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Tommasi: “Scudetto? Dobbiamo comunicare le squadre che vanno in Europa, non per forza un vincitore”
“Scudetto? Dobbiamo indicare i nomi delle squadre che vanno in Europa, non decretare per forza un vincitore” ha dichiarato al Corriere dello Sport, il presidente dell’AIC, Damiano Tommasi.
Lavoro tra le mura di casa per Adjapong
Domenica di lavoro per il difensore dell’Hellas Verona, Claud Adjapong. Seduta sul tapis roulant per l’esterno gialloblù.
Il figlio di Caniggia arrestato due volte in meno di 24 ore per aver violato la quarantena
Alexander Caniggia, uno dei figli dell'ex attaccante dell’Hellas Verona, Claudio Paul Caniggia, è stato arrestato due volte in meno di 24 ore per aver violato la quarantena imposta dal governo argentino per il coronavirus. Ora si trova agli arresti domiciliari.
AIA, Nicchi: “Non possiamo mandare gli arbitri allo sbaraglio a rischiare la vita”
Il presidente dell'AIA Marcello Nicchi ha parlato a Radio Sportiva. “Noi siamo pronti a riaccendere il motore, ma certo non possiamo mandare arbitri allo sbaraglio a rischiare la vita. Servono garanzie per tutti, anche per noi. I motori al momento sono fermi, poi ognuno a casa fa quello che si sente di fare. Noi però siamo pronti, nonostante il momento di grande difficoltà. Vogliamo essere protagonisti della ricostruzione".
AIC, Tommasi: “I campionati potrebbero essere chiusi qui”
“I campionati potrebbero essersi chiusi qui. Domani (oggi, ndr) sul tavolo abbiamo un elemento in più rispetto alle scorse settimane perché dopo le parole del ministro Spadafora la preoccupazione che si chiudano qui i campionati c’è: occorre quindi porsi il problema della chiusura della stagione da un punto di vista sportivo, dei contratti, insomma formale. Sul taglio degli stipendi cerchiamo se possibile una soluzione comune. La Juve è andata avanti ma non ci ha colto di sorpresa, sapevamo tutto e non ci sentiamo delegittimati (tra l’altro Chiellini è nostro consigliere): se non ci sono contenziosi tra club e giocatori, non siamo tenuti ad intervenire, se loro hanno trovato un accordo va bene così “ ha dichiarato all’ANSA, il presidente dell’AIC, Damiano Tommasi.
Marasco: “I tifosi dell’Hellas sono unici. A Verona due anni splendidi. Avrò sempre grande stima dei butei”
Due campionati ricchi di successi. Da protagonista. Ricordi indelebili quelli che legano l’ex centrocampista, Antonio Marasco, a Verona.
“Sono stati due anni splendidi quelli trascorsi in gialloblù. Ho avuto la fortuna di incrociare Prandelli nella mia carriera e grazie a lui mi sono potuto affermare nel calcio che conta. Arrivai all’Hellas insieme a Guidoni dalla Reggiana e quello che mi porterò sempre dentro, è l’affetto della piazza e l’amicizia che tuttora coltivo con la gente di Verona. Ho vissuto intensamente la mia avventura all’Hellas, ricordi unici non solo legati alla società ed alla squadra. Che esperienza, potrei parlartene per ore... Cosa faccio oggi? Ho aperto un bar in centro nella mia città, Torre Annunziata, ed ho creato una scuola calcio (Scuola Calcio Maraotto, ndr). Verona mi ha dato ed insegnato tanto. In gialloblù ho cercato di dimostratore il mio valore, onorando sempre la maglia, come è giusto che faccia un professionista. La vostra piazza è esigente, a me non è mai piaciuto fare brutte figure ed anche per questo ho sempre dato il massimo in campo - ha dichiarato l’ex centrocampista Antonio Marasco - Tra i miei ricordi, come posso dimenticare il premio “Il Mastino del Bentegodi” che vinsi l’anno della salvezza in Serie A. Il primo anno, in Serie B, culminò con la promozione, una grande stagione che mi vide protagonista, fatalità, del gol promozione contro il Napoli. Ma in quel momento per me esisteva solo l’Hellas Verona. L’anno dopo, a 29 anni, feci l’esordio in Serie A, una stagione che