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Drive-In Clinics
Nel padiglione 10 di Veronafiere è operativa una postazione sanitaria per effettuare in “Drive-In Clinics” tamponi, senza dover scendere dall’auto, per la diagnosi del Coronavirus. Siamo presenti insieme all’Azienda Ulss 9 Scaligera, Protezione Civile, Comune di Verona e Croce Verde Verona. Il test è accessibile soltanto su chiamata del Servizio igiene e sanità pubblica (SISP) ed è destinato a pazienti che hanno concluso il periodo di quarantena, a personale sanitario e altri dipendenti pubblici che lavorano a stretto contatto con i cittadini. L’obiettivo è quello di eseguire fino a 300 tamponi al giorno. Fonte e foto: Croce Rossa Italiana - Verona.
Piccoli poeti gialloblù crescono
Ciao ragazzi! Spinto dal classico amore genitore figlio, in questo caso zio e nipote, volevo inoltrarvi una poesia scritta da Pietro Brambilla (anni 12) sul mitico scudetto dell'Hellas. È nato con la fede per i colori gialloblù, incrollabile e spesso appunto ispirazione per poesie. Se avrete magari piacere di condividerla in questo periodo particolare...eccola qui! Grazie per il vostro lavoro di informazione. torneremo a tifare i nostri colori a squarciagola e sarà ancora più bello. Un saluto gialloblù da Luca
12 Maggio 1985
Faceva caldo quel dì di Maggio,
terminava per il Verona il viaggio:
allo stadio per vincer lo scudetto
e cucirsi il tricolore sul petto.
Quella squadra guidata da Bagnoli
schierava fuoriclasse in tutti i ruoli:
Briegel, Galderisi, Fanna, Tricella,
Elkjaer, Fontolan, Volpati, Garella.
In pochi all’inizio in te credevan,
o’ squadra sconosciuta di provincia,
Ma i cuori dei tifosi già battevan.
Siam pronti, di vittoria abbiamo sete.
Il fischio d’inizio, il sogno comincia.
Ecco, una voce grida forte: “Rete!”
Buon compleanno
Tanti auguri a... Filip Helander. L’ex difensore dell’Hellas Verona oggi compie 27 anni
Verre: “Contento ma posso dare di più al Verona. Hellas scelta azzeccata, i tifosi gialloblù ti trascinano”
“Come mi sto tenendo in forma? Seguo i programmi quotidiani del prof. usando anche il tapis rulant e trascorro le giornate insieme della mia compagna Alessandra. La mia stagione? Sono contento. Mi mancava la cultura del lavoro, come dice mister Juric. Con lui si lavora tanto ma i risultati poi si vedono. Il lavoro paga. Se la mia stagione è positiva il merito è della squadra, il gruppo è fondamentale. Una squadra sempre capace di fare un piccolo passo in avanti, di partita in partita, a partire dall’esordio col Bologna. È la mia miglior stagione in Serie A, ora ho trovato quella continuità che mi mancava. L’emozione del primo gol a San Siro? Non me lo scorderò mai, è stata la rete più importante che ho segnato. Calciare il rigore, sullo 0-0, in quello stadio... ma ero convinto di segnare. Ero concentrato ed i fischi più di tanto non li ho sentiti. Devo però imparare a piazzarli come Pazzini, quello contro la Juventus è stato perfetto - ha dichiarato l’attaccante gialloblù Valerio Verre, in diretta Instagram su Hellas Verona FC - Cosa mi manca di Roma? Tutto. Ogni due settimane torno, la famiglia, gli amici... Solo un romano la può capire quella città. I tifosi gialloblù? Ci stanno trascinando in questo percorso, sono il dodicesimo uomo in campo. Peccato siano distanti, però si sentono tanto lo stesso e ci danno davvero una grossa mano. La città di Verona? Mi piace tantissimo e si vive benissimo. Passeggio spesso al pomeriggio e con la mia ragazza ci troviamo alla grande. Perché ho scelto Verona? L’Hellas mi ha fortemente voluto ed è stata una scelta azzeccata. La mia miglior partita col Verona? Contro il Milan. Giocai punta e dopo l’espulsione di Stepinski rischiai di fare due gol. Il mio giocatore preferito? Sono cresciuto con Totti e De Rossi”.
