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FIGC, Gravina: “La priorità assoluta è la conclusione dei campionati. Ipotesi ripresa 20 maggio”
“Nessuno oggi come oggi è in grado di fare previsioni finché l'emergenza sanitaria terrà sotto scacco la società. E' una emergenza unica per il mondo, che ha aggredito ogni settore, anche economico. Superata questa però dovremo ripartire, tracciare un percorso di ripartenza e il calcio si sta interrogando sulle modalità di questa ripartenza, la priorità assoluta è la conclusione dei campionati. E' una esigenza per definire gli organici ed evitare una estate piena di contenziosi legali, ciò non toglie che la federazione deve valutare anche altre ipotesi. Io ho coinvolto il nostro comitato scientifico, ricca di illustri professionisti che conoscono bene questo settore, per capire una procedura che deve essere attuata dalle società per mettere sotto il massimo controllo le nostre società. Fino al 18 aprile ci dovrebbe essere il lockdown, l'ipotesi è partire dal 20 di maggio o in un'ultima analisi con i primi di giugno, potremo a luglio definire i nostri campionati. Sappiamo che sono ipotesi, vogliamo dare un messaggio di speranza a tutti i cittadini, ma sappiamo che il calcio è un settore che passa in secondo piano nella lotta al virus. Si parla addirittura di agosto e settembre, io ho precisato che mi dispiacerebbe correre il rischio di compromettere un'altra stagione per salvare questa. Noi siamo attenti e rispettosi, oggi nessuno può fare previsioni, ma programmare è un dovere" ha dichiarato a tmw il presidente della FIGC, Gabriele Gravina.
#aiutiAMOverona
Le foto di Di Gennaro, Fanna e Oddi autografate e messe a disposizione dall’Associazione Culturale Verona Hellas, la maglia di Salcedo utilizzata e firmata contro la Sampdoria, una bottiglia di Amarone da 3 litri donata dal nostro partner Casa Vinicola Sartori e il biglietto originale della prima trasferta europea dell’Hellas Verona, proveniente dalla collezione privata di Sergio ‘Chicco’ Guidotti. Dalla passione per nostri colori e la nostra storia ai sapori della nostra terra, fino al campo con i protagonisti di oggi: tutto questo sono le nuove aste disponibili su CharityStars e dedicate all’iniziativa #aiutiAMOverona. Vai su CharityStars e fai la tua offerta: si può donare anche una quota libera, basta cliccare su Crowfunding. Il ricavato totale sarà devoluto alla raccolta fondi che servirà ad aiutare gli ospedali veronesi, e non solo. Fonte: hellasverona.it
Zeytulaev: “Emozioni uniche a Verona. Complimenti all’amico Juric, che bello vedere giocare il suo Hellas!”
Nella finestra quotidiana sul profilo Instagram di Hellas Live (ore 18) ospite l’eroe di Busto Arsizio, Ilyas Zeytulaev.
”È stata un’annata particolarissima quella vissuta all’Hellas. I tifosi hanno sofferto sicuramente più di noi, un anno che mi ha insegnato e lasciato tanto. Sarò sempre grato a Dio per quella stagione a Verona, dove ho scoperto altri valori che vanno al di là del calcio. Le aspettative erano tantissime, anche noi sapevamo che eravamo forti e che la squadra era stata costruita per risalire. Ma questo non basta per vincere. Da subito ci eravamo accorti che qualcosa non andava e poi siamo precipitati. Eravamo depressi. Sarri? Una enciclopedia del calcio. Sono passati 12 anni e guardate oggi dov’è. Dal martedì, quando ripartiva la settimana lavorativa, si presentava nello spogliatoio e ci illustrava nei minimi dettagli i nostri prossimi avversari. Di loro sapevamo sempre tutto. Gli allenamenti erano molto tattici con lui, ma la squadra mentalmente non stava bene. La serenità l’abbiamo trovata solo nel finale di stagione, anche grazie a Davide Pellegrini - ha dichiarato Zeytulaev alla prima applicazione al mondo dedicata solo all’Hellas Verona - Corrent? Lo ricordo con affetto e gli faccio i complimenti per i risultati importanti che ha raggiunto da allenatore. Ho visto la Primavera all’antistadio contro la Roma e mi ha impressionato il suo calcio, moderno ed equilibrato. Il mio gol a Busto contro la Pro Patria? Ogni volta che riguardo quel gol, è evidente come il merito di quella gioia sia da condividere con tutti i compagni di squadra. Volevamo fortemente la