impresa e clienti interessati, è una delle principali industrie del nostro Paese e dà lavoro a centinaia di migliaia di persone - spiega il numero uno del club gialloblù - Il calcio è anche lo sport per eccellenza in Italia e ha un grandissimo impatto e valore a livello sociale, aspetto quest’ultimo da non trascurare, anche – se non soprattutto – in considerazione dei momenti difficili e di grande sacrificio cui dovremo fare fronte anche una volta che avremo superato l’emergenza sanitaria. Il calcio è da sempre fonte di gioia, di intrattenimento e di svago per milioni e milioni di italiani. Ecco i motivi per i quali sarebbe importante tornare a giocare e concludere questo campionato. Le soluzioni possono essere trovate: quella di spostare più in là il termine della stagione, vale a dire oltre fine giugno, la considero fra le più funzionali e ortodosse”.
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