come ricorderete non si aprì bene ma poi sapemmo recuperare, con gli interessi. Che campionato! Prandelli? Gli sarò riconoscente a vita per quello che ha fatto per me. Mi ha voluto fortemente all’Hellas, e non solo. Gli devo davvero tanto al mister. Il gol in Serie A? E chi se lo dimentica. Anche perché c’è un aneddoto legato a quella partita. Prima al Bentegodi di quel campionato, contro il Lecce. Gol vittoria del sottoscritto ed in premio c’erano 100 bottiglie di Valpolicella (ride, ndr). In settimana me le consegnarono a casa e credimi, ad un certo punto non sapevo più dove metterle. Quell’anno facemmo delle partite incredibili, come contro la Juventus, 2-0 firmato Fabrizio Cammarata. In Serie A avevamo una squadra importante, giovani di valore che fecero molto bene come Laursen, Falsini, Diana, Melis. Poi arrivò la qualità di Morfeo, il giocatore più forte con cui ho giocato a Verona. Domenico avrebbe potuto fare di più per quella che era la sua classe - sottolinea Marasco - Il ricordo di Aglietti? Il mio grande ex compagno di squadra, l’anno scorso ha fatto un miracolo calcistico portando l’Hellas nella categoria che, secondo me, gli compete per l’importanza del pubblico e della città. L’apporto del Bentegodi è stato ed è unico, il vero dodicesimo uomo in campo. Un muro gialloblù, una Curva piena anche nei momenti di difficoltà. Avrò sempre grande stima dei butei. L’Hellas di oggi? Stava facendo molto bene ed il merito va alla società che ha creduto in un allenatore a cui in altre piazza non gli è stato permesso di esprimersi, ed in certi giocatori, sconosciuti a più, che si sono rivelati di indiscusso valore. Amrabat come Marasco? Il merito va anche spartito con chi ha pescato questi giocatori. Sofyan mi ha meravigliato tantissimo, ha dimostrato grandi qualità. Gioca sempre con una gran voglia di arrivare prima degli altri, è davvero un buon centrocampista. Se conservo qualche maglia? Ti racconto questo aneddoto. Prima giornata in Serie A, siamo a San Siro contro l’Inter (0-3, tripletta Vieri, ndr) vedo il Fenomeno all’intervallo che si riscalda, mi avvicino e gli chiedo la maglia. Al termine della partita, Ronaldo si trova accerchiato ma lui, da uomo di parola quale ha dimostrato di essere, si è ricordato di me e ci siamo così scambiati la maglia. Un vero Fenomeno". Foto Antonio Marasco
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I tentativi di truffa ai tempi del coronavirus
Volantino falso. Mi raccomando non seguitene le indicazioni,e se doveste trovarlo affisso fuori dalle vostre case, segnalate la presenza alle Forze di Polizia. Fonte Pagina Facebook Sboarina Sindaco
Ministro dello Sport, Spadafora: “Riprendere il campionato il 3 maggio è irrealistico”
“Domani proporrò di prorogare per tutto aprile il blocco delle competizioni sportive di ogni ordine e grado. Ed estenderò la misura agli allenamenti, sui quali non eravamo intervenuti perchè c’era ancora la possibilità che si tenessero le Olimpiadi. Riprendere il campionato di calcio il 3 maggio è irrealistico. Dal calcio di Serie A mi aspetto che le richieste siano accompagnate da una seria volontà di cambiamento: le grandi società vivono in una bolla, al di sopra delle loro possibilità, a partire dagli stipendi milionari dei calciatori. Devono capire che dopo questa crisi niente potrà essere più come prima. Intanto destinerò un piano straordinario di 400 milioni di euro allo sport di base, alle associazioni dilettantistiche sui territori, a un tessuto che, sono certo, sarà uno dei motori della rinascita” ha dichiarato a La Repubblica il Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora.
Moras: “Verona sarà sempre casa mia. Grande rispetto nei confronti dei tifosi dell’Hellas”
Nella finestra quotidiana sul profilo Instagram di Hellas Live (ore 18) gradito ospite l’ex difensore gialloblù, Vangelis Moras.