salvezza e sapevamo che in caso contrario, sarebbe stato un distastro calcistico. Lo stadio Speroni era tutto gialloblù. Al solo pensiero mi vengono ancora i brividi. Sembrava di giocare in casa. È stata sicuramente l’emozione calcistica più forte della mia vita. Mancavano pochi minuti e non volevo accettare un finale diverso da quello che poi è stato. Ho guardato più volte i tifosi gialloblù, assiepati in ogni angolo dello stadio, come il grande Caverzan, uomo fondamentale nel nostro spogliatoio. Mi sono caricato e mi sono preso, come è giusto che sia, le mie responsabilità. Ero stanchissimo, le gambe non giravano più ma arriva questo rinvio di Rafael, Sibilano si scontra e resta tramortito a terra, il pallone arriva a me, lo controllo e cerco subito di entrare in area. Avevo poco spazio per piazzarla, quindi ho tirato forte e complice anche la deviazione del mio marcatore, il pallone è entrato. Quando ho visto la rete gonfiarsi, non ci ho capito più niente... (non solo tu, caro Zetu, ndr). Stamilla, Piocelle, Cissè, tutta la panchina mi è venuta incontro, la corsa verso di loro e poi tutti insieme dai tifosi. Che spettacolo! Emozioni uniche. I canti di gioia poi fuori dallo spogliatoio intonati da Corrent... Per tre giorni non ho avuto voce (ride, ndr). È vero, abbiamo “solo” conquistato la salvezza ma è stata molto sofferta e sono contento di aver contribuito a regalare quella gioia al popolo gialloblù. Bisogna viverli quei momenti, solo chi c’era può capire - sottolinea l’eroe di Busto - Morante? Sapeva di indossare una maglia importante, ma era bloccato e non è stato per nulla facile per lui quell’anno. Un attaccante si ciba di gol e quello che realizzò nello spareggio d’andata contro la Pro Patria, fu liberatorio per lui. L’azione del gol la ricordo come fosse oggi: ho chiesto la palla sulla fascia ed ho cercato il fallo, sotto la Curva. In quella partita battevo sia i calci d’angolo che le punizioni e subito pensai di buttarla forte sul primo palo, ma poi ho deciso di cercare le nostri torri. E sappiamo tutti com’è andata, compresa l’esultanza di Daniele (ride,ndr). Juric? Con Ivan ho giocato, sotto la guida di Gasperini, a Crotone e Genova. Giocavamo sulla stessa fascia e lui lo considero uno di quelli per cui avrei fatto di tutto. Un grande, sia in campo che fuori. Una macchina da guerra, in allenamento dava sempre tutto ed in partita si sacrificava molto per i compagni, senza mai fartelo pesare. Un vero uomo, sempre positivo, intelligente ed oggi sono contento che allena una delle piazze più belle d’Italia. Conosco bene anche Paro, con cui ho avuto il piacere di fare il concorso a Coverciano. Se mi aspettavo che Juric sarebbe diventato allenatore? No. Ma devo dire che è davvero bravo. È vero che ha preso qualcosa da Gasperini, ma c’è tanto del suo credo calcistico, credetemi. Ha un gioco bellissimo e vi invidio perché lo potete vedere giocare dal vivo. L’Hellas è temuto ovunque e mi riempie il cuore di gioia vedere la squadra gialloblù giocare a questi livelli”.
Cagliari, Giulini: “Tornare a giocare? Devono essere anche i tifosi a decidere”
“Non so ovviamente se e quando siamo in grado di ripartire o meno, certamente ci sarebbero dei vantaggi sul fatto delle classifiche per evitare ricorsi e mettere d’accordo tutti: il vantaggio di finire sarebbe anche quello di richiamare tutti i lavoratori che sono a casa. Al contrario ci sarebbero anche degli svantaggi: se si dovesse ripartire lo si farà a porte chiuse e ci sarebbero dei rischi comunque anche se ci saranno dei protocolli rigorosi per evitare contagi. Non so come si comporterà la Sardegna per la stagione turistica, ma mi dispiacerebbe che sia proprio la squadra del Cagliari a riportare il virus qua: ora non so dire cosa sia meglio, ma voglio dire che molti stanno parlando solo per i propri interessi. Vorrei capire cosa pensano i tifosi, che sono l’anima del calcio, magari con un sondaggio sul giornale. Da una parte vorrei tornare a giocare domani, ma dall’altra vedo tanto dolore e sofferenza negli ospedali: quindi lasciamo che siano anche i tifosi a decidere, se concludere la stagione o pensare già alla prossima" ha dichiarato a Videolina il presidente del Cagliari, Tommaso Giulini.