AIC, Tommasi: “Il dramma sono i morti e i malati: i titoli si assegnano solo se ci sono le condizioni”
“Non assegnare i titoli non è un dramma, il dramma sono i morti e i malati: i titoli si assegnano solo se ci sono le condizioni. Come presidente dell'Associazione italiana calciatori sono stato fra i primi a dire di chiudere tutto e di affidarsi alla scienza. Credo che ora la previsione ottimistica sia quella di riprendere le competizioni senza pubblico: i tempi sono incerti, ma lunghi, e va garantita la sicurezza di tutti" ha dichiarato a Chi il presidente dell’AIC, Damiano Tommasi.
Numeri e curiosità di Boris Radunovic
Una stagione da outsider in Serbia stregò la Dea, che mise gli occhi su un portiere possente, abile nelle prese alte, reattivo. Boris Radunovic ha sinora disputato una sola partita in Serie A, con la maglia dell'Atalanta, ma la lunga esperienza in Serie B con le maglie di Avellino, Salernitana e, anche se solo per poco, Cremonese - nonché gli attestati di stima ricevuti da molti addetti ai lavori – hanno portato alla luce un calciatore dalle grandi prospettive.
#96 BORIS RADUNOVIĆ
Data di nascita: 26 maggio 1996
Luogo: Belgrado, Serbia
Altezza: 1,94 m
Nazionalità: serba
Ruolo: portiere
Piede preferito: destro
Caratteristiche: grande come la porta
Presenze in Serie A: 1
Presenze Hellas Verona: 0
«Radunovic è il portiere più forte ad aver mai giocato con l'Avellino, ma oltre a questo ha potenzialità enormi per la sua età e deve ancora mostrare gran parte del suo repertorio»
Cit. Carmine Amato
RAD BELGRADO
Radunovic fa il suo esordio tra i professionisti il giorno del suo diciassettesimo compleanno, il 26 maggio 2013, nell'ultima giornata della Super Liga Srbije di quell'anno: il Rad Belgrado, squadra con cui Boris è cresciuto, è avanti di 3 gol sul Radnički Niš. A quel punto l'allenatore Marko Nikolić manda in campo il giovane portiere per gli ultimi minuti al posto di Filip Kljajić. L'anno seguente Radunovic rimane a secco di presenze con la prima squadra, ma nel corso della stagione 2014/15 riesce a scalzare il collega Aleksandar Jovanović dal ruolo di portiere titolare e ad inanellare una serie di 23 partite da titolare consecutive, fra campionato e coppa, anche grazie alla fiducia del tecnico Milan Milanović. Il Rad Belgrado chiude una stagione importantissima in cui, fino allo scontro diretto della 28a giornata contro il Vojvodina, tiene vive le speranze di qualificazione all'Europa League. L'apporto di Boris Radunovic è fondamentale: esclusa la debacle del 7-0 subito dal Čukarički, il portiere serbo subisce appena 14 gol in campionato. Su di lui si accende l'interesse dell'Atalanta, che lo porterà in Italia nell'estate del 2015.
ATALANTA E I PRIMI PRESTITI
Alla Dea gioca la sua prima e unica stagione nel 2015/16, senza riuscire a togliere lo scettro di portiere titolare al compagno Marco Sportiello. Edy Reja lo fa esordire in quella che è finora la sua unica gara in Serie A, all'ultima giornata di quell'anno: i nerazzurri si impongono 2-1 al 'Ferraris' contro il Genoa. In estate viene ceduto in prestito all'Avellino e nella sua prima esperienza in Serie B ottiene 31 presenze, contribuendo alla salvezza dei biancoverdi che si piazzano al quattordicesimo posto. L'anno seguente l'Atalanta lo cede in prestito ancora in B, alla Salernitana, dove colleziona la bellezza di 36 partite stagionali. In questi anni veste un ruolo importante anche con la Nazionale Serba Under 21, alternandosi fra i pali perlopiù con Vanja Milinković-Savić. Dopo l'infortunio al ginocchio con la maglia della Cremonese, un anno più tardi, rientra in Under 21 nel giugno 2019. Con la selezione serba ha totalizzato complessivamente 18 presenze.
