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Verona sul tetto d’Europa
1 aprile 1998. Una data che per chi ha lo sport gialloblù dentro è speciale. Pionir di Belgrado, 5000 tifosi infuocati, clima incandescente. La Scaligera Basket entra nella storia: vince la partita, ribalta il risultato dell'andata, alza la Coppa. La Coppa Korac.
Un trionfo per tutta Verona.
Fonte: Scaligera Basket Verona
Tanti auguri
Buon compleanno a... Luigi Capuzzo. L’ex attaccante dell’Hellas Verona oggi compie 62 anni. Festeggia anche l’ex portiere gialloblù, Paolo Conti (70).
Buon compleanno
Tanti auguri a... Robert Cavalheiro Anderson. L’ex difensore dell’Hellas Verona oggi compie 37 anni. Foto Grigolini
#aiutiAMOverona
Berardi, Meneghini, Associazione Culturale Verona Hellas e Stepinski: questi i protagonisti delle aste di oggi. Nuova tranche di donazioni da parte di tesserati, e non, per sostenere la raccolta fondi favorita dal Club per #aiutiAMOverona. Ecco, allora, la maglia firmata e utilizzata nella scorsa stagione da Sofia Meneghini, calciatrice dell’Hellas Verona Women. Poi un cimelio unico, che rappresenta la passione della nostra gente per i colori gialloblù: l’abbonamento originale della stagione tricolore 1984/85 donato dall’Associazione Culturale Verona Hellas. Ovviamente non potevano mancare i calciatori della prima squadra: Alessandro Berardi ha voluto donare i suoi guanti firmati, mentre Mariusz Stepinski ha messo a disposizione una polo e una felpa della collezione M9/85, entrambe firmate e con dedica.
Vai su CharityStars e fai la tua offerta: si può donare anche una quota libera, basta cliccare su Crowfunding. Il ricavato totale sarà devoluto alla raccolta fondi che servirà ad aiutare gli ospedali veronesi, e non solo.
Fonte: hellasverona.it
Donatella ha vinto la sua battaglia!
La grande tifosa dell’Hellas Verona, Donatella Rettore, ha vinto la sua battaglia.
È la stessa artista a comunicarlo via social.
”Quella battaglia l’abbiamo vinta” una splendida notizia per le tante che vogliono bene a Donatella. Ti aspettiamo al Bentegodi, Rettore, grande cuore gialloblù.
Sibilano: “A Verona si tifa Hellas a prescindere dalla categoria”
Nella finestra quotidiana sul profilo Instagram di Hellas Live (ore 18), ospite l’ex difensore gialloblù, Lorenzo Sibilano.
“A volte bisogna trovarsi nel posto giusto al momento giusto e nei miei anni in gialloblù, ho incontrato sul mio cammino diversi problemi societari. Ma ricordo sempre con grande affetto la mia esperienza a Verona, una piazza che vive di calcio. Purtroppo in quegli anni pagammo dazio a causa dei ribaltamenti frequenti ai vertici del club. L’anno della retrocessione? Partimmo con Ficcadenti, poi alla sosta arrivò Ventura ed ad un certo punto eravamo davvero convinti di farcela a mantenere la categoria. La tragedia Raciti sconvolse il calendario e qualche passo falso lo pagammo a caro prezzo, nonostante riuscimmo a conquistare 37 punti da gennaio in poi, una media da Serie A. Un anno maledetto, credimi il rammarico c’è ancora. Sono convintissimo che se ci fossimo salvati, l’anno dopo avremmo fatto un grandissimo campionato. Con Ventura si giocava a memoria, il suo 4-2-4 era tanta roba. Lo spareggio d’andata? Impossibile dimenticarlo.... Passammo in vantaggio con un mio gol, poi sbagliammo occasioni clamorose con Cutolo, Nieto e Pulzetti. Nella ripresa entrò Do Prado e ci mise in grossa difficoltà, l’assoluto protagonista dello Spezia. Nella gara di ritorno giocammo quasi ad una porta sola, ma il portiere Santoni paró l’impossibile. Ancora oggi mi dispiace davvero tanto, ma anche questo purtroppo fa parte del calcio - ricorda l’ex difensore dell’Hellas Verona, Lorenzo Sibilano - L’anno dopo ci trovammo così in Serie C, una categoria molto difficile, specie se non ti