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UEFA ed ECA: “ Prematuro ed ingiustificato annullare ora i campionati”
I presidenti di UEFA ed ECA, Aleksander Ceferin e Andrea Agnelli, hanno scritto una lettera rivolta alle Federazioni, alle leghe e ai club europei.
”Fermare le competizioni dovrebbe essere l’ultima spiaggia una volta riconosciuto che nessuna alternativa a livello di calendario permetterebbe di concludere la stagione. Siamo convinti che il calcio possa ripartire nei mesi a venire, alle condizioni che saranno dettate dalle autorità pubbliche, e crediamo che qualsiasi decisione di annullare le competizioni nazionali sia, in questa fase, prematura e ingiustificata. Poiché la partecipazione alle competizioni Uefa è determinata dai risultati sportivi ottenuti alla fine di una competizione nazionale completa, una chiusura prematura solleverebbe dei dubbi sul rispetto di tale condizione e la Uefa si riserva di valutare il diritto dei club a essere ammessi alle competizioni europee 2020-21”.
Volpati: “Orgoglioso del Verona di Juric. Ha riacceso i tifosi dell’Hellas dopo anni difficili”
Nella quotidiana finestra sul profilo Instagram di Hellas Live (ore 18) gradito ospite una delle eterne leggende dell’Hellas Verona, Domenico Volpati.
Dal 1982 al 1988, 236 presenze e 12 reti in gialloblù.
”La priorità è la salute e quindi anche i vertici del calcio si devono adeguare a questa situazione. È un momento drammatico in alcune parti del paese. Decidere per una data è illusorio, nessuno può garantirla ma la priorità va data sicuramente ai campionati. Poi si penserà alle coppe. Ricordando anche che i contratti scadono al 30 di giugno, un altro problema da tenere ovviamente in considerazione. Bisogna vedere se si potrà andare allo stadio magari con le mascherine o con meno pubblico. In questi giorni ho sentito Fanna che ha parlato con Venturati (ex preparatore atletico gialloblù, ndr) e gli ha detto che ci sono grossi problemi per ripartire. Ma al tempo stesso dico che si puó ripartire viste le rose attuali che sono molto ampie, a differenza nostra che giocavamo in 15 più 2 primavera. Un problema mentale penso non ci sarà per gli atleti: dopo questo periodo di clausura forzata, avranno voglia di ripartire e correre tanto - spiega Volpati - La mia avventura in gialloblù è stata stupenda, grazie ad un allenatore che mi ha cercato e voluto tantissimo. Pensate che avevo già deciso di smettere con il calcio per laurearmi in medicina, ma Bagnoli mi disse di stare tranquillo e che ci avrebbe pensato il buon Mascetti al mio trasferimento a Verona. E così è stato. Arrivai dal Brescia nella stagione 1982/83, un anno straordinario dove giocammo il calcio più bello dei miei 6 anni a Verona. Eravamo una squadra spettacolare con Dirceu e Fanna davanti, Marangon sulla fascia solo per citarne alcuni. E da quell’anno è iniziata una fantastica storia che è durata ben sei campionati e che mi ha legato alla città e ai colori gialloblù, dove siamo riusciti a perdere poco ed a vincere tanto. Il rapporto con Bagnoli? Inizia alla Solbiatese nei primi anni ‘70. Arrivó nel 1972 e mi cambió di ruolo, da attaccante divenni centrocampista. Dalla Solbiatese mi portò poi al Como, dove trovai Guidetti e Fontolan. Le nostre strade per qualche anno si divisero, io andai prima al Monza, poi al Torino di Pulici e Graziani ed infine al Brescia. Ma l’anno successivo dalla mia esperienza non certo esaltante visto il risultato finale con le rondinelle, mister Bagnoli mi volle al Verona. Dove arrivarono anche due mie vecchie conoscenze come Guidetti e Fontolan. E qui faccio un parallelo, una similitudine, tra Bagnoli e Juric, perché anche l’attuale allenatore dei gialloblù ha avuto la forza e la possiblilità di avere giocatori scelti da lui e che aveva già allenato (Gunter, Veloso, Lazovic, ndr) e questo è un aspetto, credetemi, fondamentale - sottolinea Volpati - Sono orgoglioso di questo Verona perché la società non ha toppato quest’anno, anzi, ha fatto le scelte giuste. Ha imbroccato l’allenatore a differenza di altri anni dove si era sofferto tanto. C’erano delle mancanze ed erano evidenti tanto che la città si era scollata dall’Hellas Verona. Ci sono stati anni bui mentre adesso i tifosi si sono ringalluzziti. Lo stato d’animo, adesso, è come quello dei miei tempi e la cosa mi fa davvero piacere. La mia carriera? La mia fortuna è