Prof. Barbero: “Quando si ripartirà? Non dipende da noi”
“Stiamo vivendo un momento particolare, questa situazione la paragonerei a un infortunio importante, che ti costringe a stare per un periodo fermo a regime di mobilità ridotta. Nessuno di noi ha mai vissuto un'esperienza simile, questo parziale periodo di inattività cambierà il metabolismo di questi atleti. Loro non sono mai stati fermi per un periodo così lungo di tempo. Fin da giovani tra allenamenti, ritiri e gare mai nessuno ha fatto un numero elevato di giorni di stop. Quando riprenderemo non dovremo occuparci solo dell'aspetto biomeccanico ma anche di quello metabolico - ha dichiarato a L’Arena, il preparatore atletico dell’Hellas Verona, Paolo Barbero - Mai come in questo momento c'è un ritorno all'affetto dei propri familiari. C'è un dispendio anche di energie mentali. D'altra parte noi abbiamo usato tutti i canali tecnologici per farli lavorare da casa. Età, struttura fisica e condizione hanno di fatto impostato il nostro lavoro. Per ognuno abbiamo diversificato la proposta. Alcuni dei nostri ragazzi hanno il giardino, qualcuno un terrazzo e qualcuno il tapis roulant o altri non hanno nulla. Cerchiamo di aiutarli e rispettare le loro esigenze - continua il Prof. - Tutto ciò serve per un benessere fisico generale. Noi parliamo di calciatori, cioè integrati nell'ambiente in cui vivono. Senza il ritorno di compagni, avversari, pubblico e rego-le stanno vivendo un'esperienza diversa. Una situazione totalmente differente dalla solita realtà. Manca l'essenza del gioco e dello sport di squadra. Noi dovremo immediatamente riprendere a lavorare con un modello che sia più vicino possibile alla gara. E' chiaro il porte chiuse non è adatto al calcio. Il football ha le caratteristiche degli sport antichi, quelli da arene per intenderci. Gialloblù bravi da casa? Vi posso dire che seguiamo di più i giovani perchè i calciatori più esperti hanno già il loro bagaglio di esperienza. E poi sono loro stessi che vengono chiamati da me e dagli altri dello staff a giudicare il loro lavoro a fine giornata.
Quando si ripartirà? Non dipende da noi e poi oggi, purtroppo, è ancora il tempo del dolore e del sacrificio di tutti”.
Taglio stipendi, niente accordo AIC-Lega Serie A
Ancora niente accordo Lega-AIC sul taglio stipendi. Il nodo è il pagamento del mese di marzo. I club chiedono di sospendere gli stipendi per 4 mesi, l'AIC ne vuole uno. L’ostacolo - riporta Sky Sport - è lo stipendio di marzo, che secondo l'accordo collettivo dovrebbe essere versato ai calciatori entro il 20 aprile. Passati 20 giorni, un calciatore ha la facoltà di spedire una raccomandata al club chiedendo la messa in mora. Se poi il club non paga entro il 30 maggio, un calciatore può svincolarsi. L'AIC ha chiesto di spostare il termine del 30 maggio a fine giugno, la Lega che marzo non venga pagato. Fonte: tmw
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AIC, Calcagno: “I calciatori vogliono tornare in campo”
L'avvocato Umberto Calcagno, vicepresidente dell'Associazione Italiana Calciatori, ha voluto mandare un messaggio ben chiaro. "Stiamo studiando tutte le norme, facendo tutti i passaggi per poter tornare in campo - ha dichiarato a tmw - Se ci sarà anche una minima possibilità, la volontà dei calciatori è chiara e lo dico espressamente. Vogliamo giocare. Certo, la salute e la sicurezza di tutti, nessuno escluso, è al primo posto ed è quasi ridondante sottolinearlo. E' ovvio, scontato, ed è la base di qualsiasi ragionamento".
Oggi vertice UEFA, venerdì convocata assemblea d’urgenza dalla Lega Serie A
La UEFA ha convocato per oggi, in videoconferenza, i segretari generali delle 55 federazioni. L'ordine del giorno prevede un aggiornamento sui progressi compiuti dai due gruppi di lavoro creati due settimane fa e il vaglio delle potenziali opzioni per quanto riguarda la riprogrammazione delle partite.
Venerdì 3 aprile, alle ore 15, è stata convocata d’urgenza un’assemblea dalla Lega Serie A. All'ordine del giorno anche un'ipotesi di addendum all'accordo collettivo con l'Assocalciatori, con cui la Lega sta trattando la sospensione degli stipendi. È previsto anche un aggiornamento sugli scenari del calendario per concludere la stagione, sospesa per l'emergenza coronavirus.
Rinnovo in agenda per Veloso. Gunter e Verre, Hellas Verona pronto al riscatto ed alla riconferma
In attesa di conoscere il futuro della stagione 2019/20, il club gialloblù sta già lavorando in ottica futura. Salutati a gennaio Rrahmani (Napoli) e Amrabat (Fiorentina), l’Hellas Verona sta lavorando per il rinnovo del contratto di Miguel Veloso, centrocampista in scadenza il prossimo 30 giugno. Il ds D’Amico, come conferma anche La Gazzetta dello Sport, tratta anche il riscatto dal Genoa di Gunter (4 milioni di euro, ndr) club di Preziosi che però controriscattare il difensore a 1.5. La volontà della società di Setti è anche quella di confermare Verre in riva all’Adige (2.1 alla Sampdoria, ndr) e tratta per il rinnovo del prestito, dall’Inter, di Salcedo e Dimarco. Questi ultimi due, potrebbero anche rientrare nell’operazione che vedrebbe Kumbulla vestire la maglia dell’Inter, prodotto del Settore Giovanile dell’Hellas Verona che ha tante richieste anche dall’estero, oltre che dai top club italiani.
I punti fermi dovrebbero poi essere Silvestri, Lazovic, Zaccagni e Faraoni, con quest’ultimo che piace a Roma e Napoli.
Piazza scaligera che nel frattempo attende la conferma del vero protagonista di questa stagione, l’allenatore Ivan Juric.
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