cali nel modo giusto nella parte. I nomi in Lega Pro non contano e noi lo dimostrammo. Alcuni accusavano ancora la retrocessione e nonostante il sostegno dei tifosi gialloblù, sempre presenti, si pensava di vincere le partite con i nomi od il blasone della piazza, ma non era così. I nostri avversari contro l’Hellas Verona facevano sempre la partita della vita. Sarri? Ho un ricordo fantastico del mister, curava tantissimo i dettagli ma non era la situazione ideale in quel momento. Con lui avevo un rapporto molto intenso, si confidava tanto con me. Ma come nel caso di Colomba, pagó la mancanza di risultati. Lo spareggio di Busto? Giornata indimenticabile. Un pagina di storia. Il tifo a Verona nei confronti dell’Hellas è a prescindere dalla categoria, come recita una famosa canzone che cantano in curva. Questo dimostra quello che prova la gente che ha a cuore l’Hellas. Alla fine della partita, per cercare il gol, feci anche l’attaccante e nell’azione del pareggio presi un forte colpo alla nuca, che mi tramortì. Venne Comazzi ad abbracciarmi dopo la rete di Zeytulaev. Che gioia! Pensa che quando l’arbitro riguardò la partita, disse che l’azione era da fermare considerato il forte trauma che avevo subito. Per fortuna è andata come tutti sappiamo ed in pieno recupero, nonostante il colpo subito, ricordo che saltavo in alto in cielo come nulla fosse, trasportato dall’adrenalina e dai tifosi gialloblù. Una sensazione fantastica. L’Hellas di oggi? Ai ragazzi che alleno dico sempre di guardare come giocano l’Atalanta e l’Hellas. Mi piace tantissimo. Intensità nelle manovre, sempre la propria identità contro chiunque, è davvero un piacere vederli giocare. La società ha lavorato molto bene, sia come scouting che settore giovanile. Lo dimostrano Amrabat, Rrahmani e Kumbulla. L’esperienza di Cassano a Verona? Dovevano correre per lui (ride, ndr) ma le sue qualità non si possono minimamente discutere. Antonio aveva una marcia in più. Dentro di lui però si era spento qualcosa e non era in grado più di fare certi sacrifici, specie dal punto di vista mentale. Avrebbe avuto l’occasione a Verona di regalare grandi giocate, come lui sa fare. Di errori ne ha fatti, ma a Verona ha dimostrato maturità: non potendo dare all’Hellas quello che la piazza pretendeva, ha deciso di farsi da parte”.
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Forza Italia!
A mezzogiorno tutta Italia si è fermata per rendere omaggio alle numerose vittime del Convid-19.
“Tutta la nostra comunità e’ vicina alle vittime della pandemia e alle loro famiglie” il messaggio postato sui social dal primo cittadino di Verona, Federico Sboarina.
Il motore dell’Hellas Verona: Sofyan Amrabat
Sofyan Amrabat è arrivato a Verona il 22 agosto: tre giorni dopo era già in campo al 'Bentegodi', a presentarsi al pubblico con una prestazione straripante per agonismo e sacrificio. Da subito si è pensato fosse un calciatore tutto muscoli, fiato e tenacia, ma in realtà quel numero 34 si è rivelato nel tempo un abile palleggiatore, con grande personalità non solo nella lotta, ma anche nello smarcarsi e nel catalizzare i palloni. Dietro l’idea che ci siamo fatti del calciatore, c'è la realtà di una persona sensibile, legata ai propri fratelli e alla propria famiglia, sentimenti di disponibilità e correttezza che poi rispecchia sul rettangolo verde. Ceduto alla Fiorentina nel corso del mercato invernale, è ora in prestito all’Hellas sino al termine della corrente stagione.
#34 SOFYAN AMRABAT
Data di nascita: 21 agosto 1996
Luogo: Huizen, Paesi Bassi
Altezza: 1,85 m
Nazionalità: marocchina-olandese
Ruolo: centrocampista centrale
Piede preferito: destro
Caratteristiche: 'tuttocampista' e 'tackle-man'
Presenze in Serie A: 23
Presenze Hellas Verona: 23
«Amrabat? Gioca finché ne ha...»