CREMONESE ED HELLAS VERONA
La terza esperienza in Serie B è con la maglia della Cremonese, ma inaspettatamente è la meno fortunata. I grigiorossi faticano più del previsto nelle prime giornate e, purtroppo, il 2 novembre 2018 al 'Bentegodi', nel corso della partita contro l'Hellas Verona, Boris Radunovic si infortuna al ginocchio. La rottura del legamento lo tiene fuori per tutto il resto della stagione, fino al sopracitato rientro in Under 21. Terminato il periodo a Cremona passa in prestito proprio ai gialloblù, con il suo trasferimento che viene ufficializzato il 15 luglio 2019. Fonte: hellasverona.it
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Lega Serie A: “Pronti a finire il campionato qualora il Governo ne consenta lo svolgimento”
È terminata l'Assemblea della Lega Serie A che s'è svolta questa mattina in videoconferenza. Le società di Serie A hanno dato il loro ok alla ripresa dei lavori, a patto che dal Governo arrivi il via libera per la ripresa. Ecco il comunicato diramato al termine dei lavori.
L'Assemblea della Lega Serie A si è riunita questa mattina e ha confermato, con voto unanime di tutte le venti Società collegate in video conferenza, l'intenzione di portare a termine la stagione sportiva 2019-2020, qualora il Governo ne consenta lo svolgimento, nel pieno rispetto delle norme a tutela della salute e della sicurezza. La ripresa dell'attività sportiva, nella cosiddetta Fase 2, come già evidenziato in passato, avverrà in ossequio alle indicazioni di Fifa e Uefa, alle determinazioni della Figc, nonché in conformità ai protocolli medici a tutela dei calciatori e di tutti gli addetti ai lavori. Fonte: tmw
Caceres: “C’è tanta voglia di tornare in campo, ma bisogna farlo nella massima sicurezza”
”In questo momento la salute va messa al primo posto. Da parte nostra c’è tanta voglia di tornare in campo, ma bisognerà farlo nella massima sicurezza. Una partita senza pubblico è diversa, soprattutto a Firenze, ma dovremo abituarci. Si parla di giocare ogni tre giorni, non sarà facile, soprattutto d’estate. Ma siamo professionisti, dovremo farci trovare pronti” ha dichiarato al Corriere dello Sport, l’ex difensore dell’Hellas Verona, oggi alla Fiorentina, Martin Caceres.
Cassano: “Non si può tornare in campo”
“La realtà dei fatti è che non si può riniziare a giocare, soprattutto per fare 13 partite in 45 giorni, anche se ci dovessero essere 8-10 cambi. Giocare il campionato nell'anno solare come propone Galliani mi sembra un po' difficile, il presidente Gravina e tutti gli altri devono essere uniti nel fermare il calcio" ha dichiarato in diretta su Instagram a Pierluigi Pardo, l’ex attaccante Antonio Cassano.
A Peschiera riservate 46 camere singole per calciatori e staff
Due giorni decisivi: oggi l’assemblea della Lega A, domani l’incontro col ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, cui è stato inviato, come al ministro della Salute, Roberto Speranza, il protocollo della commissione medica della FIGC per la ripresa. Al Park Hotel di Peschiera sono già state prenotate nel frattempo 46 camere singole, riservate a calciatori ed ai membri dello staff dell’Hellas Verona. Obbligatorio il self-service per pranzi e cene. Due i campi di allenamento e quattro gli spogliatoi a disposizione per i gialloblù di Juric.
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