stata quella di non infortunarmi e di avere una bellissima empatia con i miei compagni di squadra. Empatia che dura da 35 anni coi “ragazzi” dello scudetto con cui mi sento spesso via whatsapp. A distanza di anni, c’è ancora l’armonia di quegli anni tra di noi e la cosa è bellissima. In quel periodo importante della mia vita ho avuto la fortuna di incontrare persone di spessore, tutti ragazzi che ti hanno dato e lasciato qualcosa. E questo è un aspetto molto importante che va ben al di là del risultato sportivo. La forza di quella squadra, anche per voi veronesi che venivate a vedere gli allenamenti e ci seguivate ovunque, era il valore delle persone e di quello spogliatoio. Trenta su trenta in campionato l’anno dello scudetto? Come Garella e Tricella, anche se con l’Udinese entrai gli ultimi 10’ poiché ero stato male in settimana ma Bagnoli mi volle comunque portare in panchina. Uno dei giocatori di quei fantastici anni di cui si parla poco è Ferroni, un grandissimo difensore. Dirceu? Aveva una qualità indiscutibile, da apprezzare sia in partita che in allenamento. Un ragazzo di una simpatia unica, sempre sorridente, il classico brasiliano. Purtroppo sotto pressione di procuratori ha fatto scelte diverse, a differenza mia che ho dedicato tutto alla causa dell’Hellas”.
Ripresa del campionato, Serie A spaccata
Sono 8 le società favorevoli alla ripresa del campionato (Hellas Verona, Lazio, Juventus, Roma, Napoli, Parma, Sassuolo e Lecce), 6 in attesa (Inter, Atalanta, Milan, Bologna, Cagliari, Fiorentina) e 6 contrarie (Torino, Udinese, Sampdoria, Genoa, Spal e Brescia).
Oggi assemblea Lega Serie A
Calendario e stipendi sono gli argomenti principali dell’assemblea della Lega di A in programma oggi, rigorosamente video. Prima convocazione per questa mattina alle ore 10, eventuale seconda alle 15. L’ordine del giorno: aggiornamento scenari calendario 2019/10 ed ipotesi accordo collettivo AIC-Lega A.
Setti: “La salute al primo posto, in campo solo con le condizioni necessarie. Il calcio è svago ma anche un’industria”
”Consapevoli e rispettosi delle assolute priorità del momento che stiamo vivendo, noi siamo per la ripresa del campionato, quando – evidentemente – ci saranno le condizioni di sicurezza perché ciò possa avvenire, visto che anche noi – come tutti – mettiamo al primo posto la salute dei nostri atleti e di coloro i quali lavorano a contatto con la nostra squadra. In questo momento ne sono conscio - può risultare prematuro e poco rispettoso toccare temi che non siano unicamente quello della salute, anche a fronte dell’immane sforzo di medici e operatori sanitari che stanno lavorando in condizioni davvero difficili - ha dichiarato a La Gazzetta dello Sport, il presidente dell’Hellas Verona, Maurizio Setti - Il mio club e io dobbiamo anche trovare la forza di iniziare a pensare responsabilmente a come contribuire alla ripresa economica del nostro Paese. E in tal senso ci sono due elementi di cui tenere conto. Il calcio italiano, per fatturato prodotto, valore d’impresa e clienti interessati, è una delle principali industrie del nostro Paese e dà lavoro a centinaia di migliaia di persone - spiega il numero uno del club gialloblù - Il calcio è anche lo sport per eccellenza in Italia e ha un grandissimo impatto e valore a livello sociale, aspetto quest’ultimo da non trascurare, anche – se non soprattutto – in considerazione dei momenti difficili e di grande sacrificio cui dovremo fare fronte anche una volta che avremo superato l’emergenza sanitaria. Il calcio è da sempre fonte di gioia, di intrattenimento e di svago per milioni e milioni di italiani. Ecco i motivi per i quali sarebbe importante tornare a giocare e concludere questo campionato. Le soluzioni possono essere trovate: quella di spostare più in là il termine della stagione, vale a dire oltre fine giugno, la considero fra le più funzionali e ortodosse”.
Ministro dello Sport, Spadafora: “Piano straordinario per fare ripartire lo sport a maggio”
“Stiamo lavorando a un piano straordinario per le iniziative che devono partire da maggio, cioè da quando speriamo di poter essere fuori dall’emergenza Coronavirus per pensare al futuro. Ma per poter ripartire da maggio, bisogna che a quella data tutte le realtà sportive possano arrivare con le risorse necessarie” ha dichiarato su Facebook il Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora.