Cit. Ivan Juric
NORDIN E SOFYAN
Due fratelli, due calciatori. Quando nel 2007 Sofyan entra nel settore giovanile dell'Utrecht, Nordin ha già giocato un'intera stagione tra i professionisti con l'Omniworld ed è prossimo a esordire con il VVV-Venlo. Entrambi disputano alcune partite con le selezioni giovanili olandesi, Sofyan con l'Under 15, mentre Nordin arriva fino all'Under 21, ma alla fine tutti e due scelgono di giocare per il Marocco, il Paese natale dei loro genitori. Fra i due ci sono 9 anni di differenza, ma seppur non abbiano mai avuto la possibilità di affrontarsi in campo - il fratello maggiore Nordin lascia l'Olanda e il PSV Eindhoven nel 2011, per giocare in Turchia, Spagna e Inghilterra, arrivando infine all'Al-Nassr, in Arabia Saudita - hanno comunque avuto il privilegio di condividere l'esperienza in Nazionale per alcune gare. Già nel 2015 (a 19 anni) Sofyan è in panchina, per la prima volta, a osservare il fratello in campo contro l'Uruguay in amichevole. Il suo esordio è datato 28 marzo 2017, contro la Tunisia, ma Nordin non è convocato. I due riescono a giocare insieme l'11 novembre 2017 contro la Costa d'Avorio. Il 16 ottobre 2018 sono uno a fianco all'altro, pochi istanti prima dell'inizio della gara con le Comore, a cantare l'inno nazionale.
AMRABAT IN EUROPA
Sofyan Amrabat ottiene un discreto successo in Olanda, nei suoi primi anni di carriera. Riesce a vincere con la Primavera dell'Utrecht il campionato nel 2016, un titolo giovanile che lo proietta nell'Eredivisie professionistica. Con la maglia del Feyenoord riesce a sollevare nel 2018 la Supercoppa Olandese, sempre nel 2018 la Coppa d'Olanda e nel 2019 la sua seconda Supercoppa Olandese. Questi successi convincono il Club Brugge a portarlo in Belgio. Per quanto riguarda le competizioni UEFA, Sofyan colleziona 3 presenze in Europa League e 8 in Champions League, dove arriva ad affrontare squadre del calibro dell'Atletico Madrid, del Borussia Dortmund e del Manchester City. Il suo unico gol europeo lo sigla con la maglia del Feyenoord, in Champions, il 26 settembre 2017 nella sconfitta per 3-1 in casa del Napoli.
IL PRIMO BOATO È IL PIÙ FORTE
Una corsa di venti o trenta metri, veloce, un tackle, il tentativo di recuperare palla, il fallo. È bastato un nulla a Sofyan Amrabat per accendere il 'Bentegodi', uno stadio e un pubblico che apprezzano i calciatori che badano alla sostanza. E basta un attimo per alimentare quel fuoco sempre acceso per sostenere il Verona. Una scivolata dopo il pressing, diretta e decisa, e si sente il primo boato, il più forte. Hellas in dieci, a giocarsela apertamente più che a difendere il pareggio, ma Amrabat dà subito da intendere che quelle gare, uno come lui, vorrebbe giocarle sempre. Verona-Bologna del 25 agosto 2019 è stata la sua prima partita in gialloblù, arrivato all'Hellas appena tre giorni prima. Fonte: hellasverona.it
Reja: “L’Albania non è ricca ma ha un cuore infinito”
L’ex allenatore dell’Hellas Verona, Edy Reja, loda l’iniziativa del premier albanese, Edi Rama. “Ma non mi ha sorpreso, è una persona di grande spessore e generosità, che parla un italiano perfetto e questo gli ha permesso di dire parole importanti. E’ vero, l’Albania non è una nazione ricca, ma ha un cuore infinito, sa essere riconoscente con chi l’ha aiutata“ ha dichiarato a La Gazzetta dello Sport, l’allenatore dell’Albania.
Serie A spaccata tra chi vuole tornare a giocare (10 club tra cui l’Hellas Verona) e chi no
Sono 10 i club che hanno manifestato l’intenzione di tornare a giocare (Lazio, Napoli, Cagliari, Atalanta, Roma, Fiorentina, Hellas Verona, Parma, Sassuolo e Lecce), 8 invece le società che pensano che la stagione sia chiusa qui (Torino, Brescia, Sampdoria, Bologna, Inter, Milan, Genoa e Spal). Atalanta e Juventus invece non si sono schierate ed attendono gli sviluppi.
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