“Anche in Grecia siamo in quarantena e grazie alle notizie che sono arrivate dall’Italia, abbiamo accelerato i tempi. Le misure restrittive che sono state imposte, ci hanno permesso di contrastare subito il Covid-19. L’Italia ha sbagliato alcune cose ma gli errori che sono stati commessi da voi, sono stati un esempio per noi. E non solo. Dobbiamo accettare le regole che ci sono state imposte, anche se non è facile, ma lo dobbiamo fare per noi stessi ed i nostri cari, sperando che questo brutto incubo finisca il prima possibile. In un momento così delicato per tutto il mondo, l’aspetto economico non deve essere messo in primo piano. La cosa più importante oggi è la vita. Il calcio, si sa, è business ma non so cosa decideranno. Difficile ora pensare di riprendere a giocare vista la situazione generale. Quello che conta deve essere solo il bene comune. La vita delle persone va messa sopra tutto e tutti - ha dichiarato Moras - Verona è stata casa mia. Se un giorno cambierò paese e deciderò di tornare in Italia con la mia famiglia, verrei nella vostra splendida città. Ho trascorso quattro anni bellissimi, ricordo con affetto anche i momenti brutti. Anche da quelli c’è tanto da imparare. Ho sempre dato il cuore alla causa gialloblù e non vedo l’ora di tornare a salutare i tanti amici che ho in riva all’Adige. A Verona c’è e ci sarà sempre poi un pezzo di me grazie a Save Moras. Il mio arrivo all’Hellas? Lo ricordo molto bene. Estate 2012: venivo dal Cesena, saltai la preparazione e mi presentai a Trento per l’amichevole contro il Palermo. Appena c’è stata la possibilità di venire a Verona, ho subito declinato le altre offerte. Il nome Hellas mi dava qualcosa in più viste le mie origini, conoscevo poi la storia del club, l’unica società provinciale a vincere lo scudetto, come il Larissa, la squadra del mio paese. Verona è una piazza importante, le cose sono andate benissimo anche se non è stato facile, come qualcuno pensava, di ottenere dopo tanti anni (11, ndr) la promozione in Serie A. Ricordo la festa coi tifosi in piazza, la gente era al settimo cielo ed il fatto di essere riusciti a rendere felice i tifosi, ci ha fatto sentire importanti. Mandorlini? Ci sentiamo ancora con Andrea, una persona molto disponibile, abbiamo un rapporto bellissimo, lo stimo. La sua qualità più importante? La carica e quello che trasmetteva a noi calciatori. Poi i tifosi hanno fatto tutto il resto per farci dare sempre il massimo. Lui si fidava tanto dei giocatori e tutti davano il massimo per lui. A me personalmente ha sempre dato molta fiducia - ricorda Moras - Quando dai tutto per la maglia dell’Hellas, i tifosi ti applaudono sempre e questo è uno dei motivi per cui ho grande stima dei butei. Loro ci sono sempre stati vicini, sono dei signori. Ci sono stati anche dei confronti molto diretti, come quando vennero al campo di allenamento di Peschiera. Loro ce l’hanno sempre detto “Non ci interessa se perdete, ma quello che chiediamo è che in campo la squadra dia sempre il massimo”. Hanno ragione. Il mio rispetto è massimo nei loro confronti. ”A noi ci interessa solo l’Hellas” ci hanno sempre detto ed è per questo che mi sono entrati dentro, la loro è una grande mentalità. Ci hanno sempre fatto sentire il loro amore verso la maglia gialloblù, anche quando in più di un’occasione, ci sono stati problemi con la proprietà - sottolinea Moras - Il giocatore più forte con cui ha giocato a Verona? Facile, Luca Toni, un campione già affermato. Ma tolto lui, dico Jorginho perché nessuno lo conosceva e da subito è riuscito a fare la differenza anche in Serie A. E guardate ora dov’è. Di ricordi che mi legano a Verona ne ho tanti, come il mio ritorno al Bentegodi col Bari. L’applauso dei tifosi gialloblù è stato molto importante per me, la cosa più bella che potevo ricevere da ex. È vero, non volevo giocare in Italia con altre maglie, ma quando si è presentata l’offerta del club pugliese ho deciso di accettare anche per dimostrare quello che potevo ancora dare. Ma credetemi, giocare contro la squadra che hai amato, è brutto. Ho persino sbagliato spogliatoi (ride, ndr) quando sono tornato per la prima volta a “casa”. L’Hellas di Juric? Ha fatto un campionato bellissimo, si è visto da subito che era stato creato un gruppo importante che a Verona mancava da anni, una squadra unità, pur formata da giocatori non così famosi. Bravi davvero. Purtroppo solo il coronavirus ha bloccato il sogno dell’Hellas e speriamo di riuscire, il prima possibile, a tornare alla normalità”.
Colombatto ricorda l’Hellas Verona
Quanto ti manca Verona? Tanto, ho dei ricordi bellissimi. La risposta via social dell’ex centrocampista gialloblù, Santiago Colombatto.
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