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#aiutiAMOverona
Nuovo appuntamento con le aste dell’Hellas Verona su CharityStars per #aiutiAMOverona. Oggi scende in campo la nostra storia con l’ASD Ex Calciatori Hellas Verona e con Thomas Berthold. L’associazione, da sempre vicina al Club e da sempre in prima linea per aiutare le persone bisognose, ha voluto partecipare e a questa corsa di solidarietà, mettendo a disposizione due maglie replica della casacca anni 70’, una gialla e una blu. Anche Thomas Berthold ha voluto contribuire, pescando dalla sua collezione personale due oggetti di assoluto valore, sia sentimentale che storico, vale a dire un paio di scarpini Adidas Copa Mundial, che facevano parte del suo corredo tecnico per Italia 90, e un paio di Adidas Nemeziz nuove e autografate. Vai su CharityStars e fai la tua offerta: si può donare anche una quota libera, basta cliccare su Crowfunding. Il ricavato totale sarà devoluto alla raccolta fondi che servirà ad aiutare gli ospedali veronesi, e non solo. Fonte: hellasverona.it
Qualità al servizio dell’Hellas Verona: Fabio Borini
Tre segni distintivi, fra gli altri, di Fabio Borini: la forza di non mollare mai, lo stimolo di volersi mettere sempre in discussione, come sottolineato da Ivan Juric dopo l'esordio nella sfida di Bologna, la freddezza e l'istinto di piazzare il pallone alle spalle del portiere. Il ‘Boro’ si è presentato all'Hellas con un gol pesantissimo, nella prima delle sue 6 gare sinora disputate in gialloblù, ma sicuramente nel ricordo di molti c'è quella partita in cui Borini, Pazzini e un Verona straripante hanno ribaltato la Juventus al 'Bentegodi'.
#16 FABIO BORINI
Data di nascita: 29 marzo 1991
Luogo: Bentivoglio, Bologna
Altezza: 1,80 m
Nazionalità: italiana
Ruolo: attaccante
Piede preferito: destro
Caratteristiche: 'jolly' d'attacco
Presenze in Serie A: 81
Presenze Hellas Verona: 6.
«Borini è andato via da Bologna a 16 anni, ha lasciato mamma, papà e sorella, si è ritrovato da solo in Inghilterra, ha sofferto, ha faticato, ha anche pianto, ma alla fine ha imparato. A giocare a calcio, innanzitutto, e anche a vivere»
Cit. Carlo Ancelotti
BORINI 'THE PIRATE'
Fabio Borini lascia Bologna giovanissimo, a soli sedici anni, per trasferirsi a Londra. Gli ultimi anni del settore giovanile li trascorre infatti con la maglia del Chelsea. Si afferma nel panorama britannico come uno dei più interessanti prospetti di attaccante, tanto che l'allenatore dei blues Carlo Ancelotti lo inizia a coinvolgere nelle attività di una prima squadra composta da campioni. Fabio ha ormai superato le paure e la lontananza di casa, l'esordio con il Chelsea - dopo 17 gol in 21 presenze con la squadra riserve - avviene il 20 settembre 2009, nella partita di Premier League vinta per 3-0 contro il Tottenham. Complessivamente scenderà in campo 8 volte in quella stagione, senza trovare la via del gol, ma esordendo anche in Champions League l'8 dicembre 2009 contro l'APOEL Nicosia. Il 17 marzo 2011 viene ceduto in prestito allo Swansea City allenato da Brendan Rodgers, in Championship, e due giorni dopo fa il suo esordio con la nuova maglia, siglando una splendida doppietta al Nottingham Forest. Sono le prime due reti della sua carriera e, in entrambe le esultanze, Borini porta la mano tra i denti a mimare il coltello di un corsaro. L'esultanza di uno che non molla mai. In Inghilterra ben presto sarà conosciuto per quel motivo. Stessa esultanza il 9 aprile successivo, una magia da calcio di punizione contro il Norwich, e ancora con il Burnley e due volte con l'Ipswich Town. Segna 6 gol in 12 partite con gli Swans, salutandoli dopo la promozione ai Playoff. Tornerà in Inghilterra per il Liverpool, alternando poi due esperienze in maglia Sunderland: è ormai il suo periodo della 'maturità', seppur ancora giovane, e la sua esultanza è diventata iconica. Con i Reds segnerà 3 gol in 38 partite, mentre con i Black Cats troverà 17 volte la via della rete in ben 93 gare disputate. È il nono miglior marcatore italiano nella storia della Premier League.
BORINI AZZURRO
Le esperienze azzurre di Fabio Borini iniziano già nel 2006, quando arriva la prima chiamata in Under 16. Il giovane attaccante, ormai in procinto in quegli anni di trasferirsi al Chelsea, completa tutta la filiera azzurra, giocando in Under 17 sotto la guida di Luca Gotti, in Under 19 con l'allenatore Massimo Piscedda e vivendo quatto anni da protagonista con l'Under 21 di Pierluigi Casiraghi. Il 29 febbraio 2012 Fabio Borini fa il suo esordio con la Nazionale maggiore dell'allora commissario tecnico Cesare Prandelli, che lo riconfermerà fra i 23 che nel giugno di quell'anno parteciparono agli Europei di Polonia e Ucraina 2012, in cui solo la Spagna in finale riesce a fermare gli azzurri. Un anno più tardi Borini parteciperà con l'Under 21 agli Euoropei di categoria in Israele, terminati anche quelli con una sconfitta in finale per mano degli iberici.
BORINI GIALLOBLÙ
Dopo aver vestito in Italia le maglie di Parma (per una sola gara), Roma (10 reti in 26 presenze) e Milan (8 reti in 75 presenze), il 14 gennaio viene ufficializzato il suo trasferimento all'Hellas Verona, con Borini che lascia i rossoneri dopo tre anni. In gialloblù non perde il vizio di segnare all'esordio e, come gli era successo in maglia Swansea, pochi giorni dopo il suo arrivo viene subito mandato in campo, trovando la rete che, in questa occasione, varrà il definitivo pareggio in casa del Bologna. L'8 febbraio 2020 segna invece la sua seconda rete con il Verona, in una notte magica: Hellas batte Juventus 2-1 al 'Bentegodi', e il gol che dà il 'la' alla rimonta è proprio del 'Boro'. Fonte: hellasverona.it
AIC, le 3 condizioni di Tommasi per tornare a giocare
Il presidente dell’AIC, Damiano Tommasi, ha esposto a Libero le tre condizioni necessarie per tornare in campo: "1) che l’emergenza sia finita, e celo auguriamo tutti. 2) Se si torna a giocare deve essere per portare a termine la stagione anche oltre il 30 giugno, perché mancano ancora tante partite. Scegliere a tavolino promossi e retrocessi è
complicato, parliamo di investimenti importanti come per il caso del Benevento. 3) Si deve poter viaggiare in sicurezza, perché non è solo questione di
allenarsi ma di muovere 50 persone due volte a settimana – i ritmi saranno quelli – in quella che oggi è zona rossa".
Ipotesi FIGC, 3 punti ai club per ogni gara rimanente se non si riparte. Niente scudetto, solo posti coppe e due retrocessioni
La UEFA e le Federazioni tenteranno di portare a termine la stagione 2019/20 e la FIGC sta ragionando anche sulla possibilità che i campionati non si riescano a concludere.
Come riporta Il Corriere della Sera, in questo caso lo Scudetto molto probabilmente non verrebbe assegnato. ”Penso che la Juve non lo vorrebbe”, ha commentato nella giornata di ieri, a tal proposito, il presidente della FIGC Gabriele Gravina.
La classifica però avrebbe lo stesso un volto attraverso un meccanismo semplice: assegnare 3 punti a ciascuna squadra per il numero di partite che mancano fino alla fine di questa stagione, si legge su calcioefinanza.it.
Juve, Lazio, Inter e Atalanta andrebbero in Champions, Roma e Napoli in Europa League e l’Hellas Verona (per differenza reti) ai preliminari della stessa Coppa. E siccome dalla B salirebbero solo Benevento e Crotone (la terza dovrebbe essere decisa dai playoff che non si svolgerebbero), retrocederebbero Spal e Brescia.
La decisione verrà presa dal Comitato Federale, ma non eviterebbe un’estate piena di ricorsi.
Tre punti a tutte le squadre, come cambierebbe la classifica
1. Juventus 99 punti (=)
2. Lazio 98 punti (=)
3. Inter 93 punti (=)
4. Atalanta 87 punti (=)
5. Roma 81 punti (=)
6. Napoli 75 punti (=)
7. Verona 74 punti (+1)
8. Parma 74 punti (+1)
9. Milan 72 punti (-2)
10. Sassuolo 71 punti (+1)
11. Cagliari 71 punti (+1)
12. Bologna 70 punti (-2)
13. Fiorentina 66 punti (=)
14. Torino 66 punti (+1)
15. Sampdoria 65 punti (+1)
16. Udinese 64 punti (-2)
17. Genoa 61 punti (=)
18. Lecce 61 punti (=)
19. Spal 54 punti (=)
20. Brescia 52 punti (=)
*Tra parentesi, le posizioni perse o guadagnate rispetto alla classifica